Volevo spendere qualche parola sul mio parto e sui giorni in ospedale, un po' per spiegare com'è la sanità qui in Francia, un po' per imprimermi ancora di più quelle ore.
Ero un po' spaventata da come sarebbero andate le cose, la Francia è uno dei paesi più medicalizzati d'Europa e io quello che volevo era un semplice parto naturale, volevo essere lasciata stare, non volevo intromissioni e, conoscendo il popolo, un po' rigido e poco incline all'ascolto dell'altro, mi vedevo già distesa sul lettino in posizione ginecologica a soffrire e poi chissà magari finire con il cesareo! Dimenticavo però che la Francia è anche il paese della Libertè e non avrei mai pensato di quanto fosse per loro importante questo concetto, fino a che non l'ho vissuto sulla mia pelle.
Sono arrivata sabato all'ospedale dopo due giorni di contrazioni prodromiche sempre più fastidiose, per la visita post termine. L'ostetrica, che mi ha spiegato per filo e per segno quello che avrei "subito" durante la visita, mi ha chiesto diverse volte se ero d'accordo nel fare lo scollamento delle membrane (in Italia quando me l'hanno praticato non mi hanno nè chiesto, nè tantomeno spiegato, se non a cose fatte, cosa sarebbe successo).
Dopo essere uscita dall'ospedale non ho fatto in tempo a comprare quattro cose per cena e a varcare la soglia di casa che ho ripreso la giacca e siamo ritornati sui nostri passi: le contrazioni erano forti e non volevo che i nani mi vedessero soffrire. Ovviamente all'ospedale mi hanno fatto la visita per vedere la dilatazione e attaccata al monitoraggio; ho chiesto di non stare distesa sul lettino e sono stata accontentata potendo stare seduta sulla palla, così come hanno aspettato il momento giusto per visitarmi, ossia tra una contrazione e l'altra e sempre dopo mio consenso (anche nelle pochissime visite successive). Mi hanno chiesto se volevo l'epidurale e quando ho detto no, mi hanno guardata meravigliate e dopo un po' è arrivata la dottoressa per chiedermi il consenso ad assistere al parto, evidentemente non sono abituate a un parto naturale gestito in toto dalla gestante.
Dopo una mezz'oretta attaccata al monitoraggio mi hanno lasciato libera, hanno abbassato le luci e ci hanno lasciato soli. Da qui il travaglio è stato fantastico, potevo muovermi liberamente, sentire e gestire le contrazioni, parlare con il Navigante...mi sembrava di gestire il tutto fin troppo bene e infatti credevo di andare avanti tutta la notte. Ogni tanto, ma molto raramente, arrivava l'ostetrica per chiedermi come andava, se avevo pensato a come volevo partorire, ma non mi disturbavano più di tanto, fino a che una contrazione più forte delle altre mi ha rotto il sacco amniotico.
Ero in piedi ed è stato strano, per la prima volta vedere le famose "acque". Da qui le contrazioni sono state fortissime e lo spingere era ormai una necessità sempre più forte. Il Navigante è stato da quel momento parte integrante del parto, mi sorreggeva (visto che ero in piedi e spingevo un po' tenenedomi a un mobile e un po' accucciandomi) e mi aiutava con le parole e il francese (in quel momento non riuscivo ad essere molto concentrata!), le ostetriche e la dottoressa quasi non sono intervenute finchè non mi hanno visto un po' in difficoltà e mi hanno suggerito di cambiare posizione.
Alla fine, sempre con l'aiuto del Navigante, sono arrivata fino al lettino e ho finito il travaglio a carponi, posizione che mai avrei pensato di tenere. A parte un momento di panico in cui sembrava non potessi più spingere tra l'uscita della testa e le spalle, tutto è andato talmente alla perfezione che non ho fatto nemmeno un punto. E la cosa più bella sono stati i ringraziamenti ricevuti per "il bellissimo parto" a cui le ostetriche e la dottoressa avevano assistito.
Due ore in sala parto con il mio Francese sulla pancia, allattamento iniziato subito, la naturalezza di sapere cosa era successo, cosa stava per succedere, la non sorpresa e quindi la gioia di poter assimilare il tutto, gestire le emozioni, godermi ogni attimo senza la paura di quello che capiterà.
Ecco il mio fantastico parto naturale che mai pensavo di avere in Francia, in un ospedale di cui sentivo solo critiche, ma dove il personale è giovane, dinamico e dove mi è stato permesso di avere poi una stanza singola con bagno dove poter stare con il mio bimbo e anche con il Navigante, che non aveva restrizioni di orario, ma che anzi poteva usufruire di una poltrona letto con tanto di lenzuola e prima colazione.
Anche il soggiorno è stato davvero rilassante, niente colazione alle sei di mattina, prese di temperatura (a parte la prima notte, ma io ho partorito alle nove di sera) a orari assurdi, visite mediche continue per me o per il bimbo, tutto sempre secondo i miei ritmi e quelle del Francese.
Tante spiegazioni, tanti consigli, indirizzi e numeri di telefono utili per farsi seguire nel post parto, una fotografa che passa per un servizio fotografico completo al bimbo che se vuoi puoi acquistare dopo averlo visionato con calma e previo download gratuito di una fotografia, campioncini, medicine, pannolini, varie ed eventuali anche se richiesti nella lista dell'ospedale venivano comunque poi forniti (ma non ciucci o vestiti, quelli ne sono completamente sprovvisti).
Ah, la gigoteuse però è obbligatoria e assolutamente da utilizzare ben chiusa per una questione di sicurezza (le coperte potrebbero finire sul viso del neonato e soffocarlo...vabbè, noi italiani siamo terzo mondo per loro mi sa!), quindi il Navigante è dovuto andare a comprarla di domenica mattina e fortuna che eravamo sotto Natale ed i centri commerciali erano tutti aperti!
Insomma mai potrò dimenticarmi questi giorni e, caspita, mai avrei pensato di doverlo dire, ma grazie ai francesi e al loro rispetto per la Libertè!
Visualizzazione post con etichetta Travaglio e parto. Mostra tutti i post
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venerdì 11 dicembre 2015
venerdì 4 dicembre 2015
Il Francese
E alla fine è arrivato: il nostro Francese!
Sabato scorso dopo lo scollamento delle membrane predetto, in circa 3 ore e mezza mi sono ritrovato un altro vitellino tra le braccia: 4430g x 53cm! A me se non sono grandi non piacciono, ok?!?
E' stato un parto davvero esemplare, che ho gestito benissimo fino alla rottura delle acque, camminando, parlando, spingendo contro il mobile quando era il momento della contrazione...poi basta non ho capito più niente e dopo quaranta minuti mi sono trovata a pancia in giù sul lettino dopo aver partorito a quattro zampe, cosa che mai avrei immaginato, e senza nemmeno un punto!!!
E' stato perfetto, le ostetriche e la dottoressa, che ha voluto assolutamente essere lì, mi hanno ringraziato per averle fatte assistere a un parto così bello.
Nemmeno una settimana e sono già bella attiva, cercando di gestire un nano appena nato e gli altri due, cosa che non è affatto facile, ma mi rende felice! E vedremo...
Sabato scorso dopo lo scollamento delle membrane predetto, in circa 3 ore e mezza mi sono ritrovato un altro vitellino tra le braccia: 4430g x 53cm! A me se non sono grandi non piacciono, ok?!?
E' stato un parto davvero esemplare, che ho gestito benissimo fino alla rottura delle acque, camminando, parlando, spingendo contro il mobile quando era il momento della contrazione...poi basta non ho capito più niente e dopo quaranta minuti mi sono trovata a pancia in giù sul lettino dopo aver partorito a quattro zampe, cosa che mai avrei immaginato, e senza nemmeno un punto!!!
E' stato perfetto, le ostetriche e la dottoressa, che ha voluto assolutamente essere lì, mi hanno ringraziato per averle fatte assistere a un parto così bello.
Nemmeno una settimana e sono già bella attiva, cercando di gestire un nano appena nato e gli altri due, cosa che non è affatto facile, ma mi rende felice! E vedremo...
giovedì 26 novembre 2015
Non news
E' giorni che volevo scrivere, ma tra una cosa e l'altra ho sempre rimandato, poi il commento di Aurora su questo post mi ha fatto innanzitutto ridere, poi mi ha un po' obbligato a darvi qualche news. Che poi news non sono perché, come gli altri miei figli, anche numero tre ha deciso di farsi attendere fino alla fine!
La quarantesima settimana è ormai quasi alla fine, visto che sabato è alle porte e questo significa che dovrò chiamare all'ospedale nel caso fossi ancora con panza appresso, mi verrà fatta una visita e probabilmente verrà praticato lo scollamento delle membrane, manovra non particolarmente simpatica che ho provato con il Vitellino e che ha lo scopo di staccare meccanicamente (ossia con un dito) le membrane dell'utero da quelle fetalli. In questo modo il corpo inizia a produrre prostaglandine oltre a stimolare attivamente le contrazioni e quindi a far partire o accellerare il travaglio. Normalmente è una manovra che viene eseguita solo se l'utero è già un minimo dilatato, sennò non ha quasi mai riuscita.
Ho riso per il commento, perché la domanda tipica di chi mi vede ai corsi di francese è "Tu es encore là!?!" (Sei ancora qua?!?) e la risposta è sono qua, siamo qua, stiamo bene e sinceramente per la prima volta non ho nemmeno tutta sta ansia di far uscire numero tre. Non so se è il ricordo del parto del Vitellino (e guai chi mi dice che il dolore del parto si dimentica!) o il semplice fatto che in fondo non ho grossi fastidi in questo termine gravidanza, ma mi sa che sono l'unica a non pensare "ma ancora non è nato/a??".
Vabbè anche se nè io nè numero tre abbiamo fretta, ormai il termine è arrivato e tra una settimana sarà sicuramente tris-mamma...che solo a dirlo mi fa un'impressione!
A presto...stavolta con vere news!
La quarantesima settimana è ormai quasi alla fine, visto che sabato è alle porte e questo significa che dovrò chiamare all'ospedale nel caso fossi ancora con panza appresso, mi verrà fatta una visita e probabilmente verrà praticato lo scollamento delle membrane, manovra non particolarmente simpatica che ho provato con il Vitellino e che ha lo scopo di staccare meccanicamente (ossia con un dito) le membrane dell'utero da quelle fetalli. In questo modo il corpo inizia a produrre prostaglandine oltre a stimolare attivamente le contrazioni e quindi a far partire o accellerare il travaglio. Normalmente è una manovra che viene eseguita solo se l'utero è già un minimo dilatato, sennò non ha quasi mai riuscita.
Ho riso per il commento, perché la domanda tipica di chi mi vede ai corsi di francese è "Tu es encore là!?!" (Sei ancora qua?!?) e la risposta è sono qua, siamo qua, stiamo bene e sinceramente per la prima volta non ho nemmeno tutta sta ansia di far uscire numero tre. Non so se è il ricordo del parto del Vitellino (e guai chi mi dice che il dolore del parto si dimentica!) o il semplice fatto che in fondo non ho grossi fastidi in questo termine gravidanza, ma mi sa che sono l'unica a non pensare "ma ancora non è nato/a??".
Vabbè anche se nè io nè numero tre abbiamo fretta, ormai il termine è arrivato e tra una settimana sarà sicuramente tris-mamma...che solo a dirlo mi fa un'impressione!
A presto...stavolta con vere news!
giovedì 29 ottobre 2015
Paese che vai, valigia per l'ospedale che trovi
Ovviamente dopo la paura di dover partorire in aeroporto, a svariate centinaia di km da casa e senza uno straccio per numero tre in valigia (leggasi post precedente), la prima cosa che ho fatto appena arrivata a casa, oltre alle quindicimila lavatrici post viaggio e post cambio lenzuola, è stata la valigia per l'ospedale...Sì bè ovvio non era pronta, ma ormai l'avrete capito che sono una mamma cialtrona no?!
Quindi armata di santa pazienza ho tirato fuori la borsa che ho usato per gli altri due (una borsa vecchia, del Navigante, che ormai è la mia valigia per i parti!) e ho iniziato a leggere la lista dell'ospedale che la sage-femme che mi ha seguito per tutta la gravidanza (qui se la gravidanza è fisiologica si può scegliere se farsi seguire da un ginecologo o da un'ostetrica) mi ha passato.
Ok body ci siamo è internazionale...6-8 mi paiono un po' tantini ma tant'è...pigiama 6 stesso discorso, calzini vabbè giusto perchè me li richiedono ma io non li ho quasi mai usati nei pigiama coi piedini...bavaglini in spugna 6, mi paiono un filino eccessivi, ma ok...asciugamani, ma non li lavano loro? Però fin qui, ci può stare tutto, invece iniziamo con le cose strane: termometro per neonato? E scusate sto in ospedale e devo portarmi il termometro? Vabbè...pannolini 3-5kg, cotone per neonati (per cosa? e soprattutto è diverso dal cotone per gli adulti?) vabbè io sono stata abituata bene, in entrambi gli ospedali passavano tutto...gigoteuse?...brassiere? Aiuto google immagini vieni a me!!! Sacco nanna e gilet?!?!
Ok, scusatemelo, ma io gilet non ne ho mai usati (mi fanno pure un po' schifo...) e l'unico sacco nanna che mi sono fatta regalare per la Belva è stato usato una sola volta, troppo scomodo per cambiarli e allattarli di notte, quindi ora che si fa? Io sono italiana mi spiace per voi e vi beccate una giacchina dei completi due pezzi e una coperta normalissima in pile, vedete un po' voi come dovete fare!
Passiamo a quello che serve per la mamma: camicie da notte e ci siamo, crema per mettere sui capezzoli SE si allatta (a qui ti danno la libertà scelta? In Italia se non ci provi nemmeno ti mettono al patibolo!!), reggiseno per allattamento (mai usato, poi all'ospedale tette assolutamente libere grosse com'erano mancava solo stringerle in un reggiseno!), mutande a rete e pannolini per il post parto (io mi porto le mutande tipo Tena lady, dite che mi controllano?), termometro elettrico (no vabbè, ma è un vizio?!), vestaglia (in questo ospedale deve fare un freddo bacucco), asciugamani e guanti per lavarsi (guanti?!?!?!?!?), beauty case con tutto il necessaire e infine - udite udite - per il travaglio e il parto un vaporizzatore d'acqua!!!
Ora...io sarò pure cialtrona e rustega....MACHEDAVERO?!?!Altro che valigia per l'ospedale, qui sembra che devo stare via un mese, perchè in tutto questo non vi ho scritto le quantità, soprattutto per i vestiti del neonato...
Ok in ospedale mi odieranno, già lo so, visto che ho fatto un bel po' di testa mia, ma almeno ho la scusa: ah vabbè ma quella è italiana!!!!...che non so mai se sia un'offesa o un complimento, facciamo finta che sia un complimento và!
Quindi armata di santa pazienza ho tirato fuori la borsa che ho usato per gli altri due (una borsa vecchia, del Navigante, che ormai è la mia valigia per i parti!) e ho iniziato a leggere la lista dell'ospedale che la sage-femme che mi ha seguito per tutta la gravidanza (qui se la gravidanza è fisiologica si può scegliere se farsi seguire da un ginecologo o da un'ostetrica) mi ha passato.
Ok body ci siamo è internazionale...6-8 mi paiono un po' tantini ma tant'è...pigiama 6 stesso discorso, calzini vabbè giusto perchè me li richiedono ma io non li ho quasi mai usati nei pigiama coi piedini...bavaglini in spugna 6, mi paiono un filino eccessivi, ma ok...asciugamani, ma non li lavano loro? Però fin qui, ci può stare tutto, invece iniziamo con le cose strane: termometro per neonato? E scusate sto in ospedale e devo portarmi il termometro? Vabbè...pannolini 3-5kg, cotone per neonati (per cosa? e soprattutto è diverso dal cotone per gli adulti?) vabbè io sono stata abituata bene, in entrambi gli ospedali passavano tutto...gigoteuse?...brassiere? Aiuto google immagini vieni a me!!! Sacco nanna e gilet?!?!
Ok, scusatemelo, ma io gilet non ne ho mai usati (mi fanno pure un po' schifo...) e l'unico sacco nanna che mi sono fatta regalare per la Belva è stato usato una sola volta, troppo scomodo per cambiarli e allattarli di notte, quindi ora che si fa? Io sono italiana mi spiace per voi e vi beccate una giacchina dei completi due pezzi e una coperta normalissima in pile, vedete un po' voi come dovete fare!
Passiamo a quello che serve per la mamma: camicie da notte e ci siamo, crema per mettere sui capezzoli SE si allatta (a qui ti danno la libertà scelta? In Italia se non ci provi nemmeno ti mettono al patibolo!!), reggiseno per allattamento (mai usato, poi all'ospedale tette assolutamente libere grosse com'erano mancava solo stringerle in un reggiseno!), mutande a rete e pannolini per il post parto (io mi porto le mutande tipo Tena lady, dite che mi controllano?), termometro elettrico (no vabbè, ma è un vizio?!), vestaglia (in questo ospedale deve fare un freddo bacucco), asciugamani e guanti per lavarsi (guanti?!?!?!?!?), beauty case con tutto il necessaire e infine - udite udite - per il travaglio e il parto un vaporizzatore d'acqua!!!
Ora...io sarò pure cialtrona e rustega....MACHEDAVERO?!?!Altro che valigia per l'ospedale, qui sembra che devo stare via un mese, perchè in tutto questo non vi ho scritto le quantità, soprattutto per i vestiti del neonato...
Ok in ospedale mi odieranno, già lo so, visto che ho fatto un bel po' di testa mia, ma almeno ho la scusa: ah vabbè ma quella è italiana!!!!...che non so mai se sia un'offesa o un complimento, facciamo finta che sia un complimento và!
domenica 25 ottobre 2015
Per numero tre il viaggio era troppo noioso...
Dopo una settimana dai suoceri, una giornata solo per noi ad Ostia, scofanate di pizza, mozzarella e yogurt di bufala...proprio mentre siamo sul treno per Fiumicino sulla via del ritorno, numero tre ha deciso che anche lui/lei aveva diritto a farsi sentire.
E quindi sono partite contrazioni prima ogni dieci minuti, poi ogni cinque e infine, ormai arrivati a Fiumicino, ogni due. Ok, no panico, Fiumicino ha un pronto soccorso proprio fuori dal terminal 1, caso mai vi servisse, e quella sera c'era pure una ginecologa reperibile.
Sono dilatata, il dito passa e tocca la testa di numero tre, vengo trasferita al PS di Ostia dove mi fanno un monitoraggio che conferma le contrazioni, che però sono brevi e non efficaci per farmi dilatare ancora. Ovvio non mi consigliano il viaggio, ma di certo non sono da ricoverare (e quello, ormai al terzo figlio, lo sapevo anche io).
Ma siamo bloccati ad Ostia per la notte, a 35+5 settimane di gravidanza, con due bimbi che non capiscono cosa succede, quattro bagagli in croce e ovviamente niente per numero tre che pare voler nascere in Italia.
Dopo il sonno però le contrazioni sembrano essere meno frequenti e anche meno forti, decidiamo di partire verso casa, in treno (e non vi dico quante ORE di ritardo abbiamo accumulato in due giorni!), un viaggio che dividiamo in due fermandoci a Genova, dove quantomeno mi consolo con la focaccia di Recco, dopo due giorni di digiuno...eh sì, perché le contrazioni sono iniziate in concomitanza con un virus intestinale che mi ha portato vomito e diarrea e che ha contagiato un po' tutti, solo che io ovviamente sono quella che è stata peggio!
Siamo tornati a casina nostra con circa 500 euro in meno in tasca, una sfaticata pazzesca per tutti e numero tre ancora in pancia, con prodromi che continuano (ma tanto ormai ho sforato le 36 settimane), meno accentuati certo, anche se fare qualsiasi cosa è davvero una faticaccia .
Sicuro adesso nascerà in ritardo...solo i miei figli possono rompere ancora prima di nascere!!!!!
E quindi sono partite contrazioni prima ogni dieci minuti, poi ogni cinque e infine, ormai arrivati a Fiumicino, ogni due. Ok, no panico, Fiumicino ha un pronto soccorso proprio fuori dal terminal 1, caso mai vi servisse, e quella sera c'era pure una ginecologa reperibile.
Sono dilatata, il dito passa e tocca la testa di numero tre, vengo trasferita al PS di Ostia dove mi fanno un monitoraggio che conferma le contrazioni, che però sono brevi e non efficaci per farmi dilatare ancora. Ovvio non mi consigliano il viaggio, ma di certo non sono da ricoverare (e quello, ormai al terzo figlio, lo sapevo anche io).
Ma siamo bloccati ad Ostia per la notte, a 35+5 settimane di gravidanza, con due bimbi che non capiscono cosa succede, quattro bagagli in croce e ovviamente niente per numero tre che pare voler nascere in Italia.
Dopo il sonno però le contrazioni sembrano essere meno frequenti e anche meno forti, decidiamo di partire verso casa, in treno (e non vi dico quante ORE di ritardo abbiamo accumulato in due giorni!), un viaggio che dividiamo in due fermandoci a Genova, dove quantomeno mi consolo con la focaccia di Recco, dopo due giorni di digiuno...eh sì, perché le contrazioni sono iniziate in concomitanza con un virus intestinale che mi ha portato vomito e diarrea e che ha contagiato un po' tutti, solo che io ovviamente sono quella che è stata peggio!
Siamo tornati a casina nostra con circa 500 euro in meno in tasca, una sfaticata pazzesca per tutti e numero tre ancora in pancia, con prodromi che continuano (ma tanto ormai ho sforato le 36 settimane), meno accentuati certo, anche se fare qualsiasi cosa è davvero una faticaccia .
Sicuro adesso nascerà in ritardo...solo i miei figli possono rompere ancora prima di nascere!!!!!
venerdì 11 gennaio 2013
Induzione del parto: tecniche farmacologiche.
Sono passati un po' di mesi e, sebbene abbia continuato a scrivere sull'altro blog, questo l'ho lasciato un po' in disparte perchè per aggiornarlo mi ci vuole un po' più di tempo per ricercare le notizie su internet e mettere vicino un articolo utile, di tempo ovviamente con due nani sotto i due anni ce n'è davvero molto poco, ma alla fine eccomi qua.
L'ultimo post, scritto prima del mio secondo parto, parlava delle tecniche non farmacologiche di induzione al parto, tra cui io ho sperimentato lo scollamento delle membrane, poi però tutto è proceduto molto naturalmente fino alla nascita del mio Vitellino.
In questo post parliamo invece delle tecniche farmacologiche, che consistono nell'uso di farmaci a livello topico o sistemico; nell'altro post ho già parlato di quando si deve indurre il parto, quindi passiamo direttamente alle tecniche.
Uno dei metodi più utilizzati, perchè da un rilascio più graduale dei prostaglandine e quindi il travaglio si avvia meno bruscamente, sono le benderelle, fettucce di circa 15 cm da inserire nella vagina tipo assorbente interno e che si possono togliere o mettere a seconda di come si evolve il tutto.
Tecnica invece innovativa, ma in fase sperimentale è quella del palloncino, che viene infilato in vagina fino al collo dell'utero e lì gonfiato di circa 4-5 cm il che porta a una stimolazione meccanica con scollamento delle membrane e quindi produzione locale di prostaglandine, ammorbidimento e accorciamento del collo dell'utero.
Ormai superato invece è l'utilizzo del gel a base di prostaglandine, superato perchè porta a un'ipercontrattilità dell'utero che non si può controllare; stessa cosa vale per la somministrazione di olio di ricino, che sollecitano le contrazioni intestinali e di conseguenza quelle uterine.
Infine, quando ormai il collo dell'utero è morbido e accorciato, ma le contrazioni non partono e quindi il travaglio non si avvia si somministra ossitocina tramite flebo endovenosa. Il metodo è valido, ma bisogna somministrare il minor quantitativo possibile, ma efficace di farmaco perchè l'ossitocina rende il travaglio molto doloroso e porta rischi di emorragia post parto.
Spero di essere stata utile e comunque vi auguro un bellissimo parto naturale ;)
L'ultimo post, scritto prima del mio secondo parto, parlava delle tecniche non farmacologiche di induzione al parto, tra cui io ho sperimentato lo scollamento delle membrane, poi però tutto è proceduto molto naturalmente fino alla nascita del mio Vitellino.
In questo post parliamo invece delle tecniche farmacologiche, che consistono nell'uso di farmaci a livello topico o sistemico; nell'altro post ho già parlato di quando si deve indurre il parto, quindi passiamo direttamente alle tecniche.
Uno dei metodi più utilizzati, perchè da un rilascio più graduale dei prostaglandine e quindi il travaglio si avvia meno bruscamente, sono le benderelle, fettucce di circa 15 cm da inserire nella vagina tipo assorbente interno e che si possono togliere o mettere a seconda di come si evolve il tutto.
Tecnica invece innovativa, ma in fase sperimentale è quella del palloncino, che viene infilato in vagina fino al collo dell'utero e lì gonfiato di circa 4-5 cm il che porta a una stimolazione meccanica con scollamento delle membrane e quindi produzione locale di prostaglandine, ammorbidimento e accorciamento del collo dell'utero.
Ormai superato invece è l'utilizzo del gel a base di prostaglandine, superato perchè porta a un'ipercontrattilità dell'utero che non si può controllare; stessa cosa vale per la somministrazione di olio di ricino, che sollecitano le contrazioni intestinali e di conseguenza quelle uterine.
Infine, quando ormai il collo dell'utero è morbido e accorciato, ma le contrazioni non partono e quindi il travaglio non si avvia si somministra ossitocina tramite flebo endovenosa. Il metodo è valido, ma bisogna somministrare il minor quantitativo possibile, ma efficace di farmaco perchè l'ossitocina rende il travaglio molto doloroso e porta rischi di emorragia post parto.
Spero di essere stata utile e comunque vi auguro un bellissimo parto naturale ;)
sabato 22 settembre 2012
Induzione del parto: tecniche non farmacologiche.
Visto che ormai sono abbondantemente oltre al termine, parliamo un po' di induzione del parto. Ci sono casi in cui è necessario infatti indurre il parto e sono:
Viene eseguita inserendo il dito nella cervice uterina e creando meccanicamente lo spazio tra il tessuto uterino e il sacco amniotico, in modo tale da stimolare attivamente le contrazioni e stimolare la produzione di prostaglandine, ormone che è utile ad innescare o accellerare il travaglio.
Questa manovra viene eseguita solo se il collo dell'utero è morbido e pervio al dito, altrimenti difficilmente risulta utile.
Altro metodo è l'amnioressi, ossia la rottura manuale del sacco amniotico, sempre per sollecitare la produzione di prostaglandine. Non deve mai essere eseguita come punto di partenza per iniziare il travaglio, ma sempre in abbinamento ad altre tecniche, perchè senza liquido amniotico aumenta il rischio di anomalie cardiache del feto e la difficoltà dello stesso ad inserirsi nel canale del parto.
Normalmente viene praticata se non è già avvenuta quando si è a 7/8 cm di dilatazione o anche per accellerare i tempi del travaglio già a 4 cm di dilatazione. Viene utilizzato uno strumento specifico chiamato amniotomo ed è una manovra indolore in quanto il sacco amniotico non ha terminazioni nervose.
Dopo la rottura del sacco però le contrazioni diventano più frequenti e dolorose in quanto la testa del piccolo preme direttamente sulle terminazioni nervose dell'utero senza il cuscinetto dell'acqua a protezione, che quindi porta a un maggior afflusso di ossitocina e quindi intensificazioni delle contrazioni.
Non è una manovra che dovrebbe essere eseguita come prassi, secondo le indicazioni dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), come si legge nelle linee guida per il travaglio ed il parto:
La prossima volta invece parleremo delle tecniche farmacologiche, che spero vivamente di non dover sperimentare di persona!
- Gestazione post termine: calcolata non a 40 settimane, ma ben 10 giorni dopo, questo perchè la placenta inizia ad invecchiare e non si può sapere se il bimbo è in grado di nutrirsi adeguatamente e quindi si procede all'induzione per evitare eventuali sofferenze fetali.
- Rottura spontanea delle acque a termine, ma travaglio non avviato dopo 12-18 ore: in questo caso si effettua l'induzione perchè non viene più garantita la sterilità dell'ambiente uterino e potrebbe esserci rischio di infezione.
- Patologie quali ipertensione, diabete gestazionale, ritardo di crescita: possono rendere necessaria l'induzione, ma è da valutare caso per caso.
Viene eseguita inserendo il dito nella cervice uterina e creando meccanicamente lo spazio tra il tessuto uterino e il sacco amniotico, in modo tale da stimolare attivamente le contrazioni e stimolare la produzione di prostaglandine, ormone che è utile ad innescare o accellerare il travaglio.
Questa manovra viene eseguita solo se il collo dell'utero è morbido e pervio al dito, altrimenti difficilmente risulta utile.
Altro metodo è l'amnioressi, ossia la rottura manuale del sacco amniotico, sempre per sollecitare la produzione di prostaglandine. Non deve mai essere eseguita come punto di partenza per iniziare il travaglio, ma sempre in abbinamento ad altre tecniche, perchè senza liquido amniotico aumenta il rischio di anomalie cardiache del feto e la difficoltà dello stesso ad inserirsi nel canale del parto.
Normalmente viene praticata se non è già avvenuta quando si è a 7/8 cm di dilatazione o anche per accellerare i tempi del travaglio già a 4 cm di dilatazione. Viene utilizzato uno strumento specifico chiamato amniotomo ed è una manovra indolore in quanto il sacco amniotico non ha terminazioni nervose.
Dopo la rottura del sacco però le contrazioni diventano più frequenti e dolorose in quanto la testa del piccolo preme direttamente sulle terminazioni nervose dell'utero senza il cuscinetto dell'acqua a protezione, che quindi porta a un maggior afflusso di ossitocina e quindi intensificazioni delle contrazioni.
Non è una manovra che dovrebbe essere eseguita come prassi, secondo le indicazioni dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), come si legge nelle linee guida per il travaglio ed il parto:
La rottura artificiale delle membrane, fatta di routine, non ha nessuna giustificazione scientifica e, se richiesto, si raccomanda solo in uno stadio avanzato del travaglio
La prossima volta invece parleremo delle tecniche farmacologiche, che spero vivamente di non dover sperimentare di persona!
lunedì 13 agosto 2012
Emorroidi pre e post gravidanza
Spinoso problema...con la prima gravidanza non ne ho sofferto, però con il parto me ne sono uscite ben 4 e quando mi venivano a controllare i punti dell'episiotomia e guardavamo là dietro tutti rimanevano impressionati. I primi mesi dopo il parto è stato davvero difficile contenerle e ora con la nuova gravidanza non hanno tardato a ripresentarsi. Quindi mi autodefinisco un'esperta in materia...purtroppo!!
Di miracoloso però non ho trovato proprio nulla :( qualche metodo palliativo, qualche risoluzione d'emergenza, ma di prevenirle proprio non se ne parla.
Per quanto riguarda l'omeopatia ho provato due dei metodi che ci avevano suggerito al corso preparto e che avevo segnato in questo post, ossia il Nux Vomica 9ch e il Sepia 9ch. Con il primo non è che abbia riscontrato chissà che risultati, poi appena ho smesso di assumerlo tutto è tornato come prima; il secondo lo sto usando adesso e mi ha sfiammato, ma non ha tolto proprio del tutto il problema.
Come creme topiche sto usando l'Avenoc, ma come sopra, mi sfiamma senza però eliminare del tutto il problema. Dopo il parto usavo l'Olio Vea e una crema alla cera d'api, ma per attacchi molto forti non sono utili, più che altro hanno effetto come prevenzione, nel senso di utilizzarli quando ancora il problema è all'origine o sta per arrivare.
L'aiuto dall'alimentazione è ovviamente fondamentale, anche se per quanto riguarda la gravidanza purtroppo non sempre aiuta, quindi tante fibre, tanta acqua unite possibilmente al movimento, una vita sana insomma, per mantenere le feci il più possibile morbide. Io ho trovato fantastico l'orzo quando avevo momenti di emergenza: un bel piatto di orzo, magari fatto tipo a risotto con qualche verdura (per aggiungere fibre), per due giorni e l'infiammazione spariva! Quasi meglio di tutto il resto.
Ultima raccomandazione è quella di non strofinare mai la zona, quindi bando alla carta igienica, meglio le salviette umidificate dei bambini, e quando vi lavate tamponate la zona.
Io non li ho mai provati, ma anche degli impacchi con acqua fredda e bicarbonato possono dare un sollievo immediato, però dovete avere un po' di resistenza e rimanerci un po' sopra.
Per lavarmi io ho utilizzato prima un detergente al tea tree oil preparato nella mia farmacia di fiducia, ora invece ne sto provando uno all'olio di neem. Entrambi mi hanno fatto una buona impressione, ma come al solito non sono metodi risolutivi, è solo un aiuto in più.
Se mi dovesse saltare alla mente qualche altro accorgimento, aggiornerò immediatamente il post. Poi in correlazione ne scriverò uno sulla stipsi.
Ovviamente i rimedi sono tutti il più naturale possibile perché insorti durante la gravidanza o mentre allattavo.
Di miracoloso però non ho trovato proprio nulla :( qualche metodo palliativo, qualche risoluzione d'emergenza, ma di prevenirle proprio non se ne parla.
Per quanto riguarda l'omeopatia ho provato due dei metodi che ci avevano suggerito al corso preparto e che avevo segnato in questo post, ossia il Nux Vomica 9ch e il Sepia 9ch. Con il primo non è che abbia riscontrato chissà che risultati, poi appena ho smesso di assumerlo tutto è tornato come prima; il secondo lo sto usando adesso e mi ha sfiammato, ma non ha tolto proprio del tutto il problema.
Come creme topiche sto usando l'Avenoc, ma come sopra, mi sfiamma senza però eliminare del tutto il problema. Dopo il parto usavo l'Olio Vea e una crema alla cera d'api, ma per attacchi molto forti non sono utili, più che altro hanno effetto come prevenzione, nel senso di utilizzarli quando ancora il problema è all'origine o sta per arrivare.
L'aiuto dall'alimentazione è ovviamente fondamentale, anche se per quanto riguarda la gravidanza purtroppo non sempre aiuta, quindi tante fibre, tanta acqua unite possibilmente al movimento, una vita sana insomma, per mantenere le feci il più possibile morbide. Io ho trovato fantastico l'orzo quando avevo momenti di emergenza: un bel piatto di orzo, magari fatto tipo a risotto con qualche verdura (per aggiungere fibre), per due giorni e l'infiammazione spariva! Quasi meglio di tutto il resto.
Ultima raccomandazione è quella di non strofinare mai la zona, quindi bando alla carta igienica, meglio le salviette umidificate dei bambini, e quando vi lavate tamponate la zona.
Io non li ho mai provati, ma anche degli impacchi con acqua fredda e bicarbonato possono dare un sollievo immediato, però dovete avere un po' di resistenza e rimanerci un po' sopra.
Per lavarmi io ho utilizzato prima un detergente al tea tree oil preparato nella mia farmacia di fiducia, ora invece ne sto provando uno all'olio di neem. Entrambi mi hanno fatto una buona impressione, ma come al solito non sono metodi risolutivi, è solo un aiuto in più.
Se mi dovesse saltare alla mente qualche altro accorgimento, aggiornerò immediatamente il post. Poi in correlazione ne scriverò uno sulla stipsi.
Ovviamente i rimedi sono tutti il più naturale possibile perché insorti durante la gravidanza o mentre allattavo.
martedì 19 giugno 2012
Parto naturale
Prima non mi ero mai posta il problema, poi sono rimasta incinta e ho scoperto un mondo nuovo, fatto di medici, analisi e chi più ne ha più ne metta. Non mi ponevo il problema nei primi mesi della gravidanza di Serena, era così perché così doveva essere pensavo. Invece no.
Ho fatto il corso preparto in una fantastica struttura, dove speravo di partorire e che invece non ho fatto in tempo a raggiungere (non vi ho mai parlato del mio parto?! Lo farò, perché merita!); lì mi hanno davvero aperto gli occhi su come dovrebbe essere gestita o meglio non gestita una gravidanza dall'inizio alla fine, parto compreso. In sostanza se fisiologici, parto e gravidanza non hanno bisogno di medici o procedure invasive, ma semplicemente di essere vissuti in modo naturale.
La natura non è stupida, mi ripeto sempre, e sì, è vero, fino a poco tempo fa si moriva di parto e ora no, i bambini nati prematuri non avevano speranza di vita e ora no e la medicina ci regala figli che altrimenti non potremmo fare, ma questo non significa che anche chi sta bene, è in salute e ha una gravidanza fisiologica debba essere sotto stretto controllo medico.
Io per esempio sono fermamente convinta che se mi avessero lasciato stare nella posizione in cui volevo stare (in piedi) probabilmente non avrei avuto bisogno dell'episiotomia. Siamo nate per procreare, siamo nate per portare queste vite dentro, per farle nascere e per farle vivere allattando al seno.
La medicina è sicuramente un punto fermo, ma la donna dovrebbe avere il diritto di poter partorire in modo naturale e non ritrovarsi con un cesareo solo perchè più comodo, più veloce o più remunerativo (perché operazione chirurigica).
Trovo snervante in questa seconda gravidanza, cozzare con questa realtà che pare essere tutta italiana, tanto per cambiare. Trovo snervante dover scegliere dove partorire per evitare procedure inutili a me o al mio bambino o semplicemente per poter, durante il travaglio, muovermi come meglio credo, poter mangiare o bere se ho fame, poter spingere come mi sento. Trovo snervante dover trovarmi a discutere con future neo mamme che mi danno della pazza solo perché mi sento libera di vivere come vivevo prima della gravidanza, limitandomi solo se il mio corpo me lo chiede e non solo perché sono incinta, o che giudicano il fatto che abbia avuto una seconda gravidanza così ravvicinata, o che non comprendano come si possa avere un figlio senza spendere patrimoni, usando gli antichissimi pannolini lavabili, senza seguire le tabelle di svezzamento. Trovo snervante che seguire la naturalità della vita sia considerato assurdo oppure peggio ancora una moda del momento.
Trovo assurda la disparità di tagli cesarei nel nostro paese e in relazione al resto d'Europa, trovo assurdo che ci siano delle linee guida e che nessuno si prenda la briga quantomeno di conoscerle, non parliamo poi di chi deliberatamente le critica o va contro ad esse, trovo assurdo dover lottare per qualcosa che dovrebbe essere un diritto, che sia un bicchiere d'acqua durante il travaglio, il supporto del marito durante e dopo il parto (non tutti gli ospedali lo permettono...come 30 anni fa!!) o il mio bimbo in camera con me da subito.
Volevo scrivere un posto meno personale, ma sul web c'è così tanto e così ben spiegato che non ne vale la pena, quindi ho espresso quelle che sono le mie credenze. Vi segnalo però alcuni link davvero interessanti, oltre a quelli già segnalati lungo il post:
Ho fatto il corso preparto in una fantastica struttura, dove speravo di partorire e che invece non ho fatto in tempo a raggiungere (non vi ho mai parlato del mio parto?! Lo farò, perché merita!); lì mi hanno davvero aperto gli occhi su come dovrebbe essere gestita o meglio non gestita una gravidanza dall'inizio alla fine, parto compreso. In sostanza se fisiologici, parto e gravidanza non hanno bisogno di medici o procedure invasive, ma semplicemente di essere vissuti in modo naturale.
La natura non è stupida, mi ripeto sempre, e sì, è vero, fino a poco tempo fa si moriva di parto e ora no, i bambini nati prematuri non avevano speranza di vita e ora no e la medicina ci regala figli che altrimenti non potremmo fare, ma questo non significa che anche chi sta bene, è in salute e ha una gravidanza fisiologica debba essere sotto stretto controllo medico.
Io per esempio sono fermamente convinta che se mi avessero lasciato stare nella posizione in cui volevo stare (in piedi) probabilmente non avrei avuto bisogno dell'episiotomia. Siamo nate per procreare, siamo nate per portare queste vite dentro, per farle nascere e per farle vivere allattando al seno.
La medicina è sicuramente un punto fermo, ma la donna dovrebbe avere il diritto di poter partorire in modo naturale e non ritrovarsi con un cesareo solo perchè più comodo, più veloce o più remunerativo (perché operazione chirurigica).
Trovo snervante in questa seconda gravidanza, cozzare con questa realtà che pare essere tutta italiana, tanto per cambiare. Trovo snervante dover scegliere dove partorire per evitare procedure inutili a me o al mio bambino o semplicemente per poter, durante il travaglio, muovermi come meglio credo, poter mangiare o bere se ho fame, poter spingere come mi sento. Trovo snervante dover trovarmi a discutere con future neo mamme che mi danno della pazza solo perché mi sento libera di vivere come vivevo prima della gravidanza, limitandomi solo se il mio corpo me lo chiede e non solo perché sono incinta, o che giudicano il fatto che abbia avuto una seconda gravidanza così ravvicinata, o che non comprendano come si possa avere un figlio senza spendere patrimoni, usando gli antichissimi pannolini lavabili, senza seguire le tabelle di svezzamento. Trovo snervante che seguire la naturalità della vita sia considerato assurdo oppure peggio ancora una moda del momento.
Trovo assurda la disparità di tagli cesarei nel nostro paese e in relazione al resto d'Europa, trovo assurdo che ci siano delle linee guida e che nessuno si prenda la briga quantomeno di conoscerle, non parliamo poi di chi deliberatamente le critica o va contro ad esse, trovo assurdo dover lottare per qualcosa che dovrebbe essere un diritto, che sia un bicchiere d'acqua durante il travaglio, il supporto del marito durante e dopo il parto (non tutti gli ospedali lo permettono...come 30 anni fa!!) o il mio bimbo in camera con me da subito.
Volevo scrivere un posto meno personale, ma sul web c'è così tanto e così ben spiegato che non ne vale la pena, quindi ho espresso quelle che sono le mie credenze. Vi segnalo però alcuni link davvero interessanti, oltre a quelli già segnalati lungo il post:
- 10 domande per scegliere dove partorire.
- Le procedure da evitare.
- Ospedali amici dei bambini.
- Parto naturale. Con moltissime esperienze dirette.
- Associazione parto naturale.
mercoledì 15 giugno 2011
Omeopatia in gravidanza
Riporto i rimedi omeopatici che ci sono stati consigliati dall'ostetrica durante il corso preparto. Sono utili non solo per chi si avvicina al parto, ma anche a chi soffre di alcuni disturbi fisici.
PARTO
Preparazione
1. Caulophyllum 30ch 5 granuli al giorno dalla 37esima settimana: aumenta l'efficacia delle contrazioni
2. Arnica montana 7ch 5 granuli al giorno una settimana prima della data presunta del parto: riduce le perdite ematiche post partum e l'entità di eventuali edemi ed ematomi
3. Actea racemosa 5ch 5 granuli al giorno 15 giorni prima della data presunta del parto: ridimensiona la paura del parto (l'ostetrica ci ha detto che è un rilassante anche a livello fisico, non solo psicologico)
Travaglio
- Caulophyllum 5ch 5 granuli ogni ora dall'inizio di un travaglio attivo: almeno due ore di contrazioni uterine dolorose e regolari (serve a mantenere la regolarità delle contrazioni)
POST PARTUM
Da assumere i granuli per 7/15 giorni dopo il parto:
1- Arnica montana 30-200ch 5 granuli tre volte al giorno: riduce le perdite ematiche post partum e l'entità di eventuali edemi ed ematomi
2- China 15ch 5 granuli tre volte al giorno
PROBLEMI FISICI
Sciatica
- Sepia 9ch 5 granuli tre volte al giorno
Lombalgia
- Kali carbonicum 9ch 5 granuli tre vole al giorno
Stipsi ed emorroidi (5 granuli da 2 a max 4 volte al giorno secondo i sintomi)
> Nuz vomica 9 ch: in caso di difficoltà digestiva e congestione emorroidaria
> Sepia 9ch: in caso di vomito, stipsi senza stimolo alla defecazione ed emorroidi dolenti che migliorano camminando
> Collinsonia 9ch: in caso di emorroidi dolenti anche al riposo, stipsi con stimolo alla defecazione
PARTO
Preparazione
1. Caulophyllum 30ch 5 granuli al giorno dalla 37esima settimana: aumenta l'efficacia delle contrazioni
2. Arnica montana 7ch 5 granuli al giorno una settimana prima della data presunta del parto: riduce le perdite ematiche post partum e l'entità di eventuali edemi ed ematomi
3. Actea racemosa 5ch 5 granuli al giorno 15 giorni prima della data presunta del parto: ridimensiona la paura del parto (l'ostetrica ci ha detto che è un rilassante anche a livello fisico, non solo psicologico)
Travaglio
- Caulophyllum 5ch 5 granuli ogni ora dall'inizio di un travaglio attivo: almeno due ore di contrazioni uterine dolorose e regolari (serve a mantenere la regolarità delle contrazioni)
POST PARTUM
Da assumere i granuli per 7/15 giorni dopo il parto:
1- Arnica montana 30-200ch 5 granuli tre volte al giorno: riduce le perdite ematiche post partum e l'entità di eventuali edemi ed ematomi
2- China 15ch 5 granuli tre volte al giorno
PROBLEMI FISICI
Sciatica
- Sepia 9ch 5 granuli tre volte al giorno
Lombalgia
- Kali carbonicum 9ch 5 granuli tre vole al giorno
Stipsi ed emorroidi (5 granuli da 2 a max 4 volte al giorno secondo i sintomi)
> Nuz vomica 9 ch: in caso di difficoltà digestiva e congestione emorroidaria
> Sepia 9ch: in caso di vomito, stipsi senza stimolo alla defecazione ed emorroidi dolenti che migliorano camminando
> Collinsonia 9ch: in caso di emorroidi dolenti anche al riposo, stipsi con stimolo alla defecazione
mercoledì 18 maggio 2011
Sintomi del parto
Ormai il giorno X si sta avvicinando e una delle mie preoccupazioni è quella di avvertire il prima possibile quando inizia il travaglio, perchè abito piuttosto lontano dall'ospedale dove vorrei partorire e devo pure muovermi con i mezzi pubblici, visto che per ora vivo a Venezia.
Tutte quelle che hanno già partorito dicono che si capisce eccome, io spero solo di capirlo abbastanza in tempo. Mi sto quindi un po' documentando e sto scoprendo tante cose che non sapevo ed è anche per questo motivo che voglio scrivere questo post, ossia per riassumere tutto il mare d'informazioni che santo Internet contiene.
Vediamo quindi i primi sintomi, che non necessariamente portano a un parto immediato, ma che comunque possono metterti sul chivalà! Questa fase viene anche chiamata fase prodromica.
13 giugno 2011
Aggiornato dopo le informazioni ricevute al corso preparto.
Tutte quelle che hanno già partorito dicono che si capisce eccome, io spero solo di capirlo abbastanza in tempo. Mi sto quindi un po' documentando e sto scoprendo tante cose che non sapevo ed è anche per questo motivo che voglio scrivere questo post, ossia per riassumere tutto il mare d'informazioni che santo Internet contiene.
Vediamo quindi i primi sintomi, che non necessariamente portano a un parto immediato, ma che comunque possono metterti sul chivalà! Questa fase viene anche chiamata fase prodromica.
- Stanchezza e sensazione di pesantezza: anche se sono sensazioni piuttosto comuni nell'ultimo periodo di gestazione, questi due sintomi si accentuano con l'avvicinarsi del parto a causa di un cambiamento di ormoni che porta una serie di reazioni a catena che terminano ovviamente con il parto.
- Pancia bassa: già quando il feto si posizione con la testa in giù la pancia si abbassa leggermente, vicino al parto poi si abbassa ulteriormente; quindi se tutto ad un tratto riuscirete a respirare meglio o i problemi di digestione si faranno meno pressanti, potrebbe trattarsi di questo. Di contro potreste avere ancora più bisogno di urinare perchè spostandosi il feto schiaccia completamente la vescica.
- Perdita del tappo mucoso: il muco che per tutta la durata della gravidanza ha tenuto chiuso il collo dell'utero, qualche tempo prima dell'inizio del travaglio (è diverso da gravidanza a gravidanza, potrebbe anche avvenire giorni prima del parto vero e proprio) viene espulso e si può riconoscere perchè è una sostanza mucillaginosa, bianca e marrone per la presenza di sangue.
- Diarrea, nausea e/o vomito: causati dal rilascio degli ormoni, anche questi potrebbero essere un sintomo dell'inizio del travaglio o, per lo meno, che qualcosa sta cambiando.
- Dolori mestruali: nella fase prodromica si potrebbe iniziare ad avvertire dolori al basso ventre o alla schiena, molto simili a quelli che si avvertono durante il ciclo mestruale; sono l'anticamera delle contrazioni vere e proprie.
- Contrazioni: già da qualche mese dovreste aver sentito delle contrazioni irregolari, di solito non dolorose, le cosidette contrazioni di Braxton - Hicks, che preparano l'utero a quelle vere e proprie del parto. Per capire la differenza da queste contrazioni preparatorie a quelle vere e proprie, oltre al fatto che queste ultime sono dolorose, controllate anche la regolarità e la frequenza, quando infatti ne conterete una ogni cinque minuti sarà il momento di andare in ospedale.
- Rottura delle acque: questo sintomo viene spesso scambiato per una perdita urinaria (questo mi è inconcepibile, come cavolo fai non accorgerti che non ti stai facendo la pipì addosso??), problema che nell'ultimo periodo sorge a causa del feto che schiaccia la vescica. Controllando il liquido si può capire facilmente se in realtà si siano rotte le membrane, inoltre bisogna comunque controllare il colore delle acque: se sono limpide non ci sono problemi e avrete diverso tempo per raggiungere l'ospedale, ma se sono marroni/verdi potrebbe esserci del meconio (le prime feci del feto); in questo caso dovete andare subito in ospedale perchè potrebbe esserci rischio di infezione per voi o per il feto.
13 giugno 2011
Aggiornato dopo le informazioni ricevute al corso preparto.
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