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giovedì 30 gennaio 2025

Nuove vie

E sono ancora una volta passati tanti, tantissimi mesi.

L'anno scorso di questi tempi pensavo di averne passate tante, ma ancora non sapevo cosa sarebbe arrivato di lì a poco. Quella missione di 4 mesi è stato davvero l'ultimo tassello per completare un quadro davvero nero per quanto mi riguarda, ma per fortuna mi ero già messa in testa di agire in qualche modo. E ringrazio davvero tanto me stessa per aver preso quella decisione.

E' ormai un anno che vado regolarmente da uno psicoterapeuta. Non è un'esperienza nuova, mi era capitato anche a 18 anni, ci ero andata da atleta, era un esperimento perché una volta la salute mentale non era considerata, ma il mio allenatore era evidentemente un precursore e ci ha spediti a fare qualche seduta. Io ho fatto un anno, forse più.

Non era bastato. Avevo solo aperto una breccia, il vaso di Pandora si è spaccato letteralmente l'anno scorso con quella fantomatica missione e ne sono uscite davvero tante, troppe di cose. E tutta ha cominciato ad avere un senso.

La strada è lunga, difficile e incastrarla con la mia vita e con la vita di chi vive con me ancora di più, ma è l'unico modo per poter evitare che la storia di ripeta, è l'unica chance che ho per riscattare tutto il dolore e la rabbia che ho covato, senza scaricarla sugli altri, sui miei figli. Perché la forza di dire "ho bisogno di aiuto" l'ho trovata capendo i disastri che si possono combinare quando hai in mano la vita altrui.

Magari riuscirò a scriverne ancora, dico sempre che scrivere è terapia per me, ma poi non lo faccio mai!

lunedì 11 marzo 2024

Qualcuno ha una ricetta collaudata?

Ero una mamma super easy, che non aveva (troppe) ansie, che lasciava i figli mettere la giacca solo se volevano, che li lasciava scegliere e provare, che cucinava con loro...cioè la Montessori era la mia migliore amica insomma.
Poi i figli sono arrivati alle porte dell'adolescenza e io sono completamente, drasticamente cambiata. L'ansia che mi attanaglia per ogni cosa è altissima, la paura del trauma mi toglie il fiato, per non parlare di quella di vederli prendere la strada sbagliata.
Razionalmente so quanto questi atteggiamenti siano sbagliati e controproducenti, ma mi sembra che tutto quello che durante l'infanzia era per me un caposaldo, ora sia quello che mi rende paurosa e insicura.
La mia adolescenza non è stata una passeggiata e sono sicura che questo incida fortemente sul mio essere madre, anche perché non ho avuto grandi esempi di genitorialità in quell'epoca.
Sto cercando di districare tutti i nodi per dare ai miei figli qualcosa di diverso, per rompere il famoso circolo, ma mi sembra sempre di fare un passo avanti per poi farne duecento indietro in un solo colpo.
Ed è ovvio che essere sola non aiuta, anzi. Mia sorella per sdrammatizzare dice sempre che l'importante è creare traumi nuovi e non fare sempre gli stessi, ma non è che questo mi tranquillizzi più di tanto...

lunedì 26 febbraio 2024

Fatica

L'adolescenza è di casa ormai e mi trovo spesso nella situazione di non capire come comportarmi né sono particolarmente sicura di fare i passi giusti.

Il Navigante sta di nuovo navigando, non per lungo tempo (a Pasqua dovrebbe essere di nuovo qua), ma lo fa in acque non proprio tranquille...

Nei nostri piani c'è di nuovo un trasloco per riunirci sotto allo stesso tetto. Finalmente dopo tanto tempo, ma sebbene ci sia tanto di cui gioire, l'unica cosa che mi si staglia davanti è la fatica per il trasloco e per il riadattamento.

La fatica è diventata il freno a qualsiasi cosa. Per qualsiasi cosa vedo solo la fatica: le uscite, le gite, tutto mi sembra solo molto molto faticoso.

Devo cercare di uscire da questa spirale.

mercoledì 16 febbraio 2022

Già alla fase successiva...

Come dicevo è da qualche tempo che il Vitellino ci mette a dura prova, direi ormai dall'anno scorso quando ha avuto un cambio non da poco comportandosi come un preadolescente in piena regola, con la piccola differenza che ha da poco compiuto 9 anni.

Nel periodo natalizio a un certo punto non sapevo proprio a che santo votarmi, ne ha combinata una dietro l'altra e io sinceramente non sapevo proprio come gestire la situazione così ho chiesto un consulto al consultorio familiare. Abbiamo fatto un primo incontro io e il Navigante, due incontri lui e infine l'ultimo incontro di nuovo io e il Navigante.

Non c'è niente di clinico, nessun "problema" passatemi il termine, se non un suo essere intellettualmente ed emotivamente avanti, infatti i suoi sono i tipici comportamenti di un bambino delle medie, e che comunque è un bambino che va "contenuto", altrimenti tende a "fuoriuscire" (meglio spiegato con "cagare fuori dal vasino"!!). In fondo lo sapevo già, ma a parlarne con altre persone tutte sminuivano la cosa o mi trattavano come la solita madre che vuol far grande suo figlio, senza capire che io di questo non mi vanto affatto, anzi...

Il problema è che io davvero non mi sento pronta ad affrontare tutto quello che comporta la preadolescenza, le bugie, gli scamuffi, le crisi di nervi, gli ormoni a palla che non lo fanno ragionare, la scuola che passa in secondo piano e tutto quello che conta è solo quello che piace a lui. Ha saltato a piè pari tanti anni e sinceramente faccio davvero fatica a capire come comportarmi.

E la cosa più divertente di tutte è che tutta questa fantastica genetica viene ovviamente da me. Solo che i tempi sono cambiati, l'educazione è cambiata e io non so come fare, per la prima volta non riesco a trovare appigli. Vedo intorno a me solo persone serafiche che mi dicono di tranquillizzarmi, che andrà tutto bene, che magari me la fa scontare adesso, ma poi andrà meglio.

Ma io mi sento impreparata a questa fase e se sono impreparata io, lui non può non percepirlo. Sono in bilico tra il sapere quanto questo lato lo danneggerà e quanto invece lo aiuterà, tra la gioia di vederlo crescere e la paura di non essere abbastanza una guida.

Insomma come al solito sempre sul pezzo!

mercoledì 9 febbraio 2022

Paura e solitudine

Non ho mai voluto stare lontana dal Navigante, ho sempre creduto nella famiglia unita, che vive insieme, anche se per diversi periodi e particolari circostanze non abbiamo potuto fare altrimenti. Da quando ho i figli non ho cambiato prospettiva, anzi direi che lo credo ancora di più visto che ho già scritto di essere una pessima madre single.
Guardavo quelle madri con i mariti in missione per lunghi mesi con molta ammirazione, per me è e sarà sempre difficile prendermi cura di loro senza una figura che mi possa sostituire anche solo per un pomeriggio, perché mi rende davvero ansiosa essere l'unica su cui grava tutto.
Certo potrei metterli a scuola tutto il giorno, non sentirmi obbligata a portarli sempre a fare attività, potrei mangiare più cibo precotto, ma non sarei io, non sarei la loro mamma. Quindi essere sola mi pesa e io sono sola ormai da mesi.
Da quando sono rientrata in Friuli ho avuto mia madre sotto e, sebbene non sia stata proprio un aiuto al 100%, almeno avevo la certezza che se mi fosse venuto un coccolone avrei avuto qualcuno. Ora invece passo le giornate sola, porto il piccolo da mia zia giusto quando i grandi vanno a rugby per evitargli il freddo e poi rimango a cena da lei e mi sembra un aiuto enorme.
La sera però, la notte, gran parte delle giornate sono sola e ho paura. Ho iniziato ad avere una paura costante, soprattutto dopo che hanno rubato in qualche casa qui intorno; abitiamo in campagna, in una casa grande e ho paura, una maledetta paura che succeda qualcosa di grave, che mi entrino in casa, che venga un incendio, un terremoto e io non sappia quale dei quattro portare fuori per prima. Oppure che mi venga un coccolone mentre sono a casa con uno di loro o con tutti e quattro o che abbia un incidente stradale mentre sono a scuola e nessuno li avverta.
Sono sola e ho una maledetta paura di stare sola.

venerdì 7 maggio 2021

Situazioni

Siamo tornati a una "normalità": settimana sola, weekend in compagnia.
Ammetto che sto mese non mi è servito a ricaricare moltissimo, lo stress è arrivato subito per una serie di situazioni che non riesco a controllare.

Situazione numero 1
Il Bastian Contrario ha un ciclo del sonno abbastanza poco utile nel mio vano tentativo di recuperare. Esempio banale? Oggi si è svegliato alle 5..
Lo metto a dormire presto, verso le 20, com'è giusto che sia, il pomeriggio dorme 2 ore di media, la notte non sempre riesce a fare una tirata unica e poi BAM la mattina non c'è verso che riesca a dormire un po' di più. E ovviamente arriva al dopo pranzo che è uno straccio.
Con il Navigante qua almeno le sveglie notturne erano sue, e soprattutto, era lui ad alzarsi a svegliare gli altri mentre io poltrivo nel letto, anche senza dormire.

Situazione numero 2
Il Vitellino ha fasi di preadolescenza che mi preoccupano. Innanzitutto perché è maledettamente presto, poi perché sono per me francamente incontenibili. Urla, sbatte i piedi, una volta ha tirato un pugno a una porta con il vetro, fa opposizione...
Ormai "siediti e pensa" non vale più, spesso le spiegazioni anche, addirittura lo innervosiscono di più se possibile; mi sono letta qualcosa, ho iniziato a usare qualche utile tecnica, ma quando succede è proprio difficile controllarsi e controllarlo. Grazie al cielo ora succede di rado, in autunno era un continuo!

Situazione numero 3
Il mio fisico non risponde. Sono passati 19 mesi dal parto e ho avuto 2 cicli: uno quando ho cominciato lo svezzamento e uno, da poco, a dicembre; anche avendo smesso di allattare, la cosa sussiste aggiungendo pure un aumento di peso di 3kg almeno in meno di due mesi. Aumento assolutamente ingiustificato perché non ho cambiato modo di mangiare.
Ho cominciato a corricchiare, ma la mia vita non è certo sedentaria! E comunque il tempo e situazione nonna non proprio affidabile, non mi permettono di avere la costanza che vorrei e mi servirebbe.

Mi dico che passerà, che il Bastian Contrario crescerà, andrà al nido, che io e il Vitellino riusciremo a capire come gestire le crisi, che avrò il tempo di rimettermi in sesto, ma quello che vedo è solo la mia stanchezza, la mia poca pazienza, il mio non riuscire a godere di quello che ho e la mal gestione di certe situazioni.
Sempre detto che la mamma per prima deve stare bene altrimenti tutto va allo scatafascio...

giovedì 16 luglio 2020

Iniziare a cedere al lamento

Io sono una di quelle mamme che anelano le vacanze scolastiche, nessun impegno, mattine lente, colazioni ancora più lente, no servizio taxi...in fondo i miei nani vanno a scuola solo la mattina e quindi averli a casa tutto il giorno non è poi sta gran differenza, ma anzi tutto diventa per me più semplice.
Ecco però ora dopo ormai 5 mesi inizio a capitolare. Sarebbero dovuti essere comunque 5 mesi di mamma h24 avendo un neonato, ma diciamo che non mi aspettavo 5 mesi di mamma h24 con 4 di loro...
Ho tanto per cui non lamentarmi: tre figli che giocano insieme e che sono abbastanza grandi per dare un occhio anche al più piccolo, un bel giardino, la casa grande, comunque mia mamma che vive sotto di me, ma la mancanza di momenti di solitudine iniziano a pesarmi. Momenti di silenzio, momenti di relax dove abbandonare il mamma-radar, nemmeno la spesa riesco a fare con calma visto che lasciandoli tutti e 4 a mia madre voglio comunque tornare il prima possibile.
Eppure la voglia di lamentarmi c'è ed è tanta quanto sono le cose per cui non lamentarmi.
Sarà che ancora non sappiamo quando il Navigante verrà trasferito e questo ci obbliga in un limbo dove non si può nemmeno parlare di vacanze e, chi mi conosce e mi legge, lo sa quanto per me sia rigenerante anche solo organizzare un viaggio!
Sarà che pensare che la scuola inizia tra due mesi...oddio ancora due mesi!...mi butta in uno sconforto mai provato prima e che mi fa pure sentire in colpa, della serie "fai i figli e poi non li sopporti, vergogna!".
Sarà che sono davvero davvero stanca e non vedo la fine, ma sono cupa e lamentosa e non mi piaccio neanche un po', anche perché poi i primi a farne le spese sono proprio quei 4 di cui sopra.

venerdì 26 ottobre 2018

Ai loro occhi

Quest'anno come ho già detto, avendo un po' di tempo libero, ho infilato un po' di attività al di fuori della famiglia, quindi il lunedì e il giovedì ho le lezioni di italiano, il mercoledì vado allo spazio Be.Bi e infine sono rappresentante della sezione della materna dove c'è il Francese, quindi molti lunedì pomeriggio sono impegnata per riunioni; oltre a questo cerco di infilare l'attività fisica che mi aiuta nello sfogo delle emozioni poco sane.
Non ho fatto tanto pubblicità in giro, soprattutto quando si tratta di volontariato la gente ti guarda con sospetto come se si sentisse minacciato o pensasse "nessuno fa niente per niente" e, in generale, non parlo molto nemmeno a casa, come se volessi preservare quelle attività come mie e solo mie. Sì, lo so, un po' da malati...
Comunque pian piano queste cose sono arrivate all'orecchio dei bimbi, che ogni volta rimangono estasiati, come se ogni attività che io faccio, sia quella di un vero supereroe, in particolare per la Belva che l'altro giorno se n'è uscita con questa frase: "Tu sei una mamma, una cuoca, una maestra, un'insegnante e pure una rappresentante! WOW!". Aveva gli occhi grandi che scintillavano, entusiasta come se stesse raccontando le gesta di una vera eroina.
E siccome io sono bravissima a martoriarmi, mi sono crogiolata molto poco, anzi sono passata subito a pensare che quando saranno grandi tutto ciò sarà magari qualcosa di cui si vergogneranno e la mia vita, le mie scelte risulteranno scontate, banali, senza senso.
Per ora sono la loro eroina e dovrei solo imparare a godermi questa fama e alle volte considerarmi davvero tale!

venerdì 7 settembre 2018

Essere mamma degenere ed esserne conscia

All'inizio di questa settimana avevo sognato mille mila cose da fare: post da scrivere, foto da mettere a posto, mattinate camminando tranquilla in un ameno centro commerciale e pranzi sola buttata sul divano o su un tavolino di un qualsiasi bar romano.
La realtà come al solito è ben diversa.
Non posso dire di non aver fatto nulla perché sarei una bugiarda visto che ho rigirato casa come un calzino pulendo anfratti che nemmeno sapevo di avere (che non vi dico le condizioni di una casa lasciata allo stato brado da più di un mese...), ho azzerato le lavatrici lavando anche coperte e lenzuola del camper, ho sistemato tutti i vestiti, ma soprattutto tutte le spese fatte in viaggio (in Francia tra Primark e spese culinarie vi lascio solo immaginare...) e mi sono concessa due pranzi con il Navigante, una serata tra amici di pianerottolo iniziata con un aperitivo e finita con la rakia bosniaca, svariate cene fuori con il Navigante. Siamo pure stati all'Ikea per comprare il letto con funzioni di divano per la cameretta, visto che poco prima di partire abbiamo venduto lo storico letto a castello francese dei nani; ed è stato così estremamente rilassante poterci andare solo noi, la sera, girovagando con calma senza l'assillo nanesco di fame, sete, noia!
E ovviamente ho impunemente cazzeggiato, sbattuta sul divano con il mio pranzo pane e philadelphia direttamente dalla vaschettina, guardando le prime serie di Grey's anatomy che stanno dando sulla La7 (piegando panni o guardando le mail o organizzando il prossimo viaggio...sia mai che ci si annoi troppo).
Alla fin fine l'unica cosa che posso dire è che questa settimana non mi è bastata! E potete darmi della madre degenere, senza cuore, egoista o quello che vi passa per la testa, non mi direte nulla che io non mi sia già detta almeno un milione di volte questa settimana in cui i nani non mi sono mancati nemmeno per un secondo! E a dirla tutta ogni volta che li chiamavo e sentivo le urla, i litigi, la voce di mia madre contenta, ma isterica, la voglia di rimanere ancora un po' nano-free si ripresentava più forte che mai!
Ma come ho detto al Navigante so qual è la motivazione: io sto davvero sempre in loro compagnia, pur mandandoli a scuola, pur lasciandoli a nonni, amici o papà per uscire di tanto in tanto, nella mia routine non c'è uno spazio sufficientemente lungo senza di loro perché difficilmente tutti e tre vengono presi contemporaneamente, scuola a parte.
Non mi lamento, ho scelto io di avere tre figli così vicini di età sapendo di non aver nessuno, spesso nemmeno il marito. Ma il dato di fatto è che ogni tanto vado in overload da bambini, solo dai miei bambini che quelli degli altri mica mi danno fastidio (tanto che stamattina ho fatto da babysitter alla figlia della mia vicina di casa, quella che fa la parrucchiera e mi taglia i capelli gratis tutte le volte che voglio...do ut des...). E se qualcuno se lo chiedesse, no, non voglio metterli a scuola tutto il giorno, ma qualche fuga ogni tanto, sola o con Navigante, è più che necessaria!

lunedì 18 dicembre 2017

La perfezione non fa per me (cit.)

Piccolo spazio paranoia pre natalizia.
Sono una persona con molti limiti e li riconosco tutti: nervosa, irascibile, alle volte purtroppo anche aggressiva, un po' meno permalosa di un tempo, ma comunque...non mi piace sbagliare e poi sono competitiva, però potrebbero essere anche dei pregi più che dei difetti, se ben dosati. Negli anni ho imparato sto imparando a smussare gli angoli, ma chi nasce quadrato non è che può diventare tondo, quindi cerco di compensare con i lati più nobili di me: generosità, senso del sacrificio, forza di carattere. Insomma so che faccio schifo da una parte, quindi mi do da fare con quello che ho.
Cerco di trovare un equilibrio, ma so di non essere perfetta come persona e come madre, lo so perfettamente visto che il mio è un lavoro quotidiano per mantenere questo equilibrio nella zona positiva. Sentirmi dire che sono brava, perfetta, buona mi mette fortemente a disagio, alle volte mi infastidisce al limite del nervosismo (...appunto...), soprattutto se a dirlo sono i miei figli, che a mio vedere sono quelli che più risentono e risentiranno dei miei limiti, come succede per tutti i bambini con i limiti dei loro genitori.
E devo dire che da quando sono rientrata in Italia non faccio altro che sentirmi dire quanto sono brava a educare i miei figli, quanto sono brava a incastrare tutto e a fare tutto da sola con tre, ma come faccio a fare X o Y o Z...e ogni volta mi sento una merdolina perché in realtà sopravvivo a malapena alla giornata e non mi sembra giusto ricevere la stima, i complimenti, le lusinghe. Non parliamo poi se sono i miei figli a dirmi quanto sono buona e brava...
Ok, mi sa che anche questo va messo tra i limiti: accetta il complimento, per questa volta! (cit.)

PS: comare mi sono permessa di citarti addirittura nel titolo!

lunedì 19 giugno 2017

Mantenere le lingue dopo un periodo expat

Dopo 4 anni in Francia il Vitellino e la Belva sono totalmente bilingue (italiano-francese), anzi devo dire che il francese prende spesso il sopravvento, soprattutto quando giocano. Anche il Francese, che ormai è in pieno trip "ripeto tutto quello che sento", pronuncia parole in entrambe le lingue con preferenza verso quella francese per una questione, secondo me, di facilità del suono (i suoni francesi sono più dolci, meno duri, meno consonanti che danno problemi ai bimbi).
Per quanto riguarda lo spagnolo abbiamo un po' lasciato stare, ma nel gruppo degli stranieri ci sono varie famiglie spagnole e devo dire che i due grandi capiscono praticamente tutto e alle volte cercano anche di esprimersi. La cosa mi fa veramente piacere. Anche le nostre amicizie inglesi e i periodi a casa della Sister devo dire che danno i loro frutti: per loro l'inglese non è una lingua totalmente sconosciuta, ne sono curiosi, carpiscono qualche significato e non vedono l'ora di incominciare a studiarlo.
Tutto questo però diventa per me un grosso problema con il rientro in Italia per svariati motivi. Innanzitutto mi sento di dover assolutamente mantenere la lingua francese che per loro è in questo momento la lingua principale. Sarebbe un vero peccato fargliela perdere, come sarebbe un peccato che il Francese, unico dei tre nato in Francia, non potesse nemmeno capirlo!
La mia organizzazione sarà la seguente: molti libri in lingua, così come eventuali cartoni animati (noi non siamo grandi fans della tv, i bimbi la vedono rarissime volte e di solito sono i cartoni Disney), babysitter madrelingua francese (nel caso avessimo bisogno, ma devo ancora cercarla) e studio con i libri degli esercizi per le vacanze che qui vendono nei supermercati a dei prezzi accessibilissimi, ho già comprato un primo stock per tutti i livelli fino al college (nostre scuole medie) a 2€ l'uno al Lidl!
Sto valutando qualche attività in lingua, visto che comunque non faranno tempo pieno a scuola, avranno i pomeriggi liberi e vivremo in una capitale, il che significa tanta gente, tanta domanda, tanta offerta. Qui però arriva un'altra questione: cercare di mantenere anche un po' di spagnolo (per l'inglese non mi preoccupo visto che nella loro scuola iniziano dalla materna con qualche infarinatura) oppure concentrarsi esclusivamente sul francese? Fosse per loro studierebbero entrambi!!
Sono un po' titubante, sono tra il non voler caricarli di troppe attività, tenendo conto che voglio lasciare spazio anche allo sport e alla noia, e la paura di perdere l'arricchimento culturale e linguistico acquisito in questi 4 anni.
Conoscendo poi la nostra insana passione per gli spostamenti, non so da qui a 2/3 anni in cui staremo a Roma sicuramente, cosa ne sarà di noi. L'idea è di provare ad andare ancora all'estero, ma non è così automatico poterlo fare; di certo non staremo a Roma per sempre quindi mi chiedo se ha senso cominciare qualcosa che poi magari dove andremo non sarà possibile continuare.
Questa vita che ci siamo scelti ha davvero tanti lati positivi e noi la adoriamo, ma ci sono momenti come questo in cui parte lo sconforto per non poter pianificare niente e si instilla la voglia di mettere radici e non spostarsi nemmeno per le vacanze!! So che è un momento e poi passa, mi ritorna la voglia di conoscere, cambiare, muovermi, ma ora ci sono dentro fino al collo e vorrei solo scappare DA SOLA a Santo Domingo! Madre degenere...

martedì 28 marzo 2017

Di passioni, valori personali e scelte imposte

L'ultimo post della Puff sul rugby mi ha spinto a chiederle consiglio, ma siccome il commento diventava un po' prolisso, ho pensato di scrivere un post, in modo tale da poter sottoporre il dubbio a più persone.
Allora le cose stanno così: io ho proprio voglia di iscrivere il Vitellino a rugby, oltre ad essere uno sport che mi piace e che possiede tutti valori in cui credo, lui ce lo vedo in pieno: è bello piazzato, alto e massiccio (veste già 6 anni e non ne ha nemmeno 5!), pieno di energia (anche troppo!) e ha una forte necessità di spenderla, questa energia in eccesso. Quest'anno visto il grande cambiamento in programma, ossia il trasloco, ho voluto evitare di iscrivere entrambi a qualcosa di nuovo, quindi ho lasciato solo la piscina, ma mi sono già informata per il prossimo anno e vicino a dove vivremo c'è una società di rugby che allena anche i più piccoli (under 6).
Ma, c'è un grosso ma, ossia il piccolo non fa altro che parlare di calcio, che vuole giocare a calcio, che "va bene provo rugby, ma poi farò calcio", "guarda mamma un campo di calcio"...tra l'altro non capisco come mai tutta sta fissa, visto che noi non guardiamo partite di calcio, non siamo tifosi, non guardiamo TV, se non qualche dvd o video su youtube (quindi niente pubblicità o cartoni sul calcio), infine qui a Tolone tutti i bambini fanno rugby ed è probabilmente l'unica città francese a non avere nemmeno uno stadio di calcio! Insomma non credo che sia una passione indotta dall'esterno, ma sia proprio una cosa sua.
Ora il calcio ma anche no, cioè da ex sportiva vedo il calcio come l'anti sport per eccellenza, dove gira tutto intorno a dei non-valori quali i soldi, l'apparenza, il farsi notare per poter avere delle chance e la violenza gratuita, che scaturisce per il solo fatto di essere diverso, appartenente a una squadra diversa. Non riesco a trovare un solo punto positivo in questo sport che non sia il fatto di fare comunque attività fisica, che è ottimo, ma purtroppo tutto il resto per me conta eccome, perché altrimenti se l'obiettivo fosse solo il movimento di per sè, non lo iscriverei da nessuna parte e lo farei solo giocare, correre, saltare nel giardino che sempre di attività fisica si tratta!
No, per me sport significa tanto tanto altro, è una scuola di vita che ti insegna qualcosa che la famiglia non riesce e non può insegnarti, è una passione che va al di là del "mi piace andare a correre o tirare due calci al pallone insieme agli amici", è amicizia, sacrificio di quello buono, competizione di quella buona.
Però, però...io, sua madre, chi sono per imporre uno sport, per dire "no la tua è la scelta sbagliata", per mettere in secondo piano i suoi desideri e fargli fare qualcosa che aggrada me, anche se ritengo che per lui sia meglio? Mia madre l'ha fatto con me, nella scelta del liceo, e ancora la rimprovero per questo...
So benissimo che questa non è una scelta di vitale importanza, che non posso paragonarla alla scelta del liceo e che posso sempre tornare sui miei passi, però mi sento un po' male ogni volta che lui si illumina pensando al calcio e so che rientrare in Italia, la patria di questo sport, non mi aiuterà nel dissuaderlo da questo forte desiderio. Al Vitellino ho quindi fatto questo discorso: "Quando rientriamo in Italia ti iscrivo a rugby per un anno, se non ti piace poi cambiamo e ti faccio fare calcio" sperando nel profondo del mio cuore non mi chieda mai di cambiare.

Che mi dite?

mercoledì 15 marzo 2017

Giornata avvelenata

Torniamo un attimo sul mio essere mamma, tralasciando quello dell'essere figlia orfana di padre...che mamma mia ora che lo scrivo mi pare davvero una cosa insormontabile...vabbè, dicevamo?
Ah sì, allora oggi all'ecole dei due nani grandi c'era la festa di carnevale, che qui festeggiano sempre in primavera per poter godere delle belle giornate. Mi sono travestita da Minnie (e ho dei testimoni tra di voi!), ho fatto dei cupcakes che ho finito di decorare ieri sera alle 21, ho portanto il Francese alla creche camminando e sono tornata correndo in modo da ottimizzare quella mezz'ora di buco.
Sono stata con loro, li ho sentiti cantare, li ho visti giocare tutti belli travestiti con dei travestimenti nuovi che gli avevo tenuto nascosto fino a ieri sera per fargli una sorpresa, hanno mangiato una scatervata di dolci senza che mettessi becco.
Avevo solo chiesto di essere poi veloci all'uscita perché dovevo recuperare il Francese, ma niente, la piazzata parte sempre. Che sia dell'uno o dell'altra (in questo caso della Belva) il capriccio insulso e inutile, scarica-tensione dopo una bella giornata arriva sicuro come il Natale dopo la Vigilia.
Razionalmente so che gli zuccheri, la stanchezza, l'eccitazione non possono che essere sfogate in qualche modo, ma emotivamente vedo questi capricci come un attacco a tutto quello che cerco di fare per loro. E allora mi parte l'embolo, perché sarebbe molto più facile non fare dolcetti, non andare alle feste, non essere presente; in fondo potevo starmene da mia madre ad aspettare la cremazione di mio padre e il Navigante si sarebbe arrangiato, ma loro non avrebbero avuto nessuno alla loro festa di Carnevale e quindi anche questo mi ha fatto ritornare.
E allora chi cavolo me lo fa fare, se poi devo avvelenarmi la giornata per un capriccio che non sta né in cielo, né in terra, tra l'altro davanti a una miriade di persone, cosa che rende il tutto ancora più fastidioso?
Per favore non ditemi che non devo prenderla sul personale, non ditemi che sapranno apprezzare ogni mio gesto solo tra 20 anni, non ditemi che devo far finta di niente...ditemi qualcosa che non so per favore!!!

mercoledì 7 dicembre 2016

Oggi mood mammamerda

Io sono una persona molto, troppo sanguigna. Fumina e permalosa. Io mi incazzo e poi generalmente mi scazzo da sola, ma tra una cosa e l'altra alle volte rischio di fare seri danni. Sono una che se potesse prendere a cazzotti il mondo per farlo girare contrario, probabilmente lo farebbe...
Non mi vanto del mio carattere, ho provato a nasconderlo, incanalarlo, a smussare angoli, ma ormai a trent'anni suonati ho capito che posso solo farci i conti quotidianamente. Ho imparato che chi mi sta vicino merita il mio sforzo per essere migliore, più che posso, ma deve anche conoscere e in un certo senso amare i miei limiti.
Con i figli però è tutto diverso. I miei figli quando ho i miei scatti d'ira, hanno paura. Non gli farei mai del male benintesi (anche se ammetto di aver quantomeno capito gesti estremi di madri contro i figli), può partirmi un ceffone, un urlo da Tarzan, ma ovviamente so controllare la mia rabbia. Però i miei figli guardano dentro i miei occhi con i fulmini e le saette, guardano al di là del mio sapermi controllare, loro mi guardano dentro e hanno paura. E li capisco perché alle volte mi chiedo cosa succederebbe se non potessi controllarmi.
Alle volte la semplice minaccia: "guarda che se non ti muovi, ti (s)vesto io in modo molto poco gentile!" li fa correre. Non voglio essere un dittatore, ma mi scopro esserlo. Non voglio un clima del terrore, ma alle volte trovo che l'unico modo per poter andare avanti sia quello di creare una linea ferrea da cui non transigere, pena l'incasinamento totale di ogni cosa. Non voglio usare la violenza, ma alle volte la mano mi parte quasi da sola.
Non so se questo vale perché mi faccio carico di loro costantemente, spesso da sola, senza un vero e proprio appoggio famigliare, non so se è colpa del mio carattere e del fatto che volente o nolente questo è lo stampo, non so se la colpa è delle "nuove generazioni" come ha ripetuto in continuazione mia suocera.
So solo che quando guardo la paura nei loro occhi mi avvilisco e mi sento davvero una mammamerda.

martedì 11 ottobre 2016

Pipì, bugie e sensi di colpa

La questione pipì per me è molto spinosa. Ho un odio profondo verso i pannolini, che siano lavabili o u&g, quindi il mio obiettivo è quello di eliminarli il prima possibile, quantomeno di giorno e quindi quando ho trovato terreno fertile ho iniziato a seminare, nel senso che ho insegnato a non avere più bisogno del pannolino. Sono assoluta sostenitrice dell'insegnamento al vasino che parta da subito, non credo all'essere pronti, a meno che non si vogliamo aspettare età per me francamente assurde.
La Belva a 20 mesi, il Vitellino a 2 anni si sono trovati prima con mutandine trainer, poi senza pannolino; è stato piuttosto semplice perché avendoli messi fin da neonati sul lavandino/water/vasino ad ogni cambio conoscevano l'oggetto, non c'è stato nessun trauma quindi, solo qualche rottura in più per loro che dovevano mollare i giochi per sedersi a provare.
Quello che bisognava fargli capire era quando andarci e come avvisare, rimanendo molto vigili per beccare l'eventuale momento giusto; due bimbi, due storie: la Belva faceva così tanta pipì che le probabilità di perderne qualcuna erano altissime, in compenso ha cominciato ad avvisare fin da subito, al contrario con il Vitellino era facilmente individuabile il momento della pipì, ma per quanto riguarda l'avvisare...alle volte ancora adesso devo dirgli di andare a fare pipì e spesso mi dice che non ha bisogno, mentre due minuti dopo è in bagno a farla. Ieri in piscina si toccava, ma pur di non ammettere che doveva fare pipì mi ha raccontato una storia assurda che gli bruciava la pipì, gli dava fastidio...ho pure controllato per scrupolo...sta di fatto che tanto ha detto, tanto ha fatto che alla fine non è riuscito a trattenerla e se l'è fatta addosso! Mi sono arrabbiata tantissimo, non per la pipì in sé, che soprattutto dopo le bevute in piscina può capitare, quanto per le bugie e le storie raccontate pur di non andare in bagno.
Per quanto riguarda la notte invece ho sempre aspettato che fossero asciutti per qualche tempo prima di togliere tutto, in quanto durante la notte la pipì non è qualcosa di conscio che si può allenare, ma qualcosa che riguarda la chimica, la genetica e le situazioni.
Quindi il Vitellino ha tolto il pannolino la notte dopo l'arrivo del Francese, anche se probabilmente avrei potuto farlo prima, ma ero troppo sfinita per pensare anche a quello, inoltre non volevo ricadute per la nascita del fratello. Ogni tanto capitano incidenti, non mi importa più di tanto, ma per lui invece deve essere un guaio perché inizia a raccontarmi e a raccontarsi bugie: "sai mamma non ho fatto pipì, ho solo sudato tanto" questo entrando nel mio letto per una coccola mattutina...immaginate me, nel torpore del sonno, che ascolto queste parole e quindi so che sta entrando nel MIO letto tutto pisciato!! Hulk...
La Belva...eh, la Belva invece non è ancora nemmeno andata vicino a togliere sto benedetto pannolino notturno, è proprio fuori dalle sue possibilità. Ci sono addirittura dei pomeriggi in cui fa la siesta che fa pipì e la cosa peggiore è che non se ne accorge proprio, rimane bagnata delle ore!! Quest'estate c'è stato un periodo in cui non si bagnava e quindi abbiamo tentato, visto che anche lei non vede l'ora di levarsi questa croce, ma dopo qualche giorno le pipì sono ricominciate e nemmeno portandola a fare pipì a metà notte (cosa che aborro, ma che ci ha chiesto lei!) la cosa ha funzionato, perché una volta siamo arrivati che era già in un lago.
In tutto questo ogni pipì, ogni bugia diventa per me momento di angoscia, di senso di colpa, di riflessione profonda, perché si sa che la colpa è sempre della mamma che non sa gestire emotivamente una situazione, di un papà che spesso e volentieri è assente, di una famiglia al di fuori dai canoni, dalla routine, dalla normalità...insomma ecco come ci dipingo nella mia testa bacata e ecco come mi si insinua il fottuto senso di colpa per aver scelto questa vita, per essere quella che sono, per aver deciso di seguire il lavoro del Navigante lasciando questi bimbi senza radici.
Tutto questo per qualche incidenti di pipì e naturali bugie dell'età, perché razionalmente lo so, ma chi me lo dici che in effetti non stia sbagliando tutto, rovinando inesorabilmente la vita dei miei bimbi? Quando poi rimango sola qualche tempo mi faccio delle pippe mentali che manco Freud...poi me ne rendo anche conto, ma ciò non toglie che continuino a venire e a farmi impensierire. Bello essere mamme eh?!

martedì 17 maggio 2016

L'ultima volta che...

Quando riesco a fermarmi un secondo e a riflettere, davvero non mi pare vero che siamo già quasi a metà 2016.
Se tanto per la Belva che per il Vitellino il tempo sembrava non passare mai e ogni tappa mi sembrava lunga e infinita, tanto per il Francese tutto mi sembra scivolare velocemente tra le mani come fosse la sabbia fine fine di Lignano Sabbiadoro.
Un po' conta anche il fatto che si inizia già a parlare del nostro rientro in Italia (previsto ad agosto 2017), cosa che non mi rende nè tranquilla, nè particolarmente felice visto che si tornerà a lottare con il lavoro del Navigante in primis e con tutto quello che di peggio rappresenta l'Italia, purtroppo. Anche quello che di solito rendeva eccitante il cambiamento, ossia il riordino di tutta la nostra vita, adesso non è decisamente una passeggiata pensando a come mantenere il bilinguismo con il francese (ne parlerò meglio), alle scuole, a cosa fare del Francese che arriverà in Italia a poco meno di due anni, ad un'eventuale mia ricerca di lavoro...
Ma penso che in generale, oltre alla innegabile facilità di gestione, sia il fatto che sotto sotto, in fondo in fondo so che con il Francese è tutto "l'ultima volta che..." e mi sembra ancora tutto così strano.
L'ultima volta che allatto.
L'ultima volta che svezzo.
L'ultima volta che chiudo pacchi di vestitini ormai piccoli.
Alle volte lo guardo e vorrei tornare a quel nostro primo sguardo in sala parto, come se quel momento abbia segnato l'inizio della vita che ho sempre sognato e che mi pare di non riuscire a gustarmi a pieno perché scivola via veloce come l'acqua di un fiume in piena.
Questo mi fa sentire anche un po' in colpa, perché con gli altri due non ho mai sentito questi sentimenti, mi sembrava sempre mancasse qualcosa che pare essere arrivato con il Francese. Quel senso di incompiuto che non mi faceva vedere il bello di ciò che avevo, mi rendeva una persona non del tutto felice che solo ora si rende conto di quanto veloce passa il tempo. Quanto ho sprecato in questi anni? Quanto non ho vissuto soprattutto con i primi due?
Di sicuro non è l'ultima volta che mi faccio paranoie...sapevatelo!!!

lunedì 14 marzo 2016

Del godersi il momento e lasciar perdere le pippe mentali

Finalmente pare essere arrivata la primavera: sole, temperature più miti, gli uccellini che cinguettano, l'odore dei fiori nell'aria...j'adore!
Così sabato non me lo sono fatta ripetere due volte e dopo la ginnastica dei bimbi ho raccattato le quattro cose che potevano servirmi (cambio per il Francese, coperta per sedersi, due secchielli e due palette, un litro d'acqua), mi sono fermata alla nostra boulangerie di fiducia a fare incetta di quiches per il pranzo e...c'est parti! Spiaggia, sole e picnic!
Mai stata più felice di passare qualche ora al sole, aspettavo da tempo di potermi godere i miei picnic in famiglia, con il nuovo nano, aspettavo di sentirmi il sole scaldare il viso, aspettavo di togliere le scarpe e i calzini per camminare sulla sabbia, aspettavo di vedere la felicità dei miei bimbi che finalmente possono ricominciare a giocare con la sabbia (ma non fare il bagno e la cosa non gli è piaciuta affatto!), aspettavo di fare quattro chiacchiere con i nostri amici, quelli con cui sempre mi ritrovo anche organizzandosi all'ultimo secondo (e infatti lui è italiano e lei una francese che ha vissuto 8 anni in Italia...con dei francesi o, peggio ancora, degli inglesi sarebbe impossibile!).
Certo, non c'era il Navigante, ma sarà l'abitudine, sarà che ero troppo felice per pensarci, sarà la presenza della mitica Au Pair, la cosa mi ha pesato meno del solito.
E mi sono rilassata dopo qualche giorno di stanchezza accumulata e la prima notte fuori della mia Belva, che ha dormito inaspettatamente a casa di una sua amica, dopo un pomeriggio che abbiamo passato tutti insieme; la qual cosa mi ha reso stranamente molto, ma molto nervosa, soprattutto per la reazione del Vitellino, che non ha fatto altro che far capricci e storie dal momento che siamo usciti da casa dell'amichetta. Ora ovviamente vuole anche lui andare a dormire a casa di un'amica (benintesi, non amico!)...so che questo suo attaccamento è stato forse un errore mio, che li ho cresciuti un po' come due gemelli, ma che in fondo non lo sono e lui soffre molto per questo essendo il più piccolo. Li guardo e penso che crescono velocissimi e come al solito mi faccio le domande esistenziali di ogni mamma: Ma farò bene? Ma sarò una brava mamma? Ma sapranno quanto li amo? Etc.Etc.
Poi sorrido...è finalmente primavera, goditela e basta! Te la meriti!

giovedì 11 giugno 2015

Giornata di...cacca!

Il Vitellino oggi, che non aveva nessunissima intenzione di fare la siesta, ha ben pensato, quando gli è venuto lo stimolo per la cacca, che invece di avvisare o andare sul water solo (come sa fare benissimo) di farsela nel pannolino che gli metto per dormire e per poi aprirlo spalmando cacca in tutta la stanza. Letteralmente in tutta la stanza: letto, lenzuola, cuscino, peluche, muri, ovviamente per terra e per non farci mancare niente anche il mio letto, il mio materasso e il mio cuscino di allattamento con cui dormo sempre.
Forse ora per chi legge la cosa pare comica e probabilmente tra qualche anno lo sarà anche per me, ma questo pomeriggio ho avuto istinti omicidi, se poi aggiungiamo il fatto che nessuno dei due alla fine ha dormito, proprio oggi vigilia della kermesse all'ecole della Belva, ossia giorno lungo, senza siesta e tanti, tantissimi stimoli. Oggi DOVEVANO dormire.
Sul momento ho pensato che fosse stata una fortuna che mia madre fosse qui, è arrivata ieri e il suo aiuto nel pulire tutto è stato fondamentale. Ma poi il momento pulizia è passato ed è arrivato il momento "scassiamo i coleotteri a una figlia già abbastanza provata da tutta una serie di situazioni stressanti" cercando di limare la mia ira ad ogni occasione e continuando a ripetermi incessantemente Stai calma!! anche quando il Vitellino non faceva altro che sfidarmi, non faceva altro che fare capricci, non faceva altro che fare quello che non doveva.
Arrivando al culmine di dirmi, quando ho messo il Vitellino seduto sulle scale in castigo e dopo che io le ho ricordato che lei mi avrebbe già da mò tirato qualche sberlone in una situazione del genere, che nemmeno io li sto educando bene perchè mi arrabbio, li metto in castigo, urlo.
Della serie da che pulpito...sono scaturita, le ho detto che l'ho chiamata per darmi una mano, ma che se deve stare qua a criticare perchè non le sta bene come educo i miei figli, la porta sa dov'è. Cominciamo bene questo lungo mese di convivenza...
Giornata di cacca in tutti i sensi!

martedì 21 aprile 2015

Reazioni all'assenza del papà.

Sono sempre stata convinta che le partenze del Navigante colpissero più la Belva, per il suo forte attaccamento con il papà e forse per una trasposizione della mia infanzia, dove mio padre non è che fosse poi quella persona così presente nelle nostre vite, anche se fisicamente a casa.
In realtà quest'anno che entrambi sono più cresciuti e si capisce un po' di più le dinamiche di quello che sentono in questi periodi di assenza, è il Vitellino che più mi fa preoccupare.
Sempre stato molto attaccato a me, come ogni bravo maschio, in questo periodo lo sta diventando sempre di più, in maniera che alle volte non riesco proprio a gestire. D'altra parte però è irritante, fastidioso, risponde e sembra comportarsi male di proposito, non ascolta e mi tocca sempre fare la cattiva, poi però arriva il maschio di turno, qualche papà di amichetti, e si comporta come un soldatino se lui gli dice qualcosa.
Capisco che l'unico motivo per questi comportamenti sia l'assenza del papà, quello che non capisco è come fare per rendere meno difficile questi mesi, perchè anche per me non sono precisamente una passeggiata.
Mi consolo con i "ti voglio bene" della Belva, che non ha mai risposto ai miei fino ad ora, da qualche giorno infatti continua a ripeterlo ogni momento della giornata, abbracciandomi forte e dandomi tanti baci, il che non è decisamente da lei, sempre schiva e poco incline alle affettuosità. Di contro vuole difficilmente parlare con il papà al telefono, alle volte non vuole nemmeno dire ciao o buonanotte. Lo faceva anche l'anno scorso, è il suo modo per dire che non è contenta di quest'assenza, che non vuole nessun telefono, ma contatti reali.
Cerco di guardare i lati positvi, pensare che arriva l'estate e avremo un sacco da fare, che le giornate belle rispetto all'inverno volano, che negli anni impareranno che la distanza non conta se c'è amore vero, che cinque mesi su una vita non sono niente...però poi penso che sono bimbi, che l'unica cosa a cui gli interessa è essere circondati dalle persone che amano e che se per me è difficile, per loro dev'essere un dramma.
...e non è che gli ormoni dell'ospite in tutto questo aiutino...

venerdì 10 ottobre 2014

La quiete e la tempesta

Stamattina, come ogni venerdì, il Vitellino era a casa mentre la Belva era a scuola. Abbiamo passato una mattinata quasi idilliaca, andando a fare la spesa in ben due posti diversi, preparando da mangiare per pranzo e per cena, mettendo apposto la lavatrice e infine camminando fino all'ecole della Belva..
Tutto è andato fantasticamente bene, fino alla prima curva per l'ecole, lì sono iniziati i capricci del Vitellino, che pensavo fosse semplicemente stanco. I capricci per camminare però sono aumentati esponenzialmente al ritorno, anche se la strada è tutta in discesa.
A casa poi volevo scapparmene in Nuova Zelanda: c'erano solo urla e pianti di uno o dell'altra, la Belva che non faceva giocare il Vitellino, il Vitellino che spingeva o menava la Belva, pianti per fame, per sonno, per noia...Ovviamente il mio intervento è sempre inefficace se non controproducente e quindi a un certo punto ho semplicemente detto a entrambi che se volevano continuare a litigare che se ne andassero in un'altra stanza perchè non li volevo sentire.
Dopo una mattina così bella, mi sembrava ingiusto dover sopportare tutto ciò e sentivo salire il nervosismo per non riuscire a farli andare d'accordo, per non riuscire ad insegnare come comportarsi l'uno con l'altro. Ovviamente il nervosismo è scoppiato, precisamente quando il Vitellino si è messo a giocare con le forchette per terra, invece di portarle al tavolo, dopo aver litigato con la sorella per i piatti (mi aiutano sempre a preparare la tavola mentre cuoce la pasta, così passiamo qualche minuto, loro sono contenti e imparano ad essere utili in casa).
Ora sono a dormire e io sono spossata. Mi immaginavo già di scrivere un post su questa idilliaca mattinata madre&figlio, di come siamo stati bene insieme, di come è facile gestirne solo uno e invece mi ritrovo con i sensi di colpa a mille per aver urlato come una pazza e averlo allontanato in malo modo.
Ma ci sono mai, dico mai, mai giornate che iniziano tranquille, trascorrono tranquille e finiscono tranquille? Non chiedo bambini sempre zitti e buoni, chiedo che giochino senza far venire il finimondo, chiedo che provino ad ascoltarmi, chiedo situazioni da poter gestire e non che vadano al di fuori dell'umana comprensione...è chiedere troppo?? Mi sa di sì... :((