Oggi il Francese si è svegliato per la poppata alle 6.30, ovviamente poi non ha più dormito, ma oggi andava bene così. Alle 7.00 sono andata in bagno e poi sono entrata in camera dei bimbi per svegliarli un po' prima del solito.
Poi con pazienza (poca, come mio solito) ho aiutato la mia regina del ghiaccio ad infilarsi il "vestito che trascina" e il mio pirata a mettere la bandana con il teschio. Ho poi, poco panzientemente, rifatto tre volte la treccia, di lato che sale invece di scendere, alla regina dei ghiacci e rimesso almeno quattro volte la bandana al pirata. Il ragnetto, che li ha solo visti uscire di casa, aveva una semplice tutina nera e il lavoro che la nonna aveva amorevolmente cucito pensando che avremmo fatto la sfilata.
Niente sfilata invece quest'anno, colpa del plan vigipirate rinforzato dopo gli attentati di novembre a Parigi, solo una festa a scuola, tutti travestiti e tante torte, bonbon e succhi di frutta per merenda, ma senza la presenza di noi genitori, purtroppo.
E lo so, siamo a marzo, in Quaresima, ma qui si festeggia carnevale a marzo così è bel tempo. Già, in teoria. Perché oggi credo sia una delle peggio giornate in tutto l'inverno: vento, freddo e pioggia incessante e ve lo spiego cosa significa andare in giro con un vestito da Elsa con lo strascico!
Quindi il bel carnevale che mi aspettavo di fare sfilando vestita da Minnie con il Francese nel meitai vestito da ragnetto, la mia Reine des neiges e il pirata catttivo (come suole sottolineare il Vitellino), si è trasformato in una mattinata a casa con la mamma dell'amica della Belva, mangiando crema catalana fatta da Au Pair e chiacchierando in attesa di andare a riprendere i pupi a scuola...in macchina ovviamente!
Se non è sfiga questa...alla faccia della primavera che era ormai arrivata!
mercoledì 16 marzo 2016
lunedì 14 marzo 2016
Del godersi il momento e lasciar perdere le pippe mentali
Finalmente pare essere arrivata la primavera: sole, temperature più miti, gli uccellini che cinguettano, l'odore dei fiori nell'aria...j'adore!
Così sabato non me lo sono fatta ripetere due volte e dopo la ginnastica dei bimbi ho raccattato le quattro cose che potevano servirmi (cambio per il Francese, coperta per sedersi, due secchielli e due palette, un litro d'acqua), mi sono fermata alla nostra boulangerie di fiducia a fare incetta di quiches per il pranzo e...c'est parti! Spiaggia, sole e picnic!
Mai stata più felice di passare qualche ora al sole, aspettavo da tempo di potermi godere i miei picnic in famiglia, con il nuovo nano, aspettavo di sentirmi il sole scaldare il viso, aspettavo di togliere le scarpe e i calzini per camminare sulla sabbia, aspettavo di vedere la felicità dei miei bimbi che finalmente possono ricominciare a giocare con la sabbia (ma non fare il bagno e la cosa non gli è piaciuta affatto!), aspettavo di fare quattro chiacchiere con i nostri amici, quelli con cui sempre mi ritrovo anche organizzandosi all'ultimo secondo (e infatti lui è italiano e lei una francese che ha vissuto 8 anni in Italia...con dei francesi o, peggio ancora, degli inglesi sarebbe impossibile!).
Certo, non c'era il Navigante, ma sarà l'abitudine, sarà che ero troppo felice per pensarci, sarà la presenza della mitica Au Pair, la cosa mi ha pesato meno del solito.
E mi sono rilassata dopo qualche giorno di stanchezza accumulata e la prima notte fuori della mia Belva, che ha dormito inaspettatamente a casa di una sua amica, dopo un pomeriggio che abbiamo passato tutti insieme; la qual cosa mi ha reso stranamente molto, ma molto nervosa, soprattutto per la reazione del Vitellino, che non ha fatto altro che far capricci e storie dal momento che siamo usciti da casa dell'amichetta. Ora ovviamente vuole anche lui andare a dormire a casa di un'amica (benintesi, non amico!)...so che questo suo attaccamento è stato forse un errore mio, che li ho cresciuti un po' come due gemelli, ma che in fondo non lo sono e lui soffre molto per questo essendo il più piccolo. Li guardo e penso che crescono velocissimi e come al solito mi faccio le domande esistenziali di ogni mamma: Ma farò bene? Ma sarò una brava mamma? Ma sapranno quanto li amo? Etc.Etc.
Poi sorrido...è finalmente primavera, goditela e basta! Te la meriti!
Così sabato non me lo sono fatta ripetere due volte e dopo la ginnastica dei bimbi ho raccattato le quattro cose che potevano servirmi (cambio per il Francese, coperta per sedersi, due secchielli e due palette, un litro d'acqua), mi sono fermata alla nostra boulangerie di fiducia a fare incetta di quiches per il pranzo e...c'est parti! Spiaggia, sole e picnic!
Mai stata più felice di passare qualche ora al sole, aspettavo da tempo di potermi godere i miei picnic in famiglia, con il nuovo nano, aspettavo di sentirmi il sole scaldare il viso, aspettavo di togliere le scarpe e i calzini per camminare sulla sabbia, aspettavo di vedere la felicità dei miei bimbi che finalmente possono ricominciare a giocare con la sabbia (ma non fare il bagno e la cosa non gli è piaciuta affatto!), aspettavo di fare quattro chiacchiere con i nostri amici, quelli con cui sempre mi ritrovo anche organizzandosi all'ultimo secondo (e infatti lui è italiano e lei una francese che ha vissuto 8 anni in Italia...con dei francesi o, peggio ancora, degli inglesi sarebbe impossibile!).
Certo, non c'era il Navigante, ma sarà l'abitudine, sarà che ero troppo felice per pensarci, sarà la presenza della mitica Au Pair, la cosa mi ha pesato meno del solito.
E mi sono rilassata dopo qualche giorno di stanchezza accumulata e la prima notte fuori della mia Belva, che ha dormito inaspettatamente a casa di una sua amica, dopo un pomeriggio che abbiamo passato tutti insieme; la qual cosa mi ha reso stranamente molto, ma molto nervosa, soprattutto per la reazione del Vitellino, che non ha fatto altro che far capricci e storie dal momento che siamo usciti da casa dell'amichetta. Ora ovviamente vuole anche lui andare a dormire a casa di un'amica (benintesi, non amico!)...so che questo suo attaccamento è stato forse un errore mio, che li ho cresciuti un po' come due gemelli, ma che in fondo non lo sono e lui soffre molto per questo essendo il più piccolo. Li guardo e penso che crescono velocissimi e come al solito mi faccio le domande esistenziali di ogni mamma: Ma farò bene? Ma sarò una brava mamma? Ma sapranno quanto li amo? Etc.Etc.
Poi sorrido...è finalmente primavera, goditela e basta! Te la meriti!
mercoledì 9 marzo 2016
Il mio sogno romantico diventato realtà
In questi giorni mi sono ritrovata due volte a raccontare la storia di come io e il Navigante ci siamo conosciuti ed amati. E' una bella storia, una moderna favola romantica che ho sempre pensato di dover trasformare in romanzo, ma mi è sempre mancata l'ispirazione...o il coraggio.
Sì perché mettere nero su bianco dei sentimenti non è mai facile, anche per una grafomane come me, che alla fine sta qua a scrivere quello che succede nella sua vita, ma cercando di essere più anonima possibile.
Sento che quelle emozioni sono mie e solo mie, ho paura che condividerle su larga scala possa togliergli quella magia che ha fatto sì mi sentissi come dentro un romanzo d'amore. Da brava sognatrice ho cercato il sogno e l'ho trovato.
Un neo c'era: non era un sogno, il Navigante è una persona reale e quello che ci è successo al limite dell'irreale. Questo ha fatto sì che vivessi qualcosa di indimenticabile, ma che immancabilmente prima o poi sarebbe finito, lasciando spazio alla realtà, permeata di un amore profondo, ma pur sempre solo realtà, non più sogno.
Un figlio che non si decideva ad arrivare, un aborto, un secondo figlio troppo ravvicinato e di difficile gestione proprio in un momento lavorativo difficile per il Navigante, alcuni fallimenti personali, tanti mesi lontani, un altro aborto.
La realtà non è il sogno romantico che avevo cercato e all'inizio pure trovato e io, pesci fino nell'osso, non ci potevo credere, ma poi arriva un momento in cui tutto sembra crollare e quel sogno romantico sembra essere diventato solo un passato lontano, l'inizio di un sentiero ricolmo di ostacoli culmanati con un baratro che poteva essere la fine di tutto.
Alla veneranda età di 33 anni ho dovuto fare i conti con la realtà, con un marito umano, che non è quel principe senza macchia che forse avevo idealizzato e un futuro incerto. Sono passati mesi, ma ancora non riesco a crederci, il mio sogno in fondo è stato solo un attimo ed è diventato quasi subito semplice realtà, nel bene e nel male. La mia parte romantico-infantile ogni volta che ci pensa ha una pugnalata al cuore, mentre la mia parte razionale la scuote dicendo "cresci e falla finita con ste lagne, hai tutto quello che hai sempre desiderato no?".
Ho tutto quello che ho sempre desiderato, è vero, ma brucia ancora la perdita di questo sogno romantico che non ho voluto abbandonare per 10 anni, tenendomelo ben stretto anche a costo di sembrare cieca davanti a quello che era ed è la realtà. E' così impossibile pensare che un sogno romantico possa durare per tutta la vita? Eppure mi capita ancora a volte di sognare, di voler rivivere certe emozioni, di voler cancellare il dolore, gli errori, le difficoltà.
Mi sembra di aver perso qualcosa in questi ultimi mesi, ho l'impressione di aver lasciato una parte importante di me per strada, qualcuno potrebbe dire che sono cresciuta, io in realtà mi sento spaesata e un po' triste. Amo la mia realtà fatta di amore e di persone vere, fatte di carne, ossa e difetti, ma amavo, e moltissimo, anche il mio sogno romantico e mi dispiace averlo perso per sempre.
Forse è arrivato il momento di mettere nero su bianco il mio sogno romantico, in fondo ora è un passato lontano che non ha nulla a che vedere con me, con noi, con quello che siamo diventati. E forse solo così posso renderlo davvero immortale, facendolo rivivere negli occhi e nel cuore di chi ha ancora il coraggio e la possibilità di sognare.
Sì perché mettere nero su bianco dei sentimenti non è mai facile, anche per una grafomane come me, che alla fine sta qua a scrivere quello che succede nella sua vita, ma cercando di essere più anonima possibile.
Sento che quelle emozioni sono mie e solo mie, ho paura che condividerle su larga scala possa togliergli quella magia che ha fatto sì mi sentissi come dentro un romanzo d'amore. Da brava sognatrice ho cercato il sogno e l'ho trovato.
Un neo c'era: non era un sogno, il Navigante è una persona reale e quello che ci è successo al limite dell'irreale. Questo ha fatto sì che vivessi qualcosa di indimenticabile, ma che immancabilmente prima o poi sarebbe finito, lasciando spazio alla realtà, permeata di un amore profondo, ma pur sempre solo realtà, non più sogno.
Un figlio che non si decideva ad arrivare, un aborto, un secondo figlio troppo ravvicinato e di difficile gestione proprio in un momento lavorativo difficile per il Navigante, alcuni fallimenti personali, tanti mesi lontani, un altro aborto.
La realtà non è il sogno romantico che avevo cercato e all'inizio pure trovato e io, pesci fino nell'osso, non ci potevo credere, ma poi arriva un momento in cui tutto sembra crollare e quel sogno romantico sembra essere diventato solo un passato lontano, l'inizio di un sentiero ricolmo di ostacoli culmanati con un baratro che poteva essere la fine di tutto.
Alla veneranda età di 33 anni ho dovuto fare i conti con la realtà, con un marito umano, che non è quel principe senza macchia che forse avevo idealizzato e un futuro incerto. Sono passati mesi, ma ancora non riesco a crederci, il mio sogno in fondo è stato solo un attimo ed è diventato quasi subito semplice realtà, nel bene e nel male. La mia parte romantico-infantile ogni volta che ci pensa ha una pugnalata al cuore, mentre la mia parte razionale la scuote dicendo "cresci e falla finita con ste lagne, hai tutto quello che hai sempre desiderato no?".
Ho tutto quello che ho sempre desiderato, è vero, ma brucia ancora la perdita di questo sogno romantico che non ho voluto abbandonare per 10 anni, tenendomelo ben stretto anche a costo di sembrare cieca davanti a quello che era ed è la realtà. E' così impossibile pensare che un sogno romantico possa durare per tutta la vita? Eppure mi capita ancora a volte di sognare, di voler rivivere certe emozioni, di voler cancellare il dolore, gli errori, le difficoltà.
Mi sembra di aver perso qualcosa in questi ultimi mesi, ho l'impressione di aver lasciato una parte importante di me per strada, qualcuno potrebbe dire che sono cresciuta, io in realtà mi sento spaesata e un po' triste. Amo la mia realtà fatta di amore e di persone vere, fatte di carne, ossa e difetti, ma amavo, e moltissimo, anche il mio sogno romantico e mi dispiace averlo perso per sempre.
Forse è arrivato il momento di mettere nero su bianco il mio sogno romantico, in fondo ora è un passato lontano che non ha nulla a che vedere con me, con noi, con quello che siamo diventati. E forse solo così posso renderlo davvero immortale, facendolo rivivere negli occhi e nel cuore di chi ha ancora il coraggio e la possibilità di sognare.
lunedì 7 marzo 2016
Quando anche le mamme tris respirano
Giorno intenso il lunedì.
I bimbi vanno a scuola la mattina e vengono a pranzo a casa, poi il Vitellino resta a casa a dormire, mentre la Belva ritorna a scuola. Dopo scuola e dopo merenda via verso la piscina per rientrare giusto per cena e nanna. Stamattina inoltre abbiamo aggiunto anche il primo vaccino del Francese.
Normalmente arrivo distrutta, passo quasi tutto il giorno sola, a parte la fugace ora di pranzo quando il Navigante arriva, mangia e porta la Belva a scuola di cammino per il lavoro. Io poi vado a prenderla dopo aver svegliato il Vitellino e sperando che il Francese non debba essere cambiato/allattato/chissàchealtro proprio in quel momento. La piscina poi è cosa del Navigante, mentre io mi sobbarco bagnetto del Francese e quel che non ho preparato della cena.
Avendo però Au Pair tutto è più facile, visto che non sono sola tutto il giorno, quindi posso chiacchierare anche con un adulto, possiamo smezzarci i nani e, soprattutto, è lei che fa su e giù a scuola. Oggi poi il Francese era abbastanza stanco probabilmente causa vaccino e alle 18:30 era già nel mondo dei sogni.
Il che si traduce in: luuuunga dolce bollente nel silenzio più assoluto, preparazione dell'insalata canticchiando in solitaria e infine un bello spritz davanti al computer mentre faccio shopping online.
Questi sì che sono i piccoli piaceri di una mamma tris...
I bimbi vanno a scuola la mattina e vengono a pranzo a casa, poi il Vitellino resta a casa a dormire, mentre la Belva ritorna a scuola. Dopo scuola e dopo merenda via verso la piscina per rientrare giusto per cena e nanna. Stamattina inoltre abbiamo aggiunto anche il primo vaccino del Francese.
Normalmente arrivo distrutta, passo quasi tutto il giorno sola, a parte la fugace ora di pranzo quando il Navigante arriva, mangia e porta la Belva a scuola di cammino per il lavoro. Io poi vado a prenderla dopo aver svegliato il Vitellino e sperando che il Francese non debba essere cambiato/allattato/chissàchealtro proprio in quel momento. La piscina poi è cosa del Navigante, mentre io mi sobbarco bagnetto del Francese e quel che non ho preparato della cena.
Avendo però Au Pair tutto è più facile, visto che non sono sola tutto il giorno, quindi posso chiacchierare anche con un adulto, possiamo smezzarci i nani e, soprattutto, è lei che fa su e giù a scuola. Oggi poi il Francese era abbastanza stanco probabilmente causa vaccino e alle 18:30 era già nel mondo dei sogni.
Il che si traduce in: luuuunga dolce bollente nel silenzio più assoluto, preparazione dell'insalata canticchiando in solitaria e infine un bello spritz davanti al computer mentre faccio shopping online.
Questi sì che sono i piccoli piaceri di una mamma tris...
sabato 5 marzo 2016
La stanchezza regna sovrana
Il Navigante è partito da una settimana e a me sembra passato un secolo, perché, pur avendo l'aiuto della nostra prima e inimitabile Au Pair, la gestione di casa + tre nani sotto i 5 anni è davvero faticosa.
Faccio lavatrici come se piovessero, allatto, preparo da mangiare, allatto, allatto, metto in ordine, allatto, stendo panni, allatto, dormo, allatto, ogni tanto ci metto un corso di francese, allatto...Non so se si è capito, ma il Francese è una buona forchetta e ormai sono talmente brava che di notte nemmeno mi accorgo di allattarlo, svegliandomi di soprassalto e trovandolo dormiente con la mia tetta in bocca. Sicuro ce l'ho messo io lì, perché ok precoce, ma a tre mesi mi pare improbabile arrivi da solo a servirsi, eppure giuro che 8 volte su 10 lo faccio nell'incoscienza del sonno.
Stamattina poi i due nani grandi avevano un compleanno in un parco indoor a una mezz'oretta da qua e io mi sono sobbarcata da sola festa con viaggio andata e ritorno con i tre nani per lasciare Au Pair a pulirmi casa. Sono arrivata a casa distrutta con il Vitellino infortunato per una storta al piede e il Francese che per l'eccitazione di cose nuove e tanti bambini non ha dormito niente, voleva solo stare in braccio a guardare in giro per infine crollare in macchina, ma risvegliarsi appena arrivato a casa e avere una crisi isterica praticamente fino al sonnellino sucessivo.
Per farvi capire meglio: sono le 21.15 e aspetto la telefonata del Navigante, ma gli occhi mi si stanno già chiudendo. E tutto questo pur con un aiuto!
So che la stanchezza è dovuta anche a una tensione emotiva forte che mi prende quando sono sola e tutte le responsabilità gravano su di me, ma speravo di essere un po' più scafata e di riuscire a cavarmela un filo meglio. Niente da fare, mamma single non è per me!
Per favore fatemi sentire in compagnia e ditemi che anche voi arrancate senza i vostri compagni!
Faccio lavatrici come se piovessero, allatto, preparo da mangiare, allatto, allatto, metto in ordine, allatto, stendo panni, allatto, dormo, allatto, ogni tanto ci metto un corso di francese, allatto...Non so se si è capito, ma il Francese è una buona forchetta e ormai sono talmente brava che di notte nemmeno mi accorgo di allattarlo, svegliandomi di soprassalto e trovandolo dormiente con la mia tetta in bocca. Sicuro ce l'ho messo io lì, perché ok precoce, ma a tre mesi mi pare improbabile arrivi da solo a servirsi, eppure giuro che 8 volte su 10 lo faccio nell'incoscienza del sonno.
Stamattina poi i due nani grandi avevano un compleanno in un parco indoor a una mezz'oretta da qua e io mi sono sobbarcata da sola festa con viaggio andata e ritorno con i tre nani per lasciare Au Pair a pulirmi casa. Sono arrivata a casa distrutta con il Vitellino infortunato per una storta al piede e il Francese che per l'eccitazione di cose nuove e tanti bambini non ha dormito niente, voleva solo stare in braccio a guardare in giro per infine crollare in macchina, ma risvegliarsi appena arrivato a casa e avere una crisi isterica praticamente fino al sonnellino sucessivo.
Per farvi capire meglio: sono le 21.15 e aspetto la telefonata del Navigante, ma gli occhi mi si stanno già chiudendo. E tutto questo pur con un aiuto!
So che la stanchezza è dovuta anche a una tensione emotiva forte che mi prende quando sono sola e tutte le responsabilità gravano su di me, ma speravo di essere un po' più scafata e di riuscire a cavarmela un filo meglio. Niente da fare, mamma single non è per me!
Per favore fatemi sentire in compagnia e ditemi che anche voi arrancate senza i vostri compagni!
lunedì 29 febbraio 2016
Gli anni di Cristo
Normalmente oggi sarebbe il mio compleanno, ma visto che quest'anno è bisestile mi tocca aspettare un giorno di più e io odio aspettare per festeggiare il mio compleanno, anche se ormai sono una tris mamma più che trentenne con la faccia stanca ricolma di occhiaie, borse e rughe (il Francese aiuta molto in tutto questo!). Mi piace festeggiare in generale, quindi non vedo perché dovrebbe essere diverso se la persona da festeggiare sono proprio io!
Quindi visto che sono senza marito, in viaggio per tre settimane (la prima partenza dopo l'arrivo del Francese :( ma ho la mia prima Au pair venuta a darmi una mano), domani ho invitato le Army wives per un pranzo bring&share, ossia ognuno porta qualcosa da condividere con gli altri. Io ho già il tiramisù in frigo e dopo mi metterò a preparare la pasta al forno con pesto, patate e fagiolini.
Con il Navigante (e il Francese addormentato nella culla) ho festeggiato sabato in un ristorante gastronomico a una quarantina di chilometri da qua, Les Restanques du Thoronet. Il paese è famoso per una delle tre abbazie cistercensi provenzali, un monumento storico costruito nel XII secolo che noi abbiamo visitato con i bimbi due anni fa.
Non conoscevo il ristorante, ma ho trovato un coupon di Groupon con un'offerta niente male e quindi abbiamo subito prenotato, grazie alla presenza della Au pair e grazie soprattutto al Francese che ci permette molte uscite che con gli altri due era impossibile fare. Lui infatti si addormenta piuttosto presto la sera e fa di solito una tirata fino mezzanotte o anche più tardi, ma anche se non dorme è comunque piuttosto pacifico e facile da gestire.
Il tempo era veramente da lupi, ma la serata è stata perfetta: il menù molto buono, le chiacchiere piacevoli, la concessione di un bicchiere di vino rosso e quando sono tornata a casa un piccola, ma davvero gradita sorpresa sul comodino da parte del Navigante. Mi sono sentita coccolata come non succedeva da tanto.
Grazie a Groupon per l'opportuinità di scoprire un ristorante che altrimenti non so se avrei mai provato, grazie a Au pair di essere di nuovo qui con me a darmi una mano (e davvero mi serve, non so come avrei fatto tre settimane sola senza sbarellare), grazie al Francese per essere così gestibile, grazie al Navigante per avermi fatto sentire speciale una volta di più.
E...BUON COMPLEANNO! (Posso dirmelo in anticipo, il 29 febbraio non conta!)
Quindi visto che sono senza marito, in viaggio per tre settimane (la prima partenza dopo l'arrivo del Francese :( ma ho la mia prima Au pair venuta a darmi una mano), domani ho invitato le Army wives per un pranzo bring&share, ossia ognuno porta qualcosa da condividere con gli altri. Io ho già il tiramisù in frigo e dopo mi metterò a preparare la pasta al forno con pesto, patate e fagiolini.
Con il Navigante (e il Francese addormentato nella culla) ho festeggiato sabato in un ristorante gastronomico a una quarantina di chilometri da qua, Les Restanques du Thoronet. Il paese è famoso per una delle tre abbazie cistercensi provenzali, un monumento storico costruito nel XII secolo che noi abbiamo visitato con i bimbi due anni fa.
Non conoscevo il ristorante, ma ho trovato un coupon di Groupon con un'offerta niente male e quindi abbiamo subito prenotato, grazie alla presenza della Au pair e grazie soprattutto al Francese che ci permette molte uscite che con gli altri due era impossibile fare. Lui infatti si addormenta piuttosto presto la sera e fa di solito una tirata fino mezzanotte o anche più tardi, ma anche se non dorme è comunque piuttosto pacifico e facile da gestire.
Il tempo era veramente da lupi, ma la serata è stata perfetta: il menù molto buono, le chiacchiere piacevoli, la concessione di un bicchiere di vino rosso e quando sono tornata a casa un piccola, ma davvero gradita sorpresa sul comodino da parte del Navigante. Mi sono sentita coccolata come non succedeva da tanto.
Grazie a Groupon per l'opportuinità di scoprire un ristorante che altrimenti non so se avrei mai provato, grazie a Au pair di essere di nuovo qui con me a darmi una mano (e davvero mi serve, non so come avrei fatto tre settimane sola senza sbarellare), grazie al Francese per essere così gestibile, grazie al Navigante per avermi fatto sentire speciale una volta di più.
E...BUON COMPLEANNO! (Posso dirmelo in anticipo, il 29 febbraio non conta!)
martedì 23 febbraio 2016
Ma come faccio?
Quando hai appena avuto un figlio e da poco ti confronti con il mondo delle mamme, quelle che ne hanno due ti sembrano dei mostri sacri, per non parlare di chi invece sfiora numeri come tre o quattro o cinque...La loro risposta serafica alla domanda "ma come cavolo fai, anche solo a respirare??" è sempre la stessa: in realtà con uno tutto è più difficile!
Io sinceramente non so come sia esattamente averne solo uno, perché con la Belva stavo appena cominciando a capire che ero mamma di un esserino che sono rimasta incinta del Vitellino e da lì non si è capito più niente in casa nostra per almeno un paio di anni buoni!
Poi arriva il Francese, con una differenza di età dai fratelli decisamente più umana e inizio a capire cosa vuol dire avere altri bambini che possono intrattenere il pupo il tempo che vai a fare pipì o, se sei fortunata, anche il tempo di bere una tisana; che ti portano il bavaglino per i vomitini che immancabilmente è dall'altra parte della stanza, che fanno rumore a sufficenza per far abituare il suddetto pupo ad addormentarsi anche mentre il fratello suona la batteria con le pentole della cucinina.
E tu sei un'altra, riesci a calcolare ogni secondo utile per qualsiasi attività tua o degli altri, sei un mostro di incastri che tetris ti fa un baffo e riesci persino a uscire a cena o organizzare colazioni con le amiche a casa tua, perché altrimenti hai imparato che spazio per te non ce n'è, devi lottare anche solo per cinque minuti, ma devi farlo altrimenti ne esci pazza.
Penso come tutto era difficile con la Belva, ero stanca dopo una notte semi insonne e non avevo voglia di fare niente, mentre ora mi sento un treno di energie anche senza dormire le mie amate otto ore, ma perché credo che la parte più difficile ormai è diventata routine, non devo più pensare a come fare perché lo so già e devo solo semplicemente farlo.
Non nascondo che avere un figlio come il Francese, così calmo, sorridente, generalmente dormiente aiuti parecchio, ma forse anche la mia (nostra) attitudine meno stressata lo aiuta ad essere calmo.
Quindi alla domanda di una neomamma che mi chiede come faccio, mi viene da rispondere: facile, ne ho fatto un altro e un altro ancora :D
Io sinceramente non so come sia esattamente averne solo uno, perché con la Belva stavo appena cominciando a capire che ero mamma di un esserino che sono rimasta incinta del Vitellino e da lì non si è capito più niente in casa nostra per almeno un paio di anni buoni!
Poi arriva il Francese, con una differenza di età dai fratelli decisamente più umana e inizio a capire cosa vuol dire avere altri bambini che possono intrattenere il pupo il tempo che vai a fare pipì o, se sei fortunata, anche il tempo di bere una tisana; che ti portano il bavaglino per i vomitini che immancabilmente è dall'altra parte della stanza, che fanno rumore a sufficenza per far abituare il suddetto pupo ad addormentarsi anche mentre il fratello suona la batteria con le pentole della cucinina.
E tu sei un'altra, riesci a calcolare ogni secondo utile per qualsiasi attività tua o degli altri, sei un mostro di incastri che tetris ti fa un baffo e riesci persino a uscire a cena o organizzare colazioni con le amiche a casa tua, perché altrimenti hai imparato che spazio per te non ce n'è, devi lottare anche solo per cinque minuti, ma devi farlo altrimenti ne esci pazza.
Penso come tutto era difficile con la Belva, ero stanca dopo una notte semi insonne e non avevo voglia di fare niente, mentre ora mi sento un treno di energie anche senza dormire le mie amate otto ore, ma perché credo che la parte più difficile ormai è diventata routine, non devo più pensare a come fare perché lo so già e devo solo semplicemente farlo.
Non nascondo che avere un figlio come il Francese, così calmo, sorridente, generalmente dormiente aiuti parecchio, ma forse anche la mia (nostra) attitudine meno stressata lo aiuta ad essere calmo.
Quindi alla domanda di una neomamma che mi chiede come faccio, mi viene da rispondere: facile, ne ho fatto un altro e un altro ancora :D
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