venerdì 29 ottobre 2010

Quando basta un telefilm...

Passano i mesi, traslochiamo, siamo lontani, io lavoro, dimagrisco, tra noi le cose funzionano. Ma tutto continua pari pari a come ho iniziato questo blog: di gravidanze neanche l'ombra.
È vero che ci vediamo poco e che non possiamo nemmeno parlare di rapporti mirati, ma qui la pazienza era poco prima, figuriamoci adesso!!

...

Poi mi ritrovo a vedere Grey's anatomy dove a lei viene diagnosticato un utero ostile, che le impedisce di rimanere incinta e che, anzi, è a forte rischio di aborto. Lei si incavola come una pazza e urla a Derek che è come se a lui avessere diagnosticato degli spermatozoi maligni.
E non ha tutti i torti...
Poi però a fine puntata, dopo le mille peripezie che succedono in quell'ospedale, si ritrovano a letto e lui le dice:

Ascolta...io amo te e tu ami me...

E qualunque cosa accada

Non mi importa

Non voglio saperlo

Davvero non voglio

...

Ok, allora ecco quello che faremo

Niente più dottori, nè analisi

Io e te faremo tanto sesso

Forse avremo un bambino o forse no

Forse hai l'Alzheimer o forse no

Ma...

Al diavolo le probabilità

Al diavolo la scienza

Pensiamo a noi

Quel che sarà...

Sarà

Io e te

Ok?

Della serie: la vita è semplice, perchè complicarla?
Datemi una sola ragione per dargli torto...

giovedì 13 maggio 2010

Come continua l'avventura...

Fatti gli ennesimi esami del sangue (e pensare che io ho panico dei prelievi...) durante il ciclo mestruale, ho mandato i risultati al centro Sterignost e ho aspettato. E aspettato. E aspettato. E alla fine è quasi passato un mese, abbiamo telefonato diverse volte, rimandato la mail perchè non la trovavano e ci hanno detto che potevamo andare a fare l'intervento
INTERVENTO??? Ma dovevamo darmi la cura!!!
Ritelefoniamo e rispieghiamo. Ora si ricordano e si scusano per il disguido...Vediamo se questa volta riescono a darci la risposta giusta. Nel frattempo ho di nuovo il ciclo, preciso come un orologio svizzero, cosa strana che mi mette sempre un po' di speranza.
La risposta alla fine è arrivata, ma è stata piuttosto deludente: mi hanno abbassato l'Euthyrox, ora un giorno devo prendere 50mg e un giorno 25mg, e mi hanno detto di utilizzare gli stick dell'ovulazione dal dodicesimo giorno per provare con i rapporti mirati. Praticamente quello che ho già provato un anno fa con scarsi risultati. Certo ora c'è l'Euthyrox e ben quattro chili di meno, ma dovrei sentirmi più sicura? No, per niente, non mi sento assolutamente tranquilla.

In tutto questo aggiungete che sto facendo l'ennesimo trasloco e che con il Navigante le cose stanno degenerando ogni giorno di più. Mi chiedo se solo un figlio possa tenerci uniti e, se è così, non so quanto questo sia giusto. Ma dicono che dopo tutto quello che stiamo passando sia normale un momento di crisi, certo è che qua la cosa si sta prolungando e ci sta letteralmente annientando; ogni giorno di più mi chiedo se tutto questo ha un senso, se davvero ne vale la pena...
Per ora ho comprato online una cinquantina di stick e sto aspettando arrivi il pacchettino.
Ah, una mia compagna di sventura alla fine è rimasta incinta...mi sembra quasi di essere rimasta l'unica al mondo, sarà per questo che sono così negativa?

mercoledì 17 marzo 2010

Visita al centro fertilità presso Casa di Cura di Udine

Il giorno dopo aver fatto la visita allo Sterignost sono andata a fare una visita anche al centro di fertilità presso la Casa di Cura di Udine, che collabora con l'importante centro bolognese Tecnobios.
Qui si può decidere se farsi visitare dal primario privatamente (costo della visita 180 euro se non erro) oppure con il ticket da una delle sue assistenti (16,60 euro). Io sapendo che comunque farei tutto all'estero e volevo solo delle informazioni, ho scelto la seconda possibilità.
La visita non conta di visita ginecologica, ma solo ti vengono spiegate le varie eventualità.

Per quanto riguarda la mia situazione, mi è stato consigliato un esame alle tube per prepararmi a un'eventuale inseminazione artificiale.
La dottoressa ha risposto a tutte le mie domande con molta gentilezza e professionalità e quando ho chiesto cosa pensava di ciò che mi era stato detto allo Sterignost, ha detto che effettivamente, vista anche la mia giovane età, era per me la soluzione migliore.
Allora io mi chiedo: perchè non pensarci prima di mettermi "sotto i ferri"? Perchè non dare opportunità alternative e valutare meglio il passato clinico della paziente che si ha davanti?
Sono sempre più convinta che ho fatto molto bene a fare la visita allo Sterignost e per chi mi sta leggendo non posso che consigliare questa eventualità, nel caso abbiate difficoltà a rimanere incinta.

martedì 9 marzo 2010

Prima visita allo Sterignost

Siamo passati allo step successivo, quando ormai dopo due anni di tentativi abbiamo collezionato solo un aborto, ci siamo decisi che la frase "Siete giovani" non ci bastava. E abbiamo fatto bene.

Abbiamo prenotato la prima visita allo Sterignost circa due settimane prima, telefonando al numero segnalato sul sito e chiedendo di Laura, che sarà poi la traduttrice durante tutto il tempo.
La visita era nel primo pomeriggio e, anche se io disto meno di un paio d'ore da Klagenfurt, ho deciso di farmi un paio di giorni di vacanza là (dato che era pure il mio compleanno!) e ho soggiornato all'hotel Ratz a Kirschentheuer, una frazione che si trova su un bel lago a una decina di chilometri da Klagenfurt. Se a qualcuno interessa noi abbiamo speso 28 euro a testa, per una stanza che in realtà era un appartamento con tanto di salotto con divano letto, cucina, lavatrice e lavastoviglie!
Arrivando in macchina, chiedete pure a Laura come arrivare (attenzione che la via è in parte a senso unico), noi siamo arrivati dal centro a piedi dato che è subito fuori dal centro storico.

Inizialmente abbiamo parlato con Laura, che ha chiesto gli ultimi esami eseguiti, e più precisamente i due spermiogramma di mio marito e l'ultimo esame del sangue mio (ormonale ovviamente), e qualche notizia su di noi e e la nostra anamnesi.
Siamo poi passati a parlare con il dott.Stadler, un tipo mezzo sfulminato e molto alla mano, che non parla assolutamente italiano (un poquito de español!!) e quindi tutto è avvenuto tramite Laura, che prima ha presentato il caso e poi ha tradotto le nostre domande e quello che il medico aveva da dirci.

Ciò che mi è stato detto è che ho il problema dell'ovaio policistico, ma assolutamente non grave e che per ora dovrò fare una dieta da diabetica, cercando di perdere almeno cinque chili (AIUTO!!), aspettare il ciclo e rifare gli esami ormonali.
Fatti gli esami, se il testosterone è alto dovrò prendere la metformina, se è basso mettere a riposo le ovaie con la pillola per un mese e poi iniziare con il clomid.
Alla fine in tutti e due i casi dovrò fare i monitoraggi, con conseguenti rapporti mirati, per almeno un paio di mesi.
Pare che il dottore sia fiducioso del fatto che riesca a rimanere incinta così, senza dover passare allo step successivo (ossia FIVET, perchè se non bypasso il problema dell'ovaio policistico così, non ci riuscirò di certo con l'inseminazione).
Da subito mi ha inoltre prescritto l'Euthyrox, che serve a regolarmi l'FSH, che pare sia nella norma, ma non perfetto per la ricerca di un bimbo.

Alla fine in ogni caso viene eseguita una visita ginecologica, che nel mio caso è stata un'ecografia intrauterina piuttosto veloce.
Costo della visita 160 euro, ma per quanto mi riguarda soldi davvero ben spesi, visto che mi aspettavo buona parte di ciò che mi è stato detto già dalla mia ginecologa o dall'endocrinologo italiano, che ha visto le mie analisi.

Per ora aspetto il ciclo, che doveva arrivare a inizio mese, ma a quanto pare questo mese hanno deciso di saltare, mannaggia! È proprio una congiura!
Alla prossima volta invece quello che è venuto fuori dalla visita che ho effettuato in Italia.

martedì 9 febbraio 2010

Legge 40

Come dicevo nel post precedente, stiamo pensando alla fecondazione artificiale. L'idea è quello di andare a farla all'estero, più precisamente in Austria.
Ma perchè questa scelta, si chiederanno i più. Semplicemente perchè la legge italiana fa decisamente schifo! Per capire meglio cosa dice questa famigerata legge vi reinvio a questo sito, ma vi riporto qui la parte più interessante, che può aiutare a capire come le donne non sono affatto tutelata in questa materia.


Cosa cambierà nell'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) con l'entrata in vigore della L. 40/2004?Molti aspetti sono oggi (marzo 2004) ancora incerti, perché il testo della legge è confuso su numerose questioni tecniche. Per capire esattamente cosa accadrà bisognerà attendere le linee guida ministeriali previste dall'articolo 7 della legge ("Il Ministro della salute, avvalendosi dell'Istituto superiore di sanità, e previo parere del Consiglio superiore di sanità, definisce con proprio decreto, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, linee guida contenenti l'indicazione delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita").

Nel frattempo riassumiamo i principali cambiamenti che la nuova legge comporta. Con una premessa: I CAMBIAMENTI INTRODOTTI DALLA NUOVA LEGGE COMPORTANO UN PEGGIORAMENTO NELL'APPLICAZIONE DELLE TECNICHE DI PMA. Per alcune categorie di pazienti, ad esempio quelli totalmente sterili, la procreazione assistita sarà semplicemente impossibile; per gli altri le percentuali di riuscita saranno molto inferiori a quelle attuali, le terapie saranno più pericolose per la salute della donna, la spesa economica sarà maggiore.

POTRANNO ACCEDERE ALLA PMA SOLO LE COPPIE SPOSATE O CONVIVENTI E LE DONNE IN ETA' FERTILE
L'articolo 5, comma 1 della legge dispone che: "Possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi". Questo significa che non potranno accedere alla PMA le donne single e quelle che non sono più in età fertile.

Tuttavia non è ancora chiaro come saranno verificati, concretamente, questi requisiti.

In primo luogo non è chiaro come sarà dimostrata la condizione di convivenza: bisognerà dimostrare di convivere da un certo numero di anni, e se sì quanti? E come lo si dimosterà (per esempio tramite un certificato di residenza o in altro modo)? Non lo sappiamo.

In secondo luogo non è chiaro cosa si intende per "età potenzialmente fertile". Gli uomini sono potenzialmente fertili fino alla morte, dunque il problema riguarda solo le donne. E come sarà stabilito il limite di età oltre il quale una donna non è più potenzialmente fertile? Poiché si calcola che l'età media dell'ingresso in menopausa siano i 51 anni, può darsi che anche il limite per l'accesso alla PMA sarà fissato a 51 anni; al momento non è dato saperlo.


SARA' NECESSARIO UN CERTIFICATO DI STERILITA'
L'articolo 4, comma 1 della legge dispone che: "Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l'impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico". Questo significa che per accedere alla procreazione assistita bisognerà avere un "certificato di sterilità" rilasciato da un medico.

Al momento non abbiamo la più pallida idea di come faranno i medici a documentare che la coppia non può procreare in altro modo, visto che in molti casi è difficile (quando non impossibile) scoprire le cause dell'infertilità e formulare una diagnosi di infertilità assoluta.


SARA' VIETATA LA DONAZIONE DI OVOCITI E SPERMATOZOI
L'articolo 4, comma 3, della legge dispone che "È vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo". Questo significa che non sarà più possibile donare e ricevere in dono ovociti o spermatozoi.

Fino a oggi in Italia la fecondazione eterologa era legale, anche se, grazie a una circolare del 1985 dell'allora ministro della sanità Degan, era possibile effettuarla solo nei centri privati (a pagamento) e non nei centri pubblici. Da oggi sarà vietata in tutti i centri, anche in quelli privati. Quindi le donne e gli uomini totalmente infertili non potranno ricorrere in nessun caso alla donazione di gameti.


SARA' VIETATO FECONDARE PIU' DI 3 OVOCITI
L'articolo 14, comma 2, della legge dispone che "Le tecniche di produzione degli embrioni (...) non devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre". Questo significa che i medici potranno fecondare al massimo 3 ovociti: infatti se provassero a fecondarne un numero maggiore rischierebbero di produrre più di 3 embrioni, e questo è vietato dalla nuova legge.

Dunque anche se la stimolazione ovarica consentisse alla donna di produrre un numero maggiore di ovociti, la fecondazione potrà essere tentata solo su 3 di essi. E poiché le percentuali di fecondazione non sono MAI del 100% (anzi in media sono del 50% e spesso inferiori) E' MOLTO PROBABILE CHE NON CI SARA' NESSUN EMBRIONE DA TRASFERIRE.


SARA' VIETATO CONGELARE GLI EMBRIONI
L'articolo 14, comma 1 della legge dispone che "È vietata la crioconservazione di embrioni". L'unica eccezione è quella prevista dall'articolo 14, comma 3, che dispone: "Qualora il trasferimento nell'utero degli embrioni non risulti possibile per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione è consentita la crioconservazione degli embrioni stessi fino alla data del trasferimento, da realizzare non appena possibile".

Questo significa che non sarà più possibile crioconservare gli embrioni per trasferirli in un momento successivo: tutti gli embrioni prodotti durante un ciclo di fecondazione in vitro dovranno essere trasferiti immediatamente in utero. L'unica eccezione è costituita dai casi in cui le condizioni di salute della donna (ad esempio una sindrome da iperstimolazione ovarica) impongono di sospendere il trattamento. In tutti gli altri casi – inclusi casi come, ad esempio, una grave malattia del marito o di un altro familiare stretto – il congelamento è vietato e il trasferimento degli embrioni è obbligatorio.


TUTTI GLI EMBRIONI PRODOTTI DOVRANNO ESSERE TRASFERITI
Poiché, come abbiamo visto sopra, è vietato sia il congelamento degli embrioni sia la loro distruzione, è obbligatorio trasferire in utero TUTTI gli embrioni prodotti (l'articolo 14, comma 2 specifica che deve trattarsi di "un unico e contemporaneo impianto").

Questo significa che ci sarà, soprattutto per le donne più giovani, un alto rischio di gravidanze trigemellari, con tutti i rischi che esse comportano per la salute (e per la vita) sia della donna sia dei nascituri.

Nei casi in cui una gravidanza trigemellare metta a rischio la salute della donna, sarà vietato ricorrere all'aborto selettivo ai sensi dell'articolo 14, comma 4 della legge ("è vietata la riduzione embrionaria di gravidanze plurime, salvo nei casi previsti dalla legge 22 maggio 1978, n. 194"); non è chiaro tuttavia come questo divieto possa valere, posto che resta valido il richiamo alla legge sull'aborto.


SARA' VIETATO L'ACCESSO ALLA PMA ALLE COPPIE FERTILI MA PORTATRICI DI MALATTIE TRASMISSIBILI
L'articolo 4, comma 1 della legge dispone che: "Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l'impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico".

Questo significa che le persone non sterili ma portatrici di malattie geneticamente trasmissibili non potranno accedere alla PMA e utilizzare la fecondazione in vitro per avere un figlio che non sia portatore della loro malattia. Questo aspetto è collegato al successivo, relativo all'uso della diagnosi genetica pre-impianto.


SARA' CONSENTITA LA DIAGNOSI GENETICA PRE-IMPIANTO MA SARA' COMUNQUE OBBLIGATORIO TRASFERIRE ANCHE GLI EMBRIONI MALATI
L'articolo 13, comma 2 dispone che: "La ricerca clinica e sperimentale su ciascun embrione umano è consentita a condizione che si perseguano finalità esclusivamente terapeutiche e diagnostiche ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell’embrione stesso, e qualora non siano disponibili metodologie alternative".

Dunque la diagnosi genetica pre-impianto è possibile anche con la nuova legge. Tuttavia sarà completamente inutile effettuarla, visto che poi sarà comunque obbligatorio trasferire in utero tutti gli embrioni prodotti, inclusi quelli risultati malati. Infatti l'articolo 14, comma 1 dispone che: "È vietata (...) la soppressione di embrioni, fermo restando quanto previsto dalla legge 22 maggio 1978, n. 194". Dunque gli embrioni malati non potranno essere soppressi; l'unica alternativa sarà ricorrere all'aborto a gravidanza avanzata.


SARA' OBBLIGATORIO TRASFERIRE ANCHE GLI EMBRIONI NON VITALI
L'articolo 14, comma 1 dispone che: "È vietata (...) la soppressione di embrioni", e non sono previste eccezioni di alcun tipo a questa norma. Questo significa che sarà obbligatorio trasferire in utero anche gli embrioni che, a distanza di alcune ore dal momento della fecondazione, abbiano smesso di riprodursi o comunque si siano dimostrati assolutamente non in grado di dare vita a un bambino. In sostanza, sarà obbligatorio trasferire gli embrioni anche quando non c'è alcuna possibilità di gravidanza.


SARA' VIETATO REVOCARE IL CONSENSO DOPO CHE LA FECONDAZIONE E' AVVENUTAL'articolo 6, comma 3, della legge dispone che "La volontà di entrambi i soggetti di accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è espressa per iscritto (…). La volontà può essere revocata da ciascuno dei soggetti indicati dal presente comma fino al momento della fecondazione dell'ovulo".

Questo significa che, una volta che gli ovociti sono stati fecondati, la donna non potrà rifiutarsi di trasferire gli embrioni, anche se questi fossero malati o se fossero intervenuti altri gravi motivi per non procedere al trasferimento (ad esempio una grave malattia del marito o di un altro familiare stretto o qualunque altro evento per il quale la donna non intende procedere nel trattamento).

Questa norma appare palesemente incostituzionale, visto che l'articolo 32 della Costituzione, comma 2, sancisce che "nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana".

Inoltre la norma è del tutto inapplicabile: nessuno potrà obbligare con la forza una donna a sottoporsi al trasferimento, e la legge non prevede sanzioni per la donna che si riufiuti di sottoporsi al trasferimento. Naturalmente, però, gli embrioni dovranno essere distrutti, poiché se la donna rifiuta di trasferirli non potranno essere congelati.
Non credo che ci sia altro da aggiungere. Complimenti a chi si è ingegnato per partorire (tanto per rimanere in tema) sta schifezza e grazie mille per tutelarci in questo modo obrobrioso. Lo dico da donna, lo dico da futura (spero) mamma, ma soprattutto lo dico da cattolica, questa non è altro che l'ennesimo esempio di come l'Italia fa le cose solo per ingraziare quello o quest'altro potente.
Scusate lo sfogo, ma a voi non sembra assurda una legge che obbliga la madre a impiantare degli embrioni morti o malati? E che la obbliga a impiantarli anche nel caso sia per esempio morto il marito nel lasso di tempo sia avvenuta la procedura di fecondazione dell'ovulo?
Assurdo...

giovedì 4 febbraio 2010

Secondo spermiogramma

Passate le vacanze, si torna alla normalità.
Le seconde analisi di mio marito sono state leggermente migliori delle prime (vedi questo post), pare che l'integratore preso abbia avuto l'effetto desiderato, ossia aumentare la motilità e la vitalità degli spermatozoi, portandole poco al di sopra dei valori di riferimento.
Anche la quantità continua ad essere al di sopra dei valori di riferimento, mentre le anomalie (ossia la così chiamata teratozoospermia) sono ancora elevate, ma non disastrose. Insomma un eiaculato non eccellente, ma in grado comunque di fecondare.
Come ci aveva detto l'urologo, mio marito farà altri tre mesi di SperGin Q10 dopo una pausa di tre mesi e alla fine un altro spermiogramma.

Nel frattempo le fumate bianche continuano sebbene il mio ciclo pare essersi normalizzato, ma è anche vero che rapporti mirati o accortezze del genere sono andate sempre più scemando. Dalla mia gravidanza molare e dal relativo periodo di astinenza finito a marzo 2009, è passato praticamente un anno senza che sia successo proprio nulla (anche se devo dire che sono stati mesi davvero stressanti) e ci stiamo organizzando per passare allo step successivo.
Il giorno del mio compleanno abbiamo la prima visita al centro fertilità della mia città e, in quei giorni, speriamo di riuscire ad avere un appuntamento anche con il centro di Klagenfurt, Sterignost. Ho letto diversi commenti molto positivi su quest'ultimo e poi, se proprio devo fare questa cosa, non la farò certo in Italia, vista la schifossissima legge che sono riusciti a fare!

Ma di questo parlerò più avanti e come sempre aspetto i vostri commenti!

giovedì 14 gennaio 2010

Esami ormonali: prolattina alta.

Dopo varie visite ginecologiche sono stata mandata a una visita endocrinologica, come raccontavo in questo post, e sono tornata con gli esami in mano: ormoni ok (tant'è che questo mese il ciclo è arrivato preciso e quasi puntuale...mannaggia!), marker della celiachia nella norma, prolattina lievemente alta, ma a quanto sembra niente di preoccupante.

A quanto sembra, infatti, la prolattina alta potrebbe essere uno dei motivi che portano a scompensi nel ciclo e quindi infertilità, oltre che a problemi con l'annidamento embroniale.
A parte il risultato dell'esame del sangue alcuni dei sintomi classici dell'iperprolattinemia sono seno gonfio e dolente, cefalea recidivante, secrezione di latte dai capezzoli, oltre che alla suddetta amenorrea. Vi sono anche dei segni ecografici nelle donne in età feconda quali: utero un pò più piccolo della norma, endometrio tendente al sottile (1mm - 3mm) di aspetto lineare e iperecogeno, ovaie piccole di aspetto omogeneo, con pochi follicoli, tra l'altro piccoli (max 5 mm) oppure policistosi ovarica e infine anche se piuttosto raramente anche idrometra.

Esistono inoltre gli adenomi e microadenomi ipofisari prolattino secernenti, ma in questi casi si hanno valori di prolattinemia notevolmente alterati rispetto alla norma, ossia livelli oltre 100 ng/ml a fronte di un valore normale tra lo 0 e i 20 ng/ml. Se il valore è solo leggermente alterato può essere semplicemente colpa di uno stress e spesso proprio a causa del prelievo del sangue; in questo caso si esegue un esame con l'agocannulla che permette più prelievi sequenziali evitando l'effetto "stress da buco", così chiamato.

In gravidanza invece la prolattina è un ormone necessario e i suoi livelli possono raggiungere (e superare) i 300 ng/ml. Se nel caso siano state fatte terapie antiprolattinemiche, appunto per far scendere i livelli di prolattina e rimanere incinta, è sufficiente interromperle appena ci si accorge di essere in gravidanza, in modo da evitare conseguenze sul feto o sull'andamento della gravidanza.
Piccolo dettaglio per quanto riguarda la pillola anticoncezionale (così come pure il cerotto e l'anello anticoncezionali), che tende a far aumentare i livelli di prolattina, motivo per cui la cefalea aumenta o compare con la sua assunzione.

E' infine da ricordare che anche negli uomini è presente la prolattina e il suo innalzamento porta impotenza copulandi (difficoltà nell'erezione) e coeundi (alterazione dei parametri seminali, diminuzione della capacità fecondante dello sperma), oltre che ad un visibile aumento di volume della ghiandola mammaria.

Per quanto mi riguarda, invece, anche i problemi ormonali sembrano non essere il problema al raggiungimento del sogno. Aspettiamo quindi il secondo spermiogramma, con un occhio già al terzo step...