Sono a casa dei miei, come ogni Natale da 31 anni a questa parte tranne uno, passato in Spagna con genitori, sorella, cognato e nipote ospiti, ma un Natale che non ho sentito veramente come Natale: troppo caldo e mancavano gli elementi principali del mio Natale.
Perché per me il Natale è a casa dei miei, con tutti i parenti e amici che arrivano, mangiano, bevono un aperitivo o un digestivo, vanno, vengono, chiacchierano, gridano, discutono.
Perché Natale è in questa taverna da sempre, gelida tutto l'anno, compresa l'estate, tranne quei giorni, in cui diventa una fornace, dove si accende il camino e non si spegne fino alla fine delle feste, dove si bruciano vagonate di bucce di mandarino che donano il loro caratteristico odore alle mie giornate, dove ci si sta in 10, in 20 o in 30 a seconda del momento.
Perché Natale è l'albero in salotto, alto fino al soffitto, amato da tutti i gatti e da tutti i bambini, che diventa il guardiano di decine e decine di regali per amici e parenti.
Perché Natale è l'aria frizzante, che ti pizzica il naso, l'acqua gelida sulla faccia la mattina, i piedi che non si scaldano mai e i maglioni pesanti da mettersi addosso quando si esce.
Perché Natale è salutarsi dicendo "dai domani venite qua a pranzo che finiamo i resti", frase che si ripresenta anche i giorni successivi se sono weekend, proprio come quest'anno.
Perché Natale dai miei è caldo, caciarone, strabordante di cibo, di urla, di noia e di chiacchiere, un concentrato di vita in poche parole!
E quindi sono dai miei, per questi e altri cento motivi non riesco a non passare qua queste feste, è più forte di me. Aspetto impaziente la Sister, neoexpat in UK, che rientra domani notte, e allora sì che sarà proprio Natale a tutti gli effetti!
Buon Natale a tutti!
martedì 23 dicembre 2014
lunedì 15 dicembre 2014
Anche questa è decrescita in un certo senso...
Amo leggere, amo perdermi in un romanzo, trovare le risposte che cercavo in un saggio, cercare di indovinare la fine di un giallo. Non c'è stile o tipologia che mi fermi, se mi interessa semplicemente lo leggo.
E amo i libri, il loro odore, il rumore delle pagine, i disegni della copertina, la biografia dell'autore. Averli tutti inscatolati e sparsi tra nord e sud Italia (casa dei miei e casa dei suoceri), oltre che quelli che ho letto qua e quindi in Francia, mi fa soffrire fisicamente perchè vorrei una stanza solo per loro, una sorta di libreria, studio, stanza per gli ospiti, proprio come l'avevamo pensata io e il Navigante anni fa con il progetto di quella che doveva essere la nostra casa.
Ma i progetti cambiano e invece che la casa dei sogni con un grande terreno e tanti animali da far diventare un b&B o nelle migliori delle ipotesi un agriturismo, abbiamo deciso per questa folle vita da girovaghi ed expat. Che ci piace da matti e ci da tante soddisfazioni, ma lascia le nostre cose sparse in giro o inscatolate alle volte per anni.
È anche per questo motivo che ho iniziato il mio percorso di decrescita, sfociato man mano in un lento, ma inesorabile decluttering, perchè ero stanca di trasportare cose in giro, cose che spesso non uso, cose che spesso stanno anni ad ammuffire nelle scatole e che quando riapro mi chiedo: ma perchè ho tenuto questa cosa?
Però i libri, sono un'altra cosa. I libri sono parte di me, li sottolineo, li leggo e li rileggo se li amo, li vivo. E da un anno a questa parte dopo un periodo di zero lettura per il subito post nani, ho ripreso a leggere con un vigore da paura. Da paura soprattutto per il portafoglio e per l'ambiente. Perchè i libri costano e sono fatti di carta, purtroppo non sempre reciclata. Una soluzione però c'è, ma io purista dei miei libri non ho mai voluto prenderla in considerazione: l'e-reader.
Un paio di anni fa mia madre ha regalato il Kobo al Navigante, che dopo un iniziale momento di tentennamento non ha fatto altro che sottolinearne i pregi, arrivando ad ammaliarmi con frasi tipo "pensa a quanto meno costano i libri, potremmo mettere via quei soldi per qualche viaggio o per comprare più libri" "poi vuoi mettere quanto l'ambiente ci guadagna??" "lo sai che in un clic hai subito il libro pronto da leggere??" e alla fine ho ceduto. Per amore dell'ambiente, per amore del portafoglio, con la clausola di potermi comprare i libri a cui tengo sul serio, come quelli di Coelho.
Ora sono Kindle-munita. E anche già kindle-addicted!! Ma sapete quanti cavolo di libri posso comprare e a prezzi irrisori in un secondo?? Ma sapete quanto sia facile trasportarlo, averlo sempre con te, leggere in ogni dove senza il peso di un qualsiasi libro?? E sapete quanto fighe sono le cover per proteggerlo??
Se mi manca la carta stampata? Sì, ma i pro sono talmente tanti....mannaggia alla tecnologia, la vince sempre lei!
E amo i libri, il loro odore, il rumore delle pagine, i disegni della copertina, la biografia dell'autore. Averli tutti inscatolati e sparsi tra nord e sud Italia (casa dei miei e casa dei suoceri), oltre che quelli che ho letto qua e quindi in Francia, mi fa soffrire fisicamente perchè vorrei una stanza solo per loro, una sorta di libreria, studio, stanza per gli ospiti, proprio come l'avevamo pensata io e il Navigante anni fa con il progetto di quella che doveva essere la nostra casa.
Ma i progetti cambiano e invece che la casa dei sogni con un grande terreno e tanti animali da far diventare un b&B o nelle migliori delle ipotesi un agriturismo, abbiamo deciso per questa folle vita da girovaghi ed expat. Che ci piace da matti e ci da tante soddisfazioni, ma lascia le nostre cose sparse in giro o inscatolate alle volte per anni.
È anche per questo motivo che ho iniziato il mio percorso di decrescita, sfociato man mano in un lento, ma inesorabile decluttering, perchè ero stanca di trasportare cose in giro, cose che spesso non uso, cose che spesso stanno anni ad ammuffire nelle scatole e che quando riapro mi chiedo: ma perchè ho tenuto questa cosa?
Però i libri, sono un'altra cosa. I libri sono parte di me, li sottolineo, li leggo e li rileggo se li amo, li vivo. E da un anno a questa parte dopo un periodo di zero lettura per il subito post nani, ho ripreso a leggere con un vigore da paura. Da paura soprattutto per il portafoglio e per l'ambiente. Perchè i libri costano e sono fatti di carta, purtroppo non sempre reciclata. Una soluzione però c'è, ma io purista dei miei libri non ho mai voluto prenderla in considerazione: l'e-reader.
Un paio di anni fa mia madre ha regalato il Kobo al Navigante, che dopo un iniziale momento di tentennamento non ha fatto altro che sottolinearne i pregi, arrivando ad ammaliarmi con frasi tipo "pensa a quanto meno costano i libri, potremmo mettere via quei soldi per qualche viaggio o per comprare più libri" "poi vuoi mettere quanto l'ambiente ci guadagna??" "lo sai che in un clic hai subito il libro pronto da leggere??" e alla fine ho ceduto. Per amore dell'ambiente, per amore del portafoglio, con la clausola di potermi comprare i libri a cui tengo sul serio, come quelli di Coelho.
Ora sono Kindle-munita. E anche già kindle-addicted!! Ma sapete quanti cavolo di libri posso comprare e a prezzi irrisori in un secondo?? Ma sapete quanto sia facile trasportarlo, averlo sempre con te, leggere in ogni dove senza il peso di un qualsiasi libro?? E sapete quanto fighe sono le cover per proteggerlo??
Se mi manca la carta stampata? Sì, ma i pro sono talmente tanti....mannaggia alla tecnologia, la vince sempre lei!
lunedì 8 dicembre 2014
L'agenda di Hollande mi fa un baffo!
Natale è sempre un periodo molto complicato, ci sono mille cose da fare, da organizzare, da pensare...Questo normalmente, poi si decide di avere figli, che vanno all'asilo o a scuola e si scatena l'inferno! (Sì, lo so inferno e Natale sono due concetti che non dovrebbero stare nella stessa frase, ma continuate a leggere e capitemi!)
Ci sono feste della scuola e qui generalmente chiedono di portare ognuno qualcosa...posso io, che adoro cucinare in particolare i dolci, esimermi dal creare un vero e proprio laboratorio di pasticceria casalingo? Eh no, quindi atto primo tirare fuori tutte le chincaglierie da cucina con tema natalizio che stazionano da una settimana sulla credenza, atto secondo pensare a cosa fare e quindi stilare la lista di quello che manca, atto terzo farlo, possibilmente non con troppo anticipo per mantenere la freschezza del prodotto.
Ah, non dimentichiamo che ci sono anche le torte del venerdì, quelle di cui ho parlato qui, che guarda caso per la classe della Belva cascano proprio prima delle feste...tanto per tenermi un po' impegnata...
Poi ci sono i regali da pensare, da andare a comprare (e qui scatta pure il piano di organizzazione con il marito che vuole ovviamente essere presente, ma che lavora...o almeno ci prova...), da nascondere, da infilare in macchina e portare a casa dei miei, da incartare e infine sistemare sotto l'albero.
C'è ovviamente l'albero, da comprare, da decorare, insieme a tutto il resto della casa, gli adesivi alle finestre che vogliono mettere i nani e che alla fine mi ritrovo tutti ad altezza nanesca, e possibilmente fare tutto in pieno clima natalizio, senza litigi, urla e con musichine di sottofondo...a me non riesce mai, sicuramente qualcosa salta, normalmente le urla sono sempre presenti! Soprattutto quando il Navigante ti molla il venerdì da sola, giorno super pieno, con l'albero da fare, i nani a casa, il Vitellino che inciampa sulle luci dell'albero e le fa saltare in aria, il gatto impazzito che non fa altro che saltare dentro l'albero!
E poi c'è anche Capodanno, qualche giorno da passare sulla neve con due coppie di amici italiani con cui abbiamo condiviso moltissimo quando vivevamo a La Spezia, c'è l'organizzazione per quei giorni, per i vestiti da portare, per i regali da fare, come c'è l'eccitazione di rivedersi ancora una volta tutti insieme.
E infine ci sei anche tu, ci sono i saluti ad amiche che se ne vanno e che non sai quando rivedrai, c'è la solita breakfast con le alleate ma per Natale la si fa a casa di una di noi, non al bar, e ognuna porta qualcosa (obviously!!), c'è la palestra che vuoi continuare a fare fino a prima della partenza, c'è un garage mezzo allagato da sistemare, c'è un Navigante con cui passare un po' del tuo tempo.
Amo il Natale, lo amo sul serio, ma ora come ora vorrei solo distendermi a letto e non alzarmi fino all'anno nuovo!
Ci sono feste della scuola e qui generalmente chiedono di portare ognuno qualcosa...posso io, che adoro cucinare in particolare i dolci, esimermi dal creare un vero e proprio laboratorio di pasticceria casalingo? Eh no, quindi atto primo tirare fuori tutte le chincaglierie da cucina con tema natalizio che stazionano da una settimana sulla credenza, atto secondo pensare a cosa fare e quindi stilare la lista di quello che manca, atto terzo farlo, possibilmente non con troppo anticipo per mantenere la freschezza del prodotto.
Ah, non dimentichiamo che ci sono anche le torte del venerdì, quelle di cui ho parlato qui, che guarda caso per la classe della Belva cascano proprio prima delle feste...tanto per tenermi un po' impegnata...
Poi ci sono i regali da pensare, da andare a comprare (e qui scatta pure il piano di organizzazione con il marito che vuole ovviamente essere presente, ma che lavora...o almeno ci prova...), da nascondere, da infilare in macchina e portare a casa dei miei, da incartare e infine sistemare sotto l'albero.
C'è ovviamente l'albero, da comprare, da decorare, insieme a tutto il resto della casa, gli adesivi alle finestre che vogliono mettere i nani e che alla fine mi ritrovo tutti ad altezza nanesca, e possibilmente fare tutto in pieno clima natalizio, senza litigi, urla e con musichine di sottofondo...a me non riesce mai, sicuramente qualcosa salta, normalmente le urla sono sempre presenti! Soprattutto quando il Navigante ti molla il venerdì da sola, giorno super pieno, con l'albero da fare, i nani a casa, il Vitellino che inciampa sulle luci dell'albero e le fa saltare in aria, il gatto impazzito che non fa altro che saltare dentro l'albero!
E poi c'è anche Capodanno, qualche giorno da passare sulla neve con due coppie di amici italiani con cui abbiamo condiviso moltissimo quando vivevamo a La Spezia, c'è l'organizzazione per quei giorni, per i vestiti da portare, per i regali da fare, come c'è l'eccitazione di rivedersi ancora una volta tutti insieme.
E infine ci sei anche tu, ci sono i saluti ad amiche che se ne vanno e che non sai quando rivedrai, c'è la solita breakfast con le alleate ma per Natale la si fa a casa di una di noi, non al bar, e ognuna porta qualcosa (obviously!!), c'è la palestra che vuoi continuare a fare fino a prima della partenza, c'è un garage mezzo allagato da sistemare, c'è un Navigante con cui passare un po' del tuo tempo.
Amo il Natale, lo amo sul serio, ma ora come ora vorrei solo distendermi a letto e non alzarmi fino all'anno nuovo!
venerdì 28 novembre 2014
Rimedi naturali per la candida.
Lo dicevo io che prima di venerdì qualcos'altro mi sarebbe capitato, che lo stress, la stanchezza, la sfiga di questo periodo da mamma single hanno fatto combutta e martedì mi sono ritrovata a combattere l'ennesima battaglia contro la candida.
Alzi la mano quale donna non abbia mai avuto questo fastidio in vita sua! Le statistiche parlano di 75% dei casi tra le donne con almeno un 45/50% che ha recidive. Io ho iniziato a 14 anni, sportiva di uno sport che si fa in ambienti umidi adattissimi alla proliferazione di questo fungo naturalmente presente nel nostro corpo, e non ho mai smesso di soffrirne. La combattevo chimicamente, possibilmente con la pastiglia che mi facesse scomparire più velocemente possibile i sintomi e non ci pensavo più fino alla volta successiva.
Poi ecco ho intrapreso questa vita un po' più natural e, senza accorgermene, ho iniziato ad allungare i tempi tra una recidiva e l'altra, passando indenne persino le mie due gravidanze, periodo notoriamente proficuo per il fungaccio in questione.
Quindi quando l'anno scorso mi sono ritrovata dopo il periodo natalizio e post antibiotico di nuovo con il problema ho iniziato ad informarmi meglio su rimedi più naturali. Per fortuna l'attacco è stato breve e si è risolto stando un po' più attenta con l'alimentazione, stavolta invece ho dovuto impegnarmi un po' di più, ma pare che sia arrivata alla fine del tunnel.
Voglio quindi condividere con voi tutti i rimedi naturali di cui ho letto e che ho testato:
Se poi ci si vuole aiutare con rimedi omeopatici o fitopatici la scelta è piuttosto ampia. Io questa volta ho voluto l'aiuto omeopatico perchè l'attacco è stato proprio forte e mi è stato consigliato Monilia Albicans (5 granuli due volte al giorno); inoltre avendo ancora un po' di tea tree oil, che usavo nel lavaggio dei pannolini lavabili, ne metto qualche goccia nell'acqua e bicarbonato, l'anno scorso con l'attacco più lieve per esempio è bastato solo quello spalmato direttamente sulle mucose infiammate.
Leggendo in giro ho trovato che anche l'olio essenziale di origano e l'olio essenziale di timo rosso possono essere impiegati, così come l'utilizzo di estratto secco dei semi di pompelmo, tintura madre ed estratto secco delle sommità fiorite di verga d'oro, corteccia di pau d'arco, radice di ratania, ma sono tutti rimedi che non ho mai provato personalmente al contrario dei consigli sopra elencati.
Sottolineo che non sono un medico, volevo però darvi un ventaglio di esperienze e qualche consiglio che spero esservi utile. Se avete altri consigli, anedotti, esperienze da darmi in merito a rimedi più o meno naturali contro la candida, sono tutt'orecchi, perchè purtroppo so che questa sarà una battaglia che dovrò affrontare ancora.
Alzi la mano quale donna non abbia mai avuto questo fastidio in vita sua! Le statistiche parlano di 75% dei casi tra le donne con almeno un 45/50% che ha recidive. Io ho iniziato a 14 anni, sportiva di uno sport che si fa in ambienti umidi adattissimi alla proliferazione di questo fungo naturalmente presente nel nostro corpo, e non ho mai smesso di soffrirne. La combattevo chimicamente, possibilmente con la pastiglia che mi facesse scomparire più velocemente possibile i sintomi e non ci pensavo più fino alla volta successiva.
Poi ecco ho intrapreso questa vita un po' più natural e, senza accorgermene, ho iniziato ad allungare i tempi tra una recidiva e l'altra, passando indenne persino le mie due gravidanze, periodo notoriamente proficuo per il fungaccio in questione.
Quindi quando l'anno scorso mi sono ritrovata dopo il periodo natalizio e post antibiotico di nuovo con il problema ho iniziato ad informarmi meglio su rimedi più naturali. Per fortuna l'attacco è stato breve e si è risolto stando un po' più attenta con l'alimentazione, stavolta invece ho dovuto impegnarmi un po' di più, ma pare che sia arrivata alla fine del tunnel.
Voglio quindi condividere con voi tutti i rimedi naturali di cui ho letto e che ho testato:
- Alimentazione: la candida per sopravvivere deve avere determinate condizioni, prima fra tutte deve alimentarsi ed essendo un fungo i suoi alimenti sono in primis zuccheri e lieviti, quindi togliendo questo andremo piano piano a farla morire.
Per un periodo di almeno una settimana quindi niente più zuccheri raffinati, alcool (in particolare birra), cibi lievitati (come pane e pizza ahimè!), caffè, arachidi, formaggi stagionati e con le muffe, pasticceria e dolci in genere, aceto, latticini, cibi particolarmente grassi e di difficile digestione. Avanti invece a probiotici, prebiotici, carboidrati integrali, pesce, uova, carni magre, tutte le verdure in particolare il finocchio e il carciofo, spezie e aromi come curcuma, anice, cumino e aglio (se riuscite a mangiarne uno spicchio al giorno tanto meglio, io proprio non ce la faccio!).
Se poi volete continuare a non avere ricadute cercate sempre di limitare gli alimenti no, a favore di quelli sì. - Igiene: usate in generale un detergente per l'igiene intima che sia a ph acido (quello neutro va bene per bambine e donne in menopausa), durante un attacco di candida pensate però a fare degli sciacqui con acqua e bicarbonato che non solo dona sollievo immediato, ma alza moltissimo il ph vaginale rendendo l'ambiente ostile per la candida che quindi regredirà. Non abusare però di questa metodologia, in quanto si rischiano altre infezioni alterando il ph naturale delle mucose.
Come "crema" potete utilizzare lo yogurt bianco naturale da spalmare all'estero e all'interno della vagina che aiuterà a ristabilire la flora intestinale e che combatterà i miceti della candida. Anche mangiarlo ovviamente aiuta ;) - Abbigliamento: la candida predilige un ambiente umido, quindi tutti quegli indumenti che lo mantengono, come pantaloni stretti, slip sintetici, collant, costumi da bagno, sono da bandire. Via alle gonne senza le calze, a pantaloni larghi, slip in cotone naturale e possibilmente bianchi...non molto sexy, ma sfido a sentirsi sexy con un attacco di candida!
- Stile di vita: e qui per me sono un po' dolori...evitare ambienti promiscui o caldo-umidi quindi addio palestra e piscina (impossibile per me, posso limitarle, ma non eliminarle) almeno durante l'attacco forte, evitare situazioni di stress (ahahahahahaha!!!), limitare l'uso di antibiotici o in generale farmaci che attacchino la flora batterica (qui ci siamo ;P), mantenere uno stile di vita attivo con una dieta sana ed equilibrata (ça depend ;P).
Se poi ci si vuole aiutare con rimedi omeopatici o fitopatici la scelta è piuttosto ampia. Io questa volta ho voluto l'aiuto omeopatico perchè l'attacco è stato proprio forte e mi è stato consigliato Monilia Albicans (5 granuli due volte al giorno); inoltre avendo ancora un po' di tea tree oil, che usavo nel lavaggio dei pannolini lavabili, ne metto qualche goccia nell'acqua e bicarbonato, l'anno scorso con l'attacco più lieve per esempio è bastato solo quello spalmato direttamente sulle mucose infiammate.
Leggendo in giro ho trovato che anche l'olio essenziale di origano e l'olio essenziale di timo rosso possono essere impiegati, così come l'utilizzo di estratto secco dei semi di pompelmo, tintura madre ed estratto secco delle sommità fiorite di verga d'oro, corteccia di pau d'arco, radice di ratania, ma sono tutti rimedi che non ho mai provato personalmente al contrario dei consigli sopra elencati.
Sottolineo che non sono un medico, volevo però darvi un ventaglio di esperienze e qualche consiglio che spero esservi utile. Se avete altri consigli, anedotti, esperienze da darmi in merito a rimedi più o meno naturali contro la candida, sono tutt'orecchi, perchè purtroppo so che questa sarà una battaglia che dovrò affrontare ancora.
martedì 25 novembre 2014
Di truffe e zecche
Weekend intenso, la legge di Murphy ha colpito ancora: tutto quello che può succedere, succederà quando il marito non c'è! Dite che non era proprio così?? Bè però ci sta!!
Iniziamo con sabato mattina, una notte un po' agitata, un risveglio alla solita ora quando speravo almeno in una mezz'oretta in più e il telefono fisso che inizia a squillare...alle 8 di mattina di sabato??? Mi allarmo un po' e corro a rispondere.
Parlano in inglese, che anche me la cavo, però capitemi al mattino, al telefono con le belve che richiamavano colazione e un rumore di sottofondo quasi assordante. Dicono di essere della Microsoft Florida, parlano di gravi problemi al computer, mi chiedono di accendere il computer.
Il primo pensiero è: oddio che abbiamo combinato?? Il secondo è qua c'è qualcosa che non torna e nel frattempo che il mio macinino carica ("eh signora ci sono grossi problemi per quello è lento") mando un sms a mio marito che mi richiama immediatamente.
Anche lui non sa cosa pensare e il dubbio è sempre più grande quando mi dice che in Florida sono le 4 del mattino. Qualche minuto di panico in cui non sappiamo cosa fare finchè mi dice di dargli la mail e farci mandare tutte le istruzioni del caso.
Chiusa la conversazione possiamo rilassarci tutti, bimbi compresi, visto che li ho piazzati davanti a latte e biscotti, quindi iniziamo la ricerca su internet: basta digitare truffa telefonica Microsoft e si avranno svariati siti, vi segnalo questo articolo e sempre dello stesso autore, quest'altro articolo dove potrete anche ascoltare le registrazioni telefoniche. Inoltre andando direttamente sul sito della Microsoft si può leggere (cito):
Qui se volete leggere direttamente dal loro sito le varie truffe in cui viene utilizzato il loro nome in maniera fraudolenta.
Bene, mi dico che ho dato, che ormai il Navigante sta per tornare, ma invece devo fare ancora i conti con la sfiga che ci vede benissimo e domenica, mentre sono tranquilla e beata al parco con i nani e alcuni amici, con ben 20º gradi e un sole da far invidia alla primavera, me ne aspetta un'altra: faccio vedere alla mia amica la botta che il Vitellino ha preso in testa a casa sua qualche giorno prima e invece della botta trovo...UNA ZECCA!!! O__o Emachecaz...
Quindi prendi il Vitellino, portalo in ospedale, aspetta un'ora (ovviamente vicino all'ora di pranzo che il Vitellino stava per sbranare me e il dottore), sentilo strillare mentre lo teniamo bloccato in tre per togliere l'animalaccio, torna a casa dai miei amici dove ho lasciato la Belva, mangia con loro (che Dio li benedica, perchè se dovevo pure fare da mangiare ero nella m...), riprendi i nani portali a casa, mettili a dormire...e pensa che è domenica pomeriggio e che sei tutto fuorchè riposata e che mancano ancora cinque giorni al rientro del Navigante...
Aiutatemi!
Iniziamo con sabato mattina, una notte un po' agitata, un risveglio alla solita ora quando speravo almeno in una mezz'oretta in più e il telefono fisso che inizia a squillare...alle 8 di mattina di sabato??? Mi allarmo un po' e corro a rispondere.
Parlano in inglese, che anche me la cavo, però capitemi al mattino, al telefono con le belve che richiamavano colazione e un rumore di sottofondo quasi assordante. Dicono di essere della Microsoft Florida, parlano di gravi problemi al computer, mi chiedono di accendere il computer.
Il primo pensiero è: oddio che abbiamo combinato?? Il secondo è qua c'è qualcosa che non torna e nel frattempo che il mio macinino carica ("eh signora ci sono grossi problemi per quello è lento") mando un sms a mio marito che mi richiama immediatamente.
Anche lui non sa cosa pensare e il dubbio è sempre più grande quando mi dice che in Florida sono le 4 del mattino. Qualche minuto di panico in cui non sappiamo cosa fare finchè mi dice di dargli la mail e farci mandare tutte le istruzioni del caso.
Chiusa la conversazione possiamo rilassarci tutti, bimbi compresi, visto che li ho piazzati davanti a latte e biscotti, quindi iniziamo la ricerca su internet: basta digitare truffa telefonica Microsoft e si avranno svariati siti, vi segnalo questo articolo e sempre dello stesso autore, quest'altro articolo dove potrete anche ascoltare le registrazioni telefoniche. Inoltre andando direttamente sul sito della Microsoft si può leggere (cito):
Microsoft non effettua chiamate non richieste per aiutarti a riparare il tuo computer
Qui se volete leggere direttamente dal loro sito le varie truffe in cui viene utilizzato il loro nome in maniera fraudolenta.
Bene, mi dico che ho dato, che ormai il Navigante sta per tornare, ma invece devo fare ancora i conti con la sfiga che ci vede benissimo e domenica, mentre sono tranquilla e beata al parco con i nani e alcuni amici, con ben 20º gradi e un sole da far invidia alla primavera, me ne aspetta un'altra: faccio vedere alla mia amica la botta che il Vitellino ha preso in testa a casa sua qualche giorno prima e invece della botta trovo...UNA ZECCA!!! O__o Emachecaz...
Quindi prendi il Vitellino, portalo in ospedale, aspetta un'ora (ovviamente vicino all'ora di pranzo che il Vitellino stava per sbranare me e il dottore), sentilo strillare mentre lo teniamo bloccato in tre per togliere l'animalaccio, torna a casa dai miei amici dove ho lasciato la Belva, mangia con loro (che Dio li benedica, perchè se dovevo pure fare da mangiare ero nella m...), riprendi i nani portali a casa, mettili a dormire...e pensa che è domenica pomeriggio e che sei tutto fuorchè riposata e che mancano ancora cinque giorni al rientro del Navigante...
Aiutatemi!
venerdì 21 novembre 2014
L'ingrediente che ci amalgama
E siamo all'ultima settimana da mamma single o vedova bianca o come cavolo volete chiamarmi.
Sono molto molto molto stanca. Anche se i nani sono tutte le mattine all'ecole e alla creche (ho chiesto anche il venerdì per il Vitellino in queste settimane per avere una mattina in più "libera"), io non riesco a tirare il fiato. Le mattine tra il corso di francese e le commissioni in giro, andare a portare e riprendere entrambi i nani sono un delirio. I pomeriggi tra il mettere a posto casa, cucinare per la cena, stare dietro a loro sono estenuanti. Semplicemente non vedo l'ora che arrivi la sera, leggere qualche storia nel lettone e buttarmi a dormire. Alle 21, insieme a loro. Che depressione!
Quando rimango da sola con i nani per giorni tutti i miei limiti di mamma salgono come le bollicine dello champagne. Divento rigida, non riesco a rilassarmi, la mia pazienza è sotto i tacchi, urlo davvero troppo, le mani fremono spesso. Oddio, scrivendolo, mi rendo conto che divento come mia madre! Che effettivamente era come se fosse sola visto l'aiuto nullo di mio padre...
Cerco di essere indulgente con me stessa, cerco di darmi svariati pat pat sulla spalla quando le cose filano più o meno nel verso giusto, cerco di cambiare quello che dentro di me sento sbagliato anche se faccio davvero un'enorme fatica.
Essere soli non è facile. Soprattutto quando il compagno che hai al tuo fianco è davvero parte integrante della tua vita e di quella dei tuoi figli. E per inciso non è facile nemmeno essere senza un papà, lo vedo negli occhi dei miei nani quanto questo periodo sia per loro difficile, soprattutto ora che iniziano a rendersene conto davvero di cosa significhi "papà andrà via qualche giorno per lavoro".
Senza dimenticare che il Navigante, con tutti i difetti di un uomo, è una persona che quando è con noi è solo per noi. E quindi quando non c'è davvero manca qualcosa, la nostra non è più una famiglia vera e propria, facciamo fatica ad amalgamarci perchè l'ingrediente che ci lega armoniosamente non c'è.
Questo ingredienti fa parte della mia vita da nove anni proprio ieri. Ci sono stati momenti in cui la ricetta è impazzita, ma siamo sempre riusciti a salvarla. Ora non riesco proprio a pensarci diversamente se non insieme e ogni secondo di lontananza diventa sempre più pesante, dopo tutto questo tempo dovrei essermi abituata e invece è sempre peggio.
E penso con terrore all'anno nuovo: nella tabella di marcia c'è come l'anno scorso una missione di 4 mesi fuori. Sto ballando la macumba perchè succeda qualcosa che non lo faccia partire, che ne so, la crisi mondiale, che la nave si scasci, che si rompa una gamba...magari quello no, che poi un uomo malato in casa, è peggio di 4 mesi di lontananza! Ma ancora una volta penso che non ce la posso fare, anche se poi dovrò :(
Sono molto molto molto stanca. Anche se i nani sono tutte le mattine all'ecole e alla creche (ho chiesto anche il venerdì per il Vitellino in queste settimane per avere una mattina in più "libera"), io non riesco a tirare il fiato. Le mattine tra il corso di francese e le commissioni in giro, andare a portare e riprendere entrambi i nani sono un delirio. I pomeriggi tra il mettere a posto casa, cucinare per la cena, stare dietro a loro sono estenuanti. Semplicemente non vedo l'ora che arrivi la sera, leggere qualche storia nel lettone e buttarmi a dormire. Alle 21, insieme a loro. Che depressione!
Quando rimango da sola con i nani per giorni tutti i miei limiti di mamma salgono come le bollicine dello champagne. Divento rigida, non riesco a rilassarmi, la mia pazienza è sotto i tacchi, urlo davvero troppo, le mani fremono spesso. Oddio, scrivendolo, mi rendo conto che divento come mia madre! Che effettivamente era come se fosse sola visto l'aiuto nullo di mio padre...
Cerco di essere indulgente con me stessa, cerco di darmi svariati pat pat sulla spalla quando le cose filano più o meno nel verso giusto, cerco di cambiare quello che dentro di me sento sbagliato anche se faccio davvero un'enorme fatica.
Essere soli non è facile. Soprattutto quando il compagno che hai al tuo fianco è davvero parte integrante della tua vita e di quella dei tuoi figli. E per inciso non è facile nemmeno essere senza un papà, lo vedo negli occhi dei miei nani quanto questo periodo sia per loro difficile, soprattutto ora che iniziano a rendersene conto davvero di cosa significhi "papà andrà via qualche giorno per lavoro".
Senza dimenticare che il Navigante, con tutti i difetti di un uomo, è una persona che quando è con noi è solo per noi. E quindi quando non c'è davvero manca qualcosa, la nostra non è più una famiglia vera e propria, facciamo fatica ad amalgamarci perchè l'ingrediente che ci lega armoniosamente non c'è.
Questo ingredienti fa parte della mia vita da nove anni proprio ieri. Ci sono stati momenti in cui la ricetta è impazzita, ma siamo sempre riusciti a salvarla. Ora non riesco proprio a pensarci diversamente se non insieme e ogni secondo di lontananza diventa sempre più pesante, dopo tutto questo tempo dovrei essermi abituata e invece è sempre peggio.
E penso con terrore all'anno nuovo: nella tabella di marcia c'è come l'anno scorso una missione di 4 mesi fuori. Sto ballando la macumba perchè succeda qualcosa che non lo faccia partire, che ne so, la crisi mondiale, che la nave si scasci, che si rompa una gamba...magari quello no, che poi un uomo malato in casa, è peggio di 4 mesi di lontananza! Ma ancora una volta penso che non ce la posso fare, anche se poi dovrò :(
martedì 18 novembre 2014
Un altro passo natural: la coppetta mestruale
Chi mi legge sa che io sono una di quelle mamme un po' natural-fanatiche: un po' di decrescita lì, un po' di pannolini lavabili là, rimedi naturali per i malanni, autoproduzione...insomma non sono proprio perfetta, ma mi dico sempre che se tutti facessero come me il mondo ne gioverebbe alquanto.
In tutto questo però non avevo ancora fatto niente per l'impatto ambientale prodotto dal mio ciclo mestruale, visto che ho continuato ad usare assorbenti usa e getta, anche perchè il mio ciclo è sempre stato ballerino e per 2 anni abbondanti tra gravidanze e allattamento quasi non l'ho avuto.
Poi però il ciclo è ritornato, sempre lasciandomi lunghi periodi a secco (figo! direte voi. Sì, un po' meno quando si cercano figli, dico io) e quindi ho iniziato a pensarci. Lungi dal volere usare quelli lavabili (mi fa un po' senso il sangue), ho cominciato ad usare gli assorbenti usa e getta, ma biodegradabili che tra l'altro qui in Francia hanno prezzi decisamente più abbordabili e si trovano in quasi tutti i supermercati.
Il passo successivo invece è stato la coppetta mestruale. Dapprima ho letto un po' di info sul web, poi finalmente mi sono decisa e l'ho comprata, spinta anche da un prezzo decisamente molto buono (in Italia l'avevo trovata sempre in negozi bio intorno ai 30 euro, la mia invece è costata 10 euro!). Ovviamente è arrivata poco prima rimassi incinta quest'estate e quindi, ben contenta, non l'ho potuto provare.
Poi vabbè chi mi legge sa com'è andata e dopo il raschiamento, il primo ciclo post raschiamento e le sei settimane post intervento in cui consigliano di non utilizzarla, ho potuto aprire la confezione della mia coppetta mestruale, sterilizzarla ed indossarla.
Il primo giorno è stato un po' strano, sono riuscita ad inserirla senza problemi, ma la sentivo spingere sulla parete e ho letto che se è inserita correttamente non dovrebbe sentirsi quasi. Il secondo giorno invece ho avuto qualche perdita e quindi l'ho tolta e messa più volte, ora ho più o meno capito come inserirla nel modo corretto. La cosa che ancora non mi riesce per niente è tirarla fuori senza combinare disastri, per ora quindi la tolgo solo nella doccia così non ho problemi. Stamattina poi sono andata in palestra e non mi ha dato nessun fastidio, nè ho avuto nessuna perdita!
Sono contenta, anche se devo ancora perfezionarmi bene; la consiglio vivamente, ma solo se si ha una buona conoscenza del proprio corpo, altrimenti secondo me diventa davvero difficile.
Qualche info:
- fatta in gomma, latex o silicone è morbida, si adatta perfettamente a tutte le tipologie di donna e fino ad oggi non sono stati registrati casi di sindrome da shock tossico causati dall'utilizzo della coppetta mestruale;
- vi sono generalmente due formati: uno per le donne sopra i 30 anni o che abbiano partorito naturalmente e uno per quelle al di sotto dei 28 anni, è utilizzabile anche da donne vergini;
- ha una durata che varia dai 5 ai 10 anni e già nel giro di quattro cicli si ammortizza il suo costo iniziale;
- con flussi di sangue normali si svuota generalmente ogni 12 ore, la si sciacqua con l'acqua e la si reinserisce;
Per qualsiasi domanda non esitate a chiedermi.
In tutto questo però non avevo ancora fatto niente per l'impatto ambientale prodotto dal mio ciclo mestruale, visto che ho continuato ad usare assorbenti usa e getta, anche perchè il mio ciclo è sempre stato ballerino e per 2 anni abbondanti tra gravidanze e allattamento quasi non l'ho avuto.
Poi però il ciclo è ritornato, sempre lasciandomi lunghi periodi a secco (figo! direte voi. Sì, un po' meno quando si cercano figli, dico io) e quindi ho iniziato a pensarci. Lungi dal volere usare quelli lavabili (mi fa un po' senso il sangue), ho cominciato ad usare gli assorbenti usa e getta, ma biodegradabili che tra l'altro qui in Francia hanno prezzi decisamente più abbordabili e si trovano in quasi tutti i supermercati.
Il passo successivo invece è stato la coppetta mestruale. Dapprima ho letto un po' di info sul web, poi finalmente mi sono decisa e l'ho comprata, spinta anche da un prezzo decisamente molto buono (in Italia l'avevo trovata sempre in negozi bio intorno ai 30 euro, la mia invece è costata 10 euro!). Ovviamente è arrivata poco prima rimassi incinta quest'estate e quindi, ben contenta, non l'ho potuto provare.
Poi vabbè chi mi legge sa com'è andata e dopo il raschiamento, il primo ciclo post raschiamento e le sei settimane post intervento in cui consigliano di non utilizzarla, ho potuto aprire la confezione della mia coppetta mestruale, sterilizzarla ed indossarla.
Il primo giorno è stato un po' strano, sono riuscita ad inserirla senza problemi, ma la sentivo spingere sulla parete e ho letto che se è inserita correttamente non dovrebbe sentirsi quasi. Il secondo giorno invece ho avuto qualche perdita e quindi l'ho tolta e messa più volte, ora ho più o meno capito come inserirla nel modo corretto. La cosa che ancora non mi riesce per niente è tirarla fuori senza combinare disastri, per ora quindi la tolgo solo nella doccia così non ho problemi. Stamattina poi sono andata in palestra e non mi ha dato nessun fastidio, nè ho avuto nessuna perdita!
Sono contenta, anche se devo ancora perfezionarmi bene; la consiglio vivamente, ma solo se si ha una buona conoscenza del proprio corpo, altrimenti secondo me diventa davvero difficile.
Qualche info:
- fatta in gomma, latex o silicone è morbida, si adatta perfettamente a tutte le tipologie di donna e fino ad oggi non sono stati registrati casi di sindrome da shock tossico causati dall'utilizzo della coppetta mestruale;
- vi sono generalmente due formati: uno per le donne sopra i 30 anni o che abbiano partorito naturalmente e uno per quelle al di sotto dei 28 anni, è utilizzabile anche da donne vergini;
- ha una durata che varia dai 5 ai 10 anni e già nel giro di quattro cicli si ammortizza il suo costo iniziale;
- con flussi di sangue normali si svuota generalmente ogni 12 ore, la si sciacqua con l'acqua e la si reinserisce;
Per qualsiasi domanda non esitate a chiedermi.
Iscriviti a:
Post (Atom)