sabato 30 giugno 2012

Le lotte in vacanza.

Sono una pazza, lo so. Sono in vacanza eppure sono al computer ad aggiornare il blog. Ma che ci volete fare? La Belva dorme, il Navigante pure...il mio relax invece è il computer e quindi eccomi qua!
Le vacanze in tre sono decisamente diverse, non migliori, non peggiori, ma diverse. Da un lato ammetto che mi manca la libertà di starmene tutto il giorno ad arrostire sotto al sole con un buon libro e di fare tardi la sera, oppure di girovagare fino allo sfinimento per conoscere posti nuovi, mangiando un mezzo panino in due per pranzo e concendendosi delle luculliane cene alle ore più impensabili. Bei tempi...
Non faccio l'ipocrita dicendo che mia figlia mi da tanto altro perché parliamoci chiaro: con bimbi così piccoli la vacanza è tutto fuorchè quello che era prima di loro. La vacanza ora è doversi comunque alzare alle 7 di mattina e iniziare la lotta, perché finire la giornata altro non è che un lotta continua su tutto. Della serie "hai voluto sballonarmi tutti i ritmi?! E mò te la faccio vedere io..."
Perché la Belva è vivace e curiosa e non si spegnerebbe mai, innanzitutto, quindi per farla addormentare bisogna farsi il segno della croce e ascoltare anche mezz'ora di pianti e strilli, per poi vederla crollare miseramente per ore e ore, a ricaricare le pile prima di ricominciare,
Poi mangiare diventa un passatempo tra una nuova scoperta e l'altra, quindi non si riesce a capire se ha fame, se non ha fame, se vorrà ancora più tardi, se invece starà apposto così fino al pasto sucessivo. Che per noi è tutta una novità, visto che normalmente la Belva è famelica e guai a non nutrirla a sufficienza.
La conquista degli spazi è inoltre diventato il passatempo preferito e quindi via a gattonare e strisciare per tutto il circondario, non che io sia una mamma apprensiva per i germi o che stia particolarmente attenta a non farla sporcare, anzi, solo che non ho materialmente abbastanza vestiti per due settimane fuori se continuiamo di questo passo! Se va bene si muove appoggiata a una sedia, con il pericolo di travolgere qualcuno o ribaltarsi lei con la sedia.
Unico punto fermo (e so che potrà sembrare un controsenso) in tutto ciò: la sua inarrestabile energia e voglia di muoversi. E se si può chiamare punto fermo questo...

Ve l'ho detto che probabilmente mi sono presa un virus intestinale?
E poi non venitemi a dire che sono una madre degenere se sogno i nostri romantici viaggi pre Belva...

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