martedì 11 ottobre 2016

Pipì, bugie e sensi di colpa

La questione pipì per me è molto spinosa. Ho un odio profondo verso i pannolini, che siano lavabili o u&g, quindi il mio obiettivo è quello di eliminarli il prima possibile, quantomeno di giorno e quindi quando ho trovato terreno fertile ho iniziato a seminare, nel senso che ho insegnato a non avere più bisogno del pannolino. Sono assoluta sostenitrice dell'insegnamento al vasino che parta da subito, non credo all'essere pronti, a meno che non si vogliamo aspettare età per me francamente assurde.
La Belva a 20 mesi, il Vitellino a 2 anni si sono trovati prima con mutandine trainer, poi senza pannolino; è stato piuttosto semplice perché avendoli messi fin da neonati sul lavandino/water/vasino ad ogni cambio conoscevano l'oggetto, non c'è stato nessun trauma quindi, solo qualche rottura in più per loro che dovevano mollare i giochi per sedersi a provare.
Quello che bisognava fargli capire era quando andarci e come avvisare, rimanendo molto vigili per beccare l'eventuale momento giusto; due bimbi, due storie: la Belva faceva così tanta pipì che le probabilità di perderne qualcuna erano altissime, in compenso ha cominciato ad avvisare fin da subito, al contrario con il Vitellino era facilmente individuabile il momento della pipì, ma per quanto riguarda l'avvisare...alle volte ancora adesso devo dirgli di andare a fare pipì e spesso mi dice che non ha bisogno, mentre due minuti dopo è in bagno a farla. Ieri in piscina si toccava, ma pur di non ammettere che doveva fare pipì mi ha raccontato una storia assurda che gli bruciava la pipì, gli dava fastidio...ho pure controllato per scrupolo...sta di fatto che tanto ha detto, tanto ha fatto che alla fine non è riuscito a trattenerla e se l'è fatta addosso! Mi sono arrabbiata tantissimo, non per la pipì in sé, che soprattutto dopo le bevute in piscina può capitare, quanto per le bugie e le storie raccontate pur di non andare in bagno.
Per quanto riguarda la notte invece ho sempre aspettato che fossero asciutti per qualche tempo prima di togliere tutto, in quanto durante la notte la pipì non è qualcosa di conscio che si può allenare, ma qualcosa che riguarda la chimica, la genetica e le situazioni.
Quindi il Vitellino ha tolto il pannolino la notte dopo l'arrivo del Francese, anche se probabilmente avrei potuto farlo prima, ma ero troppo sfinita per pensare anche a quello, inoltre non volevo ricadute per la nascita del fratello. Ogni tanto capitano incidenti, non mi importa più di tanto, ma per lui invece deve essere un guaio perché inizia a raccontarmi e a raccontarsi bugie: "sai mamma non ho fatto pipì, ho solo sudato tanto" questo entrando nel mio letto per una coccola mattutina...immaginate me, nel torpore del sonno, che ascolto queste parole e quindi so che sta entrando nel MIO letto tutto pisciato!! Hulk...
La Belva...eh, la Belva invece non è ancora nemmeno andata vicino a togliere sto benedetto pannolino notturno, è proprio fuori dalle sue possibilità. Ci sono addirittura dei pomeriggi in cui fa la siesta che fa pipì e la cosa peggiore è che non se ne accorge proprio, rimane bagnata delle ore!! Quest'estate c'è stato un periodo in cui non si bagnava e quindi abbiamo tentato, visto che anche lei non vede l'ora di levarsi questa croce, ma dopo qualche giorno le pipì sono ricominciate e nemmeno portandola a fare pipì a metà notte (cosa che aborro, ma che ci ha chiesto lei!) la cosa ha funzionato, perché una volta siamo arrivati che era già in un lago.
In tutto questo ogni pipì, ogni bugia diventa per me momento di angoscia, di senso di colpa, di riflessione profonda, perché si sa che la colpa è sempre della mamma che non sa gestire emotivamente una situazione, di un papà che spesso e volentieri è assente, di una famiglia al di fuori dai canoni, dalla routine, dalla normalità...insomma ecco come ci dipingo nella mia testa bacata e ecco come mi si insinua il fottuto senso di colpa per aver scelto questa vita, per essere quella che sono, per aver deciso di seguire il lavoro del Navigante lasciando questi bimbi senza radici.
Tutto questo per qualche incidenti di pipì e naturali bugie dell'età, perché razionalmente lo so, ma chi me lo dici che in effetti non stia sbagliando tutto, rovinando inesorabilmente la vita dei miei bimbi? Quando poi rimango sola qualche tempo mi faccio delle pippe mentali che manco Freud...poi me ne rendo anche conto, ma ciò non toglie che continuino a venire e a farmi impensierire. Bello essere mamme eh?!

sabato 8 ottobre 2016

Ampia riflessione sul tempo per sè e l'essere mamma

Da brava madre degenere questa settimana senza Navigante ho messo il Francese alla creche per tre mattine e non per fare lavatrici, preparare qualche pietanza in anticipo, riordinare la casa. Nossignore, l'ho messo alla creche per tre mattine e nell'ordine: lunedì ho corso 50 minuti e al rientro mi sono fatta una luuunga doccia da sola e nel silenzio più totale, mercoledì sono andata in palestra a fare zumba e avendo una mezz'oretta libera prima del corso mi sono fermata da Kiabi a vedere un po' di sconti usciti in settimana (però mannaggia alla fine ho comprato solo per i due nani grandi, invece volevo comprare qualcosa per me!) e infine venerdì di nuovo corsa lunga, un'ora con le mie scarpe nuove, quelle per cui sto continuando a correre nonostante mi abbiano annullato la gara che volevo fare.
Mi dico che la creche è utile nel caso abbia bisogno di una mattina per fare qualche visita o meglio ancora se inizia il corso di francese per il DELF livello C1, ma nel frattempo quelle due ore in cui lo abbandono alla creche da mamma degenere diventano due ore per i mie cacchi.
Ora le mamme italiane generalmente gridano alla scandalo: coooomeeee??? Tuuuu, che non lavori, che sei a casa, che hai pure la ragazza che ti pulisce casa una volta a settimana (due ore: pavimenti+bagni...santa subito!) sbatti il pupo al nido per avere due ore libere tutte per te?!?!
In fondo, ma molto in fondo, qualche volta do un po' di ragione a queste voci, più che altro perché so che il nido non è l'ambiente adatto per un bambino così piccolo e che l'ambiente familiare sarebbe l'ideale. Nonni forever, se ce li avessi vicino.
Non fraintendetemi, non è che smani di smollare mio figlio al primo che passa, ma solo chi vive constantemente con bambini intorno, passando periodi più o meno lunghi in cui non c'è nemmeno il marito con cui scambiare due chiacchiere, può sapere quanto sia alienante arrivare a fine giornata dopo aver parlato solo due lingue: il bambinese e una lingua che non è nemmeno la tua (o magari due se ti incontri con expat inglesi). Il cervello fuma.
Quindi quelle mattine con la musica a palla e il sudore che scorre a fiume, i pensieri che viaggiano, le gambe che non si fermano e infinite docce bollenti, diventano il mio momento di ricarica durante il riesco a far scivolare fuori tutto lo stress che mi assale per gestire, spesso sola, tre bimbi che non fanno 10 anni insieme, incanalando la mia aggressività che purtroppo è un caposaldo del mio carattere e non è certo il punto forte del mio essere mamma. L'aggressività è il mio punto dolente, che unita alla poca empatia e alla pazienza inesistente mi fanno diventare un Hulk in gonnella, non esattamente l'esempio migliore nell'educazione di tre figli.
Quindi ho imparato e sebbene sia una mamma italiana, ho osservato le mamme straniere e ho capito che c'è bisogno di una valvola di sfogo per non essere travolte da tutto quello che comporta la gestione di casa e famiglia. Sono arrivata qui che da brava mamma italiana volevo fare tutto: tenere una casa perfetta, crescere due figli perfetti, essere perfetta in ogni occasione; sono arrivata qui più esaurita che mai. Me ne andrò sapendo di avere dei grossi limiti, ma che è possibile ridimensionarli e riuscire a incastrare tutto e l'unico modo per farlo è senza annullarsi, che è quello che succede il più delle volte a una mamma italiana.
Non è solo colpa dello Stato che non da aiuti, delle aziende che ti licenziano, dei mariti che pretendono e non fanno, la colpa è gran parte nostra che ci sentiamo messe sotto pressione sempre e quello che vogliamo è fare tutto, bene, benissimo, dimostrare che ce la possiamo fare anche se siamo donne e mamme. E invece non ce la possiamo fare se non esaurendoci, perché non è umanamente possibile farlo: abbiamo bisogno di aiuti e quindi il marito che si muova da quel divano e cambi pannolini, abbiamo bisogno di non essere troppo critiche e quindi anche se c'è un po' di polvere in casa non morirà nessuno, abbiamo bisogno di rilassarci chiacchierando con le amiche o sudando in palestra e quindi spazio a qualcun altro nella gestione dei bambini, che i nonni servono a crescere bene quanto i genitori (e ve lo dico io che purtroppo i nonni li ho tutti lontani e i piccoli ne soffrono tantissimo), abbiamo bisogno di essere umane e non solo mamme, mogli, lavoratrici.
Quando ho chiamato il blog L'angolo di me stessa, l'ho fatto perché non riuscivo a trovare un altro posto dove poter essere davvero me, avevo capito che avevo bisogno di uno spazio mio che nella vita reale non trovavo. Dopo tre anni in Francia, tanto lavoro interiore e di coppia, tanta osservazione e spirito critico verso più comunità straniere, tutti gli equilibri sembrano essersi ristabiliti e ognuno ha il proprio spazio, me compresa, e infatti la vita in famiglia è molto più semplice, molto meno tesa.
Sarà dura tornare in Italia con questa nuova me...

PS: in tutto questo non siamo la famiglia del Mulino Bianco però i miglioramenti fatti bisogna ammettere sono proprio tanti e, quindi, come racconto il brutto di me e della mia vita, per una volta voglio raccontare anche il bello. E dare conforto e confronto a chi ci sta lavorando.

giovedì 6 ottobre 2016

Malinconico autunno

Oggi è una giornata calma, lenta. Una giornata passata passeggiando con il Francese tra mercato e parco, tra parco e spiaggia. Entrambi con la giacca messa alle otto prima di uscire di casa per accompagnare i due grandi a scuola e tolta solo una volta che siamo rientrati verso le undici, quando il tempo, fatto di nuvole nere e vento fresco, stava minacciando pioggia.
Oggi è una di quelle giornate malinconiche, forse la prima vera giornata d'autunno in cui il termometro non arriva ai 20° e il cielo non fa che ricordarti che l'estate è finita, inutile sperare. Ma è malinconica anche perché per la prima volta sono stata al parco con il Francese, per lasciarlo giocare un po', senza scarrozzarmelo in giro tra supermercati e negozi, e vederlo lì che si arrampica sullo scivolo mi ha stretto il cuore, ricordandomi come passa il tempo.
Passa il tempo per loro, che crescono a vista d'occhio tutti e tre, in particolare questo ultimo cucciolino che credo rimarrà il più piccolo di casa, la qual cosa, non avrei mai creduto, mi riempie di una tristezza infinita. L'idea di non coccolare più una pancia, di non allattare, di non fare più notti folli, invece che rendermi felice, mi stringe il cuore.
E passa il tempo per noi, come singoli e come coppia, che l'altro giorno decidevamo di partire insieme per la prima avventura expat in Spagna e ora siamo già alla fine del nostro secondo espatrio e dovremo gestire il rientro nostro e di altre tre piccole menti.
Per me l'autunno è così, la stagione che accende colori caldi, emozioni lente, pensieri che rasentano la tristezza; se poi sono da sola e la mia giornata è come quella di una trottola finché tutti e tre non sono crollati nel letto, anche peggio, abbiate pazienza.

domenica 2 ottobre 2016

Riassunto e spoiler

E ieri infine abbiamo festeggiato il compleanno del Vitellino e in piena allerta orage, come per la Belva. Cioè, due compleanni, due temporali e quindi due feste di compleanno in casa invece che al parco. Fate vobis...
Da quando è tornato il Navigante non ho fatto altro che organizzare feste e vacanze varie (molti giri in ballo stay tuned!) da qui a febbraio, mi è pure tornato il ciclo (seconda volta post Francese) e ho continuato imperterrita a correre aggiugendo un paio di sedute zumba in palestra, anche se la corsa che volevo fare da quattro anni a questa parte è stata annullata causa plan vigipirate per gli attentati. E' una corsa che viene fatta annualmente qui a Toulon per raccogliere fondi a favore della ricerca contro il cancro al seno e ogni anno c'è stato qualcosa che mi ha impedito di farla: il primo anno ero appena arrivata, l'ho scoperto troppo tardi e ancora non avevo ripreso a muovermi dopo la nascita del Vitellino (sono comunque più di 7 km da fare!), il secondo anno a inizio settembre ho subito il raschiamento, il terzo anno mancavano meno di due mesi all'arrivo del Francese, infine quest'anno hanno deciso di stroncarmi annullandola!
Vabbè poco male, ormai ho iniziato ad allenarmi, ho comprato delle scarpe decenti e qualche volta riusciamo pure a incastrare un'uscita tutti insieme: la Belva e il Vitellino in bicicletta, il Navigante spingendo il passeggino con il Francese sopra, e io che arranco! Alle volte mi faccio un po' prendere la mano dalla mia vecchia me sportiva e soprattutto competitiva, ma per adesso riesco a mantenermi su ritmi decenti senza affanno.
In tutto questo però domani mattina all'alba il Navigante riparte e a me toccano altri 10 giorni da sola e ho un po' perso lo spirito ottimistico dell'altra volta, grazie anche ai continui capricci causa stanchezza dei due grandi e all'ormai inarrestabile Francese che ha deciso che distruggere casa è il più bel gioco al mondo.
Pazienza, so che sopravviverò e passati questi 10 giorni ci sarà un bel weekend lungo da passare tutti insieme con gli amici, poi da mercoledì 19 cominciano le vacanze suddivise tra casa mia, senza Navigante, ma con tutta la mia famiglia (viene pure mia sorella dall'Inghilterra!) e Austria e Germania, in camper con il Navigante. Come al solito una vita tranquilla...

mercoledì 28 settembre 2016

Disneyland Paris con bimbi piccoli (ma solo se non allattate...)

E alla fine, tra mille incastri, siamo riusciti a partire per il weekend dedicato ai due grandi; in casa nostra infatti nessun regalo materiale per il compleanno, ma un viaggio, un'esperienza da vivere tutti insieme e quest'anno abbiamo deciso per Eurodisney.
Prima dell'acquisto del camper avevamo pensato di alloggiare negli hotel che sorgono subito fuori dal parco, invece avendo il camper abbiamo sfruttato la notte per viaggiare e risparmiato sull'alloggio. C'è un grande parcheggio per i camper proprio alla fine dei tapis roulant che portano al parco (non parcheggiate vicino, a meno che non siate pronti a sopportare musichine e annunci dalla mattina presto fino a sera...), con area di servizio, acqua e bagni (che sarebbero per i conduttori di bus, ma che possono essere utilizzati), niente elettricità però. Il costo è di 35€ al giorno da rinnovare ogni mattina, ma in tre giorni nessuno è passato a controllare.
Noi, approfittando anche di un'offerta del momento (controllate sempre il sito, ogni periodo ha le sue offerte) 3 giorni al prezzo di 2 per entrambi i parchi, siamo partiti venerdi tardo pomeriggio e rientrati lunedì notte organizzandoci in questo modo: sabato e lunedì Disneyland, domenica Studios, in questo modo siamo riusciti a fare e vedere praticamente tutto e, sebbene nel weekend ci fosse stata la maratona di Eurodisney, non c'era poi così tanta gente, le code erano abbastanza fattibili e quelle troppo lunghe, tipo al padiglione delle Principesse, sono state rimandate al lunedì, giorno in cui l'afflusso era decisamente minore e quasi tutte le attrazioni si potevano fare senza aspettare (però al padiglione delle Principesse abbiamo comunque fatto quasi un'ora di coda!).
Devo dire che pensavo ci fossero molte più giostre che i miei nani di 4 e 5 anni non potessero fare, invece non solo hanno provato praticamente tutte le attrazioni (comprese le montagne russe al buio di Nemo e la casa dei fantasmi), ma in moltissime ho potuto far salire anche il Francese! O sono cambiati i tempi o io ho memoria che alcune attrazioni che ora sono per tutti, una volta sarebbero state solo per grandi...mah...
Come impressione generale devo dire che le attrazioni sono più belle negli Studios, ma le decorazioni, l'ambiente di Disneyland sono davvero incredibili! Non mancate di vedere gli spettacoli proposti perché alcuni hanno emozionato me, figurarsi i bambini! Bambini che ovviamente sono stati a dir poco radiosi, anche se alla fine dei tre giorni decisamente un po' stanchini...

Piccola nota dolente: se viaggiate con un neonato la vita non è così facile. Se da un lato potrete usufruire di un pass speciale (Baby switch) per cui farete solo una volta la fila (esempio pratico: mamma con bimbo fa la fila, papà con neonato aspetta fuori; quando mamma finisce l'attrazione il papà può fare l'attrazione con il bimbo senza rifare la fila) dall'altro tanto piccole comodità non esistono, ad esempio nei bagni, che in generale secondo me sono in numero appena sufficiente, non si trova sempre il fasciatoio, soprattutto nella parte maschile. Se provate a cambiarli fuori dai bagni sicuramente troverete qualche inserviente ligio al dovere che vi richiamerà sottolineando che non si può cambiare il pannolino a un neonato all'aperto. E vabbè...
Ma non solo! Purtroppo, è successo a me personalmente che una ragazza che faceva da spartitraffico in un'attrazione particolarmente affollata, mi ha bloccato mentre allattavo il Francese! Essendo in coda, non sono certo uscita, ma mi sono seduta in parte per allattare, sono stata però fermamente ripresa, la ragazza mi ha fatto staccare il bimbo adducendo come scusa che non si può mostrare il seno ( che coooosaaaaa?????? O_o) e che c'era una zona apposita all'ingresso (Baby care center, vicino a dove si noleggiano i passeggini). Ovviamente a fine giornata sono andata immediatamente a fare un reclamo alla City Hall (vicino all'ingresso) dove mi hanno confermato che assolutamente potevo allattare, si sono scusati e mi hanno chiesto come potevano "risarcirmi"; io ho chiesto solo che la cosa venisse fatta presente e che non capitasse ad altre. Sono stata gentile, perché una cosa del genere potrebbe anche essere da denuncia...credo comunque che la ragazza avrà una lavata di capo non da poco...
NdR: io poi ho allattato lo stesso in coda, in piedi, camminando...che diglielo tu al Francese che doveva aspettare di uscire dalla coda e ritornare all'ingresso per poter avere tetta!

venerdì 16 settembre 2016

Stremata

Ero partita davvero con le migliori intenzioni, volevo godermi questa settimana sola con i bambini, senza stressarmi per il cibo, la casa sporca, i panni da lavare che ormai al terzo figlio ho capito che non serve a niente se stai da sola cercare di far quadrare tutto, qualcosa non riesce mai. E se fosse stata una settimana normale, tutto sarebbe stato semplice, sarebbe scivolato liscio.
Invece no, siamo partiti con la gastroenterite per tutti e tre, una zecca sul collo della Belva martedì e una zecca sulla testa del Francese mercoledì, un inserimento alla creche del Francese che è disastroso, tanto che mi domando che senso ha farlo andare in queste condizioni, mica lavoro che sono obbligata a mettercelo, una Belva che fa le crisi isteriche...a scuola! cosa mai successa in tre anni, io con la candida che non mi lascia da tutta la settimana e un ascesso nel dente del giudizio che ovviamente non posso curare se non con metodi naturali visto che allatto. Ah, e non vorrei tirarmela, ma il Francese è di nuovo con la cagarella, dalle undici ho dovuto cambiarlo 4 volte!
Sono stremata.
Anzi stremata è dir poco. Vorrei scomparire nel divano e non uscirne fino a data da destinarsi. Più cerco di essere tranquilla ed empatica, cosa per me davvero difficile, più mi si stagliano prove davanti che mettono macigni su questo mio cammino. So che da quadrata non posso diventare rotonda, ma so che posso farcela almeno a smussare qualche angolo in situazioni normali. Quando invece diventa tutto complicato lo sclero è facile e impossibile da trattenere.
Le lacrime pure. E scusate il post depressivo.

domenica 11 settembre 2016

Karma? Sfida? Sfiga?

Ok lassù qualcuno ha uno spirito dell'umorismo che non capisco oppure ha deciso che a me le cose facili non devono capitare.
Sono sola per una settimana con i tre per la prima, sono fiduciosa nelle mie capacità per la prima volta...e i tre prendono entrambi la gastroenterite, insieme.
Ha cominciato il Vitellino, che aveva già avuto diarrea la scorsa settimana e che aveva finito i fermenti lattici giovedì. Arrivo di sopra e lo trovo nella cacca, nel vero senso della parola, non avendogli messo il pannolino perché lui non lo usa da un po' e perché aveva finito la diarrea da qualche giorno, ho dovuto cambiarlo tutto: pigiama, lenzuola, traversina.
Intanto che lo lascio sul water vado in camera mia a cercare le lenzuola pulite che sono sotto al mio letto. Do un'occhiata al Francese, il suo letto è...VUOTO!!!! Panico!!! Mi guardo intorno e me lo ritrovo sul mio letto addormentato, quindi per tirare fuori le lenzuola devo fare i miracoli per non schiacciarlo nè svegliarlo.
Dopo aver rifatto il letto e aver lavato il Vitellino, cerco di spostare il Francese dal mio letto per avere almeno un posto dove dormire che non fosse il suo lettino Ikea. Non faccio in tempo a chiudere occhio che il Vitellino riesce dalla stanza per andare in bagno, io apro la luce e vedo che ha tolto il pannolino in camera, ma che tra camera e bagno non è riuscito a trattenersi quindi ho una striscia di cacca da paura >.<
Lavo tutto, lui e il pavimento e lo rimetto a dormire. Tornerà in bagno un'altra volta senza grossi disastri. Nel frattempo il Francese spuzzetta a tutto andare e la mattina corro per metterlo sul water e scopro che anche lui ha diarrea, ha poi avuto un'altra scarica dopo un'oretta.
E infine la Belva, che ancora fa pipì dormendo (cioè scrive e legge a 5 anni però fa pipì nel letto...vabbè...), si sveglia dicendo che ha fatto tanta pipì, si toglie il pannolino e si ritrova con le mani nella cacca perché non è pipì quella del suo pannolino...Ovviamente la cacca è anche sul water e sul pavimento del bagno che viene lavato per la terza volta...mai stato così disinfettato in tre anni sto bagno! Per fortuna lei non ha avuto altre scariche.
E quindi ora sono in coma con tre bambini mezzi acciaccati, ma ancora abbastanza in forze per litigare o frignare o urlare o correre o distruggere...No, così non ce la farò mai!