venerdì 4 dicembre 2015

Il Francese

E alla fine è arrivato: il nostro Francese!
Sabato scorso dopo lo scollamento delle membrane predetto, in circa 3 ore e mezza mi sono ritrovato un altro vitellino tra le braccia: 4430g x 53cm! A me se non sono grandi non piacciono, ok?!?
E' stato un parto davvero esemplare, che ho gestito benissimo fino alla rottura delle acque, camminando, parlando, spingendo contro il mobile quando era il momento della contrazione...poi basta non ho capito più niente e dopo quaranta minuti mi sono trovata a pancia in giù sul lettino dopo aver partorito a quattro zampe, cosa che mai avrei immaginato, e senza nemmeno un punto!!!
E' stato perfetto, le ostetriche e la dottoressa, che ha voluto assolutamente essere lì, mi hanno ringraziato per averle fatte assistere a un parto così bello.
Nemmeno una settimana e sono già bella attiva, cercando di gestire un nano appena nato e gli altri due, cosa che non è affatto facile, ma mi rende felice! E vedremo...

giovedì 26 novembre 2015

Non news

E' giorni che volevo scrivere, ma tra una cosa e l'altra ho sempre rimandato, poi il commento di Aurora su questo post mi ha fatto innanzitutto ridere, poi mi ha un po' obbligato a darvi qualche news. Che poi news non sono perché, come gli altri miei figli, anche numero tre ha deciso di farsi attendere fino alla fine!
La quarantesima settimana è ormai quasi alla fine, visto che sabato è alle porte e questo significa che dovrò chiamare all'ospedale nel caso fossi ancora con panza appresso, mi verrà fatta una visita e probabilmente verrà praticato lo scollamento delle membrane, manovra non particolarmente simpatica che ho provato con il Vitellino e che ha lo scopo di staccare meccanicamente (ossia con un dito) le membrane dell'utero da quelle fetalli. In questo modo il corpo inizia a produrre prostaglandine oltre a stimolare attivamente le contrazioni e quindi a far partire o accellerare il travaglio. Normalmente è una manovra che viene eseguita solo se l'utero è già un minimo dilatato, sennò non ha quasi mai riuscita.
Ho riso per il commento, perché la domanda tipica di chi mi vede ai corsi di francese è "Tu es encore là!?!" (Sei ancora qua?!?) e la risposta è sono qua, siamo qua, stiamo bene e sinceramente per la prima volta non ho nemmeno tutta sta ansia di far uscire numero tre. Non so se è il ricordo del parto del Vitellino (e guai chi mi dice che il dolore del parto si dimentica!) o il semplice fatto che in fondo non ho grossi fastidi in questo termine gravidanza, ma mi sa che sono l'unica a non pensare "ma ancora non è nato/a??".
Vabbè anche se nè io nè numero tre abbiamo fretta, ormai il termine è arrivato e tra una settimana sarà sicuramente tris-mamma...che solo a dirlo mi fa un'impressione!
A presto...stavolta con vere news!

giovedì 12 novembre 2015

Il plurilinguismo procede

E' un po' che non parlo della nostra situazione linguistica, quindi oggi onde evitare un ennesimo post da "donna incinta quasi alla fine non ce la posso fare più!" mi accingo a un piccolo riassunto degli ultimi tempi.
Entrambi i nani sono ora all'ecole maternelle, fanno anche due giorni interi a settimana, il che significa un'esposizione alla lingua francese maggiore, sia in termini di quantità che in termini di qualità.
Il Navigante inoltre è tornato e, a parte qualche momento di defaiance, c'è di nuovo lo spagnolo quotidiano; in più nel nostro giro di amici stranieri è arrivata una coppia americana-messicana e questo ha dato una spinta impressionante, soprattutto alla Belva, al provare a lanciarsi anche in questa lingua che sicuramente tra tutte è la più bistrattata.
L'italiano non è decisamente un problema, io sono sempre presente (e questo suona come una minaccia, ma giuro che non lo è :D) e, a parte qualche parola che proviene normalmente dal francese e viene italianizzata, è decisamente la lingua che ha la prerogativa su tutte.
Infine c'è una specie di new entry ossia l'inglese, non perché noi abbiamo iniziato a fare niente, ma l'esposizione continua con il gruppo degli stranieri dove i bimbi sentono gli adulti parlare in inglese (tra i bambini invece si parla francese) e il trasferimento di zii e cugini in Inghilterra con nostra relativa vacanza in aprile di due settimane ha aperto una breccia. Non è raro infatti sentire i due nanetti fare conversazioni senza senso logico, nè con una parola che si capisca, ma dall'incredibile accento british!
Ricapitolando: la Belva, che ha un anno di più ed è decisamente portata, è ormai perfettamente bilingue italiano-francese (e che ve lo dico a fà che mi corregge sempre la pronuncia?!), ogni tanto parla in spagnolo utilizzando frasi semplici, ma corrette e ora vuole imparare l'inglese. Il Vitellino più precipitoso, tende invece a mescolare molto, oppure a impappinarsi nelle frasi, ma questo secondo me c'entra più con il carattere e la voglia di parlare continuamente, che con l'esposizione a diverse lingue, visto che l'ho sentito più volte fare frasi perfette in francese quando si trova in un ambiente francofono o quando gioca con la sorella (il momento gioco è quasi sempre in francese).
Mi chiedo alle volte come faremo una volta tornati in Italia, come devo francamente comportarmi quando la Belva mi chiede di insegnarle a scrivere una parola o a leggerla, come portare avanti tutto questo bagaglio senza esagerare o fare le cose male, ma soprattutto mi chiedo come facciano a non incasinarsi, perché io stessa alle volte faccio veramente fatica a connettere; ma ovvio loro sono bambini, spugne, in divenire, per loro è tutto molto più facile, è tutto un gioco di suoni, di musica, non di regole grammaticali.
Del resto...la richiesta più in voga del momento? Ascoltare la canzone di Frozen in tutte e quattro le lingue...fortuna che almeno è bella!!!

venerdì 6 novembre 2015

Agli sgoccioli...(un po' di pippe ormonali)

Ovviamento dopo la fretta a 35 settimane, nano numero tre se ne sta beato in pancia e non credo uscirà prima delle 41+2 degno compare dei suoi due fratelli maggiori; ma volente o nolente al massimo tra qualche settimana sarà fuori. E dentro di me si affollano i soliti dubbi, le paure, le emozioni che solo una mamma in prossimità del parto può avere.
Penso a come questa gravidanza rimarrà impressa nella mia mente come la migliore e la peggiore di tutte, penso a come mi spaventa e rattrista pensare che sia l'ultima (o almeno questo sarebbe il piano) e non abbia potuto goderne appieno come avrei voluto e avrebbe meritato.
Perché la peggiore e la migliore insieme?
Bè ho fatto il test 10 giorni prima che il Navigante partisse per quattro mesi, mi sono quindi ritrovata sola a gestire un tumulto emotivo dove la paura che succedesse qualcosa a me, a numero tre, ai nani o al Navigante ne faceva da padrone. Non riuscivo a concentrarmi su altro se non paura, tristezza, senso di abbandono. Ho passato i primi mesi angosciata, per poi iniziare il secondo trimestre con una magagna fisica dietro l'altra, niente di grave, ma sempre sola e sentendo di non riuscire a gestire tutto. Poi è ritornato il Navigante e abbiamo dovuto affrontare una delle sfide peggiori di una coppia: il dubbio, la voglia che manca, la crisi; sono stati mesi lunghi, ancora pianti, un avvenire incerto, un nonno che muore, equilibri da ristabilire.
Ma in tutto questo non posso non ricordare la gioia di avere la pancia, una gravidanza liscia come l'olio, numero tre che sgambetta praticamente da sempre, facendomi ricordare che nemmenno volendo potrei essere sola, non lo sarò mai più dopo tre figli, niente fastidi collegati a questa pancia che crescendo mi fa sentire bella e che adoro accarezzare. Per gli altri non è stato così, ho odiato essere incinta da sempre, dalle nausee, i dolori, le pance immense che non mi facevano respirare, camminare, mangiare. Ho sempre detto che avrei preferito partorire mille volte, ma non farmi i nove mesi di gravidanza.
Ora invece non vorrei quasi staccarmi da questa pancia, non vorrei far uscire numero tre, vorrei che restasse dentro di me, per proteggerlo, per sentirlo ancora mentre scalcia e si muove, per non dover perdere questa sensazione di beatitudine che mi ha regalato.
Questa gravidanza, l'ultima, mi ha messo in pace con il mondo delle pance e quasi quasi mi fa ripensare alla decisione di fermarmi a tre, fortuna che il Navigante invece è sempre irremovibile ;P Perchè in fondo tre è un bel numero, un ottimo numero e va bene così. Però un velo di tristezza mi rimane, forse è solo una questione di ormoni o forse paura che una volta chiusa questa porta non mi rimanga più niente per cui sognare, per cui lottare, per cui vivere.
Perchè a 15 anni volevo due cose: vincere le Olimpiadi e avere tre figli...sto per raggiungere uno dei miei sogni, è una sensazione strana, come quando arrivi alla fine del Cammino di Santiago. L'obiettivo è Santiago, ma il Cammino è quello che conta sul serio.
Il dopo...il dopo spaventa un po'...

giovedì 29 ottobre 2015

Paese che vai, valigia per l'ospedale che trovi

Ovviamente dopo la paura di dover partorire in aeroporto, a svariate centinaia di km da casa e senza uno straccio per numero tre in valigia (leggasi post precedente), la prima cosa che ho fatto appena arrivata a casa, oltre alle quindicimila lavatrici post viaggio e post cambio lenzuola, è stata la valigia per l'ospedale...Sì bè ovvio non era pronta, ma ormai l'avrete capito che sono una mamma cialtrona no?!
Quindi armata di santa pazienza ho tirato fuori la borsa che ho usato per gli altri due (una borsa vecchia, del Navigante, che ormai è la mia valigia per i parti!) e ho iniziato a leggere la lista dell'ospedale che la sage-femme che mi ha seguito per tutta la gravidanza (qui se la gravidanza è fisiologica si può scegliere se farsi seguire da un ginecologo o da un'ostetrica) mi ha passato.
Ok body ci siamo è internazionale...6-8 mi paiono un po' tantini ma tant'è...pigiama 6 stesso discorso, calzini vabbè giusto perchè me li richiedono ma io non li ho quasi mai usati nei pigiama coi piedini...bavaglini in spugna 6, mi paiono un filino eccessivi, ma ok...asciugamani, ma non li lavano loro? Però fin qui, ci può stare tutto, invece iniziamo con le cose strane: termometro per neonato? E scusate sto in ospedale e devo portarmi il termometro? Vabbè...pannolini 3-5kg, cotone per neonati (per cosa? e soprattutto è diverso dal cotone per gli adulti?) vabbè io sono stata abituata bene, in entrambi gli ospedali passavano tutto...gigoteuse?...brassiere? Aiuto google immagini vieni a me!!! Sacco nanna e gilet?!?!
Ok, scusatemelo, ma io gilet non ne ho mai usati (mi fanno pure un po' schifo...) e l'unico sacco nanna che mi sono fatta regalare per la Belva è stato usato una sola volta, troppo scomodo per cambiarli e allattarli di notte, quindi ora che si fa? Io sono italiana mi spiace per voi e vi beccate una giacchina dei completi due pezzi e una coperta normalissima in pile, vedete un po' voi come dovete fare!
Passiamo a quello che serve per la mamma: camicie da notte e ci siamo, crema per mettere sui capezzoli SE si allatta (a qui ti danno la libertà scelta? In Italia se non ci provi nemmeno ti mettono al patibolo!!), reggiseno per allattamento (mai usato, poi all'ospedale tette assolutamente libere grosse com'erano mancava solo stringerle in un reggiseno!), mutande a rete e pannolini per il post parto (io mi porto le mutande tipo Tena lady, dite che mi controllano?), termometro elettrico (no vabbè, ma è un vizio?!), vestaglia (in questo ospedale deve fare un freddo bacucco), asciugamani e guanti per lavarsi (guanti?!?!?!?!?), beauty case con tutto il necessaire e infine - udite udite - per il travaglio e il parto un vaporizzatore d'acqua!!!
Ora...io sarò pure cialtrona e rustega....MACHEDAVERO?!?!Altro che valigia per l'ospedale, qui sembra che devo stare via un mese, perchè in tutto questo non vi ho scritto le quantità, soprattutto per i vestiti del neonato...
Ok in ospedale mi odieranno, già lo so, visto che ho fatto un bel po' di testa mia, ma almeno ho la scusa: ah vabbè ma quella è italiana!!!!...che non so mai se sia un'offesa o un complimento, facciamo finta che sia un complimento và!

domenica 25 ottobre 2015

Per numero tre il viaggio era troppo noioso...

Dopo una settimana dai suoceri, una giornata solo per noi ad Ostia, scofanate di pizza, mozzarella e yogurt di bufala...proprio mentre siamo sul treno per Fiumicino sulla via del ritorno, numero tre ha deciso che anche lui/lei aveva diritto a farsi sentire.
E quindi sono partite contrazioni prima ogni dieci minuti, poi ogni cinque e infine, ormai arrivati a Fiumicino, ogni due. Ok, no panico, Fiumicino ha un pronto soccorso proprio fuori dal terminal 1, caso mai vi servisse, e quella sera c'era pure una ginecologa reperibile.
Sono dilatata, il dito passa e tocca la testa di numero tre, vengo trasferita al PS di Ostia dove mi fanno un monitoraggio che conferma le contrazioni, che però sono brevi e non efficaci per farmi dilatare ancora. Ovvio non mi consigliano il viaggio, ma di certo non sono da ricoverare (e quello, ormai al terzo figlio, lo sapevo anche io).
Ma siamo bloccati ad Ostia per la notte, a 35+5 settimane di gravidanza, con due bimbi che non capiscono cosa succede, quattro bagagli in croce e ovviamente niente per numero tre che pare voler nascere in Italia.
Dopo il sonno però le contrazioni sembrano essere meno frequenti e anche meno forti, decidiamo di partire verso casa, in treno (e non vi dico quante ORE di ritardo abbiamo accumulato in due giorni!), un viaggio che dividiamo in due fermandoci a Genova, dove quantomeno mi consolo con la focaccia di Recco, dopo due giorni di digiuno...eh sì, perché le contrazioni sono iniziate in concomitanza con un virus intestinale che mi ha portato vomito e diarrea e che ha contagiato un po' tutti, solo che io ovviamente sono quella che è stata peggio!
Siamo tornati a casina nostra con circa 500 euro in meno in tasca, una sfaticata pazzesca per tutti e numero tre ancora in pancia, con prodromi che continuano (ma tanto ormai ho sforato le 36 settimane), meno accentuati certo, anche se fare qualsiasi cosa è davvero una faticaccia .
Sicuro adesso nascerà in ritardo...solo i miei figli possono rompere ancora prima di nascere!!!!!

lunedì 12 ottobre 2015

Il famoso pezzo di carta...

In tutto il marasma dell'organizzare una semplice trasferta a casa dei suoceri, una delle cose più importanti che hanno rischiato di far saltare il tutto è stato l'agognato pezzo di carta che dice che sono in grado di volare, documento che viene richiesto da alcune compagnie aeree (di solito le low cost) per donne incinta dal secondo trimestre circa fino a poco prima del nono mese.
Io, come già accennavo nel post scorso, viaggio a cavallo tra la trentacinquesima e trentaseiesima settimana di gravidanza, limite ultimo per i voli Ryanair. Il foglio deve essere firmato non prima di due settimane dalla data del volo di ritorno e io sono arrivata fino all'ultimo secondo perchè l'ostetrica che mi segue ha detto che sarebbe stato meglio che me lo firmasse chi mi faceva l'ecografia del terzo trimestre, mentre l'ostetrica che mi ha fatto l'ecografia mi ha detto che deve firmarmelo chi mi segue.
...ok...
E non è che abbia problemi! La gravidanza segue un corso normale, il bambino è grande con un peso stimato al parto intorno ai 4kg (Vitellino bis!), ho un po' di liquido in più del normale all'ultima eco probabilmente a causa delle dimensioni del feto (e anche qui...Vitellino bis!), ma ormai so a cosa vado in contro.
Oggi per scrupolo l'ostetrica prima di firmarmi sto benedetto foglio ha voluto farmi una visita al collo dell'utero (e farmela lunedì scorso no????) che è lungo, ma pervio al dito (come la Belva!) e quindi mi ha fatto un po' di storie, ma alla fine me l'ha firmato.
Manco dovessi andare a fare trekking sull'Hymalaya!!! Devo solo andare a spanzarmi di pizza e mozzarella di bufala!!!!! Quante storie! E poi, lo so, come sempre pur avendo tutti i segnali premonitori per un parto quantomeno pretermine...arriverò alla fine e anche oltre!!!!! >.<