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giovedì 20 giugno 2019

Eccomi qui con qualche aggiornamento

Finita la scuola, mi immaginavo giornate pigre al limite del noioso, mi immaginavo buttata sul divano o in un parco o magari qualche mattina al mare...Poi invece la realtà dei fatti è stata di un mese intenso quasi quanto la scuola se non fosse stato per le sveglie mattutine decisamente lente (grazie al cielo almeno quelle!).
In queste settimane si sono sciolti un po' di nodi cruciali: intanto la placenta è risalita, il che significa che finalmente ho potuto pianificare le nostre vacanze in camper a luglio. Per la cronaca partiamo la prossima settimana con destinazione la costa della Spagna del Nord e varie tappe centrali tra cui Barcellona (per incontrarci con la nostra prima e amatissima au pair), il Parque Warner Bros nei dintorni di Madrid e al rientro, ovviamente, non poteva mancare qualche giorno a Toulon, a salutare tutti i nostri amici.
Altre novità sono la ricerca di una ragazza alla pari per settembre, in quanto con il lavoro del Navigante che in questo ultimo anno è davvero a livelli fuori dai limiti, è impossibile per me sola organizzare la vita di tre bambini e un neonato. L'idea era quella di trasferirsi a Udine, visto che stiamo anche ristrutturando casa dei miei per avere due appartamenti (uno al pianoterra per mia madre e uno più grande per noi o eventualmente mia sorella quando rientra per le vacanze), ma il Navigante ha spinto molto per trovare altre soluzioni alternative che non lo costringesse a fare il pendolare. Quindi ci riproviamo stavolta cambiando lingua, in quanto ci interessa di più che non venga dimenticato il francese.
C'è ancora qualche piccola incognita legata a delle domande per l'estero fatta dal Navigante a cui però non do molto peso, in quanto la possibilità che lo mandino è veramente remota. Infine ancora non so dove partorire...tolta la spada di Damocle del cesareo per placenta previa sono di nuovo in cerca di info...purtroppo l'ultimo parto in terra francese è stato talmente perfetto che dover cercare qualcosa di simile qui mi sta mandando in confusione.
Per ora penso al mio agognato mese in camper, a godermi questa pancia che si muove e le tanto attese mattine lente con i miei figli. Per il resto vi aggiornerò!

mercoledì 16 agosto 2017

Rientrata e indaffarata

Il nostro mese on the road è letteralmente volato via, siamo rientrati da due giorni e sono in un turbinio di lavatrici e organizzazione festa di compleanno/trasloco che non mi lascia nemmeno il tempo di respirare. Figurarsi di postare qualcosa su queste nostre lunghe e bellissime vacanze!
Abbiamo fatto e visto davvero tanto, a volte mi chiedo se non è stato troppo, se non è il caso a volte di rallentare e lasciare scorrere...Ma non ci riesco, sono un vortice continuo, più vedo, più faccio, più mi viene voglia di vedere e fare. E infatti appena ci siamo fermati, dopo aver lasciato mia madre e mia nipote all'aeroporto, mi è crollata addosso una stanchezza manco fossi stata colpita da un tir in corsa.
Arrivata a casa però mi sono dovuta ripigliare a forza: c'era un camper da pulire e da svuotare, una casa da riaprire, un compleanno da organizzare e un trasloco da affrontare. Ce la posso fare!
Insomma era per dirvi che sono rientrata, anche se magari non riuscirò a postare moltissimo ;)

martedì 11 luglio 2017

Arredando a distanza

Una delle cose più "divertenti" di questo trasloco è il fatto che dobbiamo costruirci la cameretta dei bimbi e la cucina tutto nel virtuale; questo perché la cameretta che abbiamo qua è solo un letto a castello con il terzo letto che si tira fuori da sotto (e non voglio il letto degli ospiti per il Francese!!), mentre in cucina abbiamo solo gli elettrodomestici (ma sto cercando di vendere anche questi) visto che i mobili erano l'unica cosa che c'era in casa quando siamo entrati.
Quindi ci stiamo impantanando con planner online, mail, progetti con misure che speriamo siano quelle reali...fortuna che, al contrario dei francesi, gli italiani se possono ti danno una mano e quindi oggi l'amministratore del condominio andrà a misurare per bene le stanze; ciò significa che per la fine della settimana, ossia prima di partire un mese con il camper (che se Dio vuole dovrebbe essere abile ed arruolato...), potremmo riuscire ad ordinare entrambe.
Una volta ordinate, dovremmo far coincidere l'arrivo del trasloco con la consegna e il montaggio, in modo tale da fare tutto in una volta e non avere il cantiere aperto per troppi giorni.
I bimbi in tutto questo verranno prontamente impacchetati e spediti in lidi nonneschi per tutta la durata del trasloco. L'idea è di andarli a riprendere quando almeno i mobili della casa a Roma (e soprattutto la loro cameretta) siano montati e la casa simil agibile. Il Navigante non era troppo convinto di lasciarli tutti e tre per così tanti giorni a mia madre, ma sono stata irremovibile: "o trasloco senza nani, o trasloco senza ME e i nani!".
E giusto per rendere le cose più semplici, facciamo tutto questo in una casa che io ho visto solo in progetto o tramite qualche foto, mentre il Navigante, più fortunato, l'ha visitata...una volta sola 5 anni fa...Noi e le sfide, un amore incondizionato...

sabato 8 luglio 2017

Rotolando verso Roma...

Ieri ci è stata comunicata le date definitive del trasloco e, inoltre, è finita la scuola per tutti i miei nani, in realtà la creche del Francese rimane aperta per quasi tutta l'estate, ma mi sembrava assurdo portarlo all'asilo quando ho comunque gli altri due in casa.
Così ieri è stata la giornata dei saluti definitivi per me e per loro. Ho ricevuto tanti Bon courage!, tanti recapiti, tanti merci pour votre confiance. Ho avuto un groppo in gola guardando la Belva con gli occhietti tristi tristi salutare la sua maestra (che tra parentesi avrebbe comunque lasciato sia perché qui cambiano insegnante ogni anno, sia perché sarebbe passata alla scuola primaria), salutando le maestre della creche e percorrendo per l'ultima volta quella maledetta collina per arrivare alla scuola dei due grandi, che tanto mi ha fatto penare quando ero incinta del Francese.
Mi continuo a ripetere che è l'ultima volta che faccio quello o quell'altro, ma senza sentirmi davvero emotivamente presa. E' come se cercassi volontariamente di arrivare al limite, come se cercassi di sfiatare una pentola a pressione intasata perché poi se scoppia è un gran casino.
Cerco di capire come mai sto reagendo in modo così pragmatico e freddo, normalmente sono una molto emotiva, soprattutto quando si tratta di cambiamenti così importanti, che riguardano tra l'altro anche i miei bimbi. Mi dico che forse ormai mi sono abituata a questa vita, ma sotto sotto mi rendo conto che negli ultimi tempi ho perso talmente tanto che questo mio atteggiamento sembra più una corazza di difesa. E il fatto che abbia mal di stomaco da più o meno un mese non è che una conferma, perché se io cerco di difendermi, il mio corpo pure e somatizza tutto, ma finché non mi prende il sonno non mi preoccupo più di tanto.
Per adesso mi concentro sul nostro camper che ancora non è uscito del tutto da alcuni problemucci, facendo gli scongiuri che sia pronto all'uso per la nostra partenza programmata per il 15 luglio...E sperem che almeno queste vacanze non vengano cancellate ancora prima di cominciarle...

domenica 2 luglio 2017

Chi si ferma è perduto

Un'altra settimana intensa, di saluti ed emozioni.
Un pomeriggio di saldi con la mia amica/babysitter/donna delle pulizie nonché cena fuori per iniziare a dirci addio...iniziare per non finire mai perché davvero troppo difficile; e infatti torneremo a fare la deuxième demarque, ossia la seconda tornata di saldi dove quello che rimane viene ulteriormente scontato (vi ho mai detto che adoro i saldi francesi?!? Ah sì, ve l'ho detto...)...un altro pomeriggio insieme, un'altra cena con chiacchiere in libertà.
Ennesima cena di saluto stavolta solo tra straniere senza mariti al seguito, a cui ha partecipato anche la nuova "me", ossia la compagna del sostituto del Navigante; sono qua entrambi per qualche giorno alla ricerca di una casa e per sbrigare le prima formalità. Che periodo incasinato! E noi l'abbiamo fatto pure con due nani che in non facevano tre anni insieme!!
La scuola non è ancora finita, ci manca ancora una settimana, ma per le maestre dei due grandi (e non solo, hanno voluto a tutti costi anche fare il regalo alle due cuoche della mensa!) abbiamo già portato i regali, fatti rigorosamente da loro con l'aiuto della mamma: delle crostatine con la marmellata decorate con la pasta frolla intagliata nelle forme più disparate. Regalo scelto e voluto da loro, almeno io non ci ho dovuto pensare, cosa che invece mi tocca fare per la creche del Francese, a cui tra l'altro sono molto legata e quindi non voglio qualcosa di scontato...ci sto ancora meditando...
Non dimentichiamoci poi apéro dinatoire a schiovere, fatti pure all'ultimo minuto, cosa non proprio scontata qui. Ne ho uno anche stasera in spiaggia, cosa che adoro!
E come questa settimana ripeteremo la prossima e quella dopo ancora, ultime due settimane prima della nostra partenza con il camper, di cui non parlo per scaramanzia visto che il camper deve fare qualche lavoretto per passare la revisione. Comunque abbiamo in ballo davvero un gran bel giro...sono in fermento di riavere il mio camper pronto all'uso...dopo attenta disinfestazione, visto che sono più di due mesi che nessuno ci entra!
E infine due piccole emozioni scollegate al nostro rientro: la Belva che perde il suo primo dentino (...ma com'è possibile?? Quando è successo che siamo già arrivati alla soglia dei 6 anni??) e il concerto di Vasco Rossi ieri sera...per molti non avrà senso, per me Vasco è la mia infanzia, la mia adolescenza, le mie emozioni...avrei voluto esserci e anche mio padre avrebbe voluto essere lì in mezzo a 220.000 persone. Ho pianto quasi tutto il concerto e sono sicura che pure mia madre stava facendo lo stesso.
...domani è un altro giorno arriverà...

lunedì 26 giugno 2017

Tante emozioni, ma niente lacrime...per adesso!

Il weekend appena passato è stato davvero ricco di emozioni.
Partiamo con venerdì mattina, giorno della kermesse scolastica dei due grandi, un giorno per loro, e un po' anche per me, decisamente epocale! Oltre ad essere emozionati per le festa di fine anno in sè, eravamo tutti emozionati perché era l'ultima festa di fine anno in Francia, in questa piccola scuola che è stata per me e per loro un punto di riferimento negli ultimi tre anni. Loro hanno imparato la vita al di fuori della famiglia, hanno imparato ad apprendere nozioni (qui iniziano già nella sezione dei piccoli insegnando prescrittura e insiemistica), hanno creato una parte di vita propria; io ho imparato una parte di questa cultura diversa, ho fatto amicizie fuori dal giro degli expat e dei militari, ho imparato a fare a meno dei miei figli.
Quindi grande emozione quella mattina, ma poi il Vitellino ha iniziato a lamentarsi che aveva male al piede e quando l'ho guardato, robe che non mi piglia un infarto!! Un taglio di due settimane fa era gonfio e infetto, ma proprio tanto, talmente tanto che ho dovuto drenare almeno un pochino bucando con un ago (e non vi dico gli strilli...il Vitellino è uno di quelli che non lo puoi toccare che parte una sirena...) prima di spedirlo a scuola (non poteva mancare quella mattina!) e chiamare il dottore. Dottore che dice di controllarlo al rientro alle 11.30 e nel caso portarlo a visitare. Ovviamente l'ho portato a visitare, era un'infezione troppo brutta ed era venerdì - ovviamente! - non volevo rischiare di dover andare al pronto soccorso durante il weekend. Responso del dottore, che ha dovuto drenare ancora pus per gioia del Vitellino: infezione che ha preso il sistema linfatico, tanto da ingrossargli una ghiandola nel linguine, 8 giorni di antibiotico 4 giorni almeno senza mare! Peggio di quello che pensassi...
E mentre il Navigante portava lui dal dottore, io preparavo il pranzo, i muffin salati per la kermesse e mi docciavo prima di uscire per andare ad aiutare ad allestire la mise en scène. Perché ovviamente pur con un piede malconcio e uno stress da mamma che non vi dico, non si poteva mancare questa kermesse! Che tra l'altro è andata alla grande, abbiamo pure vinto un premio della lotteria per il primo anno e io sono riuscita a non piangere! (Sono una che si commuove facilmente...).
Sia venerdì che sabato sera avevamo inoltre impegni serali solo io e il Navigante: venerdì probabilmente ultimo Cheese&Wine, la serata mensile tra militari stranieri e francesi dove ognuno porta una bottiglia di vino e un pezzo di formaggio, ma soprattutto sabato la nostra cena di addio con i colleghi stranieri di Elia e le mogli ovviamente. Questa comunità è stata per me di vitale importanza, ho avuto sostegno, amicizia, momenti di svago, vita sociale, ho migliorato il mio inglese in maniera esponenziale e ha dato la possibilità di avere tanti amici anche ai bimbi, visto che quasi tutte erano famiglie con bimbi di età differenti.
Anche questa volta non mi sono commossa, anche se hanno parlato di noi, del nostro periodo qui, anche se questi eventi sono un po' la chiusura del cerchio. Non capisco se sono talmente presa dalla situazione (trasloco, il Navigante appena rientrato, ma anche la morte di mio padre, mia madre, i litig con la Sister...) da non riuscire a rendermene conto o siccome ho ancora tutta l'estate davanti prima di andarmene non me ne rendo conto uguale. Insomma alla fin fine continua a non sembrarmi vero che da qui a due mesi lasceremo questo posto che per ben 4 anni è stata casa.
Per il momento continuo con la vita sociale: mercoledì esco con la mia amica/babysitter/donna delle pulizie per una sessione di shopping nei saldi + cena di addio (anche lei sta per partire), giovedì sera Ladies night ancora una volta per salutare chi se ne va e infine domenica picnic per salutare degli amici francesi in partenza pure loro.
Non smetto di salutare, di dire au revoir, di dire goodbye...e mi pare tutto normale, per la prima volta non verso lacrime, devo ancora capire se sono diventa magicamente insensibile o solo serenamente rassegnata! Ma le attendo, perché prima o poi arriveranno le lacrime...eccome se arriveranno!

lunedì 19 giugno 2017

Mantenere le lingue dopo un periodo expat

Dopo 4 anni in Francia il Vitellino e la Belva sono totalmente bilingue (italiano-francese), anzi devo dire che il francese prende spesso il sopravvento, soprattutto quando giocano. Anche il Francese, che ormai è in pieno trip "ripeto tutto quello che sento", pronuncia parole in entrambe le lingue con preferenza verso quella francese per una questione, secondo me, di facilità del suono (i suoni francesi sono più dolci, meno duri, meno consonanti che danno problemi ai bimbi).
Per quanto riguarda lo spagnolo abbiamo un po' lasciato stare, ma nel gruppo degli stranieri ci sono varie famiglie spagnole e devo dire che i due grandi capiscono praticamente tutto e alle volte cercano anche di esprimersi. La cosa mi fa veramente piacere. Anche le nostre amicizie inglesi e i periodi a casa della Sister devo dire che danno i loro frutti: per loro l'inglese non è una lingua totalmente sconosciuta, ne sono curiosi, carpiscono qualche significato e non vedono l'ora di incominciare a studiarlo.
Tutto questo però diventa per me un grosso problema con il rientro in Italia per svariati motivi. Innanzitutto mi sento di dover assolutamente mantenere la lingua francese che per loro è in questo momento la lingua principale. Sarebbe un vero peccato fargliela perdere, come sarebbe un peccato che il Francese, unico dei tre nato in Francia, non potesse nemmeno capirlo!
La mia organizzazione sarà la seguente: molti libri in lingua, così come eventuali cartoni animati (noi non siamo grandi fans della tv, i bimbi la vedono rarissime volte e di solito sono i cartoni Disney), babysitter madrelingua francese (nel caso avessimo bisogno, ma devo ancora cercarla) e studio con i libri degli esercizi per le vacanze che qui vendono nei supermercati a dei prezzi accessibilissimi, ho già comprato un primo stock per tutti i livelli fino al college (nostre scuole medie) a 2€ l'uno al Lidl!
Sto valutando qualche attività in lingua, visto che comunque non faranno tempo pieno a scuola, avranno i pomeriggi liberi e vivremo in una capitale, il che significa tanta gente, tanta domanda, tanta offerta. Qui però arriva un'altra questione: cercare di mantenere anche un po' di spagnolo (per l'inglese non mi preoccupo visto che nella loro scuola iniziano dalla materna con qualche infarinatura) oppure concentrarsi esclusivamente sul francese? Fosse per loro studierebbero entrambi!!
Sono un po' titubante, sono tra il non voler caricarli di troppe attività, tenendo conto che voglio lasciare spazio anche allo sport e alla noia, e la paura di perdere l'arricchimento culturale e linguistico acquisito in questi 4 anni.
Conoscendo poi la nostra insana passione per gli spostamenti, non so da qui a 2/3 anni in cui staremo a Roma sicuramente, cosa ne sarà di noi. L'idea è di provare ad andare ancora all'estero, ma non è così automatico poterlo fare; di certo non staremo a Roma per sempre quindi mi chiedo se ha senso cominciare qualcosa che poi magari dove andremo non sarà possibile continuare.
Questa vita che ci siamo scelti ha davvero tanti lati positivi e noi la adoriamo, ma ci sono momenti come questo in cui parte lo sconforto per non poter pianificare niente e si instilla la voglia di mettere radici e non spostarsi nemmeno per le vacanze!! So che è un momento e poi passa, mi ritorna la voglia di conoscere, cambiare, muovermi, ma ora ci sono dentro fino al collo e vorrei solo scappare DA SOLA a Santo Domingo! Madre degenere...

lunedì 22 maggio 2017

Come cercare asili e scuole a quasi 1000km di distanza

Sapendo che questo poteva essere il nostro ultimo anno in Francia, ci siamo attivati da settembre scorso per organizzare il rientro, in particolare per la ricerca delle scuole e le eventuali iscrizioni.
Non è stato per niente facile, perché non conosciamo assolutamente il territorio, non avendo mai vissuto a Roma, non conosciamo scuole, nè persone che vivono lì (Roma è grande e nessun nostro amico o conoscente abita nella nostra zona) e, cosa ovviamente scontata parlando dell'Italia, è quasi impossibile reperire info in internet o, alle volte, anche solo tramite telefonata.
Quindi, se mai qualcuno si trovasse nella mia situazione, vi spiego come mi sono organizzata io.
Per quanto riguarda la scuola materna ed elementare del Vitellino e della Belva ho cercato informazioni sulle scuole nei due quartieri vicino ai quali abiteremo. Mi interessava non dover muovermi troppo nel traffico romano e che le due scuole fossero vicine, queste le due priorità. Quando poi ho visto che una delle due scuole era un istituto comprensivo che dalla materna arrivava fino alle medie e che, soprattutto, aveva un buon sito internet aggiornato che mi dava un'ampia panoramica di come poteva essere la scuola su attività e vita al suo interno...bè non c'è stata storia!
Non ho avuto grossi problemi con le graduatorie, a parte che, per sapere se avevano preso il Vitellino, l'unico modo era andare di persona...ma all'ennesima mail del Navigante dove spiegava che lui era in Bahrein e io con i bimbi in Francia, ci è stato gentilmente concesso di saperlo tramite mail.
Per quanto riguarda i nidi le info su internet sono più presenti perché probabilmente è il modo migliore di farsi pubblicità, solo che per lui mi interessava soprattutto un asilo, magari di quegli asili in famiglia con pochi bimbi, che fosse ovviamente vicino casa e che fosse flessibile con gli orari, dandomi la possibilità di lasciarlo solo qualche mattina, proprio come faccio qua in Francia; ho trovato che questo entrare gradualmente nel sistema (1/2 volte mattine a settimana nel primo anno di nido, 2/3 mattine nel secondo, poi solo mattine in prima materna, poi aggiungere qualche giorno di mensa...) sia un'ottima cosa per me e per i miei bimbi. In Italia questo sistema non è molto usuale, ma essendo in una grande città non è stato così impossibile trovare strutture che mi potessero dare questa possibilità. Anche il costo ovviamente era uno dei parametri, visto che i nidi in Italia sono mediamente più costosi rispetto alla Francia, per di più noi qui siamo in un nido militare, che ha prezzi ancora più bassi.
Alla fine ho contattato due strutture, ma quella che si trova nel quartiere dell'istituto comprensivo dei fratelli maggiori aveva decisamente la priorità e non solo per la vicinanza all'altra scuola e un costo leggermente inferiore. Questo nido, che è in realtà un cosidetto spazio Be.Bi (qui viene spiegato questo servizio integrativo del comune di Roma), è gestito da un'associazione senza fini di lucro creato da un padre di un bambino autistico, che non trovava un'offerta formativa che aiutasse davvero l'integrazione di quei bimbi che hanno bisogno di una cura e un sostegno differenti. Insomma dopo aver mandato i miei figli in una prima asilo dove insieme alla maestra c'erano un'assistente nera e una down, nonché buona parte dei bimbi nelle classi sono arabe, non posso che approvare in toto la volontà di far crescere i bimbi a contatto con realtà completamente differenti e, a volte, anche meno fortunate. Questa associazione non ha solo questo spazio, ma molti altri servizi per bambini e adulti con prezzi molto interessanti ed ho già notato che potrei far fare delle lezioni di spagnolo ai due nani grandi.
Insomma alla fine non so se ho fatto le scelte giuste e non lo sapremo fino a quando non ci trasferiremo e le vivremo nella nostra pelle, ma purtroppo nella nostra situazione non potevamo fare altrimenti. Quello che consiglio in questi casi è di stilare in modo molto specifico le priorità per ogni tipo di scuola, armarsi di santa pazienza, di Google maps e cercare, cercare, cercare. Ma soprattutto lasciarsi seguire dal proprio istinto...e speriamo che ce la caviamo!

mercoledì 17 maggio 2017

E quindi...Roma

Dai, parliamone! E' tempo di mettere nero su bianco i vari sentimenti che mi borbottano dentro riguardo al nostro trasferimento dalla Costa Azzurra a Roma.
Dovrebbe essere facile, in teoria, far fronte a questo cambiamento per niente inaspettato: sapevamo di dover rimanere qui 3 anni, che poi si sono trasformati in 4 grazie a una nuova legge sulle missioni in ambito NATO; sapevamo anche, con certezza quasi matematica, che la destinazione successiva sarebbe stata Roma, una destinazione non molto amata in ambito militare, a causa di lavoro d'ufficio e non "sul campo", spesso con orario indecenti, per non parlare della location di questi uffici: pieno centro città, il che significa o svenarsi con gli affitti/mutui, o farsi km e km di traffico mattutino e serale. Il Navigante, in tempi non sospetti, aveva acquistato una casa ancora in progetto tramite una cooperativa militare a un prezzo davvero vantaggioso e pronta proprio quest'anno per essere abitata ufficialmente, quindi noi facciamo parte della categoria "km e km di traffico" every day. Yeah.
Saperlo però non rende per niente facile digerire questa notizia, nemmeno sapere di avere un punto di appoggio e aver già tutti e tre i punti nelle relative scuole. No, questo cambiamento non sarà facile.
Non sarà facile passare da una realtà umana e adatta alla famiglia con scuole, lavoro, parco, spiagge tutto a portata di piedi e bici, alla realtà di una capitale caotica e incasinata come quella di Roma. Non sarà facile tornare in Italia, riadattarsi a quello che, credo, nessuno di noi ama del nostro paese: disorganizzazione, traffico, legge del più furbo sopra ogni altra legge, sfruttamento sul lavoro, tutela della famiglia nulla, per non parlare delle nostre città spesso sporche e mal tenute. Non sarà facile ricominciare tutto daccapo dopo quattro anni di una routine che ci piace e, soprattutto, con tre bambini ormai grandi e due dei quali ben coscienti di questo cambiamento.
Un anno fa, quando la certezza di tornare era al 99% mi ero fatta prendere molto dallo sconforto, so a cosa vado incontro, in particolare riguardo al Navigante e al suo lavoro. Però mi sono detta che non potevo essere negativa, perché se io fossi stata negativa lo sarebbero stati anche i bambini e non voglio che vivano male questa nuova esperienza. Non è stato poi così difficile cambiare rotta, ritornare in carreggiata ed evitare questo pessimismo-e-fastidio che mi aveva completamente accecata, perché, in fondo, sì l'Italia ha mille difetti, Roma forse anche qualcuno in più, ma...perdindirindina! E' Roma!! La capitale della nostra cultura, della storia di quasi tutta l'Europa, una capitale che comunque ti può offrire tanto, tantissimo! E poi scusatemelo, ma per me la pizza romana è la migliore in assoluto e dopo 4 anni di pizza francese non vedo l'ora di farne indigestione!
C'è stato quindi quello che i francesi chiamano déclic, il mio cervello ha cominciato a vedere altro, oltre a tutti i lati negativi, ha cominciato a ricordare com'è facile farsi degli amici in Italia, com'è bello uscire a mangiare fuori senza spendere 50€ come se niente fosse, ma soprattutto ha cominciato a ricordare tutte le bellezze storiche e naturali che ci circondano e che non vedo l'ora di scoprire o riscoprire insieme alla mia famiglia.
Lo so che l'adattamento non sarà una passeggiata e forse non riusciremo mai a pieno a riadattarci, ma non importa, ormai ho imparato a vivere anche gli spostamenti in patria come una sorte di esperienza expat, come se fossimo turisti a casa nostra; mi risulta facile farlo visto che ci spostiamo molto spesso e ogni nostra regione ha le sue perculiarità da scoprire. E nel frattempo sogniamo la prossima destinazione estera, perché ci sarà, eccome se ci sarà...

martedì 9 maggio 2017

Primo vero weekend di attività primaverili

Forse alla fine il beltempo è arrivato, seppur con almeno due settimane di ritardo e con un vento che ha rovinato questo weekend lungo (l'8 maggio in Francia è festa per l'armistizio della seconda guerra mondiale), ma oggi sono in maniche corte, ho tolto il body al Francese e gli altri due nani sono usciti per andare a scuola solo con la giacchetta di jeans.
E' stato un primo weekend all'aria aperta, fatto di picnic in spiaggia, natura e amici; aspettavo questo tempo, aspettavo i picnic, l'aria aperta, gli amici, aspettavo tutto questo perché so che fa bene al mio umore, so che mi fa vedere il bicchiere mezzo pieno, so che rende la mia giornata migliore e mai come quest'anno ne ho bisogno.
Bando alle ciance, parliamo un po' di gite fuori porta, che sono sempre più interessanti dei post lagnosi che ogni tanto vi tocca leggere.
Quindi dopo aver salutato un sabato di vento e pioggia scrosciante, domenica siamo andati a fare un bel picnic in spiaggia, in barba ai quasi 40 km orari di vento che soffiavano. Abbiamo cercato una spiaggia sulla presqu'ile de Giens a Hyeres che fosse il più riparata possibile e abbiamo scelto la Bergerie, che si trova a sinistra poco prima di arrivare a Giens. Noi l'anno scorso avevamo provato la Capte e la Badine (la Bergerie si trova tra le due), sempre dallo stesso lato e questa è una via di mezzo: sicura per i bambini, ricca di attività e con un bel ristorante con i tavolini sulla sabbia. Peccato il vento che comunque soffiava forte, ci siamo trovati sabbia in ogni dove alla fine della giornata!
Dopo una giornata del genere, dove tra parentesi madre degenere che sono non avevo portato la crema solare con il risultato di braccia mie completamente scottate e spalle della Belva ben arrossate (prima volta in 6 anni di mammitudine che faccio scottare uno dei miei figli!!!!), avevamo bisogno di una giornata calma, fresca e nella natura. Avevo pensato a una passeggiata in uno dei tanti giardini della zona, poi mi sono ricordata di un parco che sta nella mia lunghissima To Do List e che per un motivo o un altro avevo sempre accantonato: Aoubré, una specie di parco avventura con animali e sentieri che va bene un po' per accontentare tutti i gusti. Infatti gli amanti di giardini e animali potranno godere del giardino della farfalle e quello delle erbe aromatiche, della piccola fattoria e di animali a cui dar da mangiare (all'ingresso vendono un bel pacchetto di popcorn per animali a 1€, noi lo abbiamo usato per 4 bambini e per tutto il parco); mentre chi non può fare a meno di giocare ci sono un piccolo parcogiochi in legno con percorso avventura e svariati ponti sospesi per tutte le età (per capirci: ci sono andata anche con il Francese in un paio). C'è ovviamente una zona picnic all'ombra proprio vicino all'ingresso, insieme a un snack bar dove si trovano panini, gelati, bibite.






Se qualcuno ama questo tipo di attività, nel parco è possibile, pagando a parte, fare dell'accrobranche, la traduzione letterale sarebbe "corde", in pratica ci si arrampica sugli alberi con l'attrezzatura da arrampicata. Ci sono percorsi anche per i più piccoli, sotto gli 8 anni (non è specificata un'età minima), ma non so darvi dettagli sull'esperienza perché non l'abbiamo provata, anche perché già in questo modo la giornata è stata parecchio colma di attività.
Il prezzo non è bassissimo, nemmeno se si decide di saltare l'accrobranche, ma in giro ci sono spesso coupon di sconto per l'entrata dei bambini, noi per esempio abbiamo ricevuto tre coupon sconto con una cena al Buffalo Grill e quindi abbiamo pagato solo io e mia madre (il Francese entrava gratis, un coupon l'abbiamo regalato alla famiglia di amici che era con noi), ma spesso anche su Groupon si trovano delle offerte o negli uffici del turismo.
Mi sono un po' ristorata l'anima e il corpo con questo weekend, anche se la mancanza del Navigante pesa ancora di più quando ci sono queste belle giornate. Ancora un mese e poi riprenderemo anche le gite con il camper, dobbiamo smarcarci ancora un po' di Francia prima di rientrare in Italia!

domenica 30 aprile 2017

Gita...con incidente!

E' stata una settimana davvero intensa e tra le tante cose successe non posso soprassedere dal raccontarvi l'esperienza di accompagnare in gita il Vitellino venerdì; era una cosa che volevo fare da sempre, ma tra l'arrivo del Francese e il Navigante sempre via non ero mai riuscita a incastrarla, con mia madre qua invece non ho avuto problemi e mi sono proposta subito.
La classe del Vitellino è quella dei petits/moyens, ossia bimbi nati tra l'aprile 2012 e aprile 2013 più o meno, erano 25 bambini e c'erano tre madri accompagnatrici, oltre alla maestra e alla sua assistente.
Ogni anno questa insegnante, che tiene sempre quella sezione (qui ogni insegnante ha una sezione, non segue la classe come succede in Italia), propone la sortie d'ecole al museo d'arte di Toulon. Ricordo che l'anno scorso la Belva è tornata a casa molto contenta dei "grandi quadri" visti, ma non riesco a ricordare invece che esposizione c'era. Quest'anno comunque c'era l'esposizione di opere un po' particolari, molto astratte e moderne, create da due donne (purtroppo si riserva la giornata per la gita ad inizio anno scolastico e non si sa cosa si può trovare); devo dire che per dei bambini di quattro anni non è stato facile seguire le spiegazioni della guida del museo, ma ho notato che alla fine il Vitellino ha ritenuto molte più informazioni di quelle che pensassi. La maestra poi lavorerà in classe partendo da ciò che abbiamo visto quella mattina e non dubito farà un ottimo lavoro: quando si tratta di arte è proprio super!
Mentre aspettavamo il pullman che doveva riportarci a scuola, siamo rimasti un po' nella hall d'ingresso dove i bambini hanno finalmente potuto toccare qualcosa (ci sono delle grandi sculture mitologiche in marmo, di cui la maestra ha raccontato la storia), per poi spostarci nel cortile. Qui un bimbo è inciampato, andando a sbattere la testa contro il muretto e facendosi davvero un brutto taglio sulla fronte. La fortuna è stata che io avevo visto tutto e sono accorsa immediatamente con dei fazzoletti fermando il flusso di sangue che lo avrebbe inzuppato e, soprattutto, avrebbe spaventato moltissimo tutti gli altri bimbi. Abbiamo quindi chiamato i pompieri (qui per le urgenze si fa appello a loro), che hanno portato il bimbo in ospedale e, infine, siamo rientrati con quasi un'ora di ritardo, giusto in tempo per recuperare la Belva.
Dovrei andare ad accompagnare anche la classe della Belva nella loro gita scolastica di fine anno, sperando di non dover fare ancora da crocerossina a qualche bimbo!

lunedì 3 aprile 2017

La Messa a Tolone

Io sono cattolica, più o meno praticante, nel senso che non vado a Messa tutte le domenica, né seguo strettamente le regole, ma cerco comunque di far entrare la religione nella nostra routine anche se so che potremmo fare molto molto meglio. Non è stato sempre così.
Sono stata cattolica per cultura, per educazione, quando andavo a Messa perché obbligata da mia madre o per fare catechismo. Per un po' durante la mia carriera agonistica, non lo sono stata quasi per niente, andando solo nelle feste comandante, quando non dovevo allenarmi o gareggiare.
Infine, quando mi sono trovata sola, lontana da casa 1000km e in una scuola militare, mi sono rifugiata in Chiesa per scappare da una routine schiacciante, mi sono rintanata lì per riposare, pensare, poi per cantare nel coro ed è stato lì che finalmente ho trovato quello che cercavo.
La Chiesa, andare a Messa, è per me un momento di calma assoluta, ascoltare parole e discorsi alle volte francamente incomprensibili, ripetere insieme a più persone le stesse parole come fossi in trance, una specie di momento estatico che mi mette in comunicazione con le persone attorno e con quel qualcosa/qualcuno più grande di noi, che sia Dio, Allah, Buddah o chi altro.
Come me, il Navigante, che ho trovato proprio in quella scuola militare, proprio in quel coro, con cui condivido questo senso religioso un po' al di fuori delle righe; con lui ho ascoltato messe in spagnolo nella nostra avventura expat in Andalucia, in polacco sul Cammino di Santiago, in svedese a Stoccolma, in francese ora ovviamente...che già è difficile seguire per filo e per segno in italiano, figurarsi in un'altra lingua! Ma è proprio il suono del parroco e delle persone che rispondono che mi piace e di cui non riesco francamente a fare a meno.
Alla nascita dei due nani grandi ho però praticamente smesso di andare a Messa, il mio momento estatico di calma e ascolto era diventato un momento di stress, dove andavo per dovere, ma in realtà non c'ero affatto dentro, troppo occupata e preoccupata che i nani non facessero casino.
Finché non ci ho riprovato qui, a Tolone, dopo aver scoperto che in varie chiese c'era la "messa dei bambini"; siamo quindi andati nella chiesa affianco casa nostra (ma di cui non si sentono mai le campane purtroppo, chissà come mai) e all'arrivo della Liturgia ci vengono letteralmente rapiti i bambini che vanno in un'altra stanza dove colorano scene tratte dal Vangelo del giorno, leggono e viene spiegato il Vangelo e imparano le canzoni della Messa. Per i bambini sotto i tre anni è prevista inoltre una "guarderie", ma penso siano in pochi ad usufruirne, anche perché se un bimbo ha bisogno di muoversi o piange, c'è la stanzetta dell'oratorio da poter utilizzare e dove si può continuare a sentire la Messa in video. I bambini rientrano dopo la recitazione del Credo, pronti per consegnare il soldino e per venire a farsi benedire dal prete durante la Comunione (si mettono in fila insieme ai genitori con le mani a croce sul petto, in modo tale che il prete sa se hanno fatto già la Prima Comunione o no).
Nel resto del tempo ci sono una quantità di bambini seduti a leggere o sdraiati al suolo a disegnare e nessuno si stupisce della cosa, anzi. Nel mio quartiere e in quelli vicino, vivono moltissime famiglie della Marina francese, tutte molto cattoliche e tutte con molti figli, tre come minimo, ma anche quattro, cinque o più e la Chiesa è sempre ricolma di bambini, tanto che quando se ne vanno per la Liturgie sembra proprio svuotata! Ma la Chiesa è pronta ad accoglierli, ad accettare che siano bimbi che non possono seguire una Messa per un'ora di seguito e mettono in atto svariati stratagemmi perché tutti ne escano contenti, senza sguardi straniti di vecchiette incartapecorite per il fatto che pretendi andare a Messa con tre bambini piccoli. I bimbi non si annoiano troppo e imparano, gli adulti seguono la Messa, il prete può "lavorare" in pace.
E quindi ora sono di nuovo una cattolica più o meno praticante :)

lunedì 27 marzo 2017

La grotte de Sainte Marie-Madeleine

Giovedì, venerdì e sabato sono state le prime giornate di primavera: pioggia e vento la loro caratteristica principale, yeah! Quindi scalpitavo per una domenica da passare insieme in mezzo alla natura, visto che le previsioni erano ben diverse.
Sinceramente non sapevamo bene cosa fare, finché mi si è accesa una lampadina e mi sono ricordata di un luogo suggeritomi da una coppia di siriani cattolici in asilo politico conosciuti al corso di francese; si trattava di una grotta raggiungibile solo a piedi all'interno della quale vi si trova una cappella dedicata a Santa Maria Maddalena.
Ci siamo un po' informati su internet per capire la difficoltà del percorso a piedi (abbiamo pur sempre tre nani da scarrozzare, di cui uno da portare in spalla!) e abbiamo deciso che poteva essere fattibile, quindi piccola spesa veloce nel market sotto casa per il pranzo al sacco e organizzazione sommaria prima della nanna.
Il mattino dopo, complice l'ora "persa" abbiamo fatto un'abbondante colazione, in modo tale da non dover aver il problema del pranzo troppo presto (comunque li rifocillavo lungo il cammino con frutta secca!), e siamo partiti verso le undici. Da Tolone ci si mette un'ora abbondante di macchina, sia che si vada per l'autostrada o sia percorrendo la strada normale, cambiano i km, ma non il tempo.
Abbiamo lasciato la macchina in uno dei parcheggi gratuiti attorno all'Hostellerie de la Sainte Baume, più precisamente quello centrale, da cui parte un sentiero dritto ben visibile. Alla fine di questa stradina c'è un piccolo ponticello e si entra nella forêt de la Sainte Baume, e il sentiero inizia a salire sia verso destra (chemin de roi), che verso sinistra (chemin du canapè). Noi siamo andati a sinistra, il sentiero è più facile, anche se leggermente più lungo, per poi ridiscendere dall'altro lato, dove il sentiero è più difficoltoso, ma più carino, proprio in mezzo al bosco.
La salita, come la discesa, per noi sono durate poco meno di un'ora e i nani sono stati davvero contenti, non hanno lagnato troppo e il Vitellino, appena siamo arrivati alla grotta, è entrato chiedendo se potevamo accendere una candelina per il nonno, come se non volesse fare che quello...lacrime a profusione...
Dopo aver visitato la chiesa, piccola e umidissima, che si raggiunge dopo una bella rampa di scale, ci siamo fermati a mangiare all'abri du pelerin, ossia il rifugio del pellegrino: una stanza con camino e qualche tavolo messa a disposizione per chi volesse mangiare il proprio pranzo al sacco. I bambini erano entusiasti! C'erano alcuni libri per grandi e piccini, oltre che acqua, bollitore del the e relative bustine, un paio di mele, un micronde e condimenti vari, e tutto il necessario per ripulire. Unico neo: in cima nessun bagno, quindi ai nani abbiamo fatto far pipì nel bosco, il Navigante essendo uomo non ha problemi a farla dove sia, io invece me la sono dovuta tenere fino all'Hostellerie (non che me ne freghi molto di farla in mezzo al bosco, ma c'era un viavai continuo di gente e non mi pareva il caso ;P) dove ci sono bagni gratuiti.
Vicino all'Hostellerie ci sono anche un bar dove poter mangiare e un ristorante, inoltre su prenotazione si può mangiare nell'Hostellerie stessa, dove i monaci domenicani preparano i pasti per i turisti ad orari ben precisi. Sul sito ci sono pure i menù di tutta la settimana, oltre che alle tariffe degli alloggi.
E' stata una bella giornata e i bimbi alla fine erano davvero cotti, vi lascio un paio di foto e se qualcuno avesse bisogno di info, non esiti a chiedere.

I vari percorsi per raggiungere la grotta.
Il bosco, la montagna e gli edifici intorno alla grotta
Altare principale all'interno della grotta
Chemin de canapè, quello che noi abbiamo fatto al ritorno

lunedì 20 marzo 2017

Kids run a Marsiglia e Corso Fleuri a Le Lavandou

Potrei scrivere un bel post spazzacuore sulla mia prima festa del papà senza un papà, ma non sono così ipocrita dato che erano anni che probabilmente non mi ricordavo neanche di fargli gli auguri, dato che poi qui in Francia la festa del papà è a giugno.
Potrei scrivere un bel post sulla mia vita da mamma che oggi aveva in programma una bella corsetta lunga dopo aver lasciato il Francese alla creche, ma il Vitellino ha vomitato l'anima e quindi ogni programma mio è saltato, come sempre.
Invece mi concentro sul bello della vita e questo weekend lo è stato sul serio, con tempo primaverile, tanti momenti di famiglia, tanti momenti tra amici, quello che più amo.

Sabato innanzitutto siamo andati a Marsiglia per far correre alla Belva e al Vitellino la Marathoons o Pitch Marathon, ossia la corsa dedicata ai bambini nell'ambito delle animazioni per la Maratona di Marsiglia. 800 m, un pettolare con il numero 1 per tutti, una medaglia e una merenda: ricetta perfetta per un bambino felice!
Se non fosse per quei 10 minuti in cui non si capiva dov'era finita la Belva e che mi ha fatto perdere tra i 15 e i 20 anni di vita...vabbè niente di grave, si è fermata poco prima dell'arrivo e una signora dell'organizzazione l'ha recuperata, per lo meno abbiamo capito perfettamente il perché sul dossard vanno scritti nome del bimbo e numero di telefono dei genitori...
A parte questo dettaglio che mi farà fare incubi per il resto della mia vita, la giornata è stata proprio piacevole: abbiamo visitato un po' Marsiglia, in particolare il quartiere Le Panier, abbiamo fatto un pranzo veloce con quiche e insalatona, e poi la gara dei bimbi. Mi piace farli partecipare a queste manifestazioni, far sì che lo sport faccia parte della loro vita mi preme molto da ex sportiva quale sono e mi rende davvero felice vederli partecipare così convinti e contenti.

Domenica in teoria il Navigante doveva andare di nuovo a Marsiglia per fare la 10 km (di cui aveva vinto il dossard), ma ha deciso di stare con noi, quindi ci siamo organizzati con degli amici per andare a fare un picnic in spiaggia e poi assistere al Corso Fleuri a Le Lavandou.
Questa è una manifestazione che qui nel sud della Francia si può vedere un po' dappertutto con l'arrivo della primavera: è una sfilata di carri simil carnevaleschi, ma con protagonisti i fiori. Tutto il carro è costruito con fiori, chi è sopra al carro lancia fiori al pubblico e alla fine della sfilata si prendono i fiori dai carri e c'è una specie di guerra, a cui però non abbiamo assistito perché ci siamo avviati verso casa con tre nani ricolmi di sabbia e coriandoli.
Ecco qualche esempio di carro fiorito:








E' stato davvero un bel weekend, tranquillo, ma ricco e, soprattutto, pieno di noi. Questi due mesi lontani non ci volevano, ma non importa, sapremo rifarci.
Per ora godiamoci il bello che ci viene offerto...

giovedì 16 marzo 2017

Il 2017 non si smentisce...

E niente ci sono anni dedicati all'espiazione dei peccati, il 2017 è il mio.
Eravamo rimasti che il Navigante partiva tre settimane a fine marzo e poi traslocavamo per la metà/fine agosto. Non esultiamo, ma quanto meno ci si godeva tutta la primavera con i tanti ponti lunghi francesi e praticamente tutta l'estate, poi trasloco e pronti per il rientro scolastico in tutta tranquillità.
Perfetto no? Appunto perfetto per un anno diverso da questo.
La notizia di ieri è stata che il sostituto del Navigante non può arrivare prima del 6 settembre, il che significa passaggio di consegne a metà settembre. Figo!! Un mese in più qui!! E invece no, perché il 15 settembre inizia la scuola e la Belva entra in prima elementare e non si può certo mancare. La soluzione versosimilmenten è che faremo il trasloco ai primi di settembre poi il Navigante tornerà in Francia per fare il passaggio con il suo successore e io mi ciuccerò l'inizio della scuola e dell'asilo tutta sola. Tanto per cominciare bene l'anno romano.
Non è finita, perché questa è la notizia di ieri; quella di oggi è che le tre settimane a fine marzo sono sostituite con due mesi (aprile-giugno) in Bahrein. #mainagioia è un eufemismo! Niente ponti lunghi, niente primi caldi insieme, niente gitarelle primaverili per il terzo anno su quattro, ma grazie al cielo rientra per la kermesse di fine anno.
E per finire in bellezza una giornata iniziata alle 5.50 (perché il Francese sta facendo groooosse mattinate e sieste minuscole!), oggi dovevamo andare a cena in un ristorante figo con un coupon Groupon, ma il padrone ha avuto un malore quindi ristorante chiuso e cena saltata.
Dai, ora venitemi a dire che gli anni sfigati non esistono!!!

lunedì 13 marzo 2017

Ritorno alla - dura - realtà

Sono tornata in Francia, dai miei pargoli e da mio marito, che questa settimana è super preso con il lavoro e non avrebbe potuto gestire anche i bimbi. Ho lasciato quindi mia madre da sola a gestire questa sua nuova tappa della vita, che è anche giusto, però non potrò essere con lei quando finalmente mio padre verrà cremato e portato in cimitero e questo mi distrugge.
Essere tornata qua mi ha fatto più male che bene. Non riesco a trovare la mia dimensione, sono troppo nervosa per badare bene ai bimbi, per non parlare del casino in cui versava la casa...e non venitemi a dire povero marito che si è tenuto i bambini 10 giorni, perché potrei sclerare! Io ho passato mesi interi da sola, incinta, non incinta, con uno, due o tre figli, ho dovuto chiedere aiuto a chicchessia per le più disparate situazioni, portando avanti casa, figli, agenda, varie ed eventuali, e l'unica cosa che mi sento dire è "l'hai scelto tu!". Lui si fa 10 giorni con i bimbi perennemente a scuola e tutti a fargli la ola per quattro lavatrici stese...Ho un attimino di dente avvelenato!!
Comunque ora dopo aver messo a posto quasi tutto quello che avevo tirato fuori per la Costa Rica e che ancora vagava per casa (...serve che commenti??), mi guardo intorno sconsolata pensando a mesi di scatole, scatoloni, spese ragionate per evitare ammassamenti inutili in dispensa, svuotamenti di frigo e freezer, per non parlare dei 5 kg da perdere che ho messo su da Natale ad ora.
Vi giuro che mi viene da piangere e vorrei solo tornare da mia mamma a fare la badante del reparto geriatrico di casa mia, mi fermano solo i chili che probabilmente finirei per prendere ancora!! Ecco qua, la mammina felice di essere rientrata a riabbracciare i figlioli...

mercoledì 8 febbraio 2017

Questo viaggio non s'ha da fare...

Ricordo che quando mia sorella si sposò, mio padre rifece tutto il giardino, perché lì avremmo festeggiato dopo la cerimonia: lo arò, lo riseminò e per mesi non potemmo camminarci. Ma era il 2003, una delle estati più calde degli ultimi anni e l'erba sembrava non voler crescere.
Mio padre guardava quel giardino sconsolato e bonfonchiava continuamente "questo matrimonio non s'ha da fare"...che detta da lui questa frase, un operaio con la terza media, che si autoproclamava ignorante non studiato senza troppi giri di parole, faceva un po' specie.
E quindi con questo ricordo in testa penso al mio tanto agognato viaggio in Costa Rica, che ho deciso di annullare, almeno per quanto riguarda me. Perché mio padre è peggiorato. Un'infezione l'ha colpito riempiendolo di catarro che non lo lascia respirare, quindi l'hanno rimesso in terapia intensiva, con un nuovo antibiotico, ma le parole di mia madre sono state "i dottori non se la sentono di dirmi che migliorerà".
Io ho deciso di partire per l'Italia, tra l'altro ho un volo giusto domani, ho detto al Navigante di andare lui coi bimbi e i suoi genitori in Costa Rica, ma non vuole, quindi credo che partiremo in macchina o stanotte o domani.
Forse andremo là, lo abbraccerò e poi lui ancora una volta riuscirà a uscirne. Forse non riuscirò nemmeno a salutarlo un'ultima volta. Quello che so è che la vita da expat in questo momento mi fa davvero schifo.

giovedì 5 gennaio 2017

Ancora mi stupisco...

- Buongiorno! Vorrei prendere un appuntamento per un controllo, il dottore mi aveva detto di chiamare dopo Natale.
- Ma sa che adesso è tardi e non avrà l'appuntamento immediatamente?
- Sì, bè, non importa, il medico mi ha detto con calma.
- Ok va bene...la prima data disponibile è il 23.
- Febbraio?
- Noooo, gennaio!!
- Ah....ok...
- Quale dottore?
- Dottor X
- Ah ma lo sa che adesso dottor X fa consultazioni solo private? Dovrà pagare sul posto XXX euro e poi farsi rimborsare la cifra.
- Scusi non ho capito: 250€?
- Nooooooo, 50€!

Cioè quindi...fateme capì...sto prendendo un'appuntamento per una consultazione privata per 50€, che comunque mi saranno rimborsate all'80% (solo perché non ho l'assicurazione aggiuntiva, sennò sarei stata rimborsata al 100%), e siccome ho chiamato tardi la data più vicina è fra due settimane????
Mondo civile...

mercoledì 4 gennaio 2017

Piccolo resoconto di buon anno!

...e niente...buon Natale...buon anno...buone feste che ormai per me sono finite visto che qui la Befana non è festivo e scuola e lavoro ricominciano subito dopo Capodanno, ossia il tre gennaio.
Mi rendo conto di essere completamente sparita senza nemmeno un post di saluti, ma credevo sinceramente di avere il tempo di fermarmi se non prima della partenza, quantomeno durante i giorni in cui sono stata a casa dei miei, invece è stato impossibile anche solo guardare la mail sul cellulare!

Allora innanzitutto il nostro tour in Alsazia è stato davvero intenso, io poi ero mezza malata, tanto che una mattina sono dovuta rimanere a letto, bloccata con 39° di febbre!! Ho iniziato a star male il secondo weekend di dicembre e solo ora vedo la fine del tunnel, la qual cosa, inoltre, mi ha bloccato completamente ogni attività fisica, ma ovviamente non la voglia di mangiare come se non ci fosse un ieri, un oggi, un domani e un postdomani!!
Siamo dovuti partire con un giorno di ritardo perché la batteria dell'abitacolo del camper era completamente scarica e ci è mancato poco che non annullassimo tutto il viaggio; ma alla fine la batteria si è ripresa e siamo partiti; spero di riuscire a farvi in settimana un post dedicato.

Rientrati in Italia il 23 notte in modo tale da poter essere visitata dal medico di famiglia (avevo paura di dover prendere antibiotici, ma alla fine era solo una tremenda influenza), ci siamo poi fatti 6 giorni intorno al lungo tavolo in legno della taverna tra cibo, tisane, scala 40 e tombola, gioco molto apprezzato dai bimbi, soprattutto quando giocavamo con la Smorfia napoletana (anche se il Navigante non ha voluto dircela in dialetto!), e solo qualche piccola uscita tipo per andare al cinema con i bimbi a vedere Oceania o per farci un pomeriggio/serata soli in coppia che fa sempre bene, ma in generale non ci siamo mossi molto. Il Navigante lo odia, io invece trovo che Natale è solo così: tanta gente, tanto cibo, tanto inutile cazzeggio...J'adore!!!!

L'ultima parte della nostre vacanze è stata dedicata ad amici, nuovi e vecchi. Il 30 mattina ci siamo incontrati con La Puff, il GG e il Nin per vedere la mostra The Art of the Brick (di cui avevo letto sul sito di Patatofriendly e che mi aveva proprio tanto colpito) a cui abbiamo aggiunto un pranzo + passeggiata insieme. Un "primo appuntamento" che ci ha finalmente fatto conoscere di persona e a cui spero ne seguiranno tanti altri, anche se logisticamente non siamo proprio vicini di casa!
Dopo questi nuovi amici, siamo andati da una coppia di vecchi amici: lei conosciuta insieme al Navigante, per poi ritrovarci a Spezia qualche anno dopo e con due bimbe praticamente coetanee. Insieme a un'altra coppia di amici, padrini di battesimo del Francese, che ora abitano a Taranto, ma con cui abbiamo passato gli anni spezzini, cerchiamo di ritrovarci almeno per Capodanno, anche se non è proprio così semplice. Comunque quest'anno ci siamo trovati a Spezia due coppie su tre e abbiamo passato il 31 mangiando e aspettando la mezzanotte con gli Aristogatti e Aladin, mentre l'uno a pranzo fuori, mangiando (oh...mangiando...una cosa nuova...) panigacci e testaroli al pesto!

L'uno notte eravamo in camper e, seppur con qualche problema all'olio (lunedì farà un giretto da dottore il nostro caro "pancher"!), siamo ritornati a casa.
Qualche giorno di vacanza tra di noi, qualche giorno con la famiglia, qualche giorno con gli amici. Perfetto, ma ora io devo riprendermi e pure i ragazzi, che ieri dopo scuola erano talmente contenti di essere a casa con le loro cose che non hanno nemmeno litigato tra di loro, un miracolo!!! Per non parlare del Francese che mi sta facendo delle grossissime spanzate di sonno.
Giusto il tempo di riprenderci...che le vacanze di febbraio saranno ancora più intense...

giovedì 20 ottobre 2016

Una mamma cresciuta in Francia

Sono una mamma cresciuta in Francia; quando sono arrivata qui ero infatti una mamma bis, ma da solo due anni e dovevo imparare ancora tanto sui miei figli e su di me come mamma e lo sto facendo giorno per giorno in una terra non mia, impregnata di culture diverse, circondata da amici, ma raramente da parenti.
So come funziona la scuola francese, mi sono abituata ai suoi orari stravaganti e alle vacanze che arrivano quando non ti sei nemmeno abituata al ritmo scolastico; sono nel consiglio di scuola da tre anni ormai e so di cosa di parla alle riunioni, cosa ci si aspetta da me come rappresentate e cosa aspettarmi come mamma di alunni.
Ormai mi sono rassegnata al bonbon a scuola come in piscina, alla feste di compleanno dove ci sono solo dolci, alle gouter in cui il gateau au chocolat la fa da sovrano, ai menù dell'asilo che non proprio raramente comprendono anche fritti e dolci, alle mini porzioni quando si pranza o si cena da amici, alla non presenza di tovaglioli e tovaglie e a dover chiedere sempre il pane, che altrimenti non ti arriva.
Mi pare normale trovare sempre un giochino a disposizione mentre si aspetta, che sia in un ristorante, in farmacia o dal dottore, così come avere parchi divisi per età e ben recintati, menù apposito con giochino un po' dappertutto e tante attvità da poter fare in famiglia o solo per loro, come ormai non mi sembra più strano vedere genitori che smollano i figli a destra e a manca per avere un po' di tempo per sè, né dover insistere affinché si fermino a bere o a mangiare qualcosa alle feste di compleanno.
Di contro conosco lo sguardo di quelli che mi vedono, o sanno, che allatto ancora il Francese, so cosa pensano del fatto che ancora dorma nella nostra camera, che si addormenti con qualcuno vicino e che non lo lascio piangere un quarto d'ora prima di andare a vedere cosa succede. Lo sguardo peggiore comunque è dei vecchietti che si trovano nei paraggi quando arriva un capriccio, uno strillo, un pianto, soprattutto quando non si riesce a gestire la situazione velocemente e senza troppo rumore, mentre in Italia lo sguardo peggiore è quello di chi ti guarda come una pazza quando dici di avere tre figli fatti in quattro anni e di non disdegnarne un altro, anche se sai che non lo farai perché stai rientrando in Italia, mentre se rimanessi in Francia...chi lo sa! In fondo qui la famiglia con tre figli è quasi lo standard e quelle con quattro o cinque (o più!) non sono poi così rare.
I miei figli non sono abituati a sorrisi e chiacchiere con un qualsiasi sconosciuto sul treno, ma sanno che salutare non è solo cortesia, ma un dovere morale, anche se si tratta di dover salutare, baciando per giunta (ma questo ai miei figli lo risparmio!), per la terza volta nella giornata sempre la stessa persona. E lo sanno da quando vanno al nido e la direttrice si aspettava un cenno di saluto anche dai bimbi di quattro o cinque mesi (giuro!!! Però la vecchia direttrice, invece quella nuova, che è più giovane è anche decisamente più easy...).
Sono una mamma cresciuta in Francia con dei figli che hanno vissuto più della metà della loro vita in Francia e per tutti sarà un vero shock culturale rientrare, per me come mamma, per loro come figli, ma pur non avendo parchi divisi per età, menù speciali, giochi per intrattenerli saprò che il calore umano della gente mi farà ricordare cosa significa rilassarsi anche se i bambini sono stanchi e fanno le bizze e potrò finalmente smettere di dire in continuazione, anche al parco, "non urlate"! E forse tante cose che faccio come mamma sembreranno strane, ma tante altre ritroveranno finalmente un significato.