Un'emozione grandissima ieri, quell'oro tanto sognato, quell'oro che non so per quale strano motivo sento un po' anche mio.
Quelle onde, quella fatica, quelle lacrime sono state il mio sogno per 13 anni, parte dell'infanzia e tutta l'adolescenza dedicate fino all'ultimo respiro a questo sogno, una dedizione tanto alta da spezzarmi e farmi decidere di mollare tutto, quando tutto sembrava perduto e quando invece avrei solo dovuto stringere i denti ancora un po'.
Lui invece di dubbi non ne ha mai avuti, non ha mai mollato nemmeno dopo un terribile incidente in moto. Duro, combattivo, fuori dal gruppo, dedito al suo unico obiettivo e alla fine ce l'ha fatta: ha vinto tutto, come nessuno aveva mai fatto.
E io che con questo campione ci sono cresciuta, ci ho litigato, ci ho scherzato e giocato, ero lì sul divano a piangere lacrime di un'emozione non mia, ma anche lacrime di rammarico per essere stata così debole da mollare tutto e non riprovarci un'altra volta.
E che sensi di colpa guardando la mia Belva e per una volta non sentire la gratitudine di averla nella mia vita. Anche lei era il mio sogno dopo le Olimpiadi, ma è quel dopo che mi frega. Il passato è passato, ma in questo caso è travolgente come le onde che solcavo e non riesce a farmi guardare con razionalità tutta la situazione.
E continuo a commuovermi ad ogni foto, ogni notizia, ogni video sulla vittoria di ieri: bravo Cali e grazie per le emozioni che mi hai fatto provare, non c'è altro da aggiungere!
giovedì 2 agosto 2012
lunedì 30 luglio 2012
Polidramnios
Della serie: non si finisce mai di imparare...sono arrivata quasi alla fine di una splendida e tranquillissima gravidanza e mi arriva questa bella notizia: soffro di polidramnios, parola difficile per indicare una condizione in gravidanza per cui l'indice del liquido amniotico (AFI) è più alto di 250mm. In parole povere: c'è più liquido di quello che dovrebbe.
Le cause sono molteplici:
Non è una condizione rischiosa per il bambino, però potrebbe portare a parto pretermine o a problemi di respirazione per la mamma, in questo caso si svuota l'addome nelle stesse modalità con cui si procede all'amniocentesi.
In tutto questo, per ora, sono stata messa in gravidanza a rischio e quindi aspetto tutta incrociata almeno la 36esima settimana...dai che non manca tanto!
Le cause sono molteplici:
- aumentata produzione urinaria del feto per diabete gestazionale, solitamente in concomitanza con un feto piuttosto grande;
- ridotta deglutizione del feto a causa di alcune patologie del tratto gastrointestinale oppure di più rare patologie neuromuscolari o anencefalia;
- malattie infettive contratte in gravidanza, anche se è una condizione piuttosto rara come causa di polidramnios;
- gravidanza gemellare monocoriale complicata da sindrome da trasfusione feto-fetale.
Non è una condizione rischiosa per il bambino, però potrebbe portare a parto pretermine o a problemi di respirazione per la mamma, in questo caso si svuota l'addome nelle stesse modalità con cui si procede all'amniocentesi.
In tutto questo, per ora, sono stata messa in gravidanza a rischio e quindi aspetto tutta incrociata almeno la 36esima settimana...dai che non manca tanto!
Confronto di pance
Inevitabilmente, e ovviamente in modo più accentuato per la vicinanze delle due gravidanze, mi trovo a fare continui confronti (speriamo poi di non farne troppi anche tra i bimbi :P).
Il primo trimestre della Belva è stato caratterizzato da nausee perenni, continue dalla mattina alla sera, fastidiose e debilitanti: per Birbaz solo qualche fastidio di digestione e tanta, tanta, tanterrima stachezza, ma dovendo badare a una bimba di cinque mesi era anche comprensibile.
Il secondo trimestre è stata una pacchia in entrambe le gravidanze, soprattutto per la seconda in cui non mi sono praticamente accorta di essere incinta.
E infine il terzo trimestre, con la Belva ho fatto le ultime 4 settimane con il collo dell'utero pervio, delle gambe e dei piedi che facevano un baffo al miglior cotechino di Natale e contrazioni perenni, che all'inizio mi allarmavano, ma poi questi prodromi così lunghi non hanno fatto altro che portare a un travaglio velocissimo, il che non guasta mai :)
E invece questo ultimo trimestre? Eh, questo ultimo trimestre mi sta facendo impensierire...avevo notato una pancia davvero enorme, ma mi dicevo che era normale essendo una seconda gravidanza e comunque così ravvicinata. Invece all'ultima ecografia di accrescimento mi hanno trovato più liquido amniotico del normale e dopo un secondo controllo a distanza di una settimana hanno confermato polidramnios e quindi mi hanno consigliato di contattare l'ambulatorio delle gravidanze a rischio.
La cosa mi ha lasciato un po' stranita, in due gravidanze è andato tutto bene e ora come un fulmine a ciel sereno questa cosa, per cui non ci sono per me delle cause precise e per cui non si può far niente, solo controllare e sperare che non ci sia un parto prematuro.
E' vero, ormai sono a 33 settimane, manca poco al termine, ma questa cosa proprio non so come gestirla. So anche che potrebbe andare tutto benissimo e mi ritrovi alla fine semplicemente con una pancia enorme, magari un'emorragia un po' più forte del normale e tante sgradevoli smagliature.
Insomma alla fine le preoccupazioni sono state le stesse: per la Belva equamente divise in tutto il periodo, per Birbaz niente prima, tante tante alla fine. Risultato del confronto? Una volta che si decide di fare un figlio, non si starà mai più tranquilli!!
Il primo trimestre della Belva è stato caratterizzato da nausee perenni, continue dalla mattina alla sera, fastidiose e debilitanti: per Birbaz solo qualche fastidio di digestione e tanta, tanta, tanterrima stachezza, ma dovendo badare a una bimba di cinque mesi era anche comprensibile.
Il secondo trimestre è stata una pacchia in entrambe le gravidanze, soprattutto per la seconda in cui non mi sono praticamente accorta di essere incinta.
E infine il terzo trimestre, con la Belva ho fatto le ultime 4 settimane con il collo dell'utero pervio, delle gambe e dei piedi che facevano un baffo al miglior cotechino di Natale e contrazioni perenni, che all'inizio mi allarmavano, ma poi questi prodromi così lunghi non hanno fatto altro che portare a un travaglio velocissimo, il che non guasta mai :)
E invece questo ultimo trimestre? Eh, questo ultimo trimestre mi sta facendo impensierire...avevo notato una pancia davvero enorme, ma mi dicevo che era normale essendo una seconda gravidanza e comunque così ravvicinata. Invece all'ultima ecografia di accrescimento mi hanno trovato più liquido amniotico del normale e dopo un secondo controllo a distanza di una settimana hanno confermato polidramnios e quindi mi hanno consigliato di contattare l'ambulatorio delle gravidanze a rischio.
La cosa mi ha lasciato un po' stranita, in due gravidanze è andato tutto bene e ora come un fulmine a ciel sereno questa cosa, per cui non ci sono per me delle cause precise e per cui non si può far niente, solo controllare e sperare che non ci sia un parto prematuro.
E' vero, ormai sono a 33 settimane, manca poco al termine, ma questa cosa proprio non so come gestirla. So anche che potrebbe andare tutto benissimo e mi ritrovi alla fine semplicemente con una pancia enorme, magari un'emorragia un po' più forte del normale e tante sgradevoli smagliature.
Insomma alla fine le preoccupazioni sono state le stesse: per la Belva equamente divise in tutto il periodo, per Birbaz niente prima, tante tante alla fine. Risultato del confronto? Una volta che si decide di fare un figlio, non si starà mai più tranquilli!!
giovedì 26 luglio 2012
La propria dimensione
Per una serie di eventi virtuali, mi sono ritrovata a riflettere su quanto sia importante trovare una propria dimensione nella vita, soprattutto dopo la nascita di uno o più figli, che è in fondo anche il motivo principale per cui ho aperto questo blog.
Sembra che per alcune mamme sia facile capire cosa serve per mantenere l'equilibrio e riuscire a districarsi tra marito, figli ed eventualmente un lavoro. Io invece vado in panico, mi faccio mille elucubrazioni mentali, quando poi è tutto molto semplice e magari basta una frase buttata lì così dal Navigante per capire quello che mi serve davvero.
Forse spesso mi metto "in competizione" con gli altri e credo sempre che la mia sia la dimensione sbagliata o imperfetta, quando invece è semplicemente la mia, o forse cedo alle critiche della gente troppo facilmente, mettendo sempre in discussione la mia posizione e non rendendomi conto che per certe cose l'esperienza degli altri è utile, ma non è scienza divina.
Insomma sarebbe tutto molto più semplice, anche per chi mi sta intorno, se mi prendessi un po' più sul serio, se riuscissi semplicemente a usare la ratio e capire che quello che mi fa star bene.
Sono solo io che faccio così fatica a trovare il mio spazio, la mia posizione nell'universo? Sono solo io che mi autoflagello anche quando non serve e soprattutto quando non ha senso? Per lo meno adesso ho capito una cosa: la mia dimensione è quella che mi permette di esprimermi al meglio anche come mamma e come moglie, qiundi è la scelta e la strada giusta da seguire. Essere qualcuno che non si è, fare qualcosa per cui si fa solo fatica dovrei saperlo che non appaga e non porta risultati.
E tutto questo papocchione devo mettermelo ben in testa perché è quello che voglio e devo insegnare ai miei figli, devono sapere che la loro dimensione è quella che più li farà star bene, che è l'unica cosa che conta.
Sembra che per alcune mamme sia facile capire cosa serve per mantenere l'equilibrio e riuscire a districarsi tra marito, figli ed eventualmente un lavoro. Io invece vado in panico, mi faccio mille elucubrazioni mentali, quando poi è tutto molto semplice e magari basta una frase buttata lì così dal Navigante per capire quello che mi serve davvero.
Forse spesso mi metto "in competizione" con gli altri e credo sempre che la mia sia la dimensione sbagliata o imperfetta, quando invece è semplicemente la mia, o forse cedo alle critiche della gente troppo facilmente, mettendo sempre in discussione la mia posizione e non rendendomi conto che per certe cose l'esperienza degli altri è utile, ma non è scienza divina.
Insomma sarebbe tutto molto più semplice, anche per chi mi sta intorno, se mi prendessi un po' più sul serio, se riuscissi semplicemente a usare la ratio e capire che quello che mi fa star bene.
Sono solo io che faccio così fatica a trovare il mio spazio, la mia posizione nell'universo? Sono solo io che mi autoflagello anche quando non serve e soprattutto quando non ha senso? Per lo meno adesso ho capito una cosa: la mia dimensione è quella che mi permette di esprimermi al meglio anche come mamma e come moglie, qiundi è la scelta e la strada giusta da seguire. Essere qualcuno che non si è, fare qualcosa per cui si fa solo fatica dovrei saperlo che non appaga e non porta risultati.
E tutto questo papocchione devo mettermelo ben in testa perché è quello che voglio e devo insegnare ai miei figli, devono sapere che la loro dimensione è quella che più li farà star bene, che è l'unica cosa che conta.
domenica 22 luglio 2012
Meno scarti, più cibo commestibile
Ho comprato da poco il libro di Lisa Casali "Ecocucina" dove ci sono interessanti spunti su come utilizzare gli scarti dei prodotti che si utilizzano per cucinare, come ad esempio le bucce di pere, mele zucca e patate, i gambi di cavoli e broccoli, le foglie di sedano, finocchi e carote. Insomma un buon modo per non dover produrre troppi scarti e avere qualche ingrediente in più per nuove ricette da proporre.
Devo dire che in realtà, per come sono cresciuta, di scarti ne faccio davvero pochi; prendiamo ad esempio la frutta, avendo un bel frutteto coglievo la frutta direttamente dall'albero, davo una pulita sotto l'acqua e la mangiavo, quindi per me l'idea di scartare la buccia proprio non mi passa per l'anticamera del cervello, anzi delle mele mangiavo pure il torsolo, che ha un ottimo sapore di mandorla.
Invece per quanto riguarda i gambi dei broccoli ho imparato a farne un'ottima vellutata, in ogni caso gli scarti vegetali in generale sono ottimi per un brodo vegetale.
Ovviamente avendo la possibilità dell'orto, era scontato mangiare frutta e verdura di stagione. Purtroppo con la mia attuale vita da nomade in affitto, tutto questo è ben lontano dal poter essere realizzato, però posso utilizzare i consigli di questo libro per ampliare le mie vedute sul tema.
Per esempio ho trovato diversi suggerimenti utili per poter riutilizzare gli scarti di un centrifugato; io adoro le centrifughe, ma oltre a dover perdere mezza giornata per lavare tutto l'ambaradan dopo averlo utilizzato, mi ha sempre dato fastidio dover utilizzare chili di frutta e verdura per qualche bicchiere di centrifugato buttando inoltre via tutto il resto; invece questo libro mi ha aiutato almeno nella seconda parte, per la prima mi tocca solo mettermi di buzzo buono o far lavare al marito ;) Molto interessante anche il fatto di poter riutilizzare la buccia delle patate o della zucca, due alimenti che in casa nostra vanno alla grandissima, o gli scarti di una spremuta, anche questa molto in voga nelle fredde giornate invernali o durante uno dei miei molteplici raffreddori.
Certe idee poi mi vengono anche abbastanza spontanee, perché cerco sempre di evitare di buttare via del cibo, se proprio non lo riesco a conservare congelandolo, cerco di reciclarlo in qualche modo. Una volta stavo sperimentando una specie di gelatina di marmellata da mettere su una cheesecake, ma ho sbagliato le dosi dell'acqua ed è venuta troppo annacquata; invece che buttare via tutto ho messo in due stampini di silicone e ho congelato. L'esperimento è super riuscito infatti mi sono ritrovata con una specie di ghiacciolo dolce, ma non troppo e dal gusto naturale sul serio! La mia contentezza era comparabile a quella di una bambina a cui avevano appena dato un ottimo voto a scuola :))
Continuare su questa strada, migliorando e arricchendo le conoscenze in materia, è per me un altro piccolissimo passettino sul sentiero della decrescita.
Devo dire che in realtà, per come sono cresciuta, di scarti ne faccio davvero pochi; prendiamo ad esempio la frutta, avendo un bel frutteto coglievo la frutta direttamente dall'albero, davo una pulita sotto l'acqua e la mangiavo, quindi per me l'idea di scartare la buccia proprio non mi passa per l'anticamera del cervello, anzi delle mele mangiavo pure il torsolo, che ha un ottimo sapore di mandorla.
Invece per quanto riguarda i gambi dei broccoli ho imparato a farne un'ottima vellutata, in ogni caso gli scarti vegetali in generale sono ottimi per un brodo vegetale.
Ovviamente avendo la possibilità dell'orto, era scontato mangiare frutta e verdura di stagione. Purtroppo con la mia attuale vita da nomade in affitto, tutto questo è ben lontano dal poter essere realizzato, però posso utilizzare i consigli di questo libro per ampliare le mie vedute sul tema.
Per esempio ho trovato diversi suggerimenti utili per poter riutilizzare gli scarti di un centrifugato; io adoro le centrifughe, ma oltre a dover perdere mezza giornata per lavare tutto l'ambaradan dopo averlo utilizzato, mi ha sempre dato fastidio dover utilizzare chili di frutta e verdura per qualche bicchiere di centrifugato buttando inoltre via tutto il resto; invece questo libro mi ha aiutato almeno nella seconda parte, per la prima mi tocca solo mettermi di buzzo buono o far lavare al marito ;) Molto interessante anche il fatto di poter riutilizzare la buccia delle patate o della zucca, due alimenti che in casa nostra vanno alla grandissima, o gli scarti di una spremuta, anche questa molto in voga nelle fredde giornate invernali o durante uno dei miei molteplici raffreddori.
Certe idee poi mi vengono anche abbastanza spontanee, perché cerco sempre di evitare di buttare via del cibo, se proprio non lo riesco a conservare congelandolo, cerco di reciclarlo in qualche modo. Una volta stavo sperimentando una specie di gelatina di marmellata da mettere su una cheesecake, ma ho sbagliato le dosi dell'acqua ed è venuta troppo annacquata; invece che buttare via tutto ho messo in due stampini di silicone e ho congelato. L'esperimento è super riuscito infatti mi sono ritrovata con una specie di ghiacciolo dolce, ma non troppo e dal gusto naturale sul serio! La mia contentezza era comparabile a quella di una bambina a cui avevano appena dato un ottimo voto a scuola :))
Continuare su questa strada, migliorando e arricchendo le conoscenze in materia, è per me un altro piccolissimo passettino sul sentiero della decrescita.
venerdì 20 luglio 2012
Asilo nido, babysitter o tagersmuter/nido in famiglia?
Io non lavoro e quindi ho sempre pensato che non avrei mai mandato i miei figli al nido, in fondo anche la Montessori fa cominciare la scuola a tre anni e quindi un motivo ci sarà.
Poi però ci si scontra con la realtà e quando sono rimasta incinta di Birbaz ho iniziato a chiedermi come farò con due piccoli nani con 14 mesi di differenza e soprattutto senza aiuti nelle immediate vicinanze. Ok, il primo mese tra ferie di mio marito e quelle di mia madre posso sopravvivere, poi posso sperare nella pensione di mia madre, ma da dicembre. E comunque mica posso farla venire a vivere perennemente a casa nostra, anche perché ci scanniamo dopo una settimana ;P
Quindi ho iniziato a guardarmi in giro e ho iniziato a pensare a quale potrebbe essere la scelta migliore per noi: la soluzione che trovo più congeniale sarebbe un nido in famiglia possibilmente part time per la Belva, della serie datemi solo qualche ora di tregua! Il concetto è quello che una mamma (si solito per lo meno sono tutte già mamme), dopo aver svolto un corso specifico, apre la sua casa, che deve avere determinati standard, a un numero molto ristretto di bambini (4 o 5 se non sbaglio) e quindi il bimbo vive in un ambiente familiare, meno asettico e scolastico (passatemi i termini) rispetto a un asilo nido. Da qualche parte si chiamano anche tagersmuter e ovviamente sono figure nate in Germania, dove su questo sono centomila passi avanti rispetto a noi. E vi chiederete dove sta il problema visto che ho già trovato la soluzione ideale; bè mi sembra ovvio che essendo la cosa migliore per me, sia impossibile da portare a termine, perché pare che nei dintorni non ci siano servizi del genere e l'unico asilo in famiglia che avevo trovato non risponde nè a mail, nè al cellulare.
Non volevo l'asilo nido, perché sono ancora fermamente convinta che sia troppo presto e che in fondo io non lavoro quindi non è giusto nei confronti della Belva; non sono d'accordo sul fatto che i bambini imparino la socializzazione e le regole della società perché a un anno è davvero troppo presto, però è ovvio che se qualcuno non ha scelta a causa del lavoro non può farsi le mille elucubrazioni mentali che mi sto facendo io!
Per quanto riguarda invece la babysitter sono ancora indecisa, sicuramente è una scelta più flessibile e comoda, ma anche più costosa e, soprattutto, dove la trovo una babysitter di cui posso fidarmi, posto che abito in una città che conosco molto poco e in cui vivrò per ancora un anno forse?
Insomma alla fin fine non so bene come farò e se effettivamente farò qualcosa. Conoscendomi stringerò i denti, sclererò, ma andrò avanti cercando di trovare un equilibrio psicofisico a meno che non mi capiti qualche occasione eccezionale senza che mi debba andare a incasinare troppo la vita.
Vi aggiornerò ;)
Poi però ci si scontra con la realtà e quando sono rimasta incinta di Birbaz ho iniziato a chiedermi come farò con due piccoli nani con 14 mesi di differenza e soprattutto senza aiuti nelle immediate vicinanze. Ok, il primo mese tra ferie di mio marito e quelle di mia madre posso sopravvivere, poi posso sperare nella pensione di mia madre, ma da dicembre. E comunque mica posso farla venire a vivere perennemente a casa nostra, anche perché ci scanniamo dopo una settimana ;P
Quindi ho iniziato a guardarmi in giro e ho iniziato a pensare a quale potrebbe essere la scelta migliore per noi: la soluzione che trovo più congeniale sarebbe un nido in famiglia possibilmente part time per la Belva, della serie datemi solo qualche ora di tregua! Il concetto è quello che una mamma (si solito per lo meno sono tutte già mamme), dopo aver svolto un corso specifico, apre la sua casa, che deve avere determinati standard, a un numero molto ristretto di bambini (4 o 5 se non sbaglio) e quindi il bimbo vive in un ambiente familiare, meno asettico e scolastico (passatemi i termini) rispetto a un asilo nido. Da qualche parte si chiamano anche tagersmuter e ovviamente sono figure nate in Germania, dove su questo sono centomila passi avanti rispetto a noi. E vi chiederete dove sta il problema visto che ho già trovato la soluzione ideale; bè mi sembra ovvio che essendo la cosa migliore per me, sia impossibile da portare a termine, perché pare che nei dintorni non ci siano servizi del genere e l'unico asilo in famiglia che avevo trovato non risponde nè a mail, nè al cellulare.
Non volevo l'asilo nido, perché sono ancora fermamente convinta che sia troppo presto e che in fondo io non lavoro quindi non è giusto nei confronti della Belva; non sono d'accordo sul fatto che i bambini imparino la socializzazione e le regole della società perché a un anno è davvero troppo presto, però è ovvio che se qualcuno non ha scelta a causa del lavoro non può farsi le mille elucubrazioni mentali che mi sto facendo io!
Per quanto riguarda invece la babysitter sono ancora indecisa, sicuramente è una scelta più flessibile e comoda, ma anche più costosa e, soprattutto, dove la trovo una babysitter di cui posso fidarmi, posto che abito in una città che conosco molto poco e in cui vivrò per ancora un anno forse?
Insomma alla fin fine non so bene come farò e se effettivamente farò qualcosa. Conoscendomi stringerò i denti, sclererò, ma andrò avanti cercando di trovare un equilibrio psicofisico a meno che non mi capiti qualche occasione eccezionale senza che mi debba andare a incasinare troppo la vita.
Vi aggiornerò ;)
Caccia al tesoro passo numero 3
Ecco, questa fase per me è un po' complicata, il passo numero 3 della caccia al tesoro richiede di presentare un blog di fotografia solo che mi sono accorta che gli unici blog che mi venivano in mente erano di fotografia sì, ma soprattutto di viaggi (di cui se n'è già parlato nel passo numero 2) e di cucina (di cui presumo se ne parlerà più avanti). Ero un po' impacciata, volevo trovare un blog che avesse come tematica solo la fotografia, ma non sapevo da dove cominciare perché non ne conosco nemmeno uno.
Poi mi sono ricordata di un mio amico fotografo che ha un sito, ma da poco si è lanciato anche nell'esperienza di blogger nel suo Massimiliano Ciccia Photograpy. Non è un blog che parla con le immagini, bensì che parla di immagini, ma anche di strumenti e del suo lavoro di fotografo in Germania.
Amo molto la fotografia, mi piace proprio fotografare e avrei voluto anche seguire un corso che mi desse qualche dritta un po' più professionale, poi le peripezie della vita mi hanno portato altrove, ma proprio per questa mia piccola passione trovo il blog di Massimiliano molto più interessante di altri blog dove ci sono solo splendide immagini.
Vado spesso a sbirciare sperando di trovarci qualche nuovo consiglio e, anche se non lo aggiorna spesso, non vengo mai delusa. Il post che preferisco è Making of - Shooting con Infinitas Animae e spero ne faccia presto qualcun altro dello stesso genere, per potere carpire i segreti di un lavoro che trovo davvero affascinante.
Poi mi sono ricordata di un mio amico fotografo che ha un sito, ma da poco si è lanciato anche nell'esperienza di blogger nel suo Massimiliano Ciccia Photograpy. Non è un blog che parla con le immagini, bensì che parla di immagini, ma anche di strumenti e del suo lavoro di fotografo in Germania.
Amo molto la fotografia, mi piace proprio fotografare e avrei voluto anche seguire un corso che mi desse qualche dritta un po' più professionale, poi le peripezie della vita mi hanno portato altrove, ma proprio per questa mia piccola passione trovo il blog di Massimiliano molto più interessante di altri blog dove ci sono solo splendide immagini.
Vado spesso a sbirciare sperando di trovarci qualche nuovo consiglio e, anche se non lo aggiorna spesso, non vengo mai delusa. Il post che preferisco è Making of - Shooting con Infinitas Animae e spero ne faccia presto qualcun altro dello stesso genere, per potere carpire i segreti di un lavoro che trovo davvero affascinante.
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