lunedì 5 novembre 2018

Il parco degli acquedotti (e incarcerazione forzata)

Questa settimana è stata di forzata carcerazione, infatti lunedì e martedì le scuole sono rimaste chiuse per allerta meteo, mercoledì sono rientrati, ma poi 4 giorni di mega pontone, chiusi in casa perché dava pioggia dappertutto e non ci siamo arrischiati a partire col camper visto quello che il tempo aveva combinato nei giorni precedenti.
I bambini e la mamma a un certo punto si stavano arrampicando sui muri, abituati a girare come trottole questo stop ci ha permesso sì di riposare, ma un po' troppo del dovuto! Giovedì credevo veramente di andare fuori di testa!
Comunque alla fine qualcosina l'abbiamo fatta, come un pomeriggio in biblioteca, gli allenamenti di rugby con partita della prima squadra sabato e un raggruppamento di rugby domenica. Il raggruppamento è stato nel campo di rugby adiacente al parco degli acquedotti, un magnifico parco archeologico a Roma sud, che volevo visitare già dall'anno scorso. I ragazzini tra i 6 e i 9 anni hanno giocato all'ombra di nuvolacci ricolmi di pioggia magnifici archi dell'acquedotto romano che migliaia di anni fa portava l'acqua dai castelli fino al centro di Roma. Peccato il tempo infausto che non ci ha permesso di giocare nemmeno semifinali e finali, facendoci scappare prima del dovuto.
Ma per fortuna un paio di settimane fa, in una fortuita domenica libera da impegni e ancora tiepida climaticamente parlando, noi come famiglia siamo riusciti a farci un giro per il parco con le biciclette nuove fiammanti, regalo della nonna per il compleanno dei due nani grandi, con il Francese dietro di me ben appollaiato sul seggiolino.
Il parco degli acquedotti si trova poco dentro al raccordo, all'uscita Anagnina e ha diverse entrate, noi abbiamo scelto quella dove via Lemonia finisce sulla circonvallazione Tuscolana, in quella zona è stato piuttosto facile parcheggiare e vicino c'è un parco giochi dove a fine giro abbiamo smaltito il nostro picnic.
Il giro non è enorme ed è fattibilissimo con bimbi dell'età dei miei (6 e 7 anni), anche meno se sono abituati a pedalare, tutto il percorso è facile, a parte qualche passaggio stretto dove bisogna fare attenzione più che altro alle altre persone in bicicletta o a piedi, e si passa da una parte all'altra dell'acquedotto su sentieri ben battuti e attraverso archi di duemila anni fa. Uno spettacolo!
C'è una zona più frequentata, che si trova sempre su via Lemonia all'altezza della parrocchia di san Policarpo, dove si trovano tavoli e zone per fare un bel barbecue, inoltre vicino alla chiesa c'è un bar ristorante che affaccia sul parco con una zona di sabbia per giocare e delle altalene; l'altro parco giochi invece è meno frequentato dalle famiglie, forse perché più piccolo, comunque ci sono le macchine per fare ginnastica, apprezzate dai miei bimbi più dei giochi stessi.
Unico appunto: alcune zone, in particolare dove ci siamo fermati per mangiare, non sono particolarmente pulite: immondizie come cartoni di pizza e lattine sparsi, fazzoletti, escrementi (umani o animali?! mah...), insomma la cara vecchia inciviltà di cui non si riesce a fare a meno, nemmeno in luoghi che sono la nostra storia millenaria.

6 commenti:

  1. Lì vicino c'è anche uno dei miei ristoranti preferiti: l'albero cocciuto :D

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  2. Ciao, ti capisco stare in casa troppo a lungo fa uscire di testa anche noi. I bambini ad un certo punto chiedono di poter almeno andare a fare una passeggiata corta con l'impermeabile...

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  3. Zone sconosciute... comunque quando piove io preferisco copertina, gatto, libro o film insieme alla famiglia. Impoltroniti prorio XD

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    1. Sì certo, fossi da sola anche io, peccato che io ho due maschi che dopo un po' se non sfogano col cavolo che s'impoltroniscono! E comunque magari un giorno lo faccio impoltronita...non quattro di seguito pure senza scuola!!!!

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