L'amica della Belva, la figlia degli amici che ci hanno ospitato, ha fatto la sua festa di compleanno sabato, due settimane in ritardo, e così hanno festeggiato tutti insieme. Poi la sera sono andata entrambe a casa di un'altra amichetta dove hanno fatto la loro amata Soirèe Pijama!
E' stato un bel weekend, è stato bello rivedere i vecchi amici, passeggiare in vie conosciute, riassaporare piatti e sapori, godere di un clima primaverile che mi ha fatto davvero bene. Un po' meno bene mi ha fatto vedere la Belva in lacrime che non voleva tornare a casa, che singhiozzando diceva "Voglio restare qui! Non voglio andare via"; lei, che perde il suo aplomb e mostra tutto il suo dolore nel lasciare un posto che considera casa a tutti gli effetti. A Roma ci sta bene, ma vedo che per lei non è lo stesso, vedo che la vita qua non le entra nel sangue come quella francese, tutto al contrario del Vitellino che invece ormai parla pure già romanaccio! (ma gli bastano sempre un paio di giorni e poi il francese torna a scorrere come niente fosse)
Ho cercato di non pensare a quello che abbiamo lasciato, è una cosa che ormai ho imparato a fare in tutti questi anni di nomadismo, ma vedere lei in quello stato mi ha scosso non poco. E credo abbia scosso anche quella roccia che è il Navigante, quello per cui tutto è normale, quello per cui "tanto ci si adatta" e "la vita è così punto".
In tutto questo chi si è divertito di più è stato sicuramente il Francese, non tanto per essere tornato nella sua madrepatria, visto che lui è ancora troppo piccolo per rendersi conto di tutto, ma quanto per aver preso l'aereo, cosa che lo ha eccitato moltissimo.
Il rientro è stato meno traumatico del previsto, la sveglia del lunedì è stata senza intoppi (ma ha aiutato moltissimo averli messi nel letto alle 19.30!) e la routine è ripresa a scorrere calma come sempre. In attesa di notizie, come sempre.