giovedì 14 gennaio 2016

Un post acidello...

Oggi la giornata è grigia, fredda e umida, ieri mi sono stancata da morire, sono rimasta sola tutto il giorno, sono stata una pessima madre, irascibile e urlatrice e perciò ho le scatole per traverso...me lo permettete un post acidello? Se non avete voglia di leggere polemica dura e pura, cambiate pure pagina ;)
Mettiamo che stiate organizzando un viaggio, un viaggio bello, che saprete sarà costoso, inoltre il primo viaggio in cinque, della serie che o lo facciamo adesso che ce lo possiamo permettere e il piccolino ancora non paga niente (o quasi) o meglio che ce lo sogniamo. Una meta che per molti rimarrà un sogno, anche se non si tratta di spiagge da favole e palme: l'Islanda!
Quindi giri praticamente tutto il web in tutte le lingue con cui ti barcameni, leggi storie, resoconti, consigli, cerchi info di tutti i tipi, fai mille confronti di date e prezzi, ti sbatti come pochi anche solo per capire come cavolo si dice qualla città che sembra imperdibile e per risparmiare ogni euro possibile, volente o nolente ti ritrovi ad aprire sempre più o meno le stesse pagine, incontri quasi sempre gli stessi blogger.
Ora, io fondamentalmente potrei definirmi una blogger, food e travel per la precisione, le mie due passioni di cui amo scrivere sui miei blog (ne ho diversi, ma non li collego a questo perché vorrei che questa rimanesse la mia isola felice dove poter dire e scrivere più o meno tutto quello che mi passa per la testa...come oggi :D), certo rimangono degli hobby, ma solo perché non ho tempo, nè voglio sottrarlo alla famiglia, per renderli qualcosa di più. Almeno per il momento.
Non fraintendetemi quindi se mi girano le scatole quando questi fantomatici travel blogger con famiglia ti scrivono che è facilissimo viaggiare con i bambini, che si possono fare tutti i viaggi e le escursioni di sto mondo, che non è caro, nè faticoso, basta solo un po' di spirito di adattamento e voglia di partire, infine ti spiattellano viaggi incredibili in posti incredibili...con un solo figlio!!!
Non sono contro il figlio unico, nè voglio lamentarmi per una scelta voluta e desiderata di avere più figli, però dai non ditemi che fare qualsiasi cosa - e ripeto qualsiasi cosa! - con un figlio è lo stesso che farla con due o più, nè in termini di denaro, nè in termini di energie spese, soprattutto se i bambini sono vicini di età.
Perciò se avete un solo figlio e ormai avete girato il mondo, abbiate la compiacenza di non fare quelle che "noi sì che siamo fighe che viaggiamo con i nostri figli" guardando di traverso tutti quelli che hanno qualche remora nel muoversi, perché sinceramente vorrei vedervi barcamenarvi in un viaggio intercontinentale con due o più pupi al di sotto dei cinque anni!
Con questo però vi ringrazio per avere il tempo e la pazienza di tenere i vostri blog così ben aggiornati, ricchi di informazioni e fotografie, sono sempre molto utili quando inizio a organizzare un viaggio..chissà se con due figli avreste fatto lo stesso...

mercoledì 6 gennaio 2016

Con fatica, ma si ricomincia

In Francia, essendo uno stato completamente laico, il 6 gennaio non è festa.
Quindi il 4 notte, dopo aver rimesso in ordine la casa post battesimo, fatto le valigie e cercato di infilare quante più cose possibili in macchina tra regali di Natale, regali di battesimo, spesa da expat, bambini, gatta, valigie e passeggino (per un attimo, ma solo un attimo, ho avuto un  lievissimo dubbio se portarmi i tre nani o i due pacchi di pasta :D tanto poi a febbraio mia madre viene qua e me li avrebbe riportati, mica li abbandonavo del tutto!!), abbiamo lasciato la casa dei miei e siamo tornati in territorio francese.
Il 5 è stata la giornata del rimettiamo quante più cose possibili in ordine, mentre oggi abbiamo ripreso la routine con il Navigante a lavoro, i nani grandi all'ecole almeno per la mattinata (il mercoledì c'è scuola solo la mattina) e io a fare il bilancio del primo mese del Francese (5,120g x 58cm e una bronchitina da tenere sotto controllo). Il primo vero giorno di vita in cinque e sono spossata, anzi lo ero già alle 10 di mattina!
Sono settimane, a parte pochi giorni tra la partenza di mia madre e l'inizio delle vacanze del Navigante, che ho avuto aiuto e sono settimane che sono tarata praticamente solo sulla lingua italiana. Ritrovarmi sola e expat con tre figli da gestire non è la passeggiata che immaginavo, anche se il Francese è generalmente un bimbo tranquillo (ma non stanotte, forse anche questo è il motivo di questa stanchezza) e io una mamma ormai ben avviata (e con tre vorrei ben vedere...), soprattutto dopo due settimane che di certo non possono essere chiamate "vacanza", visto che quando vado dai miei incastro sempre millecinquecento cose da fare e persone da incontrare e anche stavolta non sono stata da meno, con la sola differenza di avere il Francese sempre dietro (e attaccato alla tetta per più della metà del tempo!).
Sono un po' malinconica, vorrei aver scelto una vita più facile, vorrei avere i miei affetti vicino e non dover girare come una trottola per ricavare pochi giorni da passare insieme alle persone che amo. So che la vita che sto dando ai miei figli ha tanti di quei vantaggi che non dovrei nemmeno aver dubbi, così come sono conscia che mi sentirei morire se dovessi fermarmi, ma è davvero sfiancante a volte. E oggi è una di quelle volte.
Ma migliorerà ne sono certa, ho grandi aspettative per questo 2016, non potrebbe essere altrimenti visto quello che ho passato l'anno scorso, quindi comunque vada sarà un successo!

martedì 29 dicembre 2015

A Me Stessa

Ieri il Francese ha compiuto un mese. Con gli altri due sembrava che il tempo non passasse mai, invece ora mi sembra ieri che ero ancora incinta, non so se sia per la tranquillità di questo bimbo o per la mia, ma sto vivendo questa maternità in maniera completamente differente. Tutto mi pare semplice, logico, pochi dubbi, poche domande, molte risposte.
Se potessi parlare alla mia Me Stessa di cinque anni fa, le direi un sacco di cose per cui potrei mandarmi a quel paese :D tipo fregatene della casa, del mangiare sano, di raggiungere obiettivi di mammadonnamoglie perfetta, non lo sarai mai perché è impossibile per chiunque, ma soprattutto anche se ci riuscissi sarai comunque investita da difficoltà e crisi che potrai solo subire e non affrontare di petto come vorresti.
Goditi ogni momento buono, perché di momenti pollice verso ce ne saranno così tanti che alle volte ti domanderai se avrà senso aver creato tutto questo se poi devi passare il tempo ad essere arrabbiata, a sgridare, a spiegare e rispiegare.
Le cose cambiano talmente velocemente all'inizio che la routine che avrai impostato per sopravvivere potresti doverla cambiare dopo appena qualche giorno e comunque non servirà a niente la routine creata adesso per le difficoltà a venire.
Amali quando è il momento di amarli, non aver paura di tutto questo amore, perché di momenti da istinto omicida ce ne saranno tanti e ti servirà ricordare quei magici attimi mentre li stavi allattando o coccolando o giocando con loro senza liti per non andare fuori di testa.
Credi in quello che sei e che vuoi, credi fermamente in poche, ma buone regole di vita e portale avanti, sarai una brava mamma anche se non potrai tutto, anche se dovrai cedere su alcuni pilastri.
E soprattutto, curati, pensa a te, se tu sei serena, loro lo saranno doppiamente. Non contare sugli altri, ma sfruttali, perché loro farebbero lo stesso. Nessuno, ripeto nessuno, potrà mai sostenerti come puoi farlo tu sola, nessuno è in grado e nessuno vorrà farlo.
Guardo il Francese, ripenso alle mie gravidanze, ai miei primi anni con la Belva e il Vitellino e vorrei tanto poter tornare indietro con il bagaglio di esperienza che ho ora. Mi godo ora ogni secondo, rammaricandomi di molti secondi persi in passato a lottare con la perfezione mia e degli altri.
Non lo so se la tranquillità del Francese è data dalla mia tranquillità, ma avere un bambino come lui in questo momento è davvero una manna dal cielo e quindi grazie, il 2015 è stata una schifezza, ma mi sento finalmente realizzata.
Arriverà questo momento di pace e serenità interiore, Me Stessa del 2010, credimi...

giovedì 24 dicembre 2015

Non è Natale se...

Volevo fare un post di riflessione da tris mamma, ancora una settimana fa, ma essendo appunto una tris mamma mi sono ritrovata 13 giorni dopo l'ultimo post prima di avere cinque minuti di tempo per poter scrivere qualcosa. Poi ieri mi sono imbattuta in questo post e mi è piaciuto così tanto che il post di riflessione da tris mamma lo lascio a dopo Natale :)

Non è Natale se...non comincio un mese prima a discutere di regali e menù con mia madre e mia sorella, anche ora che abitiamo in tre stati differenti e non sempre ci incontriamo a Natale.

Non è Natale se...non sono qui, a casa dei miei, a crogiolarmi davanti al camino e a rivedere tutte le persone che amo, godendo del freddo, dell'umido, dei sapori e degli odori che sanno di casa e infanzia.

Non è Natale se...non c'è l'andirivieni di amici e parenti per tre giorni di seguito (e anche più, se come quest'anno Natale è seguito dal weekend) che vengono bevono, mangiano, giocano a carte e ripartono.

Non è Natale se...non c'è odore di clementine e legno bruciato, se non ci si spanza di pandoro Bauli, frutta secca e dolcetti, se non si compra un pandoro ripieno e poi si commenta "vabbè, ma il Bauli è più buono!"

Non è Natale se...non c'è l'albero con le luci perennemente accese che si riempie di pacchetti da un giorno all'altro come per magia e poi si svuota come per magia, ma poi...ops, questo pacchetto di chi è?!?!

Non è Natale se...non ascolto mille volte le stesse canzoni e "A Natale puoi" diventa la mia canzone preferita fino allo svenimento, ridendo per quel Natale tutti insiemi, con ancora i nonni vivi che litigavano e noi con le cugine a ridere cantando questa canzone...

Non è Natale se...non mi commuovo mentre vedo i miei bimbi incontrare Babbo Natale in piscina, mentre li vedo aprire i pacchetti, mentre li sento cantare Jingle Bells in tutte le lingue che conoscono.

Non è Natale se...non mi vesto figa e non vesto fighi i bimbi, sapendo da prima che butterò il mio paio di calze e che i vestiti dei bimbi saranno un disastro!

Non è Natale se...non ricevo un sms speciale dal Navigante, i regali invece non contano, li decidiamo in anticipo perché abbiamo gusti diametralmente opposti e finiamo per comprarci cose che non ci piacciono.

Infine non è Natale se...BUON NATALE A TE E A TUTTI I TUOI CARI...anche se l'ultima volta ci siamo sentiti Natale scorso!!! ;))

venerdì 11 dicembre 2015

Quello che non mi aspettavo mentre aspettavo

Volevo spendere qualche parola sul mio parto e sui giorni in ospedale, un po' per spiegare com'è la sanità qui in Francia, un po' per imprimermi ancora di più quelle ore.
Ero un po' spaventata da come sarebbero andate le cose, la Francia è uno dei paesi più medicalizzati d'Europa e io quello che volevo era un semplice parto naturale, volevo essere lasciata stare, non volevo intromissioni e, conoscendo il popolo, un po' rigido e poco incline all'ascolto dell'altro, mi vedevo già distesa sul lettino in posizione ginecologica a soffrire e poi chissà magari finire con il cesareo! Dimenticavo però che la Francia è anche il paese della Libertè e non avrei mai pensato di quanto fosse per loro importante questo concetto, fino a che non l'ho vissuto sulla mia pelle.
Sono arrivata sabato all'ospedale dopo due giorni di contrazioni prodromiche sempre più fastidiose, per la visita post termine. L'ostetrica, che mi ha spiegato per filo e per segno quello che avrei "subito" durante la visita, mi ha chiesto diverse volte se ero d'accordo nel fare lo scollamento delle membrane (in Italia quando me l'hanno praticato non mi hanno nè chiesto, nè tantomeno spiegato, se non a cose fatte, cosa sarebbe successo).
Dopo essere uscita dall'ospedale non ho fatto in tempo a comprare quattro cose per cena e a varcare la soglia di casa che ho ripreso la giacca e siamo ritornati sui nostri passi: le contrazioni erano forti e non volevo che i nani mi vedessero soffrire. Ovviamente all'ospedale mi hanno fatto la visita per vedere la dilatazione e attaccata al monitoraggio; ho chiesto di non stare distesa sul lettino e sono stata accontentata potendo stare seduta sulla palla, così come hanno aspettato il momento giusto per visitarmi, ossia tra una contrazione e l'altra e sempre dopo mio consenso (anche nelle pochissime visite successive). Mi hanno chiesto se volevo l'epidurale e quando ho detto no, mi hanno guardata meravigliate e dopo un po' è arrivata la dottoressa per chiedermi il consenso ad assistere al parto, evidentemente non sono abituate a un parto naturale gestito in toto dalla gestante.
Dopo una mezz'oretta attaccata al monitoraggio mi hanno lasciato libera, hanno abbassato le luci e ci hanno lasciato soli. Da qui il travaglio è stato fantastico, potevo muovermi liberamente, sentire e gestire le contrazioni, parlare con il Navigante...mi sembrava di gestire il tutto fin troppo bene e infatti credevo di andare avanti tutta la notte. Ogni tanto, ma molto raramente, arrivava l'ostetrica per chiedermi come andava, se avevo pensato a come volevo partorire, ma non mi disturbavano più di tanto, fino a che una contrazione più forte delle altre mi ha rotto il sacco amniotico.
Ero in piedi ed è stato strano, per la prima volta vedere le famose "acque". Da qui le contrazioni sono state fortissime e lo spingere era ormai una necessità sempre più forte. Il Navigante è stato da quel momento parte integrante del parto, mi sorreggeva (visto che ero in piedi e spingevo un po' tenenedomi a un mobile e un po' accucciandomi) e mi aiutava con le parole e il francese (in quel momento non riuscivo ad essere molto concentrata!), le ostetriche e la dottoressa quasi non sono intervenute finchè non mi hanno visto un po' in difficoltà e mi hanno suggerito di cambiare posizione.
Alla fine, sempre con l'aiuto del Navigante, sono arrivata fino al lettino e ho finito il travaglio a carponi, posizione che mai avrei pensato di tenere. A parte un momento di panico in cui sembrava non potessi più spingere tra l'uscita della testa e le spalle, tutto è andato talmente alla perfezione che non ho fatto nemmeno un punto. E la cosa più bella sono stati i ringraziamenti ricevuti per "il bellissimo parto" a cui le ostetriche e la dottoressa avevano assistito.
Due ore in sala parto con il mio Francese sulla pancia, allattamento iniziato subito, la naturalezza di sapere cosa era successo, cosa stava per succedere, la non sorpresa e quindi la gioia di poter assimilare il tutto, gestire le emozioni, godermi ogni attimo senza la paura di quello che capiterà.
Ecco il mio fantastico parto naturale che mai pensavo di avere in Francia, in un ospedale di cui sentivo solo critiche, ma dove il personale è giovane, dinamico e dove mi è stato permesso di avere poi una stanza singola con bagno dove poter stare con il mio bimbo e anche con il Navigante, che non aveva restrizioni di orario, ma che anzi poteva usufruire di una poltrona letto con tanto di lenzuola e prima colazione.
Anche il soggiorno è stato davvero rilassante, niente colazione alle sei di mattina, prese di temperatura (a parte la prima notte, ma io ho partorito alle nove di sera) a orari assurdi, visite mediche continue per me o per il bimbo, tutto sempre secondo i miei ritmi e quelle del Francese.
Tante spiegazioni, tanti consigli, indirizzi e numeri di telefono utili per farsi seguire nel post parto, una fotografa che passa per un servizio fotografico completo al bimbo che se vuoi puoi acquistare dopo averlo visionato con calma e previo download gratuito di una fotografia, campioncini, medicine, pannolini, varie ed eventuali anche se richiesti nella lista dell'ospedale venivano comunque poi forniti (ma non ciucci o vestiti, quelli ne sono completamente sprovvisti).
Ah, la gigoteuse però è obbligatoria e assolutamente da utilizzare ben chiusa per una questione di sicurezza (le coperte potrebbero finire sul viso del neonato e soffocarlo...vabbè, noi italiani siamo terzo mondo per loro mi sa!), quindi il Navigante è dovuto andare a comprarla di domenica mattina e fortuna che eravamo sotto Natale ed i centri commerciali erano tutti aperti!
Insomma mai potrò dimenticarmi questi giorni e, caspita, mai avrei pensato di doverlo dire, ma grazie ai francesi e al loro rispetto per la Libertè!

sabato 5 dicembre 2015

Perle di saggezza maschile

Il Vitellino: mamma lo sai che c'era il lupo che mangiava il bambino e aveva una pancia grande grande come la tua!!
Io: eh no!! Il fratellino ormai è uscito e io non ho più la pancia grande!!!
Il Vitellino (alzandomi la maglietta): ma sìììì mamma!! Guarda che pancia grande che hai qui!!!

... :// ...dovevo immaginarmela una risposta del genere in una casa ormai a maggioranza maschile!! Ma, se per caso ci fosse il Navigante dall'altra parte dello schermo a leggere: scordatelo, non cederò mai alla tavoletta del water alzata!!!

venerdì 4 dicembre 2015

Il Francese

E alla fine è arrivato: il nostro Francese!
Sabato scorso dopo lo scollamento delle membrane predetto, in circa 3 ore e mezza mi sono ritrovato un altro vitellino tra le braccia: 4430g x 53cm! A me se non sono grandi non piacciono, ok?!?
E' stato un parto davvero esemplare, che ho gestito benissimo fino alla rottura delle acque, camminando, parlando, spingendo contro il mobile quando era il momento della contrazione...poi basta non ho capito più niente e dopo quaranta minuti mi sono trovata a pancia in giù sul lettino dopo aver partorito a quattro zampe, cosa che mai avrei immaginato, e senza nemmeno un punto!!!
E' stato perfetto, le ostetriche e la dottoressa, che ha voluto assolutamente essere lì, mi hanno ringraziato per averle fatte assistere a un parto così bello.
Nemmeno una settimana e sono già bella attiva, cercando di gestire un nano appena nato e gli altri due, cosa che non è affatto facile, ma mi rende felice! E vedremo...