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lunedì 9 luglio 2018

La genietta, altro che Belva!

La Belva ha iniziato scuola sapendo già leggere e scrivere in tutti e tre gli stili, sia in italiano che in francese. Molto ha fatto il programma della scuola francese, ma anche la sua testolina non è da poco, visto che da sola ha traslato le conoscenze anche nell'italiano (chiedeva solo qualche chiarimento di lettura o scrittura). Si era pensato di farle saltare un anno, ma complice il trasloco e l'impossibilità di poterle far fare l'esame a giugno, abbiamo lasciato perdere e sono stata fortunata a trovare un'insegnante che capisse sul serio la situazione, avendola vissuta da mamma in prima persona anche lei.
Quindi l'anno scolastico è passato serenamente, lei spesso tornava a casa con i compiti già fatti o lezioni sul quaderno che erano solo per lei (come ad esempio dei problemi di matematica di seconda elementare). Il risultato finale è stata una pagella con tutti 10 e due ottimi, tant'è che pure il Navigante, restio all'idea del regalo per la promozione, poi ha detto: "vabbè, un regalino piccolino ci sta".
La Belva ha un potenziale incredibile, ma il suo più grosso limite è sé stessa: se sa che non può vincere, se pensa di non poterci riuscire...semplicemente non lo fa! Tutta il suo papà e questo loro lato del carattere mi fa andare proprio fuori di testa!
Così ogni tanto le lascio i suoi tempi, ogni tanto invece spingo sull'acceleratore come quando un paio di settimane fa l'ho obbligata a leggere un capitolo di Harry Potter pena il non poter leggere nient'altro. Lei si era messa in testa che era un libro troppo lungo (non le piace l'idea di non poterlo finire tutto in una volta) e non voleva nemmeno provarci; stessa cosa l'anno scorso con i Geronimo Stilton che non voleva nemmeno sfogliare mentre ora non ne può più fare a meno!
In compenso ho dovuto frenare sui compiti che avrebbe voluto iniziare il giorno stesso in cui è finita la scuola, ma io, madre degenere, l'ho obbligata ad aspettare almeno luglio!
Alle volte mi sento una merdina a dare certi ultimatum e a obbligarla sapendo che con la facilità che ha non avrà problemi mai a scuola, ma vedere che spreca certe doti o che si siede sugli allori proprio non mi va giù!
Ah, il regalino da lei scelto sono state le figure di Harry Potter, Ron ed Hermione :)

lunedì 19 giugno 2017

Mantenere le lingue dopo un periodo expat

Dopo 4 anni in Francia il Vitellino e la Belva sono totalmente bilingue (italiano-francese), anzi devo dire che il francese prende spesso il sopravvento, soprattutto quando giocano. Anche il Francese, che ormai è in pieno trip "ripeto tutto quello che sento", pronuncia parole in entrambe le lingue con preferenza verso quella francese per una questione, secondo me, di facilità del suono (i suoni francesi sono più dolci, meno duri, meno consonanti che danno problemi ai bimbi).
Per quanto riguarda lo spagnolo abbiamo un po' lasciato stare, ma nel gruppo degli stranieri ci sono varie famiglie spagnole e devo dire che i due grandi capiscono praticamente tutto e alle volte cercano anche di esprimersi. La cosa mi fa veramente piacere. Anche le nostre amicizie inglesi e i periodi a casa della Sister devo dire che danno i loro frutti: per loro l'inglese non è una lingua totalmente sconosciuta, ne sono curiosi, carpiscono qualche significato e non vedono l'ora di incominciare a studiarlo.
Tutto questo però diventa per me un grosso problema con il rientro in Italia per svariati motivi. Innanzitutto mi sento di dover assolutamente mantenere la lingua francese che per loro è in questo momento la lingua principale. Sarebbe un vero peccato fargliela perdere, come sarebbe un peccato che il Francese, unico dei tre nato in Francia, non potesse nemmeno capirlo!
La mia organizzazione sarà la seguente: molti libri in lingua, così come eventuali cartoni animati (noi non siamo grandi fans della tv, i bimbi la vedono rarissime volte e di solito sono i cartoni Disney), babysitter madrelingua francese (nel caso avessimo bisogno, ma devo ancora cercarla) e studio con i libri degli esercizi per le vacanze che qui vendono nei supermercati a dei prezzi accessibilissimi, ho già comprato un primo stock per tutti i livelli fino al college (nostre scuole medie) a 2€ l'uno al Lidl!
Sto valutando qualche attività in lingua, visto che comunque non faranno tempo pieno a scuola, avranno i pomeriggi liberi e vivremo in una capitale, il che significa tanta gente, tanta domanda, tanta offerta. Qui però arriva un'altra questione: cercare di mantenere anche un po' di spagnolo (per l'inglese non mi preoccupo visto che nella loro scuola iniziano dalla materna con qualche infarinatura) oppure concentrarsi esclusivamente sul francese? Fosse per loro studierebbero entrambi!!
Sono un po' titubante, sono tra il non voler caricarli di troppe attività, tenendo conto che voglio lasciare spazio anche allo sport e alla noia, e la paura di perdere l'arricchimento culturale e linguistico acquisito in questi 4 anni.
Conoscendo poi la nostra insana passione per gli spostamenti, non so da qui a 2/3 anni in cui staremo a Roma sicuramente, cosa ne sarà di noi. L'idea è di provare ad andare ancora all'estero, ma non è così automatico poterlo fare; di certo non staremo a Roma per sempre quindi mi chiedo se ha senso cominciare qualcosa che poi magari dove andremo non sarà possibile continuare.
Questa vita che ci siamo scelti ha davvero tanti lati positivi e noi la adoriamo, ma ci sono momenti come questo in cui parte lo sconforto per non poter pianificare niente e si instilla la voglia di mettere radici e non spostarsi nemmeno per le vacanze!! So che è un momento e poi passa, mi ritorna la voglia di conoscere, cambiare, muovermi, ma ora ci sono dentro fino al collo e vorrei solo scappare DA SOLA a Santo Domingo! Madre degenere...

giovedì 12 novembre 2015

Il plurilinguismo procede

E' un po' che non parlo della nostra situazione linguistica, quindi oggi onde evitare un ennesimo post da "donna incinta quasi alla fine non ce la posso fare più!" mi accingo a un piccolo riassunto degli ultimi tempi.
Entrambi i nani sono ora all'ecole maternelle, fanno anche due giorni interi a settimana, il che significa un'esposizione alla lingua francese maggiore, sia in termini di quantità che in termini di qualità.
Il Navigante inoltre è tornato e, a parte qualche momento di defaiance, c'è di nuovo lo spagnolo quotidiano; in più nel nostro giro di amici stranieri è arrivata una coppia americana-messicana e questo ha dato una spinta impressionante, soprattutto alla Belva, al provare a lanciarsi anche in questa lingua che sicuramente tra tutte è la più bistrattata.
L'italiano non è decisamente un problema, io sono sempre presente (e questo suona come una minaccia, ma giuro che non lo è :D) e, a parte qualche parola che proviene normalmente dal francese e viene italianizzata, è decisamente la lingua che ha la prerogativa su tutte.
Infine c'è una specie di new entry ossia l'inglese, non perché noi abbiamo iniziato a fare niente, ma l'esposizione continua con il gruppo degli stranieri dove i bimbi sentono gli adulti parlare in inglese (tra i bambini invece si parla francese) e il trasferimento di zii e cugini in Inghilterra con nostra relativa vacanza in aprile di due settimane ha aperto una breccia. Non è raro infatti sentire i due nanetti fare conversazioni senza senso logico, nè con una parola che si capisca, ma dall'incredibile accento british!
Ricapitolando: la Belva, che ha un anno di più ed è decisamente portata, è ormai perfettamente bilingue italiano-francese (e che ve lo dico a fà che mi corregge sempre la pronuncia?!), ogni tanto parla in spagnolo utilizzando frasi semplici, ma corrette e ora vuole imparare l'inglese. Il Vitellino più precipitoso, tende invece a mescolare molto, oppure a impappinarsi nelle frasi, ma questo secondo me c'entra più con il carattere e la voglia di parlare continuamente, che con l'esposizione a diverse lingue, visto che l'ho sentito più volte fare frasi perfette in francese quando si trova in un ambiente francofono o quando gioca con la sorella (il momento gioco è quasi sempre in francese).
Mi chiedo alle volte come faremo una volta tornati in Italia, come devo francamente comportarmi quando la Belva mi chiede di insegnarle a scrivere una parola o a leggerla, come portare avanti tutto questo bagaglio senza esagerare o fare le cose male, ma soprattutto mi chiedo come facciano a non incasinarsi, perché io stessa alle volte faccio veramente fatica a connettere; ma ovvio loro sono bambini, spugne, in divenire, per loro è tutto molto più facile, è tutto un gioco di suoni, di musica, non di regole grammaticali.
Del resto...la richiesta più in voga del momento? Ascoltare la canzone di Frozen in tutte e quattro le lingue...fortuna che almeno è bella!!!

giovedì 4 giugno 2015

E nonostante tutto...

E poi tra uno strillo e uno strepito, li guardo.
E vedo una Belva che si veste e sveste completamente da sola, si allaccia e si slaccia la cintura dell'auto, "legge" i libri inventandosi di sana pianta la storia, conversa amabilmente sulla sua giornata e per farti capire che deve dire qualcosa ti dice "aspetta, tocca a me, adesso ti racconto una cosa".
E vedo un Vitellino che finalmente dorme tutta la notte, anche se si sveglia mooolto prima rispetto all'orario previsto, che per cambiarsi ha solo bisogno di qualche dritta su come mettere la maglietta o da che lato vanno i pantaloncini, che sebbene capriccioso fino alla morte non dimentica mai un grazie o un per favore.
E li sento parlare alternativamente e senza problemi in italiano e francese, capiscono e ogni tanto si lanciano anche con lo spagnolo e, non paghi, ogni tanto fanno finta di parlare tra loro in inglese, inventandosi tutte le parole di sana pianta.
Per me questo è un periodo di transizione in cui sopravvivere, in cui l'obiettivo principale è non sclerare, ma per loro è comunque un momento di crescita continua, loro non si fermano, loro vanno avanti e io almeno sono qua e li guardo fare passi da gigante.

La Belva: ti voglio tanto bene mamma.
Il Vitellino: anche io tanto tanto.

E quindi vabbè, cuore duro e sempre arrabbiato si sciolse in un abbraccio a tre.

lunedì 9 marzo 2015

Gli alleati e, soprattutto, le alleate

Questi sono giorni molto busy, tante cose da fare, tante cose da pianificare, l'arrivo della bella stagione e quindi la voglia di stare fuori e non chiudersi in casa. Finalmente ho però il tempo di raccontarvi le ultime riflessioni che sto facendo riguardo a questa esperienza expat con figli.
La nostra è davvero una particolare nonchè entusiasmante situazione: viviamo in Francia, in casa parliamo italiano e spagnolo, siamo circondati da una comunità straniera particolarmente attiva in cui la lingua che primeggia è l'inglese.
E quindi capita che giovedì mi incontro con un'amica spagnola per un caffè insieme con la Belva, sabato andiamo ad un barbecue a casa di una coppia tedesca con figli piccoli di cui una dell'età del Vitellino e l'altro di pochi mesi, e infine domenica sera festeggio il giorno internazionale delle donne con una dozzina tra francesi, inglesi, americane, una spagnola, una tedesca, una norvegese (la padrona di casa) ed io. Queste famiglie, questo gruppo di persone è per noi il gruppo degli Alleati, che inizialmente aveva un'accezione più che altro militare, ora invece inizia a prendere forma qualcosa che va ben oltre.
Certo sono alleati militari per quanto riguarda il lavoro, ma sono alleati perchè sono quelli che sanno cosa stai vivendo, quelli a cui puoi chiedere di tenere il gatto o di fare lo spurgo della piscina durante il periodo delle vacanze, quelli con cui t'incontri per un caffè, un picnic, una cena, quelli con cui condividi questa esperienza in toto.
E le donne, le alleate, in tutto questo sono le migliori amiche su cui puoi contare in questo momento, quelle che possono capire cosa significa veder partire il tuo uomo per quattro mesi, quelle con cui gioire quando torna, quelle che ti raccontano tutte le loro tremende esperienze per farti sentire meno sola quando gli racconti quello che è successo, quelle con cui ti organizzi per vedersi al parco con i bimbi durante le vacanze scolastiche.
Siamo una piccola comunità sempre in cambiamento, c'è chi viene per due, chi tre, chi otto anni, chi parte, chi resta, chi si aggiunge, ci sono mogli di militari, alcune esse stesse militari, ma in aspettativa, amiche aggiunte strada facendo, di solito mogli di militari francesi, c'è chi non si incontra quasi mai, chi si vede solo ai Cheese&Wine (una serata organizzata una volta al mese da militari francesi a cui però partecipano quasi tutti gli alleati) o alle Ladies breakfast (una colazione al mese che facciamo tra noi donne), chi vorrebbe restare per sempre e chi vorrebbe ripartire domani, chi parla perfettamente il francese, chi invece dall'inglese non si schioda o chi come me cerca di sopravvivere tra le varie lingue :D
È rassicurante tutto ciò. È come camminare su una fune in bilico, ma sapere che comunque vada qualcuno sotto ti potrà aprire una rete di salvataggio e vi posso assicurare che non è poco. Inoltre trovo così bello poter raffrontarmi a così tante culture differenti, sapendo che però in fondo siamo tutti molto simili e che avremo la certezza di avere degli amici pronti ad accoglierci a braccia aperta in casa loro. Ovunque sia, casa loro...
Se poi invece penso ai miei figli, le emozioni sono ancora più forti: sono orgogliosa di potermi permettere di fargli fare questa vita, di fargli vivere un'esperienza così internazionale, ma nel contempo di poter essere per lor il porto sicuro, quello che comunque vada non si sposta; inoltre sono orgogliosa di come la stanno vivendo, di cosa stanno imparando, di quanto si sanno adattare, di come per loro giocare con le lingue sia naturale, tanto che ormai iniziano ad apprendere le parole basilari di inglese senza che nessuno gliele abbia insegnate, ma solo sentendole pronunciare tra noi adulti.

E questo secondo me è l'esempio migliore che possa darvi, una breve conversazione mentre aspettavo la mia amica spagnola per il caffè insieme giovedì alla Belva:
La Belva: Mamma, come si chiama la tua amica?
Io: A.
La Belva: E che lingua parla la tua amica?

Ho sorriso, stupita per la domanda, e le ho detto che parla spagnolo, come papà. Lei è stata contenta e ha detto: Mamma mi piace tanto A. :)

mercoledì 25 giugno 2014

Tempismo genetico

Nella frenesia di questi nuovi mici in arrivo e di weekend sempre molti busy, mi sono dimenticata di scrivere di una cosa importantissima!!
Nella nostra continua sfida alle molteplici lingue che ci circondano, devo avervi accennato che la Belva alla creche non parlava francese, lo faceva a casa, con il fratello soprattutto, ma con le maestre non spiccicava parola, comprendeva tutto, ma rispondeva continuamente in italiano. Era da un lato strano, dall'altro un po' frustrante, visto che appena varcato il cancello cominciava con me a parlare in francese.
M'infastidiva poi il suo ostinarsi a non voler salutare, anche fosse solo con la mano, mi sembrava volesse mantenere questo muro tipo adolescente arrabbiata con il mondo e ammetto che alle volte per questo mi sono arrabbiata.
Poi arrivo un giorno, la settimana scorsa, a prenderla, il giorno prima c'era stata la festa di fine anno e la Belva si era davvero divertita e voleva fortemente tornare alla creche, e quando sono arrivata la direttrice mi ha accolto con un gioioso "Grandi progressi: PARLA!" e con quel parla non intendeva semplici parole, ma frasi intere, discorsi, quasi come l'italiano, forse meglio dello spagnolo!
E l'ho guardata, raggiante, parlare, interfacciarsi, non voler tornare a casa e quando si è decisa ad andarsene, urlare uno stupendo, fantastico: Au revoir L. (la direttrice) che ancora mi rimbomba nelle orecchie!
Nulla è cambiato da quel giorno, tutta la settimana è un continuo chiacchiericcio e salutare tutti, con gioia sua e mia. Mi viene solo un pensiero (oltre al Finalmente!), ma piccola mia, dovevi per forza aspettare l'ultima settimana di creche della tua vita per sbloccarti?!?!
Tempismo perfetto...è proprio la copia di suo padre!

sabato 5 aprile 2014

Tutte le lingue del nostro mondo.

Siccome in questo momento tutte le mie energie ed emozioni sono legate al ritorno del Navigante, cerco di fare un post che parli d'altro per potermi distrarre un po' e direi che un piccolo focus su come prosegue l'apprendimento delle lingue in casa L'angolo di me stessa ci sta tutto.
Ovviamente la più interessante da osservare ed ascoltare è la Belva. Ormai parla quasi correttamente sia italiano, che spagnolo, canta canzoni in entrambe le lingue senza nessun problema e inizia a interagire anche in francese, ma solo a casa, mentre alla creche parla sempre italiano. È buffa perchè, mentre in italiano e spagnolo riesce a fare discorsi sempre più complessi, non è così con il francese, ma lei vorrebbe e quindi ci prova; il risultato è che se non conosce la parola francese ne prende una in italiano o spagnolo e la francesizza. Quando però io o Au Pair leggiamo qualche storia in francese e sbagliamo una pronuncia che lei conosce non ci pensa due volte a correggerci! Se poi si indispettisce con me che la sgrido mi sento rivolgermi sempre più spesso un "Ce pas possible ça!" oppure più di una volta l'ho sentita gridare contro il fratello "Touche pas!!!"
Suddetto fratello, che cresce a vista d'occhio, si è ormai lanciato nella ripetizione continua e per lui che sia italiano, spagnolo o francese è un po' lo stesso. Mi sa che lui tra tutti sarà il più trilingue.
Infine, bè gente, ci sono anche io. Che in questi mesi sola senza il Navigante mi sono dovuta arrangiare con meccanici, idraulici, maestre dell'asilo e che ho dovuto interfacciarmi anche con le altre army wifes, quasi tutte anglofone. E succede che così magicamente posso passare una serata intera switchando (non senza difficoltà, sappiatelo, che io non sono come quel cervellone del Navigante che può in tutte le lingue del mondo!) tra francese e inglese, mettendoci anche qualche frasetta in spagnolo, che sicuro qualcuno che ha passato del tempo in paesi iberici lo si trova; magari poi arrivo a casa cotta col cervello che fuma, ma con un'autostima che me la sognavo di notte qualche tempo fa!
Insomma che dire, fuori c'è il sole, fa caldo, i fiori profumano, il Navigante sta per tornare e io mi sono accorta che stiamo tutti diventando poliglotti. Che sensazioni stupende!

martedì 12 novembre 2013

La cosa si fa difficile

La Belva l'altro giorno se n'è uscita con questa frase "Tiene el ecureuil en la felpina" che per me che sono la mamma è stato arduo capirla.
Giusto per capirci: con Tiene intende lei ha, è in spagnolo e si riferisce a lei stessa, ancora non riesce a dire le frasi in prima persona; l'ecureuil è lo scoiattolo in francese; la felpina è felpa, io difficilmente uso diminutivi, ma mi è sfuggito una volta e lei è impazzita per questa parola e lo uso sempre.
Fantastico, ho pensato, però la felpina che indossava in quel momento non aveva nessuno scoiattolo quindi abbiamo pensato si fosse sbagliata o che volesse dirci chissà che. Invece poi sono andata a prendere i vestiti stesi e mi sono ritrovata davanti a un enorme scoiattolo stampato sul pigiama usato una sola volta dalla Belva.
E quindi la ragazza non solo si sta barcamenando con tre lingue, iniziando a farci dei discorsi (poco male se le mischia, so che i bimbi bi-tri-quadri-etc.etc.lingue lo fanno soprattutto se sanno che l'interlocutore li comprende), ma ci batte pure sulla memoria, che chi cavolo si ricordava di quel pigiama con lo scoiattolo se non me lo ritrovavo davanti!!!
Poi ultimamente gioca spesso con le parole e inizia a chiedere "Papà/mamma/la maestra L. dice?" per sapere i vari modi in cui viene chiamata una parola, una volta saputi tutti termina con "La Belva dice..." e tendenzialmente utilizza l'italiano, ma sono sicura che tra un po' questo non sarà cosi scontato.
Insomma l'avventura del trilinguismo è davvero affascinante! E sono così impaziente di sentire come parlerà il Vitellino e soprattutto con che lingua...così poi dovrò tradurne due!!! Sono anche curiosa di vedere che lingua parleranno insieme e, visto che stiamo iniziando a frequentare sempre più spesso bimbi madrelingua inglese, come si interfacceranno con loro.
Però, ecco, i dubbi di qualche tempo fa sono svaniti, anzi hanno lasciato il posto a un'euforia e una gioia per ogni progresso incredibili, il che mi fa capire che abbiamo intrapreso la strada giusta per noi, senza ombra di dubbio!

lunedì 16 settembre 2013

Bi - tri - quadri...linguismo!

La settimana è volata e io non ho più scritto, sono un po' presa e ho sempre tante cose da scrivere che non so mai da dove cominciare.
La Belva ha deciso di farmi impazzire per andare alla creche, inizia da quando partiamo a casa dicendo che non vuole andare, per continuare strillando come una pazza quando è il momento che io me ne vada. I primi giorni la cosa mi ha fortemente destabilizzato, poi però il corso di francese che ho iniziato mi ha dato la spinta in più che ha permesso a lei e a me di andare ognuna per la propria strada. Piange sì, poi però quando non ci sono si calma, gioca, chiede anche di andare a fare pipì, il che è un ottimo segno.
Il Vitellino invece ha deciso che la notte bisogna fare le bizze, prima le coliche (ancora...ancora...ancora!!!), poi l'ottavo dente, ora il primo virus arrivato dalla creche, quindi nasi moccolanti, crostolosi, qualche linea di febbre, io ho il mal di gola.
Insomma rendo l'idea.

In tutto questo le rotelline del mio cervello girano vorticosamente per tenersi al passo con tutte le lingue da capire e da parlare. Italiano e spagnolo in casa con i bimbi, francese al corso e nella vita quotidiana, inglese con i colleghi di Elia e le mogli, con cui stiamo facendo diversi incontri, da bravi expat.
Un casino. Davvero! Io non ho più l'elasticità mentale di una ragazzina che studia mille cose, ho tante ore di sonno arretrate e le ansie di una mamma expat, come farò a sopravvivere a tutto questo?
E nel frattempo guardo con invidia la mia Belva che "legge" (li sa a memoria) i suoi libri in 3 lingue, parla con me in italiano, con il papà in italiano poi si corregge e ripete in spagnolo e, infine, ogni tanto se ne esce con un bonjour o un merci che io la guardo con gli occhi sgranati e penso da dove cavolo l'ha tirato fuori?? Manca l'inglese, ma sono sicura che se le frequentazioni con i colleghi saranno assidue inizierà a parlare anche quello.
Povero Vitellino, invece, che ancora non parla ed è già bombardato a destra e a manca da tutti questi stimoli linguistici, chissà come andrà con lui. Ho paura che arriverà a 2 anni che ancora non spiccicherà parola, ma forse è un bene per le mie orecchie visto che invece la sorella non sta zitta un attimo!
Non capite male, sono contentissima di tutto ciò, spero di poterlo continuare anche oltre questi tre anni e sono sicura che sia un bene per loro, ma so anche razionalmente che non sarà facile qua, non sarà facile il rientro, non sarà facile mai questa vita, insomma non mi lamento nè mi pento della scelta fatta, ma sono conscia che, come ogni decisione, ha le sue conseguenze, sia buone che cattive. E me le godo entrambe ;)

venerdì 8 febbraio 2013

Di bilinguismo e anche di parolacce

Ancora qualche flashback sui progressi chiacchiericci della Belva.
Quando passiamo qualche tempo dai miei o magari loro vengono da me, la Belva fa sempre un salto notevole con il linguaggio. Questa volta ha cominciato a mettere vicino due parole e inizia a usare i verbi, anche se in modo un po' strampalato.
Di contro se il Navigante non c'è (cioè praticamente sempre perchè solitamente vengo dai miei quando lui è via) lo spagnolo viene totalmente accantonato. Rimane qualche parola sparsa che evidentemente le piace di più rispetto all'italiano come silla (sedia) o coche (automobile), ma siccome nota che viene capita meno cerca di utilizzare anche per quelle il significato italiano, anche se non le riesce bene.
Sono curiosa ora di vedere che succede al rientro del Navigante, se farà questo bel salto anche con lo spagnolo; credo di sì perchè siamo anche in fase "ripeto tutto quello che sento" e quando dico tutto intendo proprio tutto, parolacce comprese e quindi devo seriamente iniziare a mettermi d'impegno a non dirle più, in italiano o in spagnolo o in friulano che sia :P

mercoledì 16 gennaio 2013

La furbizia dei bilingue

Quando mi dicevano che i bambini bilingue si sbloccano e parlano all'improvviso non è che avessi ben chiaro com'era la questione. Ora ne ho piena coscienza, nel bene e nel male :)
La Belva ormai si è letteralmente lanciata nel mondo delle parole e ripete, ripete e ripete che siano parole in spagnolo o in italiano per lei è lo stesso. E inizia anche ad utilizzarle con senso, ma la cosa più divertente è che usa una lingua o l'altra a seconda di quale parola le piaccia di più o sia più facile per lei.
Un esempio su tutti: quando dobbiamo uscire lei inizia a dire "ghiacca" ossia giacca e "patos" ossia zapatos (scarpe in spagnolo)!
La cosa sarebbe anche divertente, un po' meno se però devi stare a tradurre tutto quello che dice e ti chiedi se quella parola che ti sta ripetendo da mezz'ora sia in italiano o in spagnolo, come qualche giorno fa quando passeggiando continuava a dire "cocia" e io proprio non riuscivo a capire finchè - lampo di genio!! - ho pensato che stesse dicendo coche ossia automobile in spagnolo e infatti così era.
Insomma lei sta, con grande facilità, destreggiandosi tra due lingue, scegliendo però sempre la via più comoda e dando per scontato che anche per noi la scelta è così ovvia, io invece mi arrovello tutto il giorno dietro a quello che dice per capire, anche perchè quando non la capisco fa una faccia talmente delusa che mi si spezza il cuore, mi fa sentire proprio una deficiente.
E se iniziamo già adesso non oso immaginare quando sarà adolescente!

lunedì 17 dicembre 2012

Come promesso: aggiornamento sullo sviluppo chiacchiericcio

Qualche post fa vi parlavo dei progressi chiacchiericci della Belva e ora vi voglio aggiornare dopo il rientro del papà, che pensavo sarebbe stata causa di un brusco arresto su questo fronte e invece mi devo ricredere alla grandissima.
La nostra piccola infatti ci sta stupendo ogni giorno con parole nuove, sia in italiano che - udite udite - in spagnolo! Che gliele ripetiamo noi più volte o che le senta una volta sola, lei comunque si fissa con alcune e comincia a ripeterle.
Alle parole dell'altra volta abbiamo aggiunto caldo e freddo, bella e bello, alcuni animali, tante parti del corpo; sono soprattutto queste ultime che dice anche in spagnolo perchè gioca sia con me, che con il padre indicando la parte del corpo, anzi soprattutto del viso (e non vi dico quante dita negli occhi ci siamo beccati...), delle quali poi noi dobbiamo dire il nome.
Inoltre ormai conosce a memoria tutti i versi degli animali, sia che sia io a chiederle il verso di un animale, sia che sia suo padre, abbiamo solo difficoltà nel capire la differenza tra abeja (ape) e oveja (pecora) perchè i suoni delle due parole sono praticamente identici; in generale comunque la comprensione è perfetta per entrambe le lingue, come mi pare di avervi già detto.
Secondo me se il Navigante si sforzasse un pochino di più ripeterebbe molte più parole in spagnolo, tipo adesso si è fissata con caldo e freddo, ogni tanto si avvicina al forno acceso o al termosifone e dice caldo. Se non sono io a dirle che in spagnolo si dice caliente col cavolo che al Navigante verrebbe in mente!
Altro punto debole sono le filastrocche, che aiutano molto ad apprendere nuove parole, ma il Navigante non ne conosce in spagnolo quindi abbiamo dirottato su alcune canzoni e video di youtube.
Inoltre ho cominciato a farle vedere i cartoni della Disney (più che altro le canzoni, tipo In fondo al mar o il Cerchio della vita), ma solo in italiano, perchè in spagnolo non si possono proprio sentire!! Sono troppo affezionata agli originali ;P
E infine ci siamo decisi a fare un po' di cd per i nostri viaggi in macchina di canzoncine per bimbi, per ora uno in spagnolo e uno in italiano.
Sono contenta di come si sia sbloccata la situazione, questi salti improvvisi di acquisizione di capacità sono proprio fighi (anche se sono preceduti da giorni di nervosismi e isterismi estremi) e mi danno una carica non indifferente per affrontare il futuro.
Chiudo con questa perla: ho cercato di far fare cacca e pipì alla Belva sul vasino fin da che era piccolissima, ogni volta che poi la fa le diciamo brava e scherzando diciamo anche bleah! Bè ora lei quando si alza dal vasino che ha finito, si gira, guarda e dice: "cacca, bleah!" Fantastica!

Il Vitellino ovviamente continua con sorrisoni, risate e gugheggiamenti vari con sempre meno coliche, olè!

sabato 1 dicembre 2012

Piccole chiacchierone crescono

Sono ormai due settimane che siamo qua dai miei e la Belva in queste due settimane ha iniziato a ripetere e dire un sacco di parole nuove, complice probabilmente l'assenza del padre, che le parla in spagnolo.
Circondata quindi da persone che le parlano solo italiano, inframmezzando sporadicamente qualche in frase in friulano, la Belva si è buttata nel mondo del parlare e quindi finora abbiamo:

pièpiè = piede
cape = scarpe
gaca = giacca
paaa-a = pasta
tao tao = ciao ciao
tetto tetto = din don din don

Poi ovviamente chiama e riconosce i nonni, gli zii e la cugina, dice "ecco" quando fa qualcosa, "qua" quando vuole per esempio sedersi sulla sedia e se c'è qualche parola nuova che le ripetiamo tenta di imitarci, cosa che finora non aveva mai fatto. Sono curiosa di vedere se domani che torna il padre si ribloccherà nuovamente oppure ripeterà anche le parole in spagnolo.
Terrò aggiornato il nostro percorso di bilinguismo perché credo possa essere interessante anche per chi non lo fa.
Inoltre ha imparato tante cose nuove: ha imparato a giocare a girotondo, fa finta di rispondere (dicendo odò!) e parlare al telefono, ormai le costruzioni sono il suo pane quotidiano e ha magicamente preso dei ritmi sonno-veglia che sono più o meno sempre gli stessi (la prima volta in 16 mesi!!). Non so se il nervosismo dei giorni scorsi preludeva a questo balzo improvviso di crescita o semplicemente l'essere circondata da tante persone che interagiscono con lei abbia aiutato, comunque vederla crescere così di botto ammetto che mi fa un po' impressione. E poi mi dispiace per il papà che si è perso secondo me due settimane di vita piuttosto importanti.

Il Vitellino invece è tutto un gu-gu, risate e sorrisoni...tra uno strillo di colica e l'altro (sempre più diradati tra loro grazie al cielo) ovviamente ;)