martedì 11 dicembre 2018

Sono forte, sono dura, sono una co****na!

Due settimane fa, abbondanti, ho iniziato a star male, una febbricciattola fastidiosa e crampi allo stomaco. Era il venerdì, preludio del weekend che io e mio marito ci eravamo presi di "ferie" chiamando i suoceri da Salerno per fare i baby sitter: partita degli All Blacks e Deejayten, di cui ho accennato nello scorso post. Ovviamente non potevo saltare quel weekend e con febbre e crampi ho fatto entrambe le cose finendo la domenica sera a letto con 39° di febbre...
Ma ce la faccio.
Qualche giorno a mezzo servizio, con crampi, febbre e dissenteria poi ricomincio a star bene e riprendo tutte le mie attività, corsa e rugby touch incluso, ma il fine settimana successivo sono di nuovo mezza acciaccata fino ad arrivare  a martedì di nuovo con 38° di febbre e vomito. Mio marito si prende un giorno e ha cercato il più possibile di portare lui i bimbi a scuola la mattina e agli sport nel pomeriggio, ma riposare è comunque un'impresa.
Ma ce la faccio. Passa sono sicura che passa.
Poi mi si forma un pomfo dolorante sulla caviglia, penso a un insetto, ma quando sabato poi ne sono usciti altri 4...domenica mattina prima dello spettacolo di Disney on Ice (regalo per il compleanno del Francese) guardia medica dove mi danno l'antibiotico ancora prima che finissi di enumerare le mille mila cose che mi erano capitate. Domenica sera quasi non riuscivo a muovermi dal dolore che mi davano questi pomfi, poi finalmente l'antibiotico ha iniziato a far effetto.
Sono ancora molto giù e vorrei solo buttarmi sul divano e dormire per due giorni di fila, ma stamattina ci ho messo due ore solo per mettere a posto i vestiti piegati e stendere l'ennesima lavatrice.
Ma tanto ce la faccio...

lunedì 3 dicembre 2018

E ti piace correre, no?

Passano giorni e settimane e avrei così tante cose da scrivere, ma non ho davvero il tempo nemmeno di respirare.
E' passato il compleanno del Francese, è passata la partita di rugby Italia - All Blacks, è passata la Deejayten, sono passati i suoceri, è passata l'influenza intestinale...ah no questa non è passata...
Insomma siamo a dicembre, il mese che chiude l'anno e che mi fa ammattire il doppio di tutti gli altri mesi, un po' come se mi arrivasse la tredicesima, ma in cose da fare e stress.
Questo per dirvi che ci sono, sono ancora viva, più che altro direi che sopravvivo, e spero di ritornare a scrivere presto!

venerdì 16 novembre 2018

Il nostro piccolo tour

Abbiamo ripreso a muoverci un po' con il camper e il weekend scorso, complice la chiusura di lunedì delle scuole per il referendum, abbiamo girovagato tra borghi e sagre nelle Marche e in Umbria.
Partendo venerdì dopo pranzo, abbiamo approfittato del momento siesta viaggiando tranquilli fino a Spoleto, dove ci siamo fermati per rifornirci di acqua e fare una passeggiata per il centro storico, anche se il sole ormai era già sceso. Pur essendo venerdì sera, la città non era molto vitale, così dopo la visita al duomo e un aperitivo sul corso principale siamo rientrati in camper per la cena.
Abbiamo viaggiato dopo la messa a nanna e siamo arrivati ad Acqualagna, la nostra meta principale con la sua Fiera del tartufo. La mattina dopo con la navetta gratuita messa a disposizione, abbiamo raggiunto la gola del Furlo e abbiamo fatto una camminata lungo la strada fino alla diga; bellissimi i paesaggi e i resti romani, peccato che la camminata fosse sull'asfalto!
Pranzo e pomeriggio dedicato al tartufo in tutte le sue declinazioni! Dopo il pranzo nel tendone della proloco, abbiamo girato almeno due volte la fiera, fatto i nostri acquisti e poi ci siamo spostati nel parchetto cittadino per far giocare un po' i bimbi. Prima di rientrare aperitivo con ancora qualche cibaria al tartufo e poi tutti a nanna.
Il giorno dopo ci siamo spostati a Urbania, con l'intenzione di fare un piccolo giro nel paese e poi spostarci al bosco dei folletti poco distante, ma i bimbi erano particolarmente agitati, quindi saltiamo il bosco e ci concentriamo sul centro di Urbania che ci regala anche una bellissima esperienza nella chiesa dei morti, con le celebri mummie, anche per i bambini è stata molto interessante tutta la spiegazione e non ne sono stati affatto spaventati (del resto figli di due genitori fans di Dylan Dog, come avrebbero potuto?).
Dopo aver pranzato in camper con i prodotti comprati in fiera il giorno prima, ci siamo spostati durante la siesta arrivando a Passignano sul Trasimeno in tempo per vedere uno splendido tramonto sul lago. Abbiamo fatto poi un giretto per il centro, abbiamo visitato la rocca (bello il panorama notturno, ma quello diurno deve essere davvero speciale) e abbiamo spiluccato tra le bancarelle delle sagre presenti (festa dell'olio con sagra della bruschetta e sagra della castagna).
L'ultima mattinata è stata dedicata a Civita di Bagnoreggio, la città che muore, una chicca che era sulla mia must to do list della zona. Noi con il camper abbiamo parcheggiato subito fuori dal centro storico di Bagnoreggio, nell'area camper vicino al supermercato, e abbiamo preso la navetta (1€ ad adulto A/R) per arrivare fino quasi al ponte che collega Civita con Bagnoreggio, al ritorno invece siamo tornati a piedi ed è comunque fattibile. Con la macchina si può entrare a Bagnoreggio e raggiungere il ponte, ma i posti per parcheggiare sono pochissimi, erano liberi solo perché era un semplice lunedì di novembre!
Ed ecco sulla carta il nostro piccolo tour.

lunedì 5 novembre 2018

Il parco degli acquedotti (e incarcerazione forzata)

Questa settimana è stata di forzata carcerazione, infatti lunedì e martedì le scuole sono rimaste chiuse per allerta meteo, mercoledì sono rientrati, ma poi 4 giorni di mega pontone, chiusi in casa perché dava pioggia dappertutto e non ci siamo arrischiati a partire col camper visto quello che il tempo aveva combinato nei giorni precedenti.
I bambini e la mamma a un certo punto si stavano arrampicando sui muri, abituati a girare come trottole questo stop ci ha permesso sì di riposare, ma un po' troppo del dovuto! Giovedì credevo veramente di andare fuori di testa!
Comunque alla fine qualcosina l'abbiamo fatta, come un pomeriggio in biblioteca, gli allenamenti di rugby con partita della prima squadra sabato e un raggruppamento di rugby domenica. Il raggruppamento è stato nel campo di rugby adiacente al parco degli acquedotti, un magnifico parco archeologico a Roma sud, che volevo visitare già dall'anno scorso. I ragazzini tra i 6 e i 9 anni hanno giocato all'ombra di nuvolacci ricolmi di pioggia magnifici archi dell'acquedotto romano che migliaia di anni fa portava l'acqua dai castelli fino al centro di Roma. Peccato il tempo infausto che non ci ha permesso di giocare nemmeno semifinali e finali, facendoci scappare prima del dovuto.
Ma per fortuna un paio di settimane fa, in una fortuita domenica libera da impegni e ancora tiepida climaticamente parlando, noi come famiglia siamo riusciti a farci un giro per il parco con le biciclette nuove fiammanti, regalo della nonna per il compleanno dei due nani grandi, con il Francese dietro di me ben appollaiato sul seggiolino.
Il parco degli acquedotti si trova poco dentro al raccordo, all'uscita Anagnina e ha diverse entrate, noi abbiamo scelto quella dove via Lemonia finisce sulla circonvallazione Tuscolana, in quella zona è stato piuttosto facile parcheggiare e vicino c'è un parco giochi dove a fine giro abbiamo smaltito il nostro picnic.
Il giro non è enorme ed è fattibilissimo con bimbi dell'età dei miei (6 e 7 anni), anche meno se sono abituati a pedalare, tutto il percorso è facile, a parte qualche passaggio stretto dove bisogna fare attenzione più che altro alle altre persone in bicicletta o a piedi, e si passa da una parte all'altra dell'acquedotto su sentieri ben battuti e attraverso archi di duemila anni fa. Uno spettacolo!
C'è una zona più frequentata, che si trova sempre su via Lemonia all'altezza della parrocchia di san Policarpo, dove si trovano tavoli e zone per fare un bel barbecue, inoltre vicino alla chiesa c'è un bar ristorante che affaccia sul parco con una zona di sabbia per giocare e delle altalene; l'altro parco giochi invece è meno frequentato dalle famiglie, forse perché più piccolo, comunque ci sono le macchine per fare ginnastica, apprezzate dai miei bimbi più dei giochi stessi.
Unico appunto: alcune zone, in particolare dove ci siamo fermati per mangiare, non sono particolarmente pulite: immondizie come cartoni di pizza e lattine sparsi, fazzoletti, escrementi (umani o animali?! mah...), insomma la cara vecchia inciviltà di cui non si riesce a fare a meno, nemmeno in luoghi che sono la nostra storia millenaria.

venerdì 26 ottobre 2018

Ai loro occhi

Quest'anno come ho già detto, avendo un po' di tempo libero, ho infilato un po' di attività al di fuori della famiglia, quindi il lunedì e il giovedì ho le lezioni di italiano, il mercoledì vado allo spazio Be.Bi e infine sono rappresentante della sezione della materna dove c'è il Francese, quindi molti lunedì pomeriggio sono impegnata per riunioni; oltre a questo cerco di infilare l'attività fisica che mi aiuta nello sfogo delle emozioni poco sane.
Non ho fatto tanto pubblicità in giro, soprattutto quando si tratta di volontariato la gente ti guarda con sospetto come se si sentisse minacciato o pensasse "nessuno fa niente per niente" e, in generale, non parlo molto nemmeno a casa, come se volessi preservare quelle attività come mie e solo mie. Sì, lo so, un po' da malati...
Comunque pian piano queste cose sono arrivate all'orecchio dei bimbi, che ogni volta rimangono estasiati, come se ogni attività che io faccio, sia quella di un vero supereroe, in particolare per la Belva che l'altro giorno se n'è uscita con questa frase: "Tu sei una mamma, una cuoca, una maestra, un'insegnante e pure una rappresentante! WOW!". Aveva gli occhi grandi che scintillavano, entusiasta come se stesse raccontando le gesta di una vera eroina.
E siccome io sono bravissima a martoriarmi, mi sono crogiolata molto poco, anzi sono passata subito a pensare che quando saranno grandi tutto ciò sarà magari qualcosa di cui si vergogneranno e la mia vita, le mie scelte risulteranno scontate, banali, senza senso.
Per ora sono la loro eroina e dovrei solo imparare a godermi questa fama e alle volte considerarmi davvero tale!

martedì 16 ottobre 2018

Sono un'iguaribile...testa di c...

Venerdì scorso, ultimo giorno prima del ritorno del Navigante, dopo aver lasciato i nani a scuola, ho recuperato tutti i soldi per un progetto scolastico, sono andata in Posta a fare il bollettino, sono passata in segreteria a lasciare il bollettino, ho fatto un pochino di spesa, sono tornata a casa e sono andata a correre. Ero talmente stanca che sarei rientrata dopo il primo passo, invece siccome ho ancora la mente bacata dell'agonista che non si ferma nemmeno se lo stirano, ho continuato e dopo nemmeno un chilometro mi sono ritrovata faccia a terra, ossia mi sono inciampata e sono finita giù come un pero. Mi sono sbucciata le mani e mi sono fatta un vero e proprio buco nel gomito.
Mi sono seduta in mezzo alla strada bianca (leggi: sassolini nella ferita, infezione garantita!) e ho guardato in giro, trovando il colpevole: un tombino un po' sporgente; poi mentre rientravo mestamente a casa, mi sono chiesta se effettivamente fosse colpa del tombino o mia che mi ostino a caricarmi di cose da fare, sapendo che non ho il tempo nemmeno di andare in cesso, tanto per essere fini.
E niente, alla fine sono diventata rappresentante di classe del Francese, alla materna, che non volevo, ma un po' nessuno si era candidato e un po' la maestra che conosco dall'anno scorso mi ha praticamente supplicato. Lunedì mi hanno eletto, entro venerdì dovevo raccogliere tutti i numeri di telefono (una classe al 90% composta da bambini nuovi e quindi di mamme e papà che non conoscevo per niente), spiegare il progetto e raccogliere i soldi. Sono impazzita. Non avevo nemmeno un elenco decente, mi sono ritrovata a scrivere tutto su un quadernino e a metà raccolta soldi avevo il nome di un bambino scritto due volte (il papà si era sbagliato e mi aveva pagato due volte)! A un certo punto volevo mettermi a piangere!
Il fatto che fossi da due settimane in carenza di sonno (da quando ho i nani e il Navigante non c'è, io dormo malissimo) non ha certo aiutato, ma io non so semplicemente dire: "oggi te ne stai seduta sul divano a cazzeggiare!" NO! Sia mai...e quindi usciamo a correre e spiattelliamoci alla prima curva!
Non ho piegato il braccio per tutto il giorno e dalla ferita ha continuato a scendere sangue fino a sera, quando ho coperto con una garza per non sporcare il letto, garza che il giorno dopo era attaccata alla ferita e che mi ha dovuto tagliare la Belva, visto che io non ci arrivavo.
Per inciso il giorno dopo sono comunque andata a fare allenamento di rugby touch.

venerdì 5 ottobre 2018

Compiti per casa

Questo sarò un post che non ha nulla di nuovo, è un problema diffuso me ne rendo conto, ma io ho bisogno di sfogarmi un po'. Perché anche io sono entrata nel tunnel dei famigerati, lunghissimi, interminabili compiti a casa.
Con la Belva l'anno scorso è stata una passeggiata, lei non aveva bisogno di aiuto, sapeva già leggere e scrivere, tutto filava liscio e veloce, a parte un paio di momenti che sono più che comprensibili lungo l'arco di un anno scolastico. Si ricordava perfettamente quello che doveva fare per casa, di darmi gli avvisi e il suo comportamento in classe è sempre stato irreprensibile, anche se di suo è un filino polemica e la soluzione adottata dalla maestra quando si inizia il circolo vizioso della polemica, è stata la stessa che io uso a casa: è così perché lo dico io!
Sapevo che non sarebbe stato così facile quest'anno con il Vitellino, ma sinceramente non sapevo quanto sarebbe stato più difficile. E lo è tanto, soprattutto per me e la mia flebile pazienza.
Lui è intelligente, è avanti rispetto agli altri, si annoia spesso e volentieri MA se decide che non gli piace, che non vuole, che non ce la fa, può passare anche tutto il pomeriggio per leggere una semplice parola, dopo magari averne lette già diverse.
"Non ce la faccio" "Non voglio fare i compiti" "E' troppo difficile" sono le frasi che ripete in loop e se anche ci provo a farlo ragionare, a dirgli che ci deve provare, anche a spiegare qualcosa parte la frigna o peggio ancora le urla e lo sbattere i pugni sul tavolo o i piedi per terra (atteggiamento che mi rende giusto un filino nervosetta...).
E quindi dopo essere stata ferma sul: i compiti si fanno punto e basta ed essere abbastanza sicura che in realtà lo può fare e abbia capito la consegna, me ne vado in un'altra stanza per evitare che i miei nervi saltino del tutto. Ma non cambia molto la situazione, continua a frignare, a urlare, a chiamarmi e più passano i minuti, più diventa stanco e meno concentrato ovviamente. E io meno predisposta.
Forse, da un certo punto di vista sarebbe più facile se fosse uno che veramente non ce la fa, che avesse delle difficoltà oggettive, invece semplicemente siccome non gli piace non ci si mette d'impegno. In questo momento l'unica soluzione che prevedo è farlo andare al doposcuola ogni giorno così almeno mi devo smazzare solo i compiti del fine settimana. Del resto ho studiato per fare la maestra, ma sono la loro mamma e i compiti sono completamente diversi, giusto?