Visualizzazione post con etichetta Amici pelosi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Amici pelosi. Mostra tutti i post

giovedì 24 marzo 2016

Le femmine della casa

Ieri nel tardo pomeriggio il Navigante si è portato il Vitellino a vedere un'amichevole di rugby ed io sono rimasta a casa con gli altri due. Dopo un pomeriggio tremendo (maledetti denti e maledetto reflusso) il Francese è crollato subito dopo il bagnetto alle 18.30 così la serata a tre si è trasformata in un'inaspettata, ma gradevolissima ladies night!
La Belva a un certo punto mi guarda e mi dice tutta contenta, come fosse una cosa unica e speciale: "noi siamo le femmine della famiglia, vero? E anche Gatta Koala!" E in effetti è una cosa unica e speciale.
E' stata una serata tranquilla, abbiamo mangiato il suo piatto preferito (il brodo con la pasta delle principesse e di Cars) e lei ha chiacchierato tutto il tempo, mi ha raccontato tutto quello che normalmente tiene per sè e non ha fatto mezzo capriccio, aveva sempre il sorriso sulle labbra e tutto è filato più che liscio.
Quando dopo la doccia si è infilata nel mio letto per leggere una storia, mi si è piazzata addosso con pochissima intenzione di leggere, ma solo con la voglia di stare incollata a me, come avesse ancora pochi mesi, come se l'unica cosa di cui avesse bisogno fosse una coccola dalla sua mamma. E come se avesse sentito, anche Gatta Koala si è unita a noi piazzandosi sul mio stomaco!
Proprio in quel momento sono ritornati papà e fratello, che hanno fatto velocemente la doccia e sono arrivati anche loro nel lettone, finalmente tutti pronti per la storia della buonanotte.
Momenti rari quest'anno, quelli da poter dedicare esclusivamente a uno dei due, da custodire gelosamente e da tirare fuori nei momenti più bui per rinfrancare il cuore.

lunedì 23 marzo 2015

Spese mediche (umane e animali) in Francia

Questo weekend all'insegna della pioggia è stato anche un weekend di preoccupazioni per la nostra gatta, che per tre notti non ha dormito a casa; l'abbiamo vista sabato pomeriggio nel giardino dei vicini e poi nulla più. Ogni volta che aprivamo una porta o una finestra chiamavamo a gran voce, spesso utilizzando i croccantini come richiamo, ma niente. È ritornata stamattina - e grazie al cielo ero a casa - me la sono trovata in giardino, distesa e quando l'ho vista camminare ho notato immediatamente che qualcosa non andava: zoppicava, ma non per una botta o una ferita, zoppicava per qualcosa di più serio.
Ho giusto avvisato il Navigante che era tornata e sono corsa dal veterinario, che, senza preoccupazione alcuna, ha cominciato la visita dicendo che questo era il periodo degli amori, quindi delle dispute tra gatti e sicuro si era fatta male in quel modo. Poi l'ha tirata fuori dalla gabbietta e si è fatto serio: Ah no, qui c'è una frattura a livello di tibia e femore, è stata investita!
Ecco, ora sappiate che io soffro più per un animale che sta male, che per un umano e che sono da poco passati due anni da che è morto il nostro primo gatto, quindi immaginate come mi possa essere sentita. Comunque alla fine è stabile, me l'hanno fatta riportare a casa e hanno fissato l'intervento per domani mattina. Non può uscire dalla gabbietta e da stasera niente più cibo e acqua...e domani vedremo come andrà.
Vi scrivo tutto ciò non solo per rendervi partecipi di quello che succede in casa mia, ma anche per rendermi utili a chi vive o si sta per trasferire in Francia. Le spese mediche per gli animali qui sono molto, ma molto più elevate rispetto all'Italia, basti pensare che la non-visita di stamattina (il veterinario non ha fatto niente, solo constato la frattura e chiamato il centro dove l'opereranno per prenotare l'operazione) mi è costata 40 euro e l'operazione sarà abbondantemente sopra i 500 euro! Quindi se potete, non fate come me: mettete il chip al vostro animale e fate un'assicurazione che copra almeno una parte dei vari costi, ne ho viste alcune (troppo tardi però, avrei dovuto farlo prima!) da tipo 10 euro al mese, davvero niente.
Per quanto riguarda invece il regno umano, qui c'è un sistema simile a quello americano: normalmente si ha un'assicurazione pagata dall'azienda in cui si lavora che copra un tot (a noi copre l'80%) delle spese mediche, in più se si vuole si può aggiungere una mutuelle che copra il resto e magari le spese non coperte come il dentista. Generalmente comunque tutte le visite mediche, dal medico di base o quelle che per noi sarebbero private, qui non costano una cippa lippa (visita specialistica dal dermatologo per il Vitellino: 28 euro di cui l'80% rimborsato), così come i farmaci, però se ti ritrovi in ospedale per una qualche urgenza come è successo a me per il raschiamento di settembre, te tocca pagà se non hai una mutuelle che ti copra tutto.
La scelta è molto personale, ma credo che se si decida di stabilirsi in maniera definitiva qui in Francia conviene valutare queste assicurazioni aggiuntive, soprattutto se si hanno bambini...e animali, ovvio!

lunedì 23 giugno 2014

Un momento magico

E sono qui, dopo un luuungo weekend di party, cene fuori, spiaggia, vomito e diarrea, decidete voi l'ordine. Ma invece di riposare e perdermi nel magico mondo del web, fedele compagno durante la siesta dei nani, sorveglio in trepidante attesa la mia gattina (ricordate??) giunta al fatidico giorno.
Dopo averla cacciata tipo dieci volte dalla camera dei bimbi, anzi dal letto della Belva per la precisione, visto che si infilava sotto le coperte (cosa che non fa mai), proprio nel momento in cui loro dovevano dormire, ho avuto una folgorazione: comportamento strano, voler stare in un luogo silenzioso e semi buio...ok, ci siamo! Quindi preso la cuccia preparata con le mie sante mani (niente di che, solo tagliato uno scatolone e foderato con cuscini e teli) e portata di sotto vicino al computer.
Siamo sole, io e lei, nel pieno di una magia: la nascita. Ed è strano perchè se ci penso, ho assistito solo al mio di parto e ora al suo. La vedo soffrire, spingere, ansimare, ogni tanto mi guarda e mi chiede una coccola. È nato già il primo che sta ovviamente tettando da quando è uscito, che se non ho visto male sembra avere i suoi stessi colori, quindi è una lei.
Tutto è naturale e silenzioso, ansima, spinge, si lecca...ed è così commovente e mi fa rivivere così tante cose...
Ok, mi sa proprio che se anche permarranno i mille e mille dubbi, dopo questa giornata la mia voglia di abbracciare un terzo nanetto di sicuro aumenterà!

venerdì 6 giugno 2014

Volete dei gattini?

Oggi è una giornata proprio no. Di quelle no-no-no e ancora no. E per non piangere mi estraneo dalla realtà, mi butto in un mondo parallelo, cerco sfogo. Poi guardo la mia gatta Koala, la piccola della famiglia, che è incinta e tutto torna: le emozioni negative e quelle positive, le lacrime e la stanchezza, il sonno, la voglia di scappare, ma anche quella di ricominciare, di aggiungere, di amare ancora.
Quasi non si vede, lei è piccolina di suo, quella rotondità del ventre viene nascosta piuttosto bene, se poi contiamo che salta, caccia, corre, gioca come sempre proprio non verrebbe da dire che sta per dare alla luce. Sì, perchè poi manca poco, pochissimo! E avremo un parto in casa e qualche cucciolino da accudire per un po'.
Ci è riuscita prima di me, al primo calore, pur cercando di tenerla chiusa in casa, ci ha letteralmente fatto fessi...la natura...E lei è lì inconsapevole. Due mesi di gestazione, due mesi di accudimento e i cuccioli sono pronti per andarsene, pronti per la vita, lontano o vicino da quella mamma che si dimenticherà presto di essere mamma, per ricominciare: calore-gestazione-accudimento in un ciclo senza fine.
E invece noi? La donna diventa mamma appena sente che qualcosa è cambiato, appena vede quel puntino battere sul monitor o quelle due lineette rosse su un bastoncino zuppo di pipì. Inizia e non finisce più di preoccuparsi, sbagliare, piangere, ridere, gioire, emozionarsi, perdere anni di vita per lo spavento, perdere la pazienza ogni giorno per una cosa diverse oppure ogni giorno sempre per la stessa cosa, muore sapendo di lasciare i suoi figli in questo mondo, di lasciarli soli, anche se hanno 60 anni e a loro volta dei figli o magari anche dei nipoti. L'essere mamma è qualcosa che ti travolge, non ti lascia respirare, nel bene e nel male ti sovrasta totalmente, non puoi affrontare questa cosa, solo viverla.
E in una giornata no-no-no e ancora no come questa, guardo un po' con invidia la mia gatta Koala, che tra qualche mese, dopo aver partorito e insegnato a vivere ai cuccioli, sentirà solo di dover concepire un'altra volta, senza nemmeno ricordarsi l'odore dei suoi gattini. La semplicità della natura animale, non la trovate così stupendamente tranquilla?

Dimenticavo: qualcuno vuole dei gattini???? :))

domenica 20 ottobre 2013

Aggiungi un posto a tavola perchè c'è un micio in più!

Ho iniziato questo blog quando ero incinta del Vitellino, ho parlato di lui, della Belva, del Navigante, poi dopo svariati mesi questo post nato dal nulla, che parla di una storia lunga, di un amore finito, uno di quegli amori talmente scontati che non ci si pensa nemmeno, ma così grande da riempire le intere giornate.
Il mio gatto pazzo ci ha lasciato da un bel po', ma non passa giorno in cui non ci pensi, il mio primo vero gatto, il mio primo piccolo a cui dare le mie cure e il mio amore.
E poi va da sé che senza animali non posso stare, quindi sebbene in lutto e con il cuore scosso ho sempre detto che avrei preso un gatto appena ci fossimo trasferiti, ho poi prolungato l'attesa per svariati motivi, finché ieri è entrata a far parte della nostra famiglia una piccola micina color tartaruga, due mesi, coccolona all'ennesima potenza, tanto da essersi meritata il soprannome di gatta koala :) ed è con noi da solo 24 ore!!
Nell'ordine ci ha già fatto capire che i croccantini ce li possiamo mangiare noi, che lei vuole la carne; che di stare nel trasportino con la sua calda coperta in pile non se ne parla, il posto migliore è quello più impensato tipo sotto il divano o sopra il beauty case in bagno oppure molto più semplicemente addosso a qualcuno, ovviamente anche di notte; che non ama stare sola a meno che non debba dormire e che se si sente sola un miagolio intermittente, ma continuo non ce lo leva nessuno.
Insomma il Navigante oggi è partito per una settimana lasciandomi da sola non solo con i due nani mezzi malaticci, ma pure con una gatta rompiballe!!! Se non scriverò più su queste pagine vorrà dire che mi sono suicidata, sappiatelo!!

Per chi non abbia colto, sono strafelice di questo nuovo elemento della famiglia, la pet therapy con me funziona alla grande e di sti tempi ne ho fortemente bisogno.
Pensandoci un attimo vi lascio con questa chicca: la nostra prima esperienza expat ci ha regalato il nostro gatto pazzo, la seconda esperienza expat ci ha regalato la gatta koala...evidentemente a noi se non sono expat non ci piacciono!!

lunedì 21 gennaio 2013

Tanto tanto dolore

Ho aspettato di scrivere, ho aspettato che tutto si sistemasse e poi che tutto il dolore svanisse. Impossibile.
Nel mio profilo e nello stick family che si trova in fondo al blog noi siamo in cinque, la mia famiglia è composta da cinque membri. Il più piccolo e peloso, quello che è entrato per primo nel nostro nucleo familiare cinque anni fa è il Gatto pazzo, è quello di cui non ho mai parlato, forse troppo presa dai miei bimbi e quindi l'ho dato un po' per scontato.
Ne parlo ora che non c'è più, ne parlo ora dopo due settimane di sofferenza sua e nostra, ne parlo ora e mi salgono ancora le lacrime agli occhi, perchè non ne vorrei parlare solo ora e non ne vorrei parlare così, al passato.
L'abbiamo adottato in Spagna nel settembre 2007, era il più piccolo, il più sfigato e il più incazzuso della cucciolata, l'ho scelto per tutte queste caratteristiche, anche se volevo una femmina. E sicuramente gli ho salvato la vita perchè era nei campi e non sarebbe sopravvissuto, sopraffato dai fratelli più grandi, così è la natura. Ci ha seguito nelle nostre peregrinazioni, ha visitato con noi mezza Spagna e tutto il Portogallo, preso treni, aerei e navi, fatto tutti i traslochi senza battere ciglio, pure da mia suocera che odia gli animali (e qua si capisce che io&lei mai potremmo andare d'accordo) l'ho portato; ogni tanto quando ci facevamo qualche vacanza fuori lo lasciavamo da mia madre e lui era il gatto più felice del mondo perchè i miei hanno un giardino enorme e lui ci stava come un pascià. Grazie a lui abbiamo conosciuto il nostro primo amico in Spagna, il suo veterinario, che in realtà era italiano e questa amicizia dura ancora.
Forse mi prenderete per scema, forse sembrerò una bambina, ma il dolore che sto provando in questo momento è indescrivibile, riesco a vederlo mentre fa le fusa sul divano, mentre muove quella sua coda storta incavolato perchè la Belva lo disturba, mentre miagola come un ossesso per chiedere da mangiare, mentre attacca qualsiasi cosa che si muove (vi dico solo che una volta mi ha portato in casa un pipistrello!), mentre ci viene a svegliare con le fusa la mattina presto...solo per avere cibo ovviamente! Non ci credo che non lo vedrò fare più queste cose, non ci credo che non girerà più per casa, non ci credo che non potrò toccarlo mai più.
È stato tutto così improvviso, da una cistite al blocco della vescica al blocco renale. Avrei potuto accorgermene, anche se tutti mi dicono che non è vero, che i gatti nascondono bene i sintomi. Ma io qualcosa di diverso l'avevo notato, perchè io il mio Gatto pazzo lo conosco fin troppo bene...conoscevo pardon.
So che passerà, ne ho avuti tanti di animali, anche se questo è sempre stato il MIO gatto, non di mia madre, non di mio padre, mio e basta. Passerà e ne prendermo un altro e magari anche un cane che la Belva adora gli animali (come la sua mamma), e starò male ancora quando mancheranno pure loro, ma il mio Gatto pazzo no, non potrò dimenticarmelo mai.
E ora scusate, ma piango un po'.