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mercoledì 16 febbraio 2022

Già alla fase successiva...

Come dicevo è da qualche tempo che il Vitellino ci mette a dura prova, direi ormai dall'anno scorso quando ha avuto un cambio non da poco comportandosi come un preadolescente in piena regola, con la piccola differenza che ha da poco compiuto 9 anni.

Nel periodo natalizio a un certo punto non sapevo proprio a che santo votarmi, ne ha combinata una dietro l'altra e io sinceramente non sapevo proprio come gestire la situazione così ho chiesto un consulto al consultorio familiare. Abbiamo fatto un primo incontro io e il Navigante, due incontri lui e infine l'ultimo incontro di nuovo io e il Navigante.

Non c'è niente di clinico, nessun "problema" passatemi il termine, se non un suo essere intellettualmente ed emotivamente avanti, infatti i suoi sono i tipici comportamenti di un bambino delle medie, e che comunque è un bambino che va "contenuto", altrimenti tende a "fuoriuscire" (meglio spiegato con "cagare fuori dal vasino"!!). In fondo lo sapevo già, ma a parlarne con altre persone tutte sminuivano la cosa o mi trattavano come la solita madre che vuol far grande suo figlio, senza capire che io di questo non mi vanto affatto, anzi...

Il problema è che io davvero non mi sento pronta ad affrontare tutto quello che comporta la preadolescenza, le bugie, gli scamuffi, le crisi di nervi, gli ormoni a palla che non lo fanno ragionare, la scuola che passa in secondo piano e tutto quello che conta è solo quello che piace a lui. Ha saltato a piè pari tanti anni e sinceramente faccio davvero fatica a capire come comportarmi.

E la cosa più divertente di tutte è che tutta questa fantastica genetica viene ovviamente da me. Solo che i tempi sono cambiati, l'educazione è cambiata e io non so come fare, per la prima volta non riesco a trovare appigli. Vedo intorno a me solo persone serafiche che mi dicono di tranquillizzarmi, che andrà tutto bene, che magari me la fa scontare adesso, ma poi andrà meglio.

Ma io mi sento impreparata a questa fase e se sono impreparata io, lui non può non percepirlo. Sono in bilico tra il sapere quanto questo lato lo danneggerà e quanto invece lo aiuterà, tra la gioia di vederlo crescere e la paura di non essere abbastanza una guida.

Insomma come al solito sempre sul pezzo!

giovedì 1 luglio 2021

Peter Pan

Il tempo inesorabile non si ferma, anche se a volte un'ora sembra non passare mai o i mesi di lockdown sono sembrati infiniti, in realtà il tempo scorre. E te ne accorgi soprattutto quando hai dei figli.

La Belva quest'anno compirà 10 anni, ha raggiunto la doppia cifra, il che significa che sono mamma da 10 anni, che per quanto mi riguarda mi pare davvero incredibile siano passati così tanti anni!

Inoltre ieri è stato l'ultimo giorno di materna del Francese, che a novembre compirà 6 anni e sarà alle elementari insieme alla Belva e al Vitellino, per la prima e con tutta probabilità anche l'ultima volta, frequenteranno lo stesso edificio scolastico!

Il prossimo anno, dopo 7 anni, non avrò nemmeno un bambino alla scuola materna, ma solo uno al nido (grazie a Dio perché a casa tutti i giorni non lo sopporto più!!! :DD) e tre alle elementari e la cosa mi risulta davvero strana.

Parliamo poi che siamo ormai alle porte delle medie e sinceramente non mi capacito di come possa IO, proprio io, avere due preadolescenti per casa...

Attenzione, non mi sto lamentando dei bei tempi andati, proprio no! Non sono una di quelle mamme con gli occhi a cuoricino che pensano a come erano belli da neonati; io tutta la fatica di un neonato me la ricordo molto bene e non solo perché ne ho uno di 21 mesi!! Amo moltissimo vederli crescere e imparare e diventare autonomi, non tornerei indietro anche perché mi piace sempre di più l'interazione che abbiamo, anche se ci sono mille cose di cui preoccuparsi e gli scontri sono continui.

Semplicemente il loro scorrere del tempo, che è così bello è stimolante, mi ricorda che anche il mio scorrere del tempo continua e, no mi spiace, non mi piace l'idea di invecchiare, probabilmente perché sono una bambina dentro e adulta solo fuori, non lo so, ma io di crescere proprio non ne ho voglia!

Chissà se prima o poi me ne farò una ragione...

giovedì 17 giugno 2021

E-state paparapà...

 Le vacanze sono iniziate.

No, non siamo in viaggio, non ancora, ma sono iniziati quei giorni oziosi di dolce far niente in cui i bambini ancora stanchi e agitati non fanno altro che girovagare per casa senza meta, annoiandosi, lamentandosi e discutendo per ogni cosa.

Tanto per dire due giorni fa il Vitellino dopo colazione camminava per tutto il salotto contando le piastrelle...

E non sia mai che ti venga in mente la balzana idea di suggerire qualche attività da fare! Se parli dei loro giochi, loro non hanno niente e non vogliono fare niente; se parli invece di lavori di casa è tutto uno sbuffare.

A tutto questo non dimentichiamoci gli ormoni che iniziano a circolare, ancora pochi per fortuna, ma già non li sopporto più!

Sto per spedirli dal padre che almeno li metta a lavorare sulla nave!!

venerdì 7 maggio 2021

Situazioni

Siamo tornati a una "normalità": settimana sola, weekend in compagnia.
Ammetto che sto mese non mi è servito a ricaricare moltissimo, lo stress è arrivato subito per una serie di situazioni che non riesco a controllare.

Situazione numero 1
Il Bastian Contrario ha un ciclo del sonno abbastanza poco utile nel mio vano tentativo di recuperare. Esempio banale? Oggi si è svegliato alle 5..
Lo metto a dormire presto, verso le 20, com'è giusto che sia, il pomeriggio dorme 2 ore di media, la notte non sempre riesce a fare una tirata unica e poi BAM la mattina non c'è verso che riesca a dormire un po' di più. E ovviamente arriva al dopo pranzo che è uno straccio.
Con il Navigante qua almeno le sveglie notturne erano sue, e soprattutto, era lui ad alzarsi a svegliare gli altri mentre io poltrivo nel letto, anche senza dormire.

Situazione numero 2
Il Vitellino ha fasi di preadolescenza che mi preoccupano. Innanzitutto perché è maledettamente presto, poi perché sono per me francamente incontenibili. Urla, sbatte i piedi, una volta ha tirato un pugno a una porta con il vetro, fa opposizione...
Ormai "siediti e pensa" non vale più, spesso le spiegazioni anche, addirittura lo innervosiscono di più se possibile; mi sono letta qualcosa, ho iniziato a usare qualche utile tecnica, ma quando succede è proprio difficile controllarsi e controllarlo. Grazie al cielo ora succede di rado, in autunno era un continuo!

Situazione numero 3
Il mio fisico non risponde. Sono passati 19 mesi dal parto e ho avuto 2 cicli: uno quando ho cominciato lo svezzamento e uno, da poco, a dicembre; anche avendo smesso di allattare, la cosa sussiste aggiungendo pure un aumento di peso di 3kg almeno in meno di due mesi. Aumento assolutamente ingiustificato perché non ho cambiato modo di mangiare.
Ho cominciato a corricchiare, ma la mia vita non è certo sedentaria! E comunque il tempo e situazione nonna non proprio affidabile, non mi permettono di avere la costanza che vorrei e mi servirebbe.

Mi dico che passerà, che il Bastian Contrario crescerà, andrà al nido, che io e il Vitellino riusciremo a capire come gestire le crisi, che avrò il tempo di rimettermi in sesto, ma quello che vedo è solo la mia stanchezza, la mia poca pazienza, il mio non riuscire a godere di quello che ho e la mal gestione di certe situazioni.
Sempre detto che la mamma per prima deve stare bene altrimenti tutto va allo scatafascio...

mercoledì 24 giugno 2020

Di saluti e nuovi inizi

Siamo rientrati in Friuli dopo due settimane a Roma, dove passavamo le giornate al parco con gli amici di scuola e le serate a cena da/con qualcuno. Il Francese e il Vitellino hanno fatto rugby con tanto di saluto postato su Fb e Instagram, cosa mai successo per nessun ragazzino che se n'è andato e la cosa ci ha davvero colpito.
Sono scese le lacrime. Alla Belva in abbondanza, che lei si sa, ha difficoltà quando si tratta di lasciare la strada conosciuta per quella nuova. Il Vitellino si è più che altro azzittito sia a rugby che con la sua maestra, anche se io gli occhi lucidi li ho intravisti. Il Francese ha creato questo muro oltre al quale non è dato capire cosa pensi, non sa bene nemmeno lui cosa sta succedendo dentro e fuori di lui. Pure io mi sono commossa quando ho salutato gli amici di rugby, davvero una perla rara nel marasma di questi anni romani.
Non che Roma abbia solo difetti, ma viverci è stato per me molto complicato e l'unica ora (ore, giorni, weekend interi!!!) d'aria era l'appuntamento rugbistico, fosse settimanale o durante il weekend. Non mi ha mai pesato stare sui campi di rugby quasi tutti i weekend e le amicizie che sono sbocciate sono di quelle che dureranno, ne sono convinta.

Qui in Friuli smanio per cominciare una routine nostra.
Stiamo facendo le prove per il rugby (ça va sans dire!) e la casa, pezzetto dopo pezzetto, sta prendendo forma, anche se manca ancora la fondamentale cucina, che mi obbliga a pranzare, cenare e fare colazione sempre con mia madre il che, dopo tre mesi di lockdown, inizia a pesare.
Se sapessi quando mio marito deve trasferirsi e quindi quando verrà fatto il trasloco, probabilmente sarei più tranquilla, invece così rimangono appese un sacco di cose ed è la cosa che più detesto!
Però qui sto bene, sto proprio bene. A mio marito ho promesso che mi metterò d'impegno per trovare tutti i contro del vivere qui, in modo tale da volerlo seguire un'altra volta, ma già sento che sarà un'impresa molto molto difficile!!!

giovedì 17 ottobre 2019

Ritorno alla - dura - realtà

Sono a casa da ormai una settimana e mi sembra già un'eternità.
La settimana passata in ospedale è stata per me rilassante fino quasi allo sfinimento, tanto che alla fine ero proprio contenta di ritornare nel mio caos quotidiano. In realtà non avevo idea a cosa stavo andando incontro.
Tutti e tre i nani sono stati contenti dell'arrivo del fratellino, la Belva magari avrebbe preferito una femmina, ma mi ha anche detto che l'importante era che fosse nato e che la prossima la farò femmina o_O Anche il piccolo, che all'inizio della gravidanza non prometteva bene ammettendo senza troppi giri di non essere contento dell'arrivo di un eventuale fratello o sorella, alla fine è quello che più sprizza gioia quando lo vado a prendere a scuola con la carrozzina.
Ma la settimana di sballottamenti mentre ero in ospedale e questo nuovo equilibrio non stanno certo passando sotto silenzio.
Ho una Belva che mi fa i capricci per fare i compiti, che discute su ogni cosa e dimentica a scuola i quaderni con i compiti da fare e credetemi quando vi dico che non sono cose da lei.
Parliamo poi del Vitellino che piscia a letto una sera sì e una no? E che diventa ogni giorno più manesco e prepotente? Vale anche per lui la regola del "ma da quando in qua?!" Lui, che magari ti distrugge casa, ma ha un cuore enorme ed è pronto a servirtelo su un piatto d'argento anche prima che tu glielo domandi.
So che è un periodo, so che è normale, ma alle volte è davvero difficile essere empatici. Ammetto candidamente di non essere in grado nemmeno di ragionare bene sulle varie questioni, tanto che lascio sempre sia mio marito a decidere punizioni, fare cazziatoni, io francamente me ne lavo le mani, affondando la testa nel pancino morbido e profumato di Bastian Contrario. Insomma faccio lo struzzo con un neonato pacioccone di 10 giorni...non cambierò mai, madre degenere ero, madre degenere sarò con uno, due, tre o quattro figli!

mercoledì 18 settembre 2019

Note come piovesse...

La scuola è iniziata da 5, e ripeto 5 giorni, e il Vitellino si è già beccato una nota personale e una nota di classe.
La prima riguardava il fatto che aveva buttato via la sua merenda e poi aveva chiesto un pezzo della merenda di un suo compagno.
Quella invece ci classe c'entra con il fatto che i bambini chiacchierano e fanno caos in classe disturbandosi a vicenda.

Ora, premettiamo per chi ancora non l'ha capito, che io sono pro regole, pro limiti, pro seguire le istituzioni. Però però...a me sta maestra sta iniziando a rompere il c@zzo e scusate il francesismo! Sarà la gravidanza, sarà che ho finito l'anno con un po' di amaro in bocca (con una pagella di tutti 10 tranne tre 9, ma sufficiente in comportamento...che manco un bullo...), ma questo utilizzo continuo di note a me pare controproducente.

Parlando della nota personale mi viene da dire, sinceramente: ma io che ci devo fare con sta nota?!? Scusatemi, ma se io sono la maestra di quel bambino che butta la merenda, gli faccio un cazziatone che Dio solo lo sa e poi non gli faccio mangiare nient'altro! Tutt'al più ne parlo con la madre se penso sia così importante (ma alla prima volta che succede anche no), ma la nota? E a cosa servirebbe? A scaricare la patata bollente a me che però in classe non ci sono! E' successo lo stesso l'anno scorso più volte su cose diverse, quello che lui fa in classe, con me non si azzarderebbe mai e se si azzardasse riceverebbe cazziatone ed eventuale punizione. Come mai in classe si permette certe cose? La mia risposta più ovvia è che c'è poco polso da parte degli insegnanti.
Lo stesso vale per la nota di classe. Cioè, ma al quinto giorno già la classe è così ingestibile da avvisare tutti i genitori e mettere una nota di classe? Non è che semplicemente devono trovare un equilibrio magari o che magari la maestra deve trovare un altro modo per mantenere l'ordine.

Non voglio fare la parte della madre che giustifica il figlio e non crede nelle insegnanti, ma io ho un problema di scoglionamento da scuola e tutto questo non fa che aumentarlo. So benissimo che mio figlio non è uno stinco di santo, ha un disperato bisogno di imparare a controllarsi e io alle volte gli sono anche fin troppo col fiato sul collo.
La cosa che mi fa più incazzare poi è che hai colloqui non fanno che elogiarne l'intelligenza, la velocità di apprendimento, la brillantezza, la bontà d'animo e io sinceramente non so cosa rispondere.
Siamo al quinto giorno di scuola e sono già esaurita!

lunedì 24 giugno 2019

Figlio unico

Se noi non ci incasiniamo la vita, non siamo noi. Questo weekend è stato proprio un piccolo assaggio di come è la nostra organizzazione della vita in generale.
Partiamo dal presupposto che siamo dovuti salire da me per lasciare la gatta Koala a mia madre, visto che ce ne andiamo via un mese con il camper, e per dare una prima occhiata a piastrelle e sanitari; tutto semplice: si sale venerdì, si scende domenica.
E invece no! Perché il Navigante è stato mandato in Norvegia per una conferenza lunedì e martedì, quindi lui sarebbe partito sabato sera o domenica mattina presto per rientrare e poi partire, mentre io sarei dovuta tornare giù coi tre nani da sola e martedì portare al controllo dei denti del Vitellino anche i due fratelli.
Allora, dopo richiesta inoltrata al lavoro, abbiamo organizzato quanto segue: lui è partito domenica mattina da Venezia e rientra martedì notte sempre a Venezia, dorme su, recupera macchina, due nani (che nel frattempo se la stanno spassando con la nonna) e rientra mercoledì pomeriggio.
Io in tutto questo sono scesa in treno da sola con il Vitellino per portarlo domani al controllo. Per molti può sembrare una sfaticata: valigia, nano e panza; invece è stato uno dei viaggi più rilassanti che io abbia mai fatto negli ultimi anni.
A parte qualche pianto passeggero in cui il Vitellino invocava la presenza dei fratelli (!!), tutto è filato liscio come l'olio: i cambi treno, la scelta di cosa mangiare, la puntatina alla Giunti per comprare un libricino (pur non avendogli preso il fumetto che voleva lui), le lunghe ore piene di noia che lui di solito non sa gestire, le corse in mezzo alla gente per prendere il trenino a Tiburtina, la spesa appena arrivati a casa, la doccia prima di cena...
Ha iniziato a fare il solito spettacolo solo quando sono venuti i vicini a bersi una birra, ovviamente con prole al seguito, per il resto mi sembrava di avere un altro bambino! Sono riuscita a leggermi tre capitoli di un libro e lui ha letto sia il libro di scuola che i suoi fumetti, fatto i cruciverba, giochicchiato con il tablet (senza lamentarsi troppo quando ho detto stop), guardato fuori dalla finestra...tutto nell'assoluta e facilissima gestione.
Con il quarto in arrivo e i mille dubbi che continuo ad avere sul fatto di aver fatto la scelta giusta, questi giorni con un figlio unico mi lasciano davvero insofferente. Sono sempre stata pro figli, il figlio unico mai e poi mai nella mia mente, ma questa facilità mi ha disarmata...quanto tutto sarebbe semplice, anche le trasferte del Navigante, quanta energia in più, quante urla in meno.

...quanta noia...

Lo so, ne sono perfettamente conscia che mi annoierei da morire, ma alle volte un po' di noia nella vita non farebbe mica poi così male, no?
Comunque i dubbi non se ne vanno e io mi sento proprio male e ho paura che questo mio atteggiamento non sarà di grande aiuto. La mia parte razionale però mi dice anche che gli ormoni spesso giocano brutti scherzi e devo solo aspettare, tutto andrà bene.
Vabbè, godiamoci un po' di noia!

venerdì 5 ottobre 2018

Compiti per casa

Questo sarò un post che non ha nulla di nuovo, è un problema diffuso me ne rendo conto, ma io ho bisogno di sfogarmi un po'. Perché anche io sono entrata nel tunnel dei famigerati, lunghissimi, interminabili compiti a casa.
Con la Belva l'anno scorso è stata una passeggiata, lei non aveva bisogno di aiuto, sapeva già leggere e scrivere, tutto filava liscio e veloce, a parte un paio di momenti che sono più che comprensibili lungo l'arco di un anno scolastico. Si ricordava perfettamente quello che doveva fare per casa, di darmi gli avvisi e il suo comportamento in classe è sempre stato irreprensibile, anche se di suo è un filino polemica e la soluzione adottata dalla maestra quando si inizia il circolo vizioso della polemica, è stata la stessa che io uso a casa: è così perché lo dico io!
Sapevo che non sarebbe stato così facile quest'anno con il Vitellino, ma sinceramente non sapevo quanto sarebbe stato più difficile. E lo è tanto, soprattutto per me e la mia flebile pazienza.
Lui è intelligente, è avanti rispetto agli altri, si annoia spesso e volentieri MA se decide che non gli piace, che non vuole, che non ce la fa, può passare anche tutto il pomeriggio per leggere una semplice parola, dopo magari averne lette già diverse.
"Non ce la faccio" "Non voglio fare i compiti" "E' troppo difficile" sono le frasi che ripete in loop e se anche ci provo a farlo ragionare, a dirgli che ci deve provare, anche a spiegare qualcosa parte la frigna o peggio ancora le urla e lo sbattere i pugni sul tavolo o i piedi per terra (atteggiamento che mi rende giusto un filino nervosetta...).
E quindi dopo essere stata ferma sul: i compiti si fanno punto e basta ed essere abbastanza sicura che in realtà lo può fare e abbia capito la consegna, me ne vado in un'altra stanza per evitare che i miei nervi saltino del tutto. Ma non cambia molto la situazione, continua a frignare, a urlare, a chiamarmi e più passano i minuti, più diventa stanco e meno concentrato ovviamente. E io meno predisposta.
Forse, da un certo punto di vista sarebbe più facile se fosse uno che veramente non ce la fa, che avesse delle difficoltà oggettive, invece semplicemente siccome non gli piace non ci si mette d'impegno. In questo momento l'unica soluzione che prevedo è farlo andare al doposcuola ogni giorno così almeno mi devo smazzare solo i compiti del fine settimana. Del resto ho studiato per fare la maestra, ma sono la loro mamma e i compiti sono completamente diversi, giusto?

mercoledì 26 settembre 2018

A cena con i miei figli

Io e il Navigante non siamo shopping addicted, non abbiamo abbonamenti a TV a pagamento (anzi la TV che abbiamo è piccola e sempre spenta) e il prezzo dei nostri telefonini non arriva a 250€ in due; però amiamo in maniera spasmodica viaggiare, mangiare e bere, insomma i nostri sfizi girano tutto intorno a queste attività.
Mentre per i viaggi ci siamo sempre adoperati per continuare anche dopo l'arrivo dei nani, per le uscite al ristorante o a una sagra o a una fiera è stato molto più difficile riuscire a trovare il modo per intrattenerli a dovere, o almeno abbastanza da poter passare un paio d'ore in pace. Non sto parlando di ore e ore seduti in un ristorante stellato, alle volte anche una semplice pizza in un ristorante family friendly diventa un vero incubo.
Partiamo con la Belva che appena le si dice di cambiarsi per andare a mangiare fuori comincia con le sbuffate e con il lamentarsi su qualsiasi cosa ci sia da mettersi "E i pantaloni no" "E voglio quel vestito non quell'altro" "Voglio la gonna non i leggins che poi sono brutta" ovviamente mentre io tiro fuori la roba per gli altri due e cerco di frenare l'agitazione per l'uscita. Non oso immaginare a 14 anni...
Poi c'è il Francese che mentre mangiamo vuole assaggiare tutto dal piatto degli altri, per poi fare storie su quello che ha nel suo, anche se ovviamente l'ha scelto lui. Inoltre non sta seduto se non il minimo tempo necessario per inghiottire e se gli dici di aspettare sicuro arriva una pipì o una cacca che lo libera dal giogo della sedia.
Infine c'è il Vitellino che adora uscire, ma rientrare è sempre una pena e cominciano dei capricci assurdi al ristorante che terminano direttamente a casa dopo essersi lavato a forza, dopo aver sentito i peggio strilli e quando ormai il corpo ha perso tutte le energie.
Io arrivo stremata, nervosa, isterica e con la voglia di uscire con i miei figli che si assottiglia ogni volta di più...capita solo a me?

giovedì 8 febbraio 2018

Quello che semini, cresce...in una forma che mai avresti immaginato!

La Belva al supermercato: "Mamma, ma qui c'è troppa roba da mangiare per una vita intera!!"

Sempre la Belva: "No, non voglio la merenda della scuola (il mercoledì, che fa giorno pieno, la scuola provvede anche alla merenda, oltre che al pranzo N.d.R.), preferisco quella che mi dai tu".
Riguardo alla merendina che fornisce la scuola, la prima volta che l'ha avuta l'ha descritta con una faccia un po' schifata come "un gateau con della marmellata dentro", ho capito successivamente che si trattava della Crostatina, le ho raccontato che io ero sempre contenta quando avevo le merendine per merenda (cioè praticamente mai!) e un giorno me la sono trovata a casa con la crostatina della scuola nello zaino e questa spiegazione "Eh mamma, hai detto che ti piaceva e allora te l'ho portata!"

Belva e Vitellino ogni volta che andiamo al ristorante a fine pasto chiedono sempre la frutta, che immancabilmente non c'è e ne rimangono molto delusi rimarcando anche i giorni successivi di non aver avuto la frutta dopo la cena.

Ogni volta che dico di voler fare una torta o dei muffin fanno sempre delle facce poco entusiaste, per non parlare se gliele faccio trovare a merenda a scuola, invece dei crackers o, peggio, della frutta secca che adorano.

Il Vitellino non mangia cioccolata, né gelati. Nell'ultimo anno ha un po' sdoganato alcune torte che hanno il cacao dentro e, la scorsa estate, i ghiaccioli.

In compenso il Francese si dannerebbe per la cioccolata, mangia molta insalata, quello sì, ma solo alcuni tipi di frutta, mentre di mele, pere, carote, mandarini non se ne parla proprio. Almeno uno normale forse l'ho fatto in famiglia!

martedì 30 gennaio 2018

I'm a rugby mum...ma non solo!

Non so se vi ho parlato del "guaio" in cui io e il Navigante ci siamo cacciati.
Premessa: a inizio anno abbiamo deciso di far fare rugby al Vitellino, mantenendo però almeno un giorno di piscina a settimana per pura tranquillità mia personale, visto che spesso mi devo portare i bimbi al mare da sola e quindi vorrei che fossero a loro agio in acqua. Inoltre il rugby prevede tre allenamenti settimanali, di cui uno il sabato, perciò avevamo pensato che facendo anche piscina avremmo così potuto saltare il sabato e tenercelo per le nostre gite.
ERRORE! Errore madornale non conoscendo quanto è infingardo questo ambiente.
Il rugby è conosciuto come uno sport dove il valore di fare squadra e stare insieme è uno dei più importanti, della serie "siamo grandi, grossi e pericolosi, ma fuori dal campo bevemose una birra tutti insieme". Ma la cosa abbiamo scoperto, va al di là del semplice bere una birra insieme. Alle volte sembrano un po' una setta, lo ammetto!
Orbene l'allenatore del Vitellino, in combutta con un papà che si allena con la squadra degli Old (sì sì, si intende proprio vecchietti!), ha buttato lì l'dea di fare degli allenamenti di rugby touch (variante un po' più alla portata di tutti, perché non ci sono placcaggi) per i genitori, nonni, amici che volessero avvicinarsi a questo mondo. WOW, FIGO! Potevamo mica dire di no?!
Dove sta la fregatura? Gli allenamenti sono il sabato, prima o dopo quello dei nostri figli, ovviamente! Molliamo i pupi allo stato brado che gironzolano sul campo o sulla pista da atletica e noi ci alleniamo e ci siamo intrippati così tanto che stiamo facendo fare la divisa e siamo pronti al tesseramento...Quando ho paventato l'idea di fare il corso per allenatore di nuoto, subito mi è stata posta la domanda: "E perché non quello di rugby??"
No vabbè, non potete capire. Dopo 15 anni fuori dal mondo dello sport (quello vero, quello agonistico!) mi ritrovo in questo vortice di emozioni contrastanti: mi butto a pesce e non so cosa ne esce o mi allontano velocemente da questa che sembra tutta una trappola?? Perché è semplice dire "ma sì lo si fa per divertirsi!", in realtà per me non è così! Io sento proprio la spinta dentro, la grinta, la voglia di giocare e vincere, non riesco semplicemente a vederla come una cosa goliardica. Ormai vado a correre come allenamento al rugby, anche non volendo nella mia testa, vado a correre per essere più veloce mentre gioco.
Non ci sarebbe poi nemmeno niente di male, se non fosse che la mia più grande paura è di non riuscire a reggere tutto, non riuscire a dare delle priorità perché se io amo qualcosa, è finita! Che mi stia fasciando la testa prima di romperla? Facile, ma conoscendomi rischio di fracassarmela...

mercoledì 4 ottobre 2017

Davanti a scuola

Mi diverto un sacco davanti a scuola, mentre aspetto i nani, ad osservare la fauna delle mamme italiane e faccio divertenti confronti con la fauna francese.
Tipica situazione mattutina: milioni di mamme e qualche papà accompagnano i bimbi a scuola. I primi giorni c'è stato il delirio (la scuola è comunque un bel po' più grande di quella a cui eravamo abituati): mamme che accompagnavano i bimbi fino dentro scuola e poi stavano a salutarli dalla finestra, tanto che io ho deciso di lasciare la Belva sul portone perché con gli altri due nani non riuscivo a muovermi nella folla; bacio al volo e la tenevo d'occhio fino a che non entrava. Solo dopo ho scoperto che in realtà non si può affatto accompagnarli dentro ed era stato chiuso un occhio solo per le mamme di quelli di prima elementare (tranne la sottoscritta, che da madre snaturata l'ha sempre lasciata sul portone...), senza però inerpicarsi sulle finestre per salutarli ovviamente.
La situazione con il tempo è migliorata, ora non entra nessuno, ma accompagnarla fino al portone è sempre problematico: lei sta davanti con la sua amata cartella-trolley, io dietro tenendo per mano gli altri due. Dopo averla salutata vengo risucchiata da una folla ciacolante che mi risputa direttamente sul portone della materna, dove invece devo mollare il Vitellino direttamente in classe dalla maestra, decisamente molto più facile.
L'uscita è come in Francia: la maestra consegna i bimbi dal portone direttamente ai genitori, sia per la materna che per la primaria, con l'eccezione che qui i genitori non stanno a debita distanza, ma accalcati uno sull'altro o salutandoli dalle sbarre della recinzione, perché aspettare due minuti che ti venga consegnato è impossibile.
Io me ne sto sempre in disparte. Spicco in maniera incredibile: sono la nuova, non conosco nessuno e quindi tendenzialmente sono l'unica che non urla parla con chicchessia, vestita relativamente estiva (mi mancano solo i sandali, ma la mattina fa frescolino per quelli), con i bambini che se ne vanno camminando liberi per il marciapiede senza che li segua e non hanno nè canottiera, nè maniche lunghe, anzi alcune volte con ancora i pantaloni corti.
Da qualche giorno e, soprattutto dopo la prima festa di compleanno a cui è stato invitato il Vitellino, qualche mamma della materna inizia ad approcciarmi. Ovviamente mi conoscono tutti, sanno che sono la mamma del Vitellino e che sono nuova, ma non sanno niente di me e sono tutte avidissime di dettagli e non mancano assolutamente di raccontarmi tutti i fatti loro o di qualcun altro.
Tutto ciò è fantastico! Tanto irritante, quanto fantastico! Mi rendo conto di essere stata catapultata in una cultura completamente diversa dalla mia in quanto italiana del super nord e in quanto expat appena rientrata. Tutti questi anni in giro però mi hanno aiutato davvero a capire il significato di "adattamento ad altre culture" ed è proprio quello che sto facendo in questo momento, con l'unico beneficio di riuscire a farlo nella mia lingua madre.
Sebbene sia cresciuta in Italia, certi meccanismi sono fuori dal mio essere mamma: non capisco come ci si possa preoccupare così tanto della merenda, anche quando il primo giorno di scuola la Belva è entrata alle 10.30 per uscire alle 13.20, l'unica senza cartella (io avevo scritto una mail per capire se servisse, ma mi è stato detto che le maestre mi avrebbero detto il primo giorno cosa portare) e la grande preoccupazione di direttrice e maestra è stata appunto la fantomatica merenda: "ma che mangerà questa bimba?" mi sono sentita dire.
Merenda anche per il Francese che arriva alle 8.30 alla creche (o meglio spazio Be.bi) e alle 12.30 mangia, nel mezzo merendina, fatta di cereali e pizza. Alla faccia della merendina di metà mattina!!!
Vogliamo poi parlare della preoccupazione delle mamme che hanno i figli nella classe del Vitellino? Lì la maestra è arrivata il primo giorno di scuola come sostituta della maestra che è in maternità. Tralasciamo il fatto che questa è andata in maternità a giugno e la sostituta temporanea è stata avvisata il giorno stesso dell'inizio delle lezioni, organizzazione saltami addosso! Vabbè, chiudiamo un occhio, tanto siamo alla materna...macché la fauna locale fuori da scuola sta facendo discussioni lunghissime su chi verrà, se verrà, se questa poi se ne va che le danno la cattedra annuale, e mica li conosce sti bambini, come farà mai??? Oh mammasantissimabeata...ma come come farà?? E' il suo lavoro! Che deve conoscere di sti bambini?? Se c'è qualcosa di grave, tipo allergie o malattie, le sarà stato comunicato no?
Parliamo poi del fatto che chi ha i bambini di 5 anni sta già iniziando a pensare alle classi del prossimo anno sperando che i propri figli vadano nella stessa sezione dei loro amici? No, non parliamone perché io invece sto già pensando al prossimo spostamento e mi sento davvero una mamma degenere!!

lunedì 26 giugno 2017

Tante emozioni, ma niente lacrime...per adesso!

Il weekend appena passato è stato davvero ricco di emozioni.
Partiamo con venerdì mattina, giorno della kermesse scolastica dei due grandi, un giorno per loro, e un po' anche per me, decisamente epocale! Oltre ad essere emozionati per le festa di fine anno in sè, eravamo tutti emozionati perché era l'ultima festa di fine anno in Francia, in questa piccola scuola che è stata per me e per loro un punto di riferimento negli ultimi tre anni. Loro hanno imparato la vita al di fuori della famiglia, hanno imparato ad apprendere nozioni (qui iniziano già nella sezione dei piccoli insegnando prescrittura e insiemistica), hanno creato una parte di vita propria; io ho imparato una parte di questa cultura diversa, ho fatto amicizie fuori dal giro degli expat e dei militari, ho imparato a fare a meno dei miei figli.
Quindi grande emozione quella mattina, ma poi il Vitellino ha iniziato a lamentarsi che aveva male al piede e quando l'ho guardato, robe che non mi piglia un infarto!! Un taglio di due settimane fa era gonfio e infetto, ma proprio tanto, talmente tanto che ho dovuto drenare almeno un pochino bucando con un ago (e non vi dico gli strilli...il Vitellino è uno di quelli che non lo puoi toccare che parte una sirena...) prima di spedirlo a scuola (non poteva mancare quella mattina!) e chiamare il dottore. Dottore che dice di controllarlo al rientro alle 11.30 e nel caso portarlo a visitare. Ovviamente l'ho portato a visitare, era un'infezione troppo brutta ed era venerdì - ovviamente! - non volevo rischiare di dover andare al pronto soccorso durante il weekend. Responso del dottore, che ha dovuto drenare ancora pus per gioia del Vitellino: infezione che ha preso il sistema linfatico, tanto da ingrossargli una ghiandola nel linguine, 8 giorni di antibiotico 4 giorni almeno senza mare! Peggio di quello che pensassi...
E mentre il Navigante portava lui dal dottore, io preparavo il pranzo, i muffin salati per la kermesse e mi docciavo prima di uscire per andare ad aiutare ad allestire la mise en scène. Perché ovviamente pur con un piede malconcio e uno stress da mamma che non vi dico, non si poteva mancare questa kermesse! Che tra l'altro è andata alla grande, abbiamo pure vinto un premio della lotteria per il primo anno e io sono riuscita a non piangere! (Sono una che si commuove facilmente...).
Sia venerdì che sabato sera avevamo inoltre impegni serali solo io e il Navigante: venerdì probabilmente ultimo Cheese&Wine, la serata mensile tra militari stranieri e francesi dove ognuno porta una bottiglia di vino e un pezzo di formaggio, ma soprattutto sabato la nostra cena di addio con i colleghi stranieri di Elia e le mogli ovviamente. Questa comunità è stata per me di vitale importanza, ho avuto sostegno, amicizia, momenti di svago, vita sociale, ho migliorato il mio inglese in maniera esponenziale e ha dato la possibilità di avere tanti amici anche ai bimbi, visto che quasi tutte erano famiglie con bimbi di età differenti.
Anche questa volta non mi sono commossa, anche se hanno parlato di noi, del nostro periodo qui, anche se questi eventi sono un po' la chiusura del cerchio. Non capisco se sono talmente presa dalla situazione (trasloco, il Navigante appena rientrato, ma anche la morte di mio padre, mia madre, i litig con la Sister...) da non riuscire a rendermene conto o siccome ho ancora tutta l'estate davanti prima di andarmene non me ne rendo conto uguale. Insomma alla fin fine continua a non sembrarmi vero che da qui a due mesi lasceremo questo posto che per ben 4 anni è stata casa.
Per il momento continuo con la vita sociale: mercoledì esco con la mia amica/babysitter/donna delle pulizie per una sessione di shopping nei saldi + cena di addio (anche lei sta per partire), giovedì sera Ladies night ancora una volta per salutare chi se ne va e infine domenica picnic per salutare degli amici francesi in partenza pure loro.
Non smetto di salutare, di dire au revoir, di dire goodbye...e mi pare tutto normale, per la prima volta non verso lacrime, devo ancora capire se sono diventa magicamente insensibile o solo serenamente rassegnata! Ma le attendo, perché prima o poi arriveranno le lacrime...eccome se arriveranno!

lunedì 22 maggio 2017

Come cercare asili e scuole a quasi 1000km di distanza

Sapendo che questo poteva essere il nostro ultimo anno in Francia, ci siamo attivati da settembre scorso per organizzare il rientro, in particolare per la ricerca delle scuole e le eventuali iscrizioni.
Non è stato per niente facile, perché non conosciamo assolutamente il territorio, non avendo mai vissuto a Roma, non conosciamo scuole, nè persone che vivono lì (Roma è grande e nessun nostro amico o conoscente abita nella nostra zona) e, cosa ovviamente scontata parlando dell'Italia, è quasi impossibile reperire info in internet o, alle volte, anche solo tramite telefonata.
Quindi, se mai qualcuno si trovasse nella mia situazione, vi spiego come mi sono organizzata io.
Per quanto riguarda la scuola materna ed elementare del Vitellino e della Belva ho cercato informazioni sulle scuole nei due quartieri vicino ai quali abiteremo. Mi interessava non dover muovermi troppo nel traffico romano e che le due scuole fossero vicine, queste le due priorità. Quando poi ho visto che una delle due scuole era un istituto comprensivo che dalla materna arrivava fino alle medie e che, soprattutto, aveva un buon sito internet aggiornato che mi dava un'ampia panoramica di come poteva essere la scuola su attività e vita al suo interno...bè non c'è stata storia!
Non ho avuto grossi problemi con le graduatorie, a parte che, per sapere se avevano preso il Vitellino, l'unico modo era andare di persona...ma all'ennesima mail del Navigante dove spiegava che lui era in Bahrein e io con i bimbi in Francia, ci è stato gentilmente concesso di saperlo tramite mail.
Per quanto riguarda i nidi le info su internet sono più presenti perché probabilmente è il modo migliore di farsi pubblicità, solo che per lui mi interessava soprattutto un asilo, magari di quegli asili in famiglia con pochi bimbi, che fosse ovviamente vicino casa e che fosse flessibile con gli orari, dandomi la possibilità di lasciarlo solo qualche mattina, proprio come faccio qua in Francia; ho trovato che questo entrare gradualmente nel sistema (1/2 volte mattine a settimana nel primo anno di nido, 2/3 mattine nel secondo, poi solo mattine in prima materna, poi aggiungere qualche giorno di mensa...) sia un'ottima cosa per me e per i miei bimbi. In Italia questo sistema non è molto usuale, ma essendo in una grande città non è stato così impossibile trovare strutture che mi potessero dare questa possibilità. Anche il costo ovviamente era uno dei parametri, visto che i nidi in Italia sono mediamente più costosi rispetto alla Francia, per di più noi qui siamo in un nido militare, che ha prezzi ancora più bassi.
Alla fine ho contattato due strutture, ma quella che si trova nel quartiere dell'istituto comprensivo dei fratelli maggiori aveva decisamente la priorità e non solo per la vicinanza all'altra scuola e un costo leggermente inferiore. Questo nido, che è in realtà un cosidetto spazio Be.Bi (qui viene spiegato questo servizio integrativo del comune di Roma), è gestito da un'associazione senza fini di lucro creato da un padre di un bambino autistico, che non trovava un'offerta formativa che aiutasse davvero l'integrazione di quei bimbi che hanno bisogno di una cura e un sostegno differenti. Insomma dopo aver mandato i miei figli in una prima asilo dove insieme alla maestra c'erano un'assistente nera e una down, nonché buona parte dei bimbi nelle classi sono arabe, non posso che approvare in toto la volontà di far crescere i bimbi a contatto con realtà completamente differenti e, a volte, anche meno fortunate. Questa associazione non ha solo questo spazio, ma molti altri servizi per bambini e adulti con prezzi molto interessanti ed ho già notato che potrei far fare delle lezioni di spagnolo ai due nani grandi.
Insomma alla fine non so se ho fatto le scelte giuste e non lo sapremo fino a quando non ci trasferiremo e le vivremo nella nostra pelle, ma purtroppo nella nostra situazione non potevamo fare altrimenti. Quello che consiglio in questi casi è di stilare in modo molto specifico le priorità per ogni tipo di scuola, armarsi di santa pazienza, di Google maps e cercare, cercare, cercare. Ma soprattutto lasciarsi seguire dal proprio istinto...e speriamo che ce la caviamo!

mercoledì 10 maggio 2017

Doniamo l'acqua a tutti i bambini del mondo!

Momento doccia, sempre le solite raccomandazioni di mamma.

Io: Vitellino muoviti, sciacquati veloce, non lasciare l'acqua andare così tanto tempo!!
Vitellino: ...perché?
Io: COME PERCHE'???? Dai te lo dico sempre: l'acqua innanzitutto costa e poi non si spreca, che è importante per l'ambiente. Inoltre non è giusto nei confronti di tutti quei bimbi che l'acqua non ce l'hanno.
Vitellino: ma perché non ce l'hanno?
Io: perché sono poveri e abitano in zone dove c'è poca acqua o è difficile trovarla.
Vitellino: li possiamo far venire a casa nostra!
Io: ma chi?? I bambini??
Vitellino: sì, tutti quelli che non hanno l'acqua! Possono venire a casa nostra e usarla!
Io: ma sono un po' tantini, purtroppo, per farli venire tutti.
Vitellino: ma non importa! Possono venire lo stesso, no?

Meno di cinque anni e un cuore grande come una casa!
Almeno so che, se mai decidessi davvero di prendere un bambino in affido o adottarlo (una cosa che, non so perché, sento dentro come sentivo dentro il voler portare in grembo un figlio...), non incontrerei resistenze!

domenica 30 aprile 2017

Gita...con incidente!

E' stata una settimana davvero intensa e tra le tante cose successe non posso soprassedere dal raccontarvi l'esperienza di accompagnare in gita il Vitellino venerdì; era una cosa che volevo fare da sempre, ma tra l'arrivo del Francese e il Navigante sempre via non ero mai riuscita a incastrarla, con mia madre qua invece non ho avuto problemi e mi sono proposta subito.
La classe del Vitellino è quella dei petits/moyens, ossia bimbi nati tra l'aprile 2012 e aprile 2013 più o meno, erano 25 bambini e c'erano tre madri accompagnatrici, oltre alla maestra e alla sua assistente.
Ogni anno questa insegnante, che tiene sempre quella sezione (qui ogni insegnante ha una sezione, non segue la classe come succede in Italia), propone la sortie d'ecole al museo d'arte di Toulon. Ricordo che l'anno scorso la Belva è tornata a casa molto contenta dei "grandi quadri" visti, ma non riesco a ricordare invece che esposizione c'era. Quest'anno comunque c'era l'esposizione di opere un po' particolari, molto astratte e moderne, create da due donne (purtroppo si riserva la giornata per la gita ad inizio anno scolastico e non si sa cosa si può trovare); devo dire che per dei bambini di quattro anni non è stato facile seguire le spiegazioni della guida del museo, ma ho notato che alla fine il Vitellino ha ritenuto molte più informazioni di quelle che pensassi. La maestra poi lavorerà in classe partendo da ciò che abbiamo visto quella mattina e non dubito farà un ottimo lavoro: quando si tratta di arte è proprio super!
Mentre aspettavamo il pullman che doveva riportarci a scuola, siamo rimasti un po' nella hall d'ingresso dove i bambini hanno finalmente potuto toccare qualcosa (ci sono delle grandi sculture mitologiche in marmo, di cui la maestra ha raccontato la storia), per poi spostarci nel cortile. Qui un bimbo è inciampato, andando a sbattere la testa contro il muretto e facendosi davvero un brutto taglio sulla fronte. La fortuna è stata che io avevo visto tutto e sono accorsa immediatamente con dei fazzoletti fermando il flusso di sangue che lo avrebbe inzuppato e, soprattutto, avrebbe spaventato moltissimo tutti gli altri bimbi. Abbiamo quindi chiamato i pompieri (qui per le urgenze si fa appello a loro), che hanno portato il bimbo in ospedale e, infine, siamo rientrati con quasi un'ora di ritardo, giusto in tempo per recuperare la Belva.
Dovrei andare ad accompagnare anche la classe della Belva nella loro gita scolastica di fine anno, sperando di non dover fare ancora da crocerossina a qualche bimbo!

martedì 28 marzo 2017

Di passioni, valori personali e scelte imposte

L'ultimo post della Puff sul rugby mi ha spinto a chiederle consiglio, ma siccome il commento diventava un po' prolisso, ho pensato di scrivere un post, in modo tale da poter sottoporre il dubbio a più persone.
Allora le cose stanno così: io ho proprio voglia di iscrivere il Vitellino a rugby, oltre ad essere uno sport che mi piace e che possiede tutti valori in cui credo, lui ce lo vedo in pieno: è bello piazzato, alto e massiccio (veste già 6 anni e non ne ha nemmeno 5!), pieno di energia (anche troppo!) e ha una forte necessità di spenderla, questa energia in eccesso. Quest'anno visto il grande cambiamento in programma, ossia il trasloco, ho voluto evitare di iscrivere entrambi a qualcosa di nuovo, quindi ho lasciato solo la piscina, ma mi sono già informata per il prossimo anno e vicino a dove vivremo c'è una società di rugby che allena anche i più piccoli (under 6).
Ma, c'è un grosso ma, ossia il piccolo non fa altro che parlare di calcio, che vuole giocare a calcio, che "va bene provo rugby, ma poi farò calcio", "guarda mamma un campo di calcio"...tra l'altro non capisco come mai tutta sta fissa, visto che noi non guardiamo partite di calcio, non siamo tifosi, non guardiamo TV, se non qualche dvd o video su youtube (quindi niente pubblicità o cartoni sul calcio), infine qui a Tolone tutti i bambini fanno rugby ed è probabilmente l'unica città francese a non avere nemmeno uno stadio di calcio! Insomma non credo che sia una passione indotta dall'esterno, ma sia proprio una cosa sua.
Ora il calcio ma anche no, cioè da ex sportiva vedo il calcio come l'anti sport per eccellenza, dove gira tutto intorno a dei non-valori quali i soldi, l'apparenza, il farsi notare per poter avere delle chance e la violenza gratuita, che scaturisce per il solo fatto di essere diverso, appartenente a una squadra diversa. Non riesco a trovare un solo punto positivo in questo sport che non sia il fatto di fare comunque attività fisica, che è ottimo, ma purtroppo tutto il resto per me conta eccome, perché altrimenti se l'obiettivo fosse solo il movimento di per sè, non lo iscriverei da nessuna parte e lo farei solo giocare, correre, saltare nel giardino che sempre di attività fisica si tratta!
No, per me sport significa tanto tanto altro, è una scuola di vita che ti insegna qualcosa che la famiglia non riesce e non può insegnarti, è una passione che va al di là del "mi piace andare a correre o tirare due calci al pallone insieme agli amici", è amicizia, sacrificio di quello buono, competizione di quella buona.
Però, però...io, sua madre, chi sono per imporre uno sport, per dire "no la tua è la scelta sbagliata", per mettere in secondo piano i suoi desideri e fargli fare qualcosa che aggrada me, anche se ritengo che per lui sia meglio? Mia madre l'ha fatto con me, nella scelta del liceo, e ancora la rimprovero per questo...
So benissimo che questa non è una scelta di vitale importanza, che non posso paragonarla alla scelta del liceo e che posso sempre tornare sui miei passi, però mi sento un po' male ogni volta che lui si illumina pensando al calcio e so che rientrare in Italia, la patria di questo sport, non mi aiuterà nel dissuaderlo da questo forte desiderio. Al Vitellino ho quindi fatto questo discorso: "Quando rientriamo in Italia ti iscrivo a rugby per un anno, se non ti piace poi cambiamo e ti faccio fare calcio" sperando nel profondo del mio cuore non mi chieda mai di cambiare.

Che mi dite?

giovedì 26 gennaio 2017

Di angioletti e pipì

Viaggio verso Udine di 10 giorni fa. All'ennesima volta che sento la domanda "ma da dove viene la pioggia?" decido di divertirmi un po' e mi invento una storiella dove la pioggia non è altro che la pipì degli angioletti e che quando invece fanno la cacca se è sucrèe viene la neve, se la fanno puzzona viene giù il ghiaccio.
I nani un po' ridono, un po' gridano dei lunghi "Nooooooo!!!", un po' ci credono; anche il Navigante è particolarmente divertito e la cosa ci tiene allegri per l'ultima oretta di viaggio verso casa mia.

Il giorno dopo, a tavola, la nonna spiega ancora una volta ai nani cosa il nonno è andato a fare in ospedale: che ha avuto un intervento, che gli hanno dato un fegato sano, che deve riprendersi perché l'operazione è stata lunga e piuttosto invasiva. Il Vitellino, ci guarda, ed esclama:
- Quindi se poi nonno va dagli angioletti, ci fa la pipì addosso?!?!
Alla nonna viene quasi un infarto e farfuglia un perplesso "Bè, spero non vada dagli angioletti...", io e il Navigante ci ribaltiamo dalla sedia per il tanto ridere e fatichiamo a spiegare alla nonna, ignara di tutto, cosa intendesse il Vitellino.

Sta cosa che il nonno è stato a rischio di "andare dagli angioletti" è rimasta molto impressa al Vitellino, ma non come qualcosa di brutto, semplicemente come un fatto quasi naturale, tant'è che nei giorni successivi l'abbiamo sentito esclamare, con tanto di voce particolarmente toccata:
- Oooooh miserda, povero nonno, che forse va dagli angioletti!!
Santa infanzia innocente...

PS: Miserda, perché voi lo sappiate, è lo storpiamento del mio Porca miseria...almeno spero

lunedì 5 dicembre 2016

Dialoghi di bimbi (stalker!) che crescono

Qualche mese fa, la Belva, che sa leggere dalla fine dell'anno scorso, sbirciava nel mio cellulare.

Io: ehi! Non si legge il cellulare degli altri senza permesso!
La Belva: perché no?
Io: perché magari chi scrive non vuole farti leggere. A te piacerebbe che io venissi a leggere nel tuo cellulare?
La Belva: sì, io ti farò sempre leggere nel mio cellulare. Sempre sempre!

Eh sì, come no, aspetta che ne riparliamo tra un po' di anni!


La scorsa settimana, in macchina con il Vitellino, che in famiglia è quello che più ha bisogno di routine e radici.

Il Vitellino: mamma io voglio tornare dove siamo già stati.
Io: in che senso? Intendi in vacanza?
Il Vitellino: sì, voglio tornare nei posti dove siamo già stati, come l'Islanda
Io: sai che alla mamma e al papà non piace visitare sempre gli stessi posti, no? Però quando sarai grande potrai andare da solo a vedere tutti i posti che abbiamo visto insieme.
Il Vitellino: ma no, mamma, io voglio andarci con te!
Io: vedrai che quando sarai grande non vorrai andarci con me, magari avrai una moglie, una famiglia.
Il Vitellino: no mamma, io voglio stare solo con te!
Io: ma scusa non vuoi una famiglia?
Il Vitellino: no!

Gulp! Un figlio che non si vuole schiodare di casa proprio no, per favore!!!!